Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 28

Discussione: Aborto

  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Aborto

    Dalle nostre parti si paga tutto meno l'aborto

    Immagino che la stragrande maggioranza degli italiani, e dei nostri lettori, sia stata indotta a equivocare anche in questa circostanza, male informata e stordita da commenti e reazioni isteriche ad una proposta che invece è di buon senso.
    Mi riferisco all'aborto e alla legge 194 che lo regola.
    Occorre riassumere. Alcuni giorni orsono il senatore (di Forza Italia) Antonio Gentile suggerisce di introdurre il ticket per le donne che si sottopongono (nelle strutture pubbliche) a interruzione volontaria della maternità.
    Non tutte, si badi bene, ma soltanto le habitué, ossia le recidive. Dice Gentile. Siccome può capitare a tutti di sbagliare, se una ragazza scopre di essere gravida e non è in condizioni (psicologiche, ambientali, economiche) di tenersi il bambino, ha diritto all'aborto gratuito.
    Che qualcuno, ad esempio i cattolici (ma non solo), considera omicidio, ma pazienza: esiste da anni una norma approvata dal Parlamento che lo legittima, pertanto non è reato, punto e amen. Il senatore forzista non discute di principi.
    Non chiede di revisionare la legge nella sostanza; si limita a mettere i puntini sulle "i".
    Posto che la interruzione della maternità entro i primi tre mesi è lecita (pur con tanti se), qualora però una donna abbia già usufruito del Servizio sanitario nazionale allo scopo di non diventare mamma, e si trovi nella necessità di usufruirne una seconda volta, è opportuno contribuisca alle spese nella misura del 50 per cento.
    Banalizzando, il ragionamento è: la prima si perdona, la seconda si perdona a metà.
    E la terza? Si bastona. Non la signorina o la signora, per carità, ma il suo portafogli la cui sensibilità è quasi sempre maggiore rispetto a quella del groppone.
    A fini educativi, è più efficace una punizione pecuniaria di una punizione fisica peraltro impensabile in una civiltà come la nostra, al momento non ancora completamente islamizzata .
    Qualcosa bisogna fare.
    Nel 2003 gli aborti nel Paese sono stati 132 mila e rotti, meno in confronto al passato (dal 1982 a oggi si è registrato un calo del 44 per cento).
    Tuttavia non sono pochi e l'idea di disincentivare la pratica (2000 euro ciascuna) non è peregrina, specialmente se si calcola che un terzo riguarda donne recidive, alla seconda, alla terza o addirittura alla quarta operazione.
    A parte la questione morale (in questa sede non interessa), se si eliminassero le recidive, si otterrebbe ogni anno un risparmio di 120 miliardi di lire fuori corso.
    Denaro nostro, della collettività, sottratto al Servizio sanitario pur bisognevole di fondi per curare ammalati gravi.
    Si obietterà: una gravidanza indesiderata (o insostenibile) è equiparabile a una malattia grave.
    Giusto. Però, converrete, la gravidanza non è difficilissimo prevenirla. Sono in commercio, e a prezzi accessibili, vari contraccettivi: il profilattico, la pillola, la spirale, il diaframma e il famoso bicchiere d'acqua, magnifico sostitutivo del canonico rapporto.
    L'educazione sessuale, è vero, non è entrata in pieno nel costume; ma è altrettanto vero che fare l'amore senza tenere conto delle conseguenze non è mai uscito dal campionario delle abitudini irresponsabili.
    Non per ignoranza, poiché tutti sanno che facendolo si rischia il pancione, bensì per imbecillità maschile quanto femminile.
    Non si comprende per quale motivo i quattrini da noi consegnati all'erario debbano servire per "riparare" alla sbadataggine cretina di certe coppie, fisse o precarie o occasionali, le quali all'atto di unirsi in amplessi più o meno soddisfacenti a tutto pensano, tranne ai guai cui vanno incontro senza caricarsi dei probabili costi.
    Cari ragazzi e ragazze, desiderate continuare a infischiarvene degli esserini che concepite e sopprimete?
    Non possediamo armi per impedirvelo, però non pretendiate di farlo sempre gratis.
    Ve lo lasciamo fare gratis una volta, semigratis la seconda; la terza no, saldare la parcella tocca a voi in nome di dio, anzi, in nome della decenza.
    Che c'è di stravagante in questo discorso?
    Nulla. Eppure il ministro della Sanità, Sirchia, per aver detto che l'aborto non è un anticoncezionale, è stato coperto di insulti, invitato a togliersi dai piedi, rimproverato perfino dalla sua maggioranza, accusato di scalfire la 194, che è un tabù, un oggetto di culto della destra e della sinistra e forse di alcuni centristi.
    Sirchia non può esprimere le sue opinioni, perché è un
    "talebano".
    Talebano lui, e democratico chi gli tappa la bocca.
    Ah, dimenticavo un dettaglio: il ticket si paga su tutto, eccetto l'aborto.

