E' meglio fermare furbe....
...e fesse
Caro amico Daniele e caro segretario, grazie a te per il contributo alla discussione su un tema, quello dell'aborto, che da anni divide e appassiona.
Il ministro Girolamo Sirchia è notoriamente cattolico.
Assurdo quindi rimproverargli coerenza con la sua fede; non merita i tuoi sfottò.
Se non si è d'accordo con lui, basta dirlo magari argomentando il proprio dissenso.
Quando diede il via alla campagna antifumo, e da ex fumatore si impegnò con slancio degno di miglior causa, non fui certo io a risparmiargli critiche.
Durante una puntata di Porta a Porta gli dissi: le sigarette sono dannose, però non più della grappa; semmai di meno.
Dieci cicchetti fanno più male di dieci Marlboro (l'ho sperimentato) tuttavia nessuno si sogna di combattere l'alcol che, viceversa, viene reclamizzato in tivù contrariamente al tabacco.
Oltre determinate quantità tutto è nocivo, perfino l'acqua.
Non mancai di polemizzare con Sirchia neppure sulla demonizzazione degli obesi.
Né sulle famigerate mezze porzioni al ristorante, pur riconoscendogli buone intenzioni.
È inaccettabile in un Paese liberale imporre per legge di consumare alcune cose e di rifiutarne altre. Ciascuno si regoli a suo piacimento, altrimenti presto o tardi si arriverà a rendere obbligatorie anche la maglietta della salute e le scarpe Geox, quelle che respirano.
Sorvolo sui cani; secondo me mordevano (eccezionalmente) ancor prima se ne accorgesse il governo.
Detto ciò, mi devi spiegare perché in Italia si paga il ticket su tutto (inclusi il test di gravidanza e le estrazioni dentarie) eccetto l'aborto che non è un salvavita, semmai un ammazzavita.
Trattasi di coerenza o di incentivo a ricorrere al chirurgo anzichè al profilattico (diaframma, spirale, eccetera) per scongiurare una maternità indesiderata? I
Il senatore di Forza Italia, Antonio Gentile, e Sirchia sono di manica fin troppo larga.
Vogliono che l'aborto numero uno sia gratuito (errare humanum est), che il numero due sia semigratuito e che il terzo (perseverare, diabolicum) sia a carico della signora.
Non c'è scandalo. Lo scandalo consiste piuttosto nell'addossare alla collettività i costi di comportamenti irresponsabili di coppie abituate a fare l'amore con la stessa disinvoltura con cui bevono un caffè al bar.
Il caffè peraltro quota 80 centesimi, e se non li sborsi non te lo servono, mentre l'aborto è offerto a spese dello Stato, una strenna cui si ha diritto fino alla menopausa.
Ti sembra liberale?
Giustamente osservi: se le immigrate saranno costrette a versare il ticket (poniamo 1000 euro), preferiranno rivolgersi alla mammana per avere prezzi inferiori, 5 o 600 euro.
Il ragionamento sta in piedi. Però attiene alla misura del ticket e non esclude l'opportunità di introdurlo. Mille euro sono troppi? Facciamo 500. Mi rovino: vanno bene 400?
Tu insisti con la campagna informativa sulla contraccezione. Te la concedo. Ma sei davvero persuaso che un uomo e una donna abbiano necessità di apprendere da uno spot televisivo come e perché nascono i bambini? Perdona caro Daniele, sono bravissimi ad accoppiarsi, bravissimi a trovare l'Asl dove ottenere gratis l'interruzione della gravidanza, ma ignorano l'esistenza del profilattico, della spirale eccetera.
Via, non prendiamoci in giro, col caldo che fa è sfibrante. Rassegniamoci a costatare che il ministro della Salute, al di là delle sue idee religiose, ha centrato il problema: l'aborto in molti casi è sostitutivo del contraccettivo.
Occorre intervenire, ritoccare la 194. Quanto alla "pillola del giorno dopo", sfondi una porta aperta: sempre meglio eliminare un paio di cellule che un bimbo chiamato feto qual è al terzo mese dal concepimento.
Vittorio Feltri
entrambi, parlando di stato liberale, ne criticano l'invadenza.
Non mo pare che nè Feltri nè Capezzone abbiano criticato la legge "interventista" sull'obbligo delle cinture o dei caschi.
Liberi pure di fumare, di strabere, di riempirsi di tripple porzioni purchè non ci si faccia poi curare a spese dello Stato (noi).
Questo varrebbe anche per gli imbecilli che guidano senza cinture e vanno in moto senza casco.
O no!?
saluti