Los Angeles, 2 luglio 2004
E' morto all'età di 80 anni in un ospedale di Los Angeles Marlon Brando, uno dei più grandi attori di tutti i tempi. Brando era da tempo in precarie condizioni di salute.
"Faccio il mestiere più inutile del mondo, ma resto a Hollywood perché non ho il coraggio di rifiutare i soldi". Selvaggio, scostante e intrattabile, diviso fra tragedie personali, colpi di testa esistenziali e totale immersione nel 'metodo' che ha reso celebre l' Actor's studio, Marlon Brando ha attraversato quarant' anni di cinema tra interpretazioni magistrali e partecipazioni bislacche ma miliardarie a film di valore più che dubbio, "modificando comunque - come ha scritto il critico David Thomson - sia nei suoi lunghi ritiri che nei suoi migliori lavori il nostro modo di intendere la recitazione".
La vita e i film
L'attore, ritenuto da molti come "il più grande di tutti i tempi", era nato ad Omaha nel Nebraska il 3 Aprile del 1924, figlio di Marlon Brando Sr, venditore di mangimi per bestiame, e dell'attrice Dorothy Pennebaker, morta nel 1954.
Figlio di genitori alcolizzati, trascorse gran parte dell'infanzia da solo e, dopo un'educazione di tipo militare alla Shattuck Military School, frequentò l'Actors Studio.
Nel 1951 si impose al pubblico con il suo secondo film, "Un tram chiamato desiderio" e, nel 1954, ottenne il suo primo Oscar con l'indimenticabile personaggio di Terry Malloy in "Fronte del porto", influenzando un'intera generazione di ribelli, dentro e fuori dallo schermo.
Magnetico in ogni suo ruolo, da "Bulli e pupe" (1956) a "Gli ammutinati del Bounty" (1962), negli anni'70, inoltre, divenne una vera e propria icona, grazie alla discussa ma molto
apprezzata serie de "Il Padrino" di Francis Ford Coppola.
Grazie alla parte di Don Vito Corleone conquistò la sua seconda statuetta, nel 1973. Confermando la sua forza di carattere e il suo anticonformismo, in quell'occasione Brando rifiutò il premio, disertando la cerimonia, per protestare contro il modo in cui gli Stati Uniti e Hollywood avevano fino ad allora affrontato la questione dei nativi americani.
Attore e regista indomito, non smise mai di stupire per le sue scelte, apparendo nel 1974 nel controverso film di Bernardo Bertolucci "Ultimo tango a Parigi" che, sebbene ampiamente censurato, gli valse un'altra nomination all'Oscar.
Indimenticabile in ogni film rimane nei cuori di tre generazioni di cinefili anche per l'affascinante e maledetto ruolo del colonnello Kurtz, nel film di denuncia contro il Vietnam "Apocalypse Now" di Francis Ford Coppola.
Padre di un numero discusso di figli, per il cui riconoscimento dovette anche affrontare delle cause giuridiche, nel 1995 perse sua figlia Cheyenne, morta suicida. Ricoverato nel 2001 per polmonite, da tempo viveva in totale isolamento
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e pensare che molti ancora credono che inforcasse una Harley Davidson...