    Vittorio Feltri su Libero

    saluti

  2. #2
    Registered User
    Data Registrazione
    20 May 2004
    Località
    Bologna
    Messaggi
    239
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Aborto

    In origine postato da mustang
    Dalle nostre parti si paga tutto meno l'aborto

    Immagino che la stragrande maggioranza degli italiani, e dei nostri lettori, sia stata indotta a equivocare anche in questa circostanza, male informata e stordita da commenti e reazioni isteriche ad una proposta che invece è di buon senso.
    Mi riferisco all'aborto e alla legge 194 che lo regola.
    Occorre riassumere. Alcuni giorni orsono il senatore (di Forza Italia) Antonio Gentile suggerisce di introdurre il ticket per le donne che si sottopongono (nelle strutture pubbliche) a interruzione volontaria della maternità.
    Non tutte, si badi bene, ma soltanto le habitué, ossia le recidive. Dice Gentile. Siccome può capitare a tutti di sbagliare, se una ragazza scopre di essere gravida e non è in condizioni (psicologiche, ambientali, economiche) di tenersi il bambino, ha diritto all'aborto gratuito.
    Che qualcuno, ad esempio i cattolici (ma non solo), considera omicidio, ma pazienza: esiste da anni una norma approvata dal Parlamento che lo legittima, pertanto non è reato, punto e amen. Il senatore forzista non discute di principi.
    Non chiede di revisionare la legge nella sostanza; si limita a mettere i puntini sulle "i".
    Posto che la interruzione della maternità entro i primi tre mesi è lecita (pur con tanti se), qualora però una donna abbia già usufruito del Servizio sanitario nazionale allo scopo di non diventare mamma, e si trovi nella necessità di usufruirne una seconda volta, è opportuno contribuisca alle spese nella misura del 50 per cento.
    Banalizzando, il ragionamento è: la prima si perdona, la seconda si perdona a metà.
    E la terza? Si bastona. Non la signorina o la signora, per carità, ma il suo portafogli la cui sensibilità è quasi sempre maggiore rispetto a quella del groppone.
    A fini educativi, è più efficace una punizione pecuniaria di una punizione fisica peraltro impensabile in una civiltà come la nostra, al momento non ancora completamente islamizzata .
    Qualcosa bisogna fare.
    Nel 2003 gli aborti nel Paese sono stati 132 mila e rotti, meno in confronto al passato (dal 1982 a oggi si è registrato un calo del 44 per cento).
    Tuttavia non sono pochi e l'idea di disincentivare la pratica (2000 euro ciascuna) non è peregrina, specialmente se si calcola che un terzo riguarda donne recidive, alla seconda, alla terza o addirittura alla quarta operazione.
    A parte la questione morale (in questa sede non interessa), se si eliminassero le recidive, si otterrebbe ogni anno un risparmio di 120 miliardi di lire fuori corso.
    Denaro nostro, della collettività, sottratto al Servizio sanitario pur bisognevole di fondi per curare ammalati gravi.
    Si obietterà: una gravidanza indesiderata (o insostenibile) è equiparabile a una malattia grave.
    Giusto. Però, converrete, la gravidanza non è difficilissimo prevenirla. Sono in commercio, e a prezzi accessibili, vari contraccettivi: il profilattico, la pillola, la spirale, il diaframma e il famoso bicchiere d'acqua, magnifico sostitutivo del canonico rapporto.
    L'educazione sessuale, è vero, non è entrata in pieno nel costume; ma è altrettanto vero che fare l'amore senza tenere conto delle conseguenze non è mai uscito dal campionario delle abitudini irresponsabili.
    Non per ignoranza, poiché tutti sanno che facendolo si rischia il pancione, bensì per imbecillità maschile quanto femminile.
    Non si comprende per quale motivo i quattrini da noi consegnati all'erario debbano servire per "riparare" alla sbadataggine cretina di certe coppie, fisse o precarie o occasionali, le quali all'atto di unirsi in amplessi più o meno soddisfacenti a tutto pensano, tranne ai guai cui vanno incontro senza caricarsi dei probabili costi.
    Cari ragazzi e ragazze, desiderate continuare a infischiarvene degli esserini che concepite e sopprimete?
    Non possediamo armi per impedirvelo, però non pretendiate di farlo sempre gratis.
    Ve lo lasciamo fare gratis una volta, semigratis la seconda; la terza no, saldare la parcella tocca a voi in nome di dio, anzi, in nome della decenza.
    Che c'è di stravagante in questo discorso?
    Nulla. Eppure il ministro della Sanità, Sirchia, per aver detto che l'aborto non è un anticoncezionale, è stato coperto di insulti, invitato a togliersi dai piedi, rimproverato perfino dalla sua maggioranza, accusato di scalfire la 194, che è un tabù, un oggetto di culto della destra e della sinistra e forse di alcuni centristi.
    Sirchia non può esprimere le sue opinioni, perché è un
    "talebano".
    Talebano lui, e democratico chi gli tappa la bocca.
    Ah, dimenticavo un dettaglio: il ticket si paga su tutto, eccetto l'aborto.

