domenica sera il mio alter ego rockettaro-metallaro era in brodo di giuggiole: grandi schitarrate all'ombra della mutanda, capelli lunghi e dilettanti (anche bravi) allo sbaraglio. sotto il palco gli amici e i cugini. sulle panchine pensionati con i nipotini, immobilizzati dai decibel, il fracasso di moto e auto sulla strada e oltre, nei bar modosi, house a tutto volume. un bel casino, proprio come piace a machine head (soprattutto quando una chica niente male ha dato tutto in una versione energetica e sexy di Whole Lotta Love).
... ma l'altra parte della mia personalità schizoide si chiedeva che senso avesse questo minestrone.




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