Borghezio: ma quali euro scettici noi siamo euro consapevoli
l gruppo parlamentare Indipendenza e democrazia che si è formato a Strasburgo in seguito alle ultime elezioni è composto da 37 parlamentari di sette nazioni diverse (dalla Grecia alla Svezia, dalla Danimarca alla Repubblica Ceca, Inghilterra, Olanda e Italia. Un gruppo che ha messo insieme tutti quei movimenti nati per dire “no” all’Europa dei poteri occulti, a un governo dell’Unione che non è democraticamente eletto da un suffragio universale.
Sono stati definiti euroscettici, ma il concetto è riduttivo, secondo Mario Borghezio, eurodeputato della Lega Nord che è entrata in questo gruppo, e avverte: «Noi rappresentiamo chi difende la libertà dei popoli, chi vuole che i cittadini europei possano votare attraverso il democratico istituto dei referendum la Costituzione europea il termine euro scettico non significa nulla, è sbagliato. È più corretto dire che noi siamo euro consapevoli. Lo scettico dubita, noi invece siamo consapevoli di quello che è l’Unione e di cosa ci aspetta».
La maggior parte di questi partiti o movimenti indipendentisti euro consapevoli, oltre ai programmi, hanno in verità un’altra peculiarità in comune, le alte percentuali di voto che hanno riscosso alle ultime elezioni. Si Pensi all’Ukip inglese, per esempio, che con il 16% dei voti è diventato il terzo partito della Gran Bretagna e ha 12 euro parlamentari, solo cinque in meno di Forza Italia, o alla Lega della Famiglia polacca con 10 rappresentanti. Da queste elezioni sono usciti vincitori soprattutto gli “euroscettici”. Che promettono battaglia contro la Costituzione europea.
Onorevole Borghezio, ma non salva proprio nulla di questa Costituzione?
«Molto poco. Per esempio noi vorremmo che non venisse toccata la votazione all’unanimità. Questa Carta sta invece restringendo molto il campo delle possibilità in cui è considerato necessario il voto unanime».
Perché siete contrari, non è utile a velocizzare le votazioni?
«Il problema è che ci sarà ancora meno controllo sulle decisioni che potranno essere prese ancor più da poteri occulti o dalle alleanze trasversali determinate dagli interessi della grande finanza. Il problema è che il governo dell’Unione non è eletto con il democratico sistema del suffragio universale, ma attraverso meccanismi che non consentono un reale controllo sul suo operato. La Commissione è molto lontana dall’Europa delle Regioni e dei popoli».
Come è stata accolta la Lega nel congresso degli euro scettici europei?
«Bene, ma abbiamo dovuto sudare per fare capire chi siamo davvero. Qui parlavano di noi peggio che in Italia. Invece i nostri compagni di gruppo hanno capito che siamo un Movimento politico serio, che ha intenzione di fare davvero la guerra a questa Costituzione».
Cosa pensa della nomina del neo presidente Barroso?
«Cosa vuole che le dica, non ne siamo certo contenti, l’unico lato positivo è che se ne è andato Romano Prodi. Per il resto il suo successore ha l’aria meno pericolosa di Prodi, ma ritengo bisognerà stare comunque con gli occhi aperti. Attenzione però, il nostro voto contrario non è stato contro la persona, ma contro una concezione dell’Europa che è rimasta fortemente ancorata a un concetto centralista e burocratico. Mentre noi siamo per una Europa delle regioni e dei popoli. Questo concetto è stato illustrato molto bene dal co-presidente del gruppo Nigel Farage che si è espresso in modo lucido e puntuale».
Quale sarà la prima uscita ufficiale del gruppo di Indipendenza e democrazia?
«Subito dopo l’estate avvieremo la nostra battaglia referendaria sulla Costituzione, il cui primo appuntamento sarà l’11 settembre in Vandea per una grande manifestazione organizzata dal Mouvement pour la France alla quale parteciperà anche una delegazione della Lega».




Rispondi Citando