    Vittorio Feltri su Libero

    saluti


    Ah intelligentissima proposta...cosi' poi sai cosa succederà?
    Che chi potrà permettersi di pagare paghrà e sarà tutto come prima mentre quelli che non saranno in condizioni economiche da potersi permettere l'intervento,non solo si terranno il pupo,ma anche lo dovranno economicamente tirar su.
    Eccerto questa si chiama intelligenza

  3. #3
    Registered User
    Data Registrazione
    16 Jun 2004
    Messaggi
    8,880
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Nella logica mercantilistica del banana una giovane potrà pur sempre decidere, invece che abortire e pagare, di far nascere il pargolo e vendere gli organi a ricchi capitalisti bisognosi. Anche in questo campo la mano invisibile del mercato risolverà ogni problema.

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: Aborto

    In origine postato da Alcibiade
    Ah intelligentissima proposta...cosi' poi sai cosa succederà?
    Che chi potrà permettersi di pagare paghrà e sarà tutto come prima mentre quelli che non saranno in condizioni economiche da potersi permettere l'intervento,non solo si terranno il pupo,ma anche lo dovranno economicamente tirar su.
    Eccerto questa si chiama intelligenza
    -------------------------
    Evidentemente parli senza conoscere l'argomento, che sarebbe la 194, la legge sull'aborto.

    Scusa, ma quando hai il mal di pancia e vai in farmacia, il fatto di "dover" pagare il tiket ti impedisce di prendere le gocce ordinate dal medico?

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Il feto in...

    ….minoranza

    Il ministro della Sanità, detestato da ambienti influenti della maggioranza di governo perché tende a non fare nomine politico-clientelari e per essere un ostacolo vivente alle avide voglie di rimpasto, non è amato nemmeno dall’opposizione perché, essendo persona cauta, evita di stroncare la legge crudele, medievale, oscurantista sulla procreazione medicalmente assistita con un regolamento-inganno che la svuoti totalmente del suo contenuto normativo.
    Se poi Girolamo Sirchia si azzarda a ricordare che la legge sull’aborto non sancisce la liceità assoluta dell’interruzione della gravidanza, tanto meno come metodo anticoncezionale generico, la gogna mediatica e la forca politica sono approntate immediatamente per lui con un coro pavloviano, quasi un riflesso condizionato, al quale non si sottrae nessuno, proprio nessuno. Comunisti, anticomunisti, postcomunisti, azzurri, bianchi, rossi, neri e radicali suonano tutti la grancassa e tricoteggiano sotto il patibolo del futuro ex ministro: Marco Pannella la chiamerebbe
    “un’ammucchiata”, se avesse voglia di divertirsi e mollasse per un momento l’astuta presa politica che da decenni gli fa onore. L’egemonia culturale della sinistra, assicurata dalla pesante ma seria offensiva del Pci fin dagli anni Quaranta nei campi della storiografia, dell’accademia, dell’editoria, del cinema, del teatro, della musica e del senso comune corrente, è probabilmente in crisi, come ricordano Galli della Loggia e Panebianco nel Corriere della Sera, come dimostra la debole e inconsulta ira del Fundador di Repubblica applicata a una questione minore, la pubblicazione delle lettere d’amore di Italo Calvino a Elsa De Giorgi.

