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    Predefinito Quei poteri oscuri che si celano dietro l'invasione allogena

    Come è stato provocato il grande esodo
    Tratto da: «Il vero volto dell’immigrazione» di Giuli Valli, editrice Civiltà

    Non è certo impresa da poco provocare una migrazione di popoli così imponente come quella cui stiamo assistendo.
    La manovra necessaria è stata certamente lunga e complessa e va molto al di là della propaganda svolta da prezzolati o comunque sordidamente interessati arruolatori, come l’uomo mascherato di cui abbiamo parlato al capitolo I di questa seconda parte, e anche delle inutili complicità dei centri di propaganda e dei governi dei paesi di provenienza, che debbono essersi attivamente impegnati a creare tra quelle genti la falsa immagine dell’Eldorado italico.
    D’altronde è evidente che esodi di queste proporzioni non possono avvenire senza il consenso dei paesi di origine. Tale consenso, peraltro, è scontato in partenza; è noto invero, o almeno dovrebbe esserlo, quanto penetrante sia l’influenza massonica su tutti i governi del globo, resa visibile dalla stella a cinque punte, simbolo della setta, che compare sulle bandiere o sui sigilli di moltissimi paesi di ogni razza e continente, dalla bandiera degli USA, a quella dell’URSS, a quella cinese, al sigillo di Stato italiano. Infatti, sul già citato articolo dell’Alto Adige del 10 agosto 1989, si legge che l’immigrazione in atto non è spontanea, ma che si tratta «di una cosa accettata dal nostro governo al tavolo delle grandi decisioni internazionali», decisioni cui, evidentemente, hanno partecipato sia i paesi di partenza che quelli di destinazione. L’articolo prosegue dicendo che: «si calcola che, nei prossimi anni, 20-40 milioni di africani verranno in Europa e i Governi centrali, su direttive dell’ONU, hanno affidato a Italia, Spagna e Grecia il peso maggiore». Con tanti saluti all’evento storico spontaneo e ineluttabile che i nostri politici vorrebbero farci credere!
    Comunque, tornando al nostro ragionamento, né arruolatori, né moderni mezzi di propaganda, né complicità governative, nei controlli all’espatrio e all’ingresso sarebbero sufficienti a spiegare un fenomeno così imponente. Infatti, individui saldamente e tradizionalmente radicati nei loro gruppi tribali e nei loro clan familiari, legati ai secolari schemi e ritmi di vita dei loro villaggi, sono assolutamente refrattari ai richiami di remote e problematiche fate morgane.
    Per mettere in moto una simile fiumana sono, dunque, stati necessari due momenti: il primo, ha comportato la creazione, in patria, di posti di lavoro nell’industria e nella pubblica amministrazione, sorti per iniziativa di stati burocratici e centralizzati di tipo europeo moderno, per l’innanzi del tutto ignoti agli altri popoli della terra, che hanno portato alla nascita di centri urbani, popolati da individui senza più alcuna coesione perché oramai avulsi dal loro contesto tradizionale, a somiglianza del disfatto mondo occidentale dove la Rivoluzione è all’opera orami da secoli.
    Dopo di che, si è ricorsi a una stretta creditizia ed economica, che ha scaraventato nella categoria dei disoccupati quel ceto operaio e impiegatizio ormai sradicato e semi-occidentalizzato, nel senso deteriore del termine.
    Il principale strumento di questa tanto lungimirante quanto cinica e perversa manovra è un organismo finanziario che opera in intima collaborazione con l’ONU: il Fondo Monetario Internazionale (FMI). Questo istituto, dopo aver concesso ai paesi del cosiddetto «Terzo Mondo» presi di mira, al fine di incoraggiare l’urbanizzazione e la occidentalizzazione, rilevanti crediti, cui classi politiche afflitte da frenesia modernizzatrice e da megalomania, e inoltre voraci, corrotte e sperperatrici – secondo le migliori tradizioni di quella benemerita categoria – fanno largo e sconsiderato ricorso, indebitando i loro paesi fino al collo, a un certo momento, tira i cordoni della borsa aumentando gli interessi. A questo punto, per far fronte ai propri impegni, il paese debitore è costretto alle più rigide economie che il FMI rigorosamente impone: drastica riduzione delle importazioni per diminuire la spesa, e pareggiare la bilancia dei pagamenti; radicale taglio delle spese e dei programmi di sviluppo pubblici; svalutazione monetaria per esportare a prezzi più bassi possibili battendo la concorrenza. Ne conseguono il crollo dell’occupazione pubblica e privata e la svalutazione delle retribuzioni.
    Si tratta, insomma, di un’operazione di strozzinaggio su scala internazionale, perché la svalutazione, riducendo il valore della moneta, produce una parallela moltiplicazione degli interessi, in un circolo vizioso.
    Ha così origine, per effetto della disoccupazione, una occulta tratta di sventurati senza arte né parte, schegge vaganti staccate dai tronchi delle strutture sociali tradizionali, sensibili a qualunque suggestione, disponibili per ogni proposta. Abbattuta l’economia, infatti, entrano in scena i reclutatori e l’esodo comincia. E’ una «tratta» manovrata dall’Alta Finanza che si svolge su scala planetaria e stritola individui e popoli con spietata determinazione.
    Gli stessi giornali dell’establishment partitocratrico.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Predefinito

