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    Predefinito Ecco le prove di un intrigo di....

    ....spie francesi per screditare Italia e Usa su l'Iraq

    BRUXELLES - Clic. Gli inglesi lo hanno fotografato di nascosto. Quei maledetti giornalisti del Sunday Times ne hanno poi stampato il volto, i baffoni bianchi inconfondibili, in prima pagina, lo scorso 1° agosto.
    Fregato, praticamente morto. Non erano questi, i patti.
    Scrivere sì, ma mettergli la faccia in copertina era una solenne buggeratura.
    Nell'articolo gli danno credito. E va bene. Ma la foto.... uno scherzetto da rimetterci la pelle. Ha deciso subito di scappare. Un suo amico molto caro si lascia sfuggire, conversando con Libero, il luogo: America. Cerca ali protettive, sa molte cose. Sa anche che può non servire più. Lo cerca la Procura di Roma. Ma quella in fondo è gente simpatica, rispetto a qualche altro possibile cacciatore. Chi? Un'idea ce l'abbiamo: i francesi, i loro servizi segreti.
    Lui ormai è bruciato, e la sua memoria potrebbe essere un lanciamissili puntato contro il Paese di Chirac e la sua intelligence. In fondo, Rocco Martino - così si chiama il nostro uomo - è sempre stato in vendita, e "quelli" lo sanno bene.
    Sin da quando aveva cominciato a far parte di questo mondo pieno di nebbie, era consapevole che avrebbe dovuto rischiare. Mettere le mani su delle carte, guadagnarci sopra, e però fingere sempre di servire il bene del Paese e persino dell'umanità.
    Un cinismo ben temperato insomma.
    Era entrato nel Sid negli anni '70 e ne era stato espulso «per indegnità».
    Dopo di che è stato, in questi trent'anni, la fonte di tanti, un mercenario, uno 007 di ventura e di sventura.
    Fino ad arrivare a Bruxelles sul finire degli anni '90. A Nicholas Rufford e Nick Fielding, i reporter del Sunday Times, proprio a Bruxelles, Martino si era presentato come "Giacomo".
    «Canuto, abbronzato, baffuto» aveva raccontato di essere lui la "manina" decisiva del gigantesco falso sull'uranio del Niger. Diciassette documenti da cui risultava un traffico di 500 tonnellate dal Paese sahariano fino alla Mesopotamia.
    L'affare spionistico più importante dalla caduta dell'impero sovietico.
    Inventato per far fuori Saddam, ora si trasforma nel trappolone per far cadere il trio B, Bush, Blair e Berlusconi.
    Ghiottissima merce per la stampa progressista o scooppista.
    La tesi fornita da "Giacomo" per l'occasione è questa: il materiale è di matrice italiana, costruito del nostro servizio segreto militare, il Sismi. Giocando sullo zelo di Berlusconi nel servire Blair e Bush, ma non volendo esporsi direttamente, i nostri 007 hanno adoperato lui per diffonderlo. E Rocco ha cercato di piazzarlo a Elisabetta Burba di Panorama, la quale, avendo molti dubbi, lo ha passato all'ambasciata americana perché verificasse. Dopo di che gli americani analizzano le carte, ma sono indotti a darle per buone dalle conferme francesi e dalle convergenti informative inglesi (che avevano ricevuto dai francesi le stesse informazioni con il vincolo di non rivelare il fornitore).
    Una fragilità impressionante dei servizi anglo americani, ma anche un gioco delle tre tavolette francese.
    Finisce che Bush inserisce 16-parole-16 nel suo discorso sullo stato dell'unione, il 28 gennaio 200: lì dà per certo il tentativo d'acquisto di uranio in un Paese africano da parte dell'Iraq.
    Solo in marzo si sarebbe appreso che quelle carte erano false. (Le carte, si badi. Ma la realtà di questi traffici? In fondo, cosa c'è di meglio che rendere inattingibile la verità screditandola a priori?).
    Ora "Giacomo", alias Rocco Martino, è pronto a elargire la sua storia. In sintesi: «Ho ricevuto una telefonata da un vecchio collega del Sismi. Mi è stato detto che una donna dell'ambasciata del Niger a Roma aveva un regalo per me. L'ho incontrata e mi ha dato i documenti. Quelli del Sismi volevano che smistassi i documenti e che nessuno sapesse del loro coinvolgimento. Dietro tutto questo c'erano italiani e americani insieme. E' stata tutta un'operazione di disinformacija».
    Le prove? "Giacomo" mostra una valigetta e in essa un cd-rom.
    Ci sono nomi, registrazioni, tutto. Ma vuole diecimila dollari.
    Il Sunday non paga, non se ne fa nulla, ma gli credono. Il loro articolo sarà un'accusa al Sismi e al governo italiano.
    Colpa nostra la guerra in Iraq. Bufala, bufala al quadrato.
    Chi scrive ne ha avuto la percezione immediata. Rocco chiede un incontro a Bruxelles, rischiando tutto, poi - ben sapendo che il Sunday non paga - chiede denaro. Inoltre: appena diecimila dollari?
    Le prove della congiura del secolo, e una simile miseria?
    Peraltro la stessa cifra, non riscossa, era stata richiesta ad Elisabetta Burba di Panorama. Diecimila dollari all'anno, e per di più mai intascati: sono queste le paghe degli 007?
    In realtà Rocco Martino era foraggiato da ben altri. Qui siamo in grado di proporre due istantanee. Sono state scattate di notte in diverse circostanze, nell'autunno dello scorso anno a Bruxelles. Un dirigente dei servizi segreti francesi - esporne il nome sarebbe troppo pericoloso per il soggetto - incontra Rocco Martino.
    Si parlano a lungo, corrono "documenti", cioè denaro. Del resto si sapeva che sin dal 1999 Rocco Martino riceveva la sua paga dai francesi a Bruxelles.
    L'amico vuol salvargli la vita e parla. Dice: "I documenti sono stati comprati da Rocco per conto e in nome dei servizi francesi nell'autunno del 2000. E sono stati forniti da un funzionario del governo del Niger. Dal 2000 circolano...».
    Parla. Così forse nessuno sentirà più la necessità di farlo tacere, e Rocco potrà magari consegnarsi serenamente ai magistrati di Roma.
    Un piccolo passo indietro. Quando "Giacomo" decide di incontrare i cronisti del Sunday Times ha già "lavorato" con la tv americana Cbs. C'è un mondo che sta cercando di provare che la «patata è marcia», l'alleanza delle 3B (Bush, Blair e Berlusconi) si fonda sulla falsificazione sistematica per condizionare l'opinione pubblica e dirigerla dove si è già deciso. In questa operazione anti-3B sono grandi sodali il governo Chirac e quella parte di orientamento progressista-democratico che vuole cambiare il corso delle cose in America. Politici (ad esempio, Jay Rockfeller), stampa, agenti della Cia in congedo.
    Oltre alla Cbs, attivissimo in questa attività è il Washington Monthly.
    Siamo in grado di ricostruire due direttrici d'azione di questa fraternità anti-3B. La prima è quella esposta da Rocco Martino.
    Ma qui l'asino è cascato: sono i francesi a imbeccarlo.
    La seconda è più complessa. Prevede che la sorgente del falso siano Michael Ledeen e un trafficante di armi, Manucher Ghorbanifar, convolto nel caso Iran-Contra.
    Ci stanno dando dentro quelli del Washington Monthly (Joshua Marshall e Laura Rozen) e del gruppo Talking Points Memo. Hanno annunciato di essere sulle tracce di "sconvolgenti documenti" da cui risulterebbe un incontro a Roma nell'inverno del 2002 tra Ledeen - neoconservatore tra i più noti, vicino a Bush - Ghorbanifar e dissidenti iraniani. Ad essi si sarebbero aggiunti il ministro della Difesa italiano Antonio Martino e il capo del Sismi Niccolò Pollari (indicati solo per la carica, ma non nominati), oltre che personaggi governativi americani.
    Insomma: lì sarebbe stata concepita la patacca. Peccato che il Congresso americano abbia già reso pubblico che fu proprio il Sismi a trasmettere al governo italiano e a quello americano la notizia di questi incontri (senza ovviamente i due italiani), dei quali non era a conoscenza neppure l'ambasciata americana. Incontri risultati innocui, enfatizzati come fonte di trame infami sempre per dipingere di nero Bush e i suoi.
    In realtà i francesi fecero di tutto per far credere a questi commerci tra Niger e Iraq.
    Il Niger è roba loro. E non si capisce bene se volontariamente o no, fabbricarono una gran quantità di bucce di banana per Bush. Nell'autunno del 2002 la macchina da guerra di Bush è in moto, la decisione è presa. E' allora che si muove la Francia a due livelli. Prima mobilita il nostro Rocco Martino.
    Il quale contatta Elisabetta Burba, le fornisce il materiale mescolando cose vere e fasulle.
    E' il trappolone. Il 9 ottobre del 202 la Burba consegna il dossier Niger a uomini della Cia in Via Veneto a Roma.
    Mentre queste carte sono sotto esame, il direttore generale della "controproliferazione" del ministero degli esteri francese dice al Dipartimento di Stato americano «che il suo Paese è in possesso di informazioni secondo le quali l'Iraq avrebbe cercato di acquistare uranio dal Niger».
    E' il 22 novembre 2002. E questa dichiarazione è contenuta nella Relazione del Senato americano diffusa il mese scorso.
    Sempre lo stesso rapporto del Senato rivela che il 4 marzo del 2003 «il governo degli Stati Uniti apprende che la Francia si era basata, nella sua originale analisi sui tentativi dell'Iraq di procurarsi uranio dal Niger, sugli stessi documenti che gli Usa avevano fornito all'Iaea (l'agenzia dell'Onu sulla proliferazione nucleare guidata da Al-Baradei, ndr)».
    Il 7 marzo Baradei dice: roba falsa. Che tempistica. Singolare che, prima ancora che Baradei parlasse, alcuni ex della Cia, sul sito Veteran Intelligence Professional for Sanity-Vips, avessero già fatto sapere che il dossier era manipolato.
    Ora questi stessi personaggi fungono da fonti (anti-Bush) dei reporter progressisti...
    E il nostro Rocco Martino? Sta in America. Fu lui a portare i primi documenti autentici ai francesi proprio sul Niger nel 1999. Si sono ingolositi. Nell'autunno del 2000 ha comprato su loro commissione quelli fasulli. Ha cercato di servirli fino all'ultimo. Ma è scivolato. Rischia grosso.
    Gli conviene consegnarsi alla giustizia italiana. E i francesi? Dovrebbero rispondere a due domandine. Che uso hanno fatto di questi documenti dall'autunno del 2000 all'ottobre del 2002? Inoltre: non si vergognano?

    Renato Farina su libero

    saluti

  2. #2
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    Predefinito

    Fantastico, i Francesi hanno voluto dimostrare che la guerra di Bush era per il petrolio e basta, che era talmente ingiustificata che qualunque stronzata si raccontasse, gli ultraconservatori USA l'avrebbero presa per buona, pur di fare guerra.

    E ci sono cascati, leggete qua, dal PNAC (project for a new american century)

    http://www.newamericancentury.org/iraq-20040714.htm

  3. #3
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    Predefinito Re: Ecco le prove di un intrigo di....

    In origine postato da mustang
    ....
    Renato Farina su libero

    saluti
    Ah; ecco...

 

 

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