    Ma l’egemonia di cui oggi si dovrebbe discutere non è quella di Mario Alicata, il crudo dirigente comunista che si procurò la fama di Zdanov italiano, bensì quella del liberal mind, dello spirito progressista e modernizzante che domina la cultura occidentale da decenni e che degenerò ben presto in ideologia e ortodossia, come notava il grande critico americano Lionel Trilling fin dagli anni Cinquanta.
    Il dogma cieco di questa ortodossia è che la civiltà supera la natura e la cancella, che la differenza sessuale è inesistente perché siamo padroni del nostro destino al di là di ogni condizionamento biologico, che abbiamo diritto di rifiutare i bambini concepiti e a fabbricarli perché “l’unica legge è il desiderio”, come sta scritto su un vecchio cartellone di protesta esibito in una foto di Repubblica dell’altroieri.
    La legge 194 dice altro, ma se il ministro lo ricorda diventa crudele, medievale, oscurantista per i suoi compagni di cordata e per i suoi avversari, senza eccezione.
    A destra e a sinistra dovrebbero insorgere coloro che hanno una visione meno soffocante, meno liberale, meno moderna, meno inconsapevole della realtà: ma dormono.

    Ferrara su il Foglio del 11 agosto

    saluti

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Caro Direttore, innanzitutto grazie.
    Non per avermi elogiato, ma per aver capito lo spirito della mia iniziativa.
    Immaginavo che potesse aprirsi un dibattito, ma non pensavo che l'intolleranza di sinistra arrivasse a tanto.
    Ricapitolando, nei giorni scorsi ho preannunciato la presentazione di un DDL per l'introduzione del ticket sul secondo aborto per le fasce abbienti, partendo da due presupposti: l'alto tasso di recidività del fenomeno ( 30.000 donne in Italia) ed il totale fallimento della sinistra nell'applicazione della legge 194, che promuove la vita ed assegna ai consultori un ruolo mai esercitato; la questione, sempre della sinistra, di considerare l'aborto come un diritto e non come un diritto conseguente ad un dramma.
    Ma, come lei ha giustamente scritto, chi tocca i fili muore e cosi io che ho il vizio di occuparmi di questioni sociali vengo additato come illiberale, peones, stravagante.
    Ho visto, caro direttore, ragazze abortire in solitudine, senza che nessuno delle assistenti sociali deputate alla persuasione ed alla comprensione del problema, si degnasse di rivolgere loro una parola diversa dalla compilazione di un modulo burocratico di accettazione.
    Ma per la sinistra del pensiero unico, va bene che la legge ci sia e non che la si applichi.
    L'idea del ticket era un deterrente ed un'assunzione di responsabilità: ritirandola ho chiesto al Governo di adoperarsi là dove i nostri predecessori hanno sempre brillato per assenza.
    I soloni, verdi e rossi, sono stati al Governo senza mai muovere foglia sulla contraccezione e sui consultori.
    Questi signori hanno dimenticato che sono stato il promotore di una lunga indagine parlamentare sui costi delle malattie immaginarie.
    Quattro miliardi di euro annui, confermati dalla società italiana di radiologia che nel recente congresso nazionale di Palermo ha messo in evidenza come il 75% delle Tac siano inutili.
    Non è autoreferenzialità, ma ho acceso il dibattito sulle diagnosi sbagliate e sui costi delle patofobie chiamando a raccolta cattedratici di spessore assoluto.
    Nel mio Sud ci sono mamme costrette a sbarcare il lunario per pagare il latte artificiale dei propri figli e signore che possono abortire 5 0 6 volte a spese dello Stato, non appartenendo a categorie sociali culturalmente ed economicamente arretrate che meritano, invece, indulgenza, attenzione ed aiuto.
    Ecco, chi vuole applicare realmente la legge 194 diventa un untore, che non dovrebbe parlare perché non appartiene al club dell'intellighenzia.
    Sono le tante contraddizioni di questo nostro Paese che è assoggettato allo stereotipo secondo il quale ciò che si dice da una parte è cultura, tutto quello che arriva dall'altra è disinformazione.
    Mi auguro che questa vicenda si chiuda presto, anzi sono certo che si chiuderà mettendo mano ai consultori per la prima volta. Fissando gli obiettivi , con un costo peraltro minimo: queste strutture sono oberate di personale che bisogna motivare e far lavorare.
    L'aborto è un dramma, ma ci sono mezzi per evitarlo e istituzioni che dovrebbero lavorare sul territorio per promuovere la vita. Berlusconi ha sempre dimostrato grande sensibilità su questo tema e sono certo che riuscirà a realizzare quello che la sinistra non ha mai fatto, portando veramente a compimento la legge.
    Le polemiche ed i pregiudizi possono far male, ma è piu' la gioia di sapere che umanamente tante donne che la sinistra ha sempre illuso potranno sentire vicine le istituzioni.
    Per promuovere la vita e la dignità di ognuno.

