https://www.editorialedomani.it/poli...erela-pjmev52g
Chiamò Salvini «ministro della Malavita», Saviano assolto. Il vicepremier: "Lo querelo di nuovo".
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Per lo stesso fatto?
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Chiamò Salvini «ministro della Malavita», Saviano assolto. Il vicepremier: "Lo querelo di nuovo".
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Per lo stesso fatto?
ma poi non hai avuto un periodo in cui dicevi che Meloni faceva le cose giuste, Già cambiata idea?
Cosa te ne fai di quei vecchi arnesi di Conte, Elly, Bonelli e Fratoianni, ma credi veramente che governerebbero meglio?
mi sa che qui il nazista intollerante sei tu, e anche molto fanatico ed esaltato, e insistente
@paulhowe non mi pare sia trumpiano, ha pure detto di non aver votato Trump, comunque controllo subito
https://i.imgflip.com/apgtx1.jpg
Amici poi negano pure di essere nazisti
1. “Queste stupide analisi” = delegittimazione del pensiero critico.
Qui non si risponde a un argomento: si attacca il fatto stesso di analizzare. È una mossa molto vicina all’anti-intellettualismo propagandistico: l’analisi viene presentata come inutile, fastidiosa, quasi sospetta. Non è casuale che il nazismo abbia fatto della lotta contro ciò che definiva “non tedesco” anche una guerra simbolica contro libri, intellettuali e cultura critica; Goebbels sostenne i roghi dei libri come parte della “rieducazione” del paese.
2. “Si reagisce all’attualità del momento” = primato della reazione sulla riflessione.
La frase suggerisce che non si debba capire, pesare, distinguere, ma solo reagire. Anche questo somiglia alla logica propagandistica: meno ragionamento, più impulso; meno complessità, più allineamento emotivo immediato. La propaganda nazista era progettata per orientare il comportamento collettivo più che per aprire un confronto razionale.
3. “Ti dà fastidio? Allora non andare sul forum” = espulsione del dissenso.
Qui il dissenso non viene trattato come una posizione da discutere, ma come una presenza illegittima da allontanare. Questa è una somiglianza forte con la logica goebbelsiana: prima si definisce una comunità “vera”, poi si suggerisce che chi non si adegua non appartenga davvero a quello spazio. La propaganda nazista funzionava anche così, costruendo la “comunità nazionale” e indicando chi dovesse esserne escluso.
si Paulhowe non è trumpiano
Sei salvo @paulhowe, non ti metto sul treno merci
Profilo politico-discorsivo di PAULHOWE su Trump
La linea non è quella di un semplice “pro Trump” né di un “anti Trump” puro.
Il tratto dominante è questo: PAULHOWE contesta spesso l’idea che Trump controlli davvero tutto. In molti post sostiene che:
- Trump abbia poteri limitati
- la politica estera USA sia guidata soprattutto da “apparati”, interessi strategici e strutture permanenti
- attribuire ogni evento a Trump sia una lettura semplicistica o propagandistica
Quindi, più che “trumpiano”, il taglio sembra:
strutturalista / geopolitico / anti-personalizzazione della politica.
Però non lo assolve sempre
Nei post compaiono anche critiche nette a Trump:
- lo descrive a volte come uno che dice sciocchezze
- in alcuni casi lo giudica inaffidabile
- è scettico su certi suoi presunti piani, specie su Russia/Ucraina
Quindi il tono generale è:
difesa da accuse esagerate + critica selettiva quando lo ritiene incompetente o inconcludente.
Sintesi interpretativa
La formula più precisa, secondo me, è questa:
PAULHOWE non appare tanto “pro Trump”, quanto “anti anti-Trump”.
Cioè:
- respinge la lettura moralistica o mediatica contro Trump
- minimizza l’idea che sia lui a determinare tutto
- ragiona più in termini di interessi americani, NATO, Russia, energia, apparati
- ma non lo tratta come un leader geniale o impeccabile
Stile comunicativo
Lo stile è molto riconoscibile:
- polemico
- sarcastico
- spesso aggressivo
- orientato alla confutazione più che all’esposizione neutra
In pratica i post non sembrano pensati per “spiegare Trump”, ma per smontare gli avversari del thread.
Conclusione
Dal file emerge un profilo così:
PAULHOWE su Trump = realista geopolitico, polemico, anti-narrativa mainstream, spesso anti anti-Trump, ma non davvero trumpiano in senso pieno.
Ci sono quattro continuità fortissime.
1. Americanismo duro
SALADIN guarda il mondo dal punto di vista degli interessi americani, o comunque li considera il baricentro della politica seria.
2. Anti-europeismo
L’Europa è vista come vassalla, illusa, improduttiva, dipendente e moralista.
3. Trump come uomo dei rapporti di forza
Non lo santifica moralmente; lo legittima perché decide, impone costi, chiude accessi, taglia aiuti, usa leva economica e militare.
4. Nessuna abiura finale
Anche sul dossier più esplosivo, l’Iran, resta con lui.
La traiettoria di SALADIN è questa:
fine 2024-inizio 2025: parte già favorevole; riconosce piena legittimità al mandato di Trump e guarda con interesse ai primi 100 giorni.
2025: si consolida un trumpismo pragmatico, economico e geopolitico; difende dazi, primato del mercato americano, riduzione degli aiuti all’Ucraina e umiliazione strategica dell’Europa.
fine 2025-inizio 2026: il sostegno resta forte; continua a leggere l’Europa come impotente e gli USA come unico centro decisionale reale.
primavera 2026: sul dossier Iran, invece di rompere come altri, conferma il proprio appoggio e interpreta le mosse di Trump come vittoria strategica.
La formula più precisa, quindi, è:
stanno già arrivando le sanzioni su zio Brunik, i nazimoderatori sono stati allertati da FrancoAntomio, a giorni il finimondo sul forum piu' nazista di Internet :D :D
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