Eh no.... per la miseria...
Così deciderà ancora il fratello di turno....


Eh no.... per la miseria...
Così deciderà ancora il fratello di turno....




Nelle ultime settimane l'effetto convention ha dato permesso a Busch di fare un grande balzo in avanti nei sondaggi (ma non nel computo dei voti elettorali, dove l'effetto è sembrato molto minore). Tuttavia Kerry, appena finita la Convention repubblicana, ha cominciato a riprendersi leggermente. Non ho aggiornato i dati nell'ultimo periodo a causa della scarsa attendibilità degli stessi.


NEW YORK. Torna il testa a testa fra John F. Kerry e George W. Bush. Il sondaggio «Harris» realizzato per il «Wall Street Journal» fra il 9 e il 13 settembre capovolge le previsioni di un Bush in largo vantaggio avanzate da altri rilevamenti di opinione a seguito della Convention repubblicana di New York. Per lo «Harris» Kerry è in vantaggio per 48 a 47 per cento su Bush fra «coloro che hanno intenzione di andare a votare», e questo a causa del fatto che per il 51 per cento il presidente «non merita di essere rieletto» (contro il 45 che pensa il contrario).


Bush 49 / 213 voti elettorali
Kerry 45 / 175 voti elettorali


Repubblicani: 228
Democratici: 179
Indecisi: 131


Dem 211
Rep 264
Indecisi 63


Come del resto Berlusconi. E il mondo vàCitazione da Intervento Principale di by Alberich
![]()


Senz'altro andava meglio sotto Clinton e Prodi


Ora, il personaggio è quello che è, e lo conosciamo bene tutti, certamente non è un cretino come Jeronimus2002 e quindi la sua provocazione, fatta durante la seconda giornata dell’interdipendenza, la trovo assolutamente geniale ancorché un’utopia.
Sto parlando di Carlo DeBenedetti.
Cosa dice –ha detto- il nostro?
Così come riportato da “La Stampa” in un trafiletto:
“Di Fatto il presidente degli Stati Uniti è un poliziotto mondiale, condiziona i regimi e la sovranità degli altri Stati. Perché allora deve essere eletto solo dagli americani?…(il presidente degli Usa è) uomo che influenza la vita degli Italiani, degli Indiani, dei messicani tanto quanto la vita dei loro governi…”