    ANTONIO GENTILE
    Senatore di Fi, sostenitore del ticket sull'aborto
    su Libero

    saluti

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La 194 è subdola...

    ….va cambiata

    Le dobbiamo un ringraziamento, Direttore, ancora una volta " Libero" si è dimostrato libero di discutere su tutto.
    Infatti, dopo un quarto di secolo dalla sua entrata in vigore, la legge che ha subdolamente introdotto l'aborto in Italia pare un tabù intoccabile, non è politicamente corretto parlarne.
    Grazie per averlo fatto.
    Ho scritto subdolamente perché legge 194, è titolata:
    " Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza".
    Questo modo di esprimersi, oltre che voler ingannare l'opinione pubblica, ha nascosto e nasconde un certo disagio della coscienza dei suoi promotori e legislatori.
    Dal punto di vista non solo cattolico, ma umano e scientificamente fondato, l'aborto procurato è un'uccisione deliberata di un essere umano nel tempo compreso tra il concepimento e la nascita.

    L'articolo 1 della legge 194 contiene enunciazioni solenni, peraltro già proclamate nella carta costituzionale, riaffermando che lo Stato tutela la vita umana, ma, attenzione: non si è voluto introdurre la specificazione " sin dal concepimento" o meglio " col concepimento", in quanto si diceva che uno Stato laico non doveva prendere posizione su una questione scientifica ancora dibattuta.
    In realtà si voleva, e così è stato, evitare che lo spirito abortista dei successivi articoli, totalmente liberalizzanti, venisse in qualche modo limitato.
    Lei caro Direttore, richiama correttamente due circostanze vere e silenziate dalla lobby trasversale ( bipartisan) abortista e con questo si è fatto altri nemici: è infatti corretto ricordare e sottolineare che un terzo degli aborti « riguarda donne recidive, alla terza o addirittura alla quarta operazione » .
    Ma c'è di più, occorre sottolineare che il profilo medio della donna che fa ricorso all'aborto rinvia ad una gestante che nella maggior parte dei casi è coniugata, non separata né divorziata, in età compresa tra i venticinque ed i trentaquattro anni, con sufficiente livello di istruzione e con non più di due figli, pertanto in condizioni ottimali per accogliere il nascituro.
    Non ci trova dunque, come era stato ipotizzato, davanti ad una maggioranza di c. d. casi pietosi.
    Quanto al ricordato costo sociale di 232 milioni di euro all'anno, aggiungerei continuando a dar numeri, che tra aborti legalizzati e clandestini, dal 1978 al 1999, in Italia sono stati uccisi 4.658.383 bambini, ad oggi di conseguenza potremmo essere giunti circa attorno ad oltre 5 milioni di vittime innocenti ( monito per chi come il sottoscritto è contrario alla pena di morte anche per gli assassini conclamati ) .
    L'Italia ha questo triste primato e non solo in Europa ma anche nel mondo ed a quello della denatalità, con le conseguenze anche di carattere sociale ed economico che ne derivano.
    Se noi avessimo i cinque milioni di italiani uccisi con l'aborto procurato con l'aiuto del medico, senza contare quelli uccisi con i prodotti chimici, oggi non avremmo bisogno degli immigrati, considerati giustamente una preziosa risorsa.
    Sì, perché degli immigrati abbiamo un estremo bisogno e di colf, badanti, operai e contadini abbiamo necessità tutti, di sinistra o di destra ed anche di centro.
    La vera ricchezza l'avevamo ed è stata buttata tra i rifiuti, questa è la realtà. È una distruzione di massa legale. Ma il XX secolo, quello delle sanguinarie ideologie totalitarie non era finito?