    La libertà di immigrazione nel mondo intero
    Tratto da: «Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia»

    Guttmacher[1] ha dichiarato che un programma efficace di contraccezione sarà in grado di apportare un «significativo contributo a un nuovo ordine mondiale»
    G. Brock Chisholm[2], ex direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha già definito in che modo questo nuovo ordine mondiale potrà essere realizzato:
    «Ciò che in tutti i luoghi la gente deve fare è praticare la limitazione delle nascite e i matrimoni misti (tra razze differenti), e ciò in vista di creare una sola razza in un mondo unico dipendente da un’autorità centrale»[3]
    Quando si dice chiarezza.
    Una commissione di razze già efficacemente tratteggiata nel 1925 da uno dei padri della Sinarchia europea, il massone d’alto grado Coudenhove Kalergi, fondatore della «Paneuropa», che nel suo libro «Praktischer Idealismus» vaticinava:
    «L’uomo del futuro sarà di sangue misto (…) La razza futura eurasiatica-negroide, estremamente simile agli antichi egiziani, sostituirà la molteplicità dei popoli, con una molteplicità di personalità». Collo di bottiglia, questo della fusione delle razze, obbligato per ogni progetto mirante alla cancellazione di fatto di ogni identità religiosa, etnica e nazionale. Dal 1989, riferisce la stampa specializzata, l’ufficio delle Nazioni Unite dell’Alto Commissariato per i Rifugiati è stato centrale per orchestrare migrazioni di massa di musulmani nord-africani in Europa e di slavi dei paesi dell’Est.
    Alla Francia, ad esempio, è stata assegnata una quota di 24 milioni di emigrati che ne cancelleranno letteralmente il volto e la storia.[4] Scriveva Maurice Caillet, fuoriuscito dalla massoneria dopo aver raggiunto il 18° grado, di Cavaliere Rosacroce, trattando della piaga dell’aborto nelle nostre contrade, in una lettera indirizzata al Ministro della Sanità francese Martine Aubry: «Tutte queste misure avranno, inoltre, il merito di risolvere il problema demografico che mette in pericolo le pensioni e che permette all’ONU di proporci un’immigrazione importante»[5]
    Se John Foster Dulles vivesse oggi potrebbe dirsi soddisfatto: gli Stati (fra cui l’Italia) hanno persino cambiato le proprie leggi per consentire un afflusso massivo e scarsamente controllato di extracomunitari sui loro territori, e la nuova battaglia ovunque proclamata dai mezzi di comunicazione sembra ormai essere quella contro il razzismo.
    Un razzismo affatto estraneo a popoli di grande memoria storica e culturale come l’italiano che, a fronte di un’invasione in poco tempo di qualche milione di africani che si contendono il pane con una gioventù che incontra serissime difficoltà di accesso ad un lavoro qualificato, a fronte di mali endemici come l’emigrazione verso l’estero, oggi ripresa, del nostro bel Sud, a fronte di una malavita organizzata sempre più arrogante, a fronte di uno Stato presente con solerzia solo a riscuotere tasse dai suoi cittadini piuttosto che a tutelarli e difenderli, reagisce con un senso di insofferenza e talvolta di rifiuto verso l’estraneo imposto in casa propria. Con la massima ipocrisia si etichetta come razzismo questo rifiuto, demonizzando chi fa notare come la Storia sia lì ad insegnare che operazioni d’innesto di una tradizione sopra un’altra, effettuate per lo più in tempi brevi, non siano né indolori né prive di forme di rigetto anche gravissime.
    Ma la Storia sembrerebbe oggi essere fatta dai mezzi di comunicazione, come osserva il massone Raymond Abellio, pseudonimo adottato nel dopoguerra da George Soulès (1907-1987), a firma di una produzione letteraria tutta intrisa di occultismo, astrologia e gnosi:
    «La nostra epoca di mass-media trasforma la soggettività della storia, che per lungo tempo non fu un problema che per i filosofi, vale a dire di un numero piccolo, in strumento universale per violare e plasmare la coscienza delle folle e, di conseguenza, in fattore politico essenziale e primario».
    Parole come logica, tolleranza e razzismo sembrano allora assumere sensi e valenze diverse a seconda dei popoli alle quali vengono applicate, appunto, dalla martellante grancassa mediatica: alla scomparsa di ogni religione e tradizione, fuse nella nuova razza senza memoria storica né principi, viene opposta la sopravvivenza e il consolidamento di un’unica tradizione e religione.
    Così, mentre il rabbino canadese Abraham Feinberg dalle colonne della «Maclean’s Review», rivista cristiana di Toronto, rivolgendosi ai suoi lettori, cattolici e protestanti, lanciava un appello:
    «La sola soluzione ai conflitti razziali è il matrimonio interrazziale, (…)» è dunque urgente che «(…) la legge incoraggi la mescolanza del sangue», poiché: «il richiamo deliberato ai matrimoni interrazziali è il solo modo di accelerare il processo per eliminare totalmente i pregiudizi razziali e quindi le razze separate», sul New York Times appariva nel corso del 1974 una pubblicità a piena pagina, a cura del «National Commitee for Furtherance fo Jewish Education» (Comitato nazionale per la promozione dell’istruzione ebraica), indirizzata alla gioventù israelita, dove i matrimoni interrazziali venivano così stigmatizzati:
    «I matrimoni misti sono un suicidio nazionale e personale. Il mezzo più sicuro per distruggere un popolo è farlo sposare al di fuori della sua fede (…) Uomini e donne hanno la certezza di perdervi la loro identità. I valori e i principi che tanto hanno contribuito alla cultura e alla civiltà contemporanea scompariranno dalla faccia della terra.
    L’esperienza accumulata in tremila anni, il ricco retaggio di un popolo, tutto ciò che è assolutamente vostro sarà indegnamente annientato. Che pena! Che disastro! Che vergogna!»[6]

