...stagione di lamenti

« Sono isolata, me ne vado » Un anno pieno di strani litigi

[ mar. fer.] « Sono isolata » . C'è chi dice che ha sbagliato ad andarsene solo il 4 maggio. Chi sostiene che ha proprio sbagliato ad andarsene. Il suo alter ego satirico, Sabina Guzzanti, che ha sbagliato ad accettare l'incarico. Certo è che Lucia Annunziata, durante la sua presidenza Rai, di errori ne ha commessi. Per ragioni in parte politiche, in parte umorali. Del resto, era successo lo stesso con la direzione del Tg3, abbandonata ancora più velocemente di quanto è accaduto quando è tornata in azienda sullo scranno più alto del Consiglio di amministrazione. L'avventura al settimo piano di viale Mazzini per la « frastornata ed emozionata » ( così si definisce) giornalista comincia il 18 marzo 2003, con un incarico ufficiale dei presidenti delle Camere e un accordo ufficioso tra maggioranza e opposizione: il presidente " di garanzia" verrà sostenuto quando opportuno dai vari consiglieri, soprattutto Marcello Veneziani e Giorgio Rumi, per non far diventare schiacciante il " 4 a 1" in Cda. Cosa che puntualmente accade, anche su argomenti importanti come l'acquisto delle frequenze per il digitale terrestre. « Sono isolata » , si lamenta. L'accordo salta quando la Annunziata accusa i membri del Cda di prendere ordini dai partiti, interrompendo il rapporto fiduciario. Ma sono molti i personaggi con cui la presidente entra in contrasto, a partire da Bruno Vespa, al quale già nell'aprile 2003 contesta una puntata di " Porta a porta" con Cesare Previti. Con il conduttore, intratterrà un fitto carteggio di reciproche accuse. Le liti maggiori sono però con il direttore generale Flavio Cattaneo: per le ispezioni al Tg3 ( 9 maggio 2003), sul digitale terrestre ( 1 luglio), sulla diretta delle manifestazioni sindacali del 24 ottobre, sul caso " Raiot" nel novembre, su " L'elmo di Scipio" ( 5 gennaio 2004), sulla par condicio ( 23 aprile), sull'intervista a Donato Bilancia, definita « uno schifo » . È dopo la polemica su " Domenica In" che la presidente lascia il Consiglio per la prima volta, rimproverata dal Cda per avere " messo in piazza" anche i dettagli privati della lite. Ma lo scontro più duro, anche in questo caso accompagnato da una uscita di scena con tanto di porta sbattuta, riguarda il piano di riorganizzazione aziendale: « Un'affrettata occupazione politica prelettorale » . Cattaneo ribatte semplicemente osservando che il piano è in discussione da ben otto mesi. La tendenza a fornire versioni molto personali dell'accaduto è confermata anche quando scoppia la polemica sul programma di approfondimento da far seguire al Tg1: la Annunziata denuncia presunte censure politiche ai conduttori da lei proposti, ma omette di dire che anche lei ha opposto il veto ai nomi degli altri. Ed è sempre a proposito di incarichi e nomine che se ne va definitivamente il 4 maggio scorso: « È stato come fare la naja » lamenta nel suo consueto sfogo pubblico. L'ultimo.

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