Io da anni McDonald, Nestlè ( e consociate varie quali acqua Vera, Buitoni e compagnia), Danone, Sky, Disney.


Io da anni McDonald, Nestlè ( e consociate varie quali acqua Vera, Buitoni e compagnia), Danone, Sky, Disney.


nestlè, nike (e consorelle) e walt disney.
non approvo quello a benetton o sky.
non seguo quello a mcdonalds


Che pirla, dimenticavo Nike.In origine postato da Il_Siso
Io da anni McDonald, Nestlè ( e consociate varie quali acqua Vera, Buitoni e compagnia), Danone, Sky, Disney.


Nestlè.


non boicotto


tutto ciò che viene testato sugli animali, ovviamente McDonald's (da quando sono nato: mi ha sempre fatto schifo), tutte le acque minerali e cerco di boicottare Nestlé, che però è una fregatura visto tutte le sottomarche che ha
perché boicottate la Disney?


...anzi, se il Siso avesse la bontà di darmi una lista delle sottomarche Nestlé...


Sono infingardi perchè alcune sono difficili da scovare, ma nell'orbita Nestlè c'è la Buitoni, la Bonaqua, l'acqua Vera, l'acqua Perrier.In origine postato da enrique lister
...anzi, se il Siso avesse la bontà di darmi una lista delle sottomarche Nestlé...
Ho trovato un elenco completo:
BEVANDE: Nescafé, Nesquik, Nestea,Orzoro
ACQUA MINERALE: Perrier, Vittel, Acqua Vera, San Bernardo, S.Pellegrino,
Panna, Levissima, Pejo, Recoaro
DOLCI: Smarties, Kit Kat, Galak, Lion, After Eight, Quality Street, Toffee,
Polo, Rowntree, Motta, Alemagna
CIOCCOLATO: Perugina, Nestlé
SALUMI: Vismara, King's
OLIO: Sasso
CONSERVE: Berni
FORMAGGI: Locatelli, Hirz
PASTA: Buitoni, Pezzullo
DADI PER BRODO: Maggi
SURGELATI: Findus, Surgela, Mare Fresco, La Valle degli Orti
GELATI: Motta, Alemagna, Antica Gelateria del Corso
PASTA PER DOLCI: Leisi
MAYONESE: Thomy
CIBI PER ANIMALI: Friskies, Buffet
COSMETICI: L'Oreal, Lancome


Sulla Disney:
La rete insorge contro la Disney per la sua scarsa sensibilità ai diritti dei lavoratori e non solo, anche in occasione dell'uscita dell'ultimo lavoro a cartoni che dal 21 giugno arriverà nelle sale di tutto il mondo per la gioia dei bambini. "Lilo e Stitch" è una favola sull'amicizia tra una ragazzina hawaiana, Lilo, e un dispettoso extraterrestre di nome Stitch, arricchita dalla colonna sonora di Elvis Presley.
E anche in questo lieto evento gli accaniti detrattori di Disney la fanno da padroni sul web. Alcuni dicono che i film della Disney nascondano messaggi subliminali, altri criticano il fatto che la Disney abbia "rubato" storie e leggende tipiche di numerose culture popolari e le abbia "imbastardite", banalizzandone – o americanizzandone - i tratti salienti, spesso riscrivendo la trama o cambiandola sostanzialmente.
E quello che è più dannoso – lamentano gli anti-Disney – è la divisione in buoni e cattivi che viene fatta sugli animali. «Sono solo stereotipi: nella continua ricerca di definire il bene e il male si continua considerare cattivo il lupo e il serpente, buoni i gatti; il leone sarà sempre il re della foresta e così via».


Ancora Disney:
La WALT DISNEY CORPORATION è una delle multi più potenti di questo pianeta
che ha costruito il suo impero sui fumetti di Paperino e Topolino, ma oggi
ha
le mani su molti dei settori strategici dell'economia a partire naturalmente
dal settore dei media e della comunicazione per estendersi un po'ovunque
dall'industria tessile a quella edilizia.
Disney sostiene l'utilizzo di internet, non come attualmente gestito, ma,
come nel modello televisivo, dove emissario del messaggio e ricettore sono
ben distinti: in poche parole ciò implica l'uso di questo media in modo
agevolato a favore di pochi, che diffondono informazioni di vario genere, e
a
danno di tutti gli altri che diverrebbero solo ricettori passivi di
messaggi.
Non per niente è alleata con Microsoft! La Disney è stata più volte sotto
accusa, persino da parte dell'Inghilterra, per l'utilizzo brutale dei
messaggi rivolti ai bambini: tutti i film della Disney per la famiglia,
infatti, sono accoppiati da una joint venture con la McDonald's per la
produzione di gadgets. Così le famiglie, che dai loro piccoli sono state
appena trascinate dentro i cinema o al negozio di videocassette per vedere i
prodotti di Disney, verranno poi trascinati dentro i "ristoranti" McDonald's
dove con l'"Happy Meal" si ottiene in omaggio il pupazzetto di Toy Story o
dei 101 o altro. La Disney, inoltre, sfrutta il lavoro minorile considerando
che a 5.500 chilometri di distanza dai suoi begli uffici californiani,
migliaia di giovani lavoratrici, poco più che quindicenni, lavorano alla
confezione di abbigliamento a marchio Walt Disney per uno stipendio di circa
27 centesimi (430 lire) l'ora. Le condizioni di lavoro nelle fabbriche ad
Haiti sono inumane: lo scenario degli impianti, vere e proprie baracche, due
soli bagni per qualche centinaia di operaie. Il lavoro va avanti nel rumore
più assordante, 8-10 ore al giorno. Si lavora in piedi. E' proibito parlare
così come andare in bagno più di due volte al giorno. 10 minuti
rappresentano
la pausa pranzo. Tra le fila delle operaie, i guardiani, con continui urli,
percosse e molestie, fanno la loro parte perché la produzione vada avanti.
Il
tutto in cambio di 3.440 lire al giorno! Inoltre se un'operaia si ammala,
non
ha diritto a nessuna retribuzione. Nelle sue fabbriche la Disney reprime
ogni
forma di protesta contro tali condizioni: chiunque provi ad organizzare
qualsiasi forma di protesta, viene immediatamente licenziato. In maniera
brutale la Disney discrimina le donne: ad Haiti non è legale licenziare le
donne incinte, ma i padroni hanno trovato comunque un sistema per evitare
il "costo" della maternità: trasferiscono le donne incinte a lavori ancora
più pesanti e malsani finché, poco tempo dopo, è l'operaia stessa a decidere
di abbandonare il lavoro. Non è solo per l'economicità del lavoro che molte
ditte statunitensi hanno trasferito alcune fasi produttive in paesi
stranieri
come Haiti. Parte del merito va alla politica neoliberista del governo
Reagan. Da parte loro, i governi dei paesi dell'America Centrale per
attirare
gli investimenti esteri hanno creato delle Zone Economiche Speciali, che
garantiscono esenzioni doganali, libertà di esportare i profitti senza
essere
tassati e, naturalmente, leggi antisindacali. La Disney si distingue da
altre
multinazionali anche per i salari da fame, come ad esempio in Birmania, dove
per la confezione di felpe di Pocahontas le condizioni dei lavoratori sono
ancora peggiori che in Haiti. Sei centesimi di paga oraria per un monte ore
settimanale superiore alle sessanta. Meno di 300.000 lire all'anno. In più
sostiene un Paese dove la dittatura militare impone i lavori forzati,
reprime
brutalmente qualsiasi rivendicazione sindacale, dove non si contano i casi
di
sparizioni e massacri.
PROVARE PER CREDERE: Un rapporto del '95 della "Disney/Haiti Justice
Campaign" ha rivelato che più di 150 lavoratori tessili ad Haiti erano stati
licenziati dalla ditta L.V.Myles, che produce per conto della Disney, allo
scopo di reprimere la protesta dei lavoratori.