    Tratto da: «Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia»


    --------------------------------------------------------------------------------

    [1] Membro del Bilberberg Group e fondatore nel 1965 con Gianni Agnelli dell’Istituto Affari Internazionale italiano
    [2] Membro del Movimento universale per una Federazione mondiale
    [3] «USA Magazine», 12/08/1955
    [4] In «Lectures Francaises», n. 528, aprile 2001, p. 38
    [5] Idem, giugno 2000, p. 42
    [6] Y. Mocomble, «Du viol des foules…», pp. 283-284
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    Chi e cosa di cela dietro l'immigrazione
    Di Giuli Valli, da: «Il vero volto dell’immigrazione: la grande congiura contro l’Europa», 1993

    Un primo consistente indizio per sapere dove andassero cercati i meno occulti promotori di questo grandioso fenomeno ci fu offerto da un articolo apparso sul quotidiano «Alto Adige» del 10 agosto 1989, dal titolo: «Ondata di immigrati africani». Vi si riferiva l’intervista col presidente degli ambulanti trentini aderenti alla «Confesercenti», il quale, tra l’altro, dichiarava: «si calcola che nei prossimi anni, 30-40 milioni di africani verranno in Europa, e i governi centrali, su direttive dell’ONU, (il corsivo è nostro), hanno affidato a Italia, Spagna e Grecia il peso maggiore.
    Sembra che l’Italia, nella spartizione internazionale, debba farsi carico dell’immigrazione senegalese, e si stima in 5 milioni la dimensione numerica: quasi una persona ogni dieci italiani»
    Dunque l’ONU veniva indicata come la centrale da cui è partito l’ordine che è alle origini di questa vicenda e le si attribuiva un preciso programma che non potrà non incidere in maniera sconvolgente sul prossimo avvenire del popolo italiano, i cui destini, al di là dell’amena tavoletta della sovranità popolare, evidentemente sono in mano di lontani e sconosciuti padroni.
    Successive ricerche confermano che la pista era quella giusta: l’Italia, con la legge 10 aprile 1981 n.158, ha ratificato la convenzione n.143 del 1975 della Organizzazione Internazionale del Lavoro (uno degli organi dell’ONU), recante il titolo: «sulle migrazioni in condizioni abusive e sulla promozione della parità di opportunità e di trattamento dei lavoratori migranti». Da qui si vede che già almeno dall’ormai remoto 1975 si venivano addensando sul capo degli ignari italiani fosche nubi foriere di tempesta. In obbedienza a quei patti, il Governo nazionale proponeva e il Parlamento approvava la legge 30.XII.1986 n.943 che sin da allora garantiva (art.1) «a tutti i lavoratori extracomunitari parità di trattamento e piena eguaglianza di diritti rispetto ai lavoratori italiani», nonché il godimento “dei servizi sociali e sanitari” e il diritto “al mantenimento dell’identità culturale, alla scuola e alla disponibilità dell’abitazione”. E all’art.2 prevedeva, proprio come riferito dal citato articolo dell’”Alto Adige”, “accordi bilaterali e multilaterali previsti dalla convenzione dell’OIL n.143 del 24 giugno 1975…per disciplinare i flussi migratori»