    BENEDETTO TUSA avvocato su Libero

    saluti

  8. #8
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito In fila col numerino...

    ....per andare ad abortire

    ROMA - « Mo se levamo sto pensiero e poi ' nnamo ar mare » . Di " pensieri" così Pamela, ragazza dal nome di fantasia, a ventun'anni se n'è già tolti tre. Tutti raschiati via all'ambulatorio Ivg dell'ospedale SanCamillo di Roma, dove si è presentata ieri alle cinque in minigonna e costume sotto la canotta fuxia.
    E dove ogni mattina riparte la fabbrica dell'aborto.
    Ecografia, accettazione, prelievo, urine, visita anestesiologica e sala operatoria.
    Per tutte la stessa trafila, a ciascuna il suo numeretto.
    Massimo dieci al giorno. « So io dieci » , sbuffa Pamela quando la chiama la dottoressa, « io qua so senza nome » .
    Riemersa dai suoi sogni gossip, sbocconcellati su Chi, Gente, Tv Sorrisi e Canzoni e Novella 2000, è lei l'ultima della giornata.
    Le altre, tutte a casa, rinviate al prossimo turno.
    E ne passano di giorni... « Oh, io sto già a otto settimane e tre giorni, che me vojono fa partorì? » .
    A protestare è Gloria ( anche questo come gli altri è un nome inventato), una donna in ciabatte sulla quarantina appollaiata sulle scale arrugginite che scivolano nel seminterrato del padiglione Ginecologia, dove si fabbricano gli Ivg.
    Un lager di mattonelle saltate, fili pendenti e tubi dell'aerazione a vista, tutto tappezzato di avvisi multilingue e cartelli che intimano di spegnere i cellulari: « Interferiscono con gli apparecchi medicali » . Qua e là, stampe di papaveri, tulipani e calle.
    Gloria è di casa ormai al Day hospital Ivg del San Camillo. Già cinque aborti alle spalle, tutto per colpa della spirale. « Tanto se ce l'ho, rischio uguale » , spiega, « che me la metto a ' ffà? » . Perciò se l'è tolta e ha optato per l'aborto come metodo anticoncezionale.
    Di tenere il bimbo non se ne parla: « Lui non lavora, non pò propio esse » , taglia corto mentre la zittisce uno sbadiglio.
    Sarà l'afa di ferragosto, ma qui aleggia un sonno disarmante. Tutte crollate sulle panchine in formica verde, ciascuna con lo sguardo perso oltre le inferriate dei finestroni rotti, già svuotate dentro.
    Solo una donna indiana cammina avanti e indietro come in cerca di una cosa persa, mentre tre nigeriane entrano ed escono dalla stanza 2, quella delle " mediatrici culturali", adette a parlare con le straniere. Più in là, una minorenne bionda con le infradito rosa, muta vicino al padre che stringe la busta con l'ecografia guardando di sottecchi una ragazza ucraina con la testa nascosta tra le ginocchia.
    Intorno a lei c'è tutto un mondo che aspetta: una rumena, un'albanese, una filippina, una polacca accucciata sulla spalla del fidanzato che la consola con i pistacchi, una coppia rom che semina il panico in corsia quando entra con il figlioletto.
    Miriam invece ha fretta: ha l'aereo per la Sardegna alle 15 e non fa che ricordarlo a tutti. Ma poi non regge alla visita e scoppia a piangere davanti alla stanza 3 dell'accettazione.
    È una coppia cinese a presidiare quella porta. Lui dorme a bocca aperta mentre lei non finisce mai di contarsi i bottoni della camicetta. È il trillo del telefonino a svegliarlo di botto. « L'avrà capito sto cinese che deve spegne ' r cellulare? » , sbraita una ragazza sui vent'anni con gli occhiali da sole a mascherone e i ricci neri raccolti nella pinza. Dopo tre secondi, è il suo a squillare: « Pronto, a mà? Te sto ddì che non ho finito » , grida, « sò tre ore ch'aspetto, mollame mà » .
