Lo stato islamico cerca l'appoggio di Francia, Gemania e Inghilterra
Iran, pressioni diplomatiche per il nucleare
Un documento riservato rivela la strategia di Teheran: sviluppo parallelo delle tecnologie nucleari a fini civili e militari
VIENNA - L’Iran ha chiesto in un documento ufficiale alle tre potenze europee che più sono state vicine a Teheran negli ultimi mesi, Francia, Germania e Gran Bretagna, di appoggiare il suo diritto allo sviluppo di tecnologie nucleari con finalità militari. Il documento sarebbe stato consegnato nel corso del meeting della settimana scorsa organizzato a Parigi, in cui i diplomatici dei tre paesi si sono incontrati con una delegazione iraniana proprio per superare il nuovo stallo sulla questione nucleare.
DIRITTO AL NUCLEARE - Lungi dal fare un passo indietro e cedere alle pressioni europee, Teheran, secondo il documento, richiederebbe il diritto di accesso «a tecnologie nucleari avanzate a doppio utilizzo», una formula che implica apparecchiature e know-how destinati ad applicazioni pacifiche come belliche. La mossa di Teheran ha suscitato costernazione fra i tre paesi europei, in quanto rafforza la posizione di Washington, che fa pressione perché il Consiglio di sicurezza dell’Onu infligga sanzioni all’Iran, per violazione del trattato di non proliferazione nucleare.
RICHIESTA D'APPOGGIO DIPLOMATICO - Oltre al doppio utilizzo, il documento richiede la «rimozione degli ostacoli (le attuali sanzioni) che impediscono l’accesso dell’Iran alle tecnologie nucleari». Alla luce di questo documento i tre paesi europei dovrebbero mantenere il loro appoggio all’Iran anche «di fronte a limitazioni politiche e legali (allusione ad eventuali sanzioni dell’Onu)». Inoltre, i tre paesi Ue dovrebbero sostenere la strategia iraniana sulle armi convenzionali, impegnandosi nella denuclearizzazione del Medio Oriente per la difesa dell’Iran da eventuali attacchi nucleari (chiare l'allusione ad Israele).
l ministro degli Esteri iraniano Khamal Kharrazi (Morteza Nikoubazl/Reuters)
PAESI UE A BOCCA APERTA - Le richieste di Teheran avrebbero lasciato a bocca aperta i destinatari europei. Le tre potenze del Vecchio Continente hanno chiesto a Teheran di dissipare i dubbi su eventuali scopi bellici del dossier atomico del paese prima del 13 settembre, data in cui l’Aiea, l’Agenzia internazionale dell’energia atomica, rivedrà il caso iraniano. Recentemente, il ministro degli Esteri di Teheran, Khamal Kharrazi, aveva dichiarato che la comunità internazionale non ha nulla di che preoccuparsi in merito alla natura dei programmi nucleari iraniani, nonostante le accuse degli Stati Uniti sulla possibile costruzione di armi atomiche: sarebbero progetti con finalità interamente pacifiche. In altre occasioni, Kharrazi aveva invece sottolineato che «l’Iran deve avere il diritto, al pari di altri paesi del mondo, di dotarsi di armi nucleari a scopo deterrente», invitando l’Aiea ad occuparsi del problema della non proliferazione in altri paesi della regione (un altro chiaro riferimento a Israele).
MEDIAZIONE EUROPEA - L’anno scorso, Francia, Germania e Gran Bretagna erano riuscite nel corso di una famosa missione a Washington a convincere l’Iran a rinunciare al riavvio dei programmi di arricchimento dell’uranio, nel tentativo di disinnescare la crisi e le richieste di sanzioni Onu contro Teheran da parte dell’amministrazione Bush. Da allora le cose sono precipitate. Una recente risoluzione adottata dall’Aiea, un compromesso a cui avevano lavorato ancora una volta Francia, Germania e Gran Bretagna, criticava Teheran per l’insufficiente collaborazione mostrata con gli ispettori dell’agenzia ma non deferiva il paese davanti al Consiglio di Sicurezza.
La settimana scorsa l'ultima novità: l'Iran annuncia ufficialmente di avere ripreso la fabbricazione delle centrifughe, dopo aver informato l’Aiea della propria decisione.
Il segretario per la Sicurezza statunitense Condoleeza Rice (Alex Wong/Ap)
REAZIONI STATUNITENSI - Domenica, in una tournée sui canali televisivi americani, il consigliere per la Sicurezza nazionale statunitense, Condoleezza Rice, è partita all’attacco affermando che la comunità internazionale è «sospettosa e preoccupata» a proposito delle intenzioni del governo iraniano. E oggi il presidente George W. Bush, usando toni più diplomatici del solito, ha dichiarato che «l'Iran deve rispondere alle domande della comunità internazionale. Credo che si debba mantenere alta la pressione sul governo - ha aggiunto il presidente Usa . in modo da riuscire ad ottenere una condanna universale sull’utilizzo delle armi non convenzionali».




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