    Si aprivano, insomma, fin da allora – in nome di una convenzione dell’OIL, e cioè di un istituto specializzato dell’ONU, le porte dell’immigrazione, nonostante che ancora, malgrado le statistiche del CENSIS, il fenomeno non fosse neppur lontanamente così evidente, come è diventato oggi. E, in realtà, l’Italia non era affatto allora, così come non lo è a tutt’oggi, un paese che possa ragionevolmente attirare un consistente flusso immigratorio: di modesta estensione, montagnosa, povera d’acqua e di materie prime, densamente popolata, con grave penuria di alloggi già per i suoi abitanti, grazie anche a mille pastoie burocratiche che ostacolano le nuove costruzioni e persino il restauro di quelle già esistenti, con ancora molti suoi figli emigrati all’estero e una lieve disoccupazione e sotto-occupazione interna, con servizi pubblici e sanitari largamente e spesso drammaticamente inefficienti, e insufficienti anche per la sola sua popolazione, davvero non si vede come potrà fronteggiare i mille problemi posti dalla valanga extracomunitaria.
    Invero, come si è visto e si ribadisce, per uno straniero senza arte né parte, le principali offerte di lavoro provengono dalla malavita organizzata, sempre bisognosa di manovalanza a buon mercato, e dall’ambiente dello sfruttamento della prostituzione, a meno di non volersi accontentare di un lavoro nero senza garanzie, della mendicità o di un misero commercio ambulante che, dalla mendicità vera e propria ben poco si distingue. Ma è facile capire come anche queste vie siano anch’esse facile anticamera al delitto!
    Cosa, dunque, era necessario fare per mettere in moto verso l’Italia l’immensa ondata di spiantati che la sta sommergendo? Occorreva una duplice disinformazione: una internazionale, volta ad ingannare gente ignorante o, comunque, non al corrente della nostra realtà sociale, presentando, con capillare propaganda, l’immensa menzogna di un’Italia simile a un nuovo Eldorado, un vero e proprio paese di Bengodi; e una all’interno dell’Italia stessa, tendente a fare apparire come un frutto ineluttabile della storia quello che, invece, è l’effetto della cinica e meditata orchestrazione.
    A tal fine, con ammirevole improntitudine, si osa parlare di imprescindibili esigenze di mano d’opera nel nostro mercato e di carenza delle nostre forze lavorative, ma su ciò rimandiamo al lettore a quanto si è già detto al capitolo VIII della prima parte di questo studio.
    (…)
    In tutto questo piano, la parte dell’ONU è primaria ed evidente.
    Infatti, la legge Martelli esordisce (art.1 comma 1) presentandosi come emanata in attuazione della convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951, che fu appunto promossa dall’ONU, e prosegue riconoscendo a un ufficio della stessa ONU – l’ACNUR, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – importanti poteri di ingerenza sulla immigrazione extraeuropea in Italia.
    Che poi si tratti di un piano su scala soprannazionale, preciso e programmato, lo si ricava anche dal fatto che da più parti si specificano i numeri e i tempi dell’invasione, così come abbiamo visto fare sulle colonne dell’«Alto Adige» del 10 agosto 1989. Ad esempio anche su un articolo de «Il Giornale» del 9 novembre 1989, intitolato: «L’Italia deve affrontare la mina vagante degli immigrati di colore», si legge che, entro 20 anni, gli immigrati dovrebbero essere 5 o 6 milioni. Ci si domanda come sarebbe possibile formulare previsioni del genere se si trattasse di un fenomeno spontaneo, imprevisto e imprevedibile, e non di un piano controllato, studiato a tavolino.
    Similmente il Cardinale Carlo Maria Martini, dando prova di sorprendenti carismi profetici, intervenendo nel corso di una mattinata di «studio e riflessione» sul tema: «Per una società dell’accoglienza verso un’Europa multirazziale», tenuta in preparazione della IX giornata della solidarietà, proclama nella sua diocesi, preconizza, a quanto riferisce Daniela Bozzoli sulle colonne di «Avvenire», che il fenomeno toccherà la sua punta massima nei prossimi vent’anni.
    (…)

    Dal libro: «Il vero volto dell’immigrazione: la grande congiura contro l’Europa», Editrice Civiltà, 1993


    --------------------------------------------------------------------------------

    Nel 2050 ci saranno 230 milioni di migranti.
    E' il dato che emerge dal Rapporto 2003 dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni.
    I migranti regolari nel mondo sono 175 milioni, un 3 per cento della popolazione mondiale. Di questi 56 milioni vivono in Europa, 49,7 in Asia e 40,8 in America del nord, le zone del mondo con il più alto numero di persone immigrate solo nel 2000.
    Fonte: "Il Nuovo", 1 luglio 2003


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    Der Wehrwolf

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    Der Wehrwolf

  5. #5
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    e' ormai assodato che la colonizzazione afroislamica della padania e' una precisa volonta' politica di quei " circoli finnaziar liberisti" che piacciono tanto ai " veri padanisti" con un piede in padania e uno in USA ...

    A questo punto la domanada spontanea e' .

    Ma costoro che non tollerano oggi un terrone in padania ... apprezzeranno domani i nuovi padani afroislamici voluti dai loro " superiori" ?..

    Oppure son cosi' ciechi da non vederne il nesso ? .... Nooo non sono ciechi ... sono solo dei furbi opportunisti secondo la migliore "tradizione" padana ..

  6. #6
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    Originally posted by larth
    e' ormai assodato che la colonizzazione afroislamica della padania e' una precisa volonta' politica di quei " circoli finnaziar liberisti" che piacciono tanto ai " veri padanisti" con un piede in padania e uno in USA ...

    A questo punto la domanada spontanea e' .

    Ma costoro che non tollerano oggi un terrone in padania ... apprezzeranno domani i nuovi padani afroislamici voluti dai loro " superiori" ?..

    Oppure son cosi' ciechi da non vederne il nesso ? .... Nooo non sono ciechi ... sono solo dei furbi opportunisti secondo la migliore "tradizione" padana ..
    Diciamo che sono dei ciechi furbi...
    Cmq la reiterata volontà di non vedere nessi fra immigrazione e il modello di società multietnica USA, è preoccupante.

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    In fondo obbediscono solo ad ordini superiori ...
    Sono dei bravi soldati agli ordini della J&M.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  8. #8
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    Originally posted by larth
    e' ormai assodato che la colonizzazione afroislamica della padania e' una precisa volonta' politica di quei " circoli finnaziar liberisti" che piacciono tanto ai " veri padanisti" con un piede in padania e uno in USA ...


    APPUNTO. ASSODATO.PROVATO.DIMOSTRATO. L'INVASIONE ALLOGENA E' VOLUTA E SPONSORIZZATA DA QUELL'INSIEME DI POTERI CHE A CUI I "VERI PADANISTI" GUARDANO CON AMMIRAZIONE.

    A questo punto la domanada spontanea e' .

    Ma costoro che non tollerano oggi un terrone in padania ... apprezzeranno domani i nuovi padani afroislamici voluti dai loro " superiori" ?..

    BASTA CHE PAGHINO L'IRPEF....

    Oppure son cosi' ciechi da non vederne il nesso ? .... Nooo non sono ciechi ... sono solo dei furbi opportunisti secondo la migliore "tradizione" padana ..

    NON SONO CIECHI. TROPPO COMODO GIUSTIFICARLI COSI'.
    SONO DEGLI OPPORTUNISTI,DEGLI ITAGLIANI.


    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  9. #9
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    «Il vero volto dell'immigrazione»
    Giuli Valli, 1993
    Questo libro contiene l'analisi di una immensa immigrazione del Terzo Mondo. In esso troverete quello che sta accadendo e quello che accadrà. Scoprirete, cioè, che l'Italia è usata come porto-franco e base operativa della criminalità mondiale...che dietro il sipario c'è l'ONU e la Frammassoneria. Dai documenti si comprenderà meglio l'obiettivo finale di chi conduce nell'ombra le fila per arrivare alla fondazione di un Nuovo Ordine Mondiale...
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    Der Wehrwolf

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    Predefinito Solo la Lega Nord contro la massoneria

    http://www.grandeoriente.it/Rastampa/2000/09senatur.htm


    Roma, 24 ago. - Figli e famiglia al primo posto. Umberto Bossi non ha dubbi: «La famiglia è lo snodo fondamentale di ogni modello di società. Attaccare questa istituzione - dice alla Padania - è fondamentale per la riuscita del progetto di chi vuole creare un dittatura massonica-comunista mondiale». Il 'senatur' rileva: «Se passano le famiglie omosessuali che non fanno figli è necessaria l'immigrazione e con essa l'ideologia che riesce a scardinare l'identità dei popoli».

    (AGI) Cav/ Segue 241145 AGO 00 NNN (AGI) - Roma, 24 ago. - Invece, prosegue il leader della Lega, «se ritorna la famiglia eterosessuale, e con essa i figli, vincono i popoli e la democrazia». Oggi i «falliti delle ideologie propongono una serie di follie: lo Stato unico mondiale, un'unica razza, un'unica religione, un unico utero, una sola lingua...». Costoro, aggiunge, hanno scelto «l'immigrazione per colpire il nuovo che avanza: i popoli, l'identità, la spiritualità. Immigrazione, dunque», per imporre «con la forza le loro idee, sfondando ogni regola, perseguitando e sterminando chiunque non sia d'accordo». (AGI) Cav/ 241145 AGO 00 NNN







    http://www.grandeoriente.it/Rastamp...09ANSAbossi.htm


    La risposta del GOI


    MASSONERIA

    GRANDE ORIENTE REPLICA A BOSSI


    KBXP ZCZC0232/SXA YFI10017 R POL S0A S41 QBXX
    (ANSA) - FIRENZE, 11 SET - ''Inquieta e deve far riflettere il silenzio del conformismo che regna sui ripetuti e insistenti attacchi e proclami estivi dell' onorevole Bossi contro la Massoneria che, per altro, si commentano da soli''. Lo ha detto Massimo Bianchi - Gran Maestro Aggiunto al Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani, la maggiore istituzione libero muratoria italiana - commentando l'intervista rilasciata a Repubblica del leader leghista.
    ''Ancora maggiormente inquieta e preoccupa il fatto che questi attacchi - che rievocano un funesto e non remoto oscuro passato - provengano - aggiunge Bianchi - proprio dal capo di un movimento politico che si propone come forza di governo''. ''Se l' on. Bossi aspira a governare - conclude l' esponente massonico - dia prova di responsabilita' nelle parole prima ancora che nei fatti''.
    (ANSA). COM-GRD/SP 11-SET-00 146 NNNN





    Meluzzi chiede il Giurì d'onore

    (ANSA). PAE/ROM 11-SET-00 18:22 NNN(ANSA) - ROMA, 11 SET - Il sen. Alessandro Meluzzi chiede l'istituzione di un giurì d'onore che valuti leaffermazioni di Umberto Bossi sulla massoneria. «Le gravi affermazioni dell' on. Bossi riportate dal quotidiano 'LaRepubblicà sulla istituzione massonica - afferma Meluzzi in una nota - sono pericolosissime per le garanziecostituzionali di libertà, e per la memoria di uomini come Mazzini, Garibaldi, il mahatma Gandhi, Martin Luther King,Salvador Allende, Paolino Ungari e infiniti altri, che hanno onorato le istituzioni democratiche dei loro paesi el'umanità tutta». «Come cittadino italiano e parlamentare della repubblica, membro del Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani ma anche come Cristiano - prosegue il senatore dell' Udeur - mi ritengo infamato da un attacco irragionevole che se non sembrasse uscito, per i toni e i contenuti, da un'osteria o da un manicomio, ricorderebbe sinistramente le affermazioni dei nazisti». Pertanto Meluzzi chiede l'istituzione di un giurì d'onore chiamando atestimoniare «sullo stato del dialogo sereno e costruttivo tra la massoneria e la gerarchia cattolica padre Luigi Esposito docente presso gli atenei pontifici e profondo conoscitore dei valori etici e spirituali dell' istituzione». Meluzzi invita Bossi a un «dibattito pubblico sulla natura etica e filosofica e la storia dell'istituzione massonica inItalia».

    (ANSA). PAE/MGA 11-SET-00 198 NNN(AGI) - Roma, 11 set. - Un Giurì d'onore «che valuti le affermazioni dell'on. Bossi» sulla Massoneria contenutenell'intervista rilasciata oggi a La Repubblica è stato chiesto con una lettera inviata al Presidente del Senato NicolaMancino da Alessandro Meluzzi. Meluzzi dichiara di ritenersi «infamato da un attacco irragionevole», «come cittadino italiano e parlamentare della Repubbica, membro del Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiziani, ma anche come cristiano» Per il Giurì Meluzzi chiama a testimoniare padre Luigi Esposito e invita Bossi ad un dibattito pubblico sullamassoneria.

    (AGI) Com/Frt/Van 111907 SET 00 NNNBOSSI. MELUZZI (UDEUR) CHIEDE GIURÌ D'ONORE A MANCINO = (dire)- roma- in una lettera inviata alpresidente del senato nicola mancino, il senatore dell'udeur alessandro meluzzi chiede l'istituzione di un giurì d'onoreche valuti le affermazioni di umberto bossi sulla massoneria contenute nell'intervista a «repubblica». Affermazioni che Meluzzi, massone, ritiene gravi: «come cittadino italiano e parlamentare della repubblica, membro del grande oriente d'italia di palazzo giustiniani, ma anche come cristiano, mi ritengo infamato da un attacco irragionevole, che se non sembrasse uscito, per toni e contenuti, da un'osteria o da un manicomio, ricorderebbe sinistramente le affermazioni dei nazisti». Il senatore udierrino si dichiara «esterrefatto» dall'assenza di rezioni da parte dellecomponenti liberali del polo, e invita bossi ad un immediato dibattito pubblico sulla natura etica e filosofica e lastoria dell'istituzione massonica in italia, dal risorgimento all'unità nazionale, fino alla resistenza antifascista e adoggi. (Com/ato/ dire) 19:08 11-09-00 nnn





    Quali sono le accuse?

    (AGI) - Livorno, 11 set. - «Non voglio giudicare politicamente. Se l'onorevole Bossi ha da rivolgere accuse alla massoneria indichi nomi, cognomi e fatti anzichè avventurarsi in boutades che irritano e basta». A dirlo è Massimo Bianchi, gran maestro aggiunto del Grande Oriente d'Italia diPalazzo Giustiniani, che, parlando con i giornalisti, a margine di un incontro a Livorno, ha replicato alle affermazioni del leader leghista. Bossi, ha aggiunto, «ripetutamente attacca la massoneria straparlando di incredibili complotti». Bianchi ha sottolineato che «la massoneria non si occupa di partiti e di fazioni, è invece custode dei valori dell'unità nazionale e dello sato di diritto».
    Il comunicato stampa
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

 

 
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