

Legenda: NCUC: non c'entra un cazzo, NRAC: non rispondo ai cazzari
4 Dicembre 2016: Lutto Nazionale




Italicum, entra in vigore e torna alla Camera. Sinistra Italiana: "Valutare costituzionalità". Pd: "Non si cambia così" - Il Fatto Quotidiano
Questi pagliacci
di Marco Travaglio
Il Fatto Quotidiano 30 giugno 2016
Il 4 maggio 2015 l’Italicum veniva approvato definitivamente alla Camera, imposto dal premier e dai suoi giannizzeri a un Pd e a un Parlamento riottosi, con tre voti di fiducia.
Due giorni dopo, il prode Mattarella lo promulgava con la sua augusta firma. E subito dopo la nuova legge elettorale per la Camera (per il Senato, se passala controriforma costituzionale, non votiamo più), veniva pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.
Con la riserva che sarebbe entrata in vigore soltanto un anno dopo: cosa che è prontamente avvenuta lo scorso giugno, un mese fa.
Invano i migliori giuristi, nonché le opposizioni coerenti (M5S, Sel e Lega) e incoerenti (FI e sinistra Pd, inizialmente favorevoli e poi contrarie) facevano notare che l’Italicum era un Porcellum riveduto e corretto, anzi corrotto, visto che faceva rientrare dalla finestra entrambi i profili d’incostituzionalità fulminati dalla Consulta (dove c’era pure Mattarella) nella porcata Calderoli: i parlamentari nominati (prima con le liste bloccate, ora con i capilista bloccati) e l’abnorme premio di maggioranza (il 54% dei seggi) concesso a chi arriva primo, a prescindere dai voti che ha preso (nel Porcellum non c’era soglia, nell’Italicum c’è quella irraggiungibile del 40%, che svanisce al ballottaggio).
Tant’è che è in corso la raccolta di firme per un referendum abrogativo, che dovrebbe tenersi nel caso malaugurato in cui la Consulta contraddicesse se stessa e, nella sentenza attesa per il 4 ottobre, dichiarasse legittimo nell’Italicum ciò che aveva giudicato illegittimo nel Porcellum.
Ma non ci fu verso: Renzi e i suoi turiferari continuarono a ripetere fino all’altroieri che “ormai l’Italicum è legge”, è “perfettamente costituzionale”,“garantisce stabilità e governabilità” perché “la sera delle elezioni si saprà già chi ha vinto”, quindi “non si tocca” e basta.
E a insultare come gufi, rosiconi, professoroni, conservatori, archeologi travestiti da costituzionalisti, alleati di Casa Pound e falsi partigiani, quelli che segnalavano l’incostituzionalità della legge.
Ieri, sorpresona.
La conferenza dei capigruppo della Camera ha “calendarizzato” (parlando con pardon) per settembre il voto su una mozione di Sinistra Italiana (l’ex Sel) che impegna il Parlamento a “intervenire, prima del pronunciamento della Corte costituzionale, sulla riforma approvata, eliminando quei palesi vizidi incostituzionalità che la rendono una vera e propria controriforma elettorale destinata… a provocare una nuova pronuncia di illegittimità della Corte”.
....(continua)
Articolo intero su Il Fatto Quotidiano in edicola oggi.
Chi l'avrebbe mai detto, eh? ...![]()


Ipse dixit "Bugiardino" (cit.)
"MPS è risanata: è il momento di investire"
...![]()


E' tempo di un "UP" ...
![]()






...![]()


Recidivo ...![]()


"Non ce la fa, non ce la fa ..." (cit.) ...
![]()