    Tra un po' è il suo turno e per tutto il tempo non fa che interrogare con lo sguardo quelle che escono dalla visita anestesiologica. « Embè? » , domanda ad alta voce quando si apre il maniglione antipanico della sala operatoria. « Me credevo peggio » , replica una sua coetanea fresca di Ivg, « eppure io so una fifona, sa? » . Vent'anni, al massimo ventidue, sopracciglia disegnate e capelli a coda di cavallo, sembra ancora sotto l'effetto dell'anestesia: « È n'attimo » , assicura, « t'addormentano tutta, te puliscono sotto e te risveji » , fa lei guardandosi la pancia. « Pare che s'è già levata, no? » , sorride cercando conferma dalla coetanea. Che però non si dà pace: « Sì, ma fa male? » , chiede. « ' N pochetto » , confessa la ragazza che si allontana succhiando un leccalecca.
    Intanto, un padre si aggira come un'anima un pena. « Sta a cercà su fija lei? » , domanda una donna sollevando la capigliatura paprica dalle parole crociate, anche lei una veterana del San Camillo, « se metta a sede, hai voja prima che la fanno uscì » . Qui è un continuo, anche perché d'estate l'Ivg del San Camillo è l'unico ambulatorio no- stop della Capitale. « Si presentano qui donne di tutte le età e nazionalità » , spiega un addetto,
    « principalmente straniere. Sono le più disinvolte, alle rumene soprattutto non gliene può fregare di meno. Le cinesi e le filippine, invece, spesso vengono qui perché hanno già altri figli » .
    Diverso è per le italiane: « Di solito, loro sono più provate dall'aborto, anche se non è il primo. Molte restano buggerate dalla pillola, quando il ginecologo gliela fa sospendere per tre mesi » . È questa una delle principali cause di gravidanza indesiderata, assieme alla disinformazione sulle tecniche contraccettive. Ma a spingere all'aborto è anche la crisi coniugale:
    « Rompono con il partner e decidono di sbarazzarsi del feto » , rivela, « è capitato anche a chi qualche mese prima aveva subito l'aborto spontaneo di un figlio desiderato » .
    Come Giusi, che è venuta qui perché ha rotto con il ragazzo e si consola sussurrando all'amica che l'ha accompagnata ad abortire: « Tanto non avevamo neanche scelto il nome » .

    saluti

  9. #9
    Registered User
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    LA VALLE DEL VENTO
    Messaggi
    470
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    tristissimo,penoso,squallido.
    questa sarebbe la nostra cultura superiore? liberale?

    mi vergogno di tutto ciò.

  10. #10
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da antonio
    concordo.
    penoso, squallido, triste.
    mi vergogno anche per i colleghi che si prestano.
    macellai.
    -----------------------------
    Colleghi chi...?

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. L'aborto
    Di Kobra nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 25-07-12, 13:00
  2. Aborto
    Di Silvioleo nel forum Liberalismo e Libertarismo
    Risposte: 122
    Ultimo Messaggio: 24-05-05, 21:27
  3. No all'aborto!!!
    Di jovgio nel forum Destra Radicale
    Risposte: 55
    Ultimo Messaggio: 16-09-04, 20:47
  4. aborto
    Di enrique lister nel forum Cattolici
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 27-07-03, 17:54

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito