L'ITALIANO MEDIO CHE VA'...
Si vive per lavorare, o si lavora per vivere...
Da oltre vent’anni ovunque io entri, in un ufficio o in una fabbrica, comunico a chi vi lavora che suo diritto sarebbe di lavorare, percependo lo stesso stipendio, quattro ore al giorno, per poter dedicare alla vita, alla propria vita, l’altra mezza giornata.
Tutti, da oltre vent’anni, rispondono “Magari”
E io aggiungo “Il primo diritto di ogni essere umano è quello di poter vivere, di avere il tempo per stare con i propri figli, con i propri amori, con se stessi, con le proprie aspirazioni.
Non è ammissibile da nessun punto di vista investire l’intera giornata nel lavoro, dato che si vive una sola volta nell’arco intero dell’eternità.”.
Tutti mi guardano come se per un attimo si svegliassero da un sonno crudele.
“Eh già, mormorano. I miei figli li conosco così poco…”
Oppure “La sera arrivo a casa stanca morta e mi tocca ricominciare a lavorare.”
Ma poi tutti tacciono, i sottomessi, impauriti dall’ipotesi di perdere il poco tentando di difendere il loro diritto al tutto.
Mi domando quale sia la mente perversa che ha organizzato la vita dei più in uno stato di sottomissione, obbligando tutti a vivere per lavorare.
Mi domando quale sia il delitto compiuto dai cittadini di questo Stato per essere costretti a vivere questo ergastolo invisibile.
L’incubo del lavoro quando non c’è, l’incubo del lavoro quando c’è.
Nessuna via di scampo.
Schiavo non è tanto chi ha le catene ai piedi quanto chi non è più neppure in grado di immaginare la libertà.
Le nuove tecnologie hanno accorciato enormemente i tempi produttivi, ma non hanno diminuito la voracità di chi organizza la produzione.
Tutti gli Stati occidentali pongono come obbiettivo centrale della loro stessa esistenza la diminuzione del cosiddetto “debito pubblico”, progetto fantasmagorico dato che nessuno spiega le ragioni di tale debito e così, paradossalmente ogni cittadino si trova a sua volta ad avere come obbiettivo centrale della propria esistenza i propri debiti privati, a sua volta contratti per dare un minimo di senso alla propria condizione.
Gli Stati orientali sono a loro volta fortemente indebitati con gli stati occidentali etc.
Così sfuma sul pianeta il progetto di organizzare la produzione e gli orari di lavoro a beneficio dei più, così l’abbrutimento diviene anch’esso invisibile fino a considerare l’attuale organizzazione dell’esistenza come l’unica possibile.
Ricordo il dialogo avvenuto qualche anno fa con un industriale del tondino, certo Busi, proprietario di un’immensa fabbrica non lontano da Brescia.
“Lo sa che i suoi operai renderebbero il doppio se lavorassero quattro ore invece che otto?”
“Certo che lo so” Mi stupisce “ma non sarebbero più operai.”
“Sarebbero degli esseri umani?”Azzardo io.
“Con tutto ciò che ne consegue…”
E il re del tondino cancella ogni pudore con un sorriso furtivo e tagliente.
Pochi mesi dopo è morto, anche lui senza aver mai vissuto.
P.S. e poi dicono che dove c'e' il liberismo c'e' il benessere...
il guaio e' che NESSUN LIBERISTA COGLIONE,A PARTE LE CHIACCHIERE PURAMENTE IDEOLOGIGHE;E' IN GRADO DI POTERLO DIMOSTRARE OGGETTIVAMENTEhe questo sistema genera un benessere generalizzato,quindi alla portata di tutti.e NON un sistema dove:LA LIBERTA' DI ALCUNI,VIENE FATTA PAGARE A DISCAPITO DELLA LIBERTA' DI ALTRI.




he questo sistema genera un benessere generalizzato,quindi alla portata di tutti.e NON un sistema dove:LA LIBERTA' DI ALCUNI,VIENE FATTA PAGARE A DISCAPITO DELLA LIBERTA' DI ALTRI.
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