Pagina 2 di 8 PrimaPrima 123 ... UltimaUltima
Risultati da 11 a 20 di 75
  1. #11
    Moderatore
    Data Registrazione
    17 Jul 2004
    Località
    Torino
    Messaggi
    1,117
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da veterokom
    Come comunista e come antimperialista, non posso che salutare la vittoria del presidente Chavez e del popolo venezuelano, e la sconfitta dei fascisti golpisti e della borghesia asservita all'imperialismo.

    Si vergognino i DS a vantarsi di essersi adoperati per quel referendum che era palesemente anticostituzionale e voluto dagli sgherri filo-yanqui della "Coordinadora democratica".
    Sn contento per la vittoria di Chavez sl per il petrolio.

  2. #12
    email non funzionante
    Data Registrazione
    24 Nov 2003
    Messaggi
    4,894
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Scemo e più Scemo

    Guardate chavez di chi è ascaro


  3. #13
    anticomunista
    Data Registrazione
    13 Aug 2002
    Località
    West Side
    Messaggi
    2,540
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Bertinotti: sì a Chavez

    In Origine Postato da tigermen
    La sinistra Rfondaiola applaude a Chavez il filoCastrista; d'ora in poi terremo d'occhio il leader rosso petr tenere aggiornate le sue sparate eh non vi preoccupate




    Rifondazione e Cossutta esultano . Ds e verdi: «E' un populista»





    IL CASO / Il leader venezuelano e la sinistra italiana. Bertinotti: al governo le ragioni dei poveri. Boselli: non è un campione di democrazia liberale
    Gorodisky Daria



    ROMA - C' è chi esulta, chi è cauto, chi prova a non dire. E così anche il Venezuela dell' antiamericano Chavez diventa argomento che divide la sinistra italiana. I Ds per esempio non hanno mai condiviso la politica del presidente venezuelano, pur riconoscendo la legittimità del suo governo («è stato eletto democraticamente»). Le critiche, spiegano dalla Quercia, vanno innanzi tutto all' accentramento di potere nelle sue mani e in quelle dei suoi uomini: «C' è un restringimento degli spazi democratici», commenta la responsabile Esteri, Marina Sereni. Inoltre, pur apprezzando l' attenzione del governo verso gli strati più deboli della popolazione, «dubitiamo che le sue politiche populiste possano migliorare il Paese. Servono sviluppo moderno e dialogo con le forze economiche». Risultati deludenti, dunque; e poi i due mesi di sciopero generale a cavallo tra 2002 e 2003 hanno lasciato traccia fra i progressisti occidentali. Del resto l' opposizione venezuelana è composita, va dall' estrema destra all' estrema sinistra, compresi una parte dei sindacati e quella sinistra moderata che inizialmente era con Chavez: «Oggi il Paese è spaccato, lo sono il mondo imprenditoriale e quello del lavoro». Detto questo, i diessini non rinunciano a incassare comunque una vittoria, che Marina Sereni riassume in questo modo: «Domenica c' è stata una grande partecipazione democratica. Un anno fa il Paese era sull' orlo di una guerra civile e noi siamo stati tra le forze internazionali che hanno sostenuto la necessità di un referendum come unica strada pacifica. E abbiamo sempre creduto che, chiunque fosse il vincitore della consultazione, avrebbe avuto il compito e la responsabilità di arrivare a una riconciliazione nazionale». Tutt' altra musica invece è quella che si suona più a sinistra. Dove Comunisti italiani e Rifondazione comunista si riuniscono in un raro coro, per esaltare Chavez. Armando Cossutta, presidente del Pdci, accoglie la sua vittoria referendaria come «una splendida notizia. Il Venezuela sceglie di andare avanti con il programma di riforme sociali e consolidamento democratico che sono alla base del progetto dell' eroe dell' indipendenza latinoamericana Simon Bolivar». E' una vittoria che porta in su la Borsa statunitense e che significa flusso di petrolio verso gli Usa. Ma Cossutta la vede comunque come la sconfitta di «un' opposizione di stampo reazionario e golpista, foraggiata dagli Stati Uniti e ansiosa di rimettere le mani sui privilegi perduti e di riconsegnare il Venezuela nelle mani di Washington». Rifondazione poi ci tiene a sottolineare un primato di amicizia con Chavez. Anni di contatti, personale politico rifondarolo che ha soggiornato a lungo a Caracas, un lavorio di relazioni e di riconoscimento reciproco che nel 2003 ha portato Fausto Bertinotti a condividere con Hugo Chavez il palco del Forum di Porto Alegre. Peronismo, passato militare, sermoni domenicali televisivi di 5 ore? Bertinotti lo giudica così: «Ha messo al governo, per la prima volta, le ragioni dei poveri e degli indigeni. Questo responso è un' occasione che l' Europa non può perdere per considerare diversamente questa esperienza sudamericana che va contro la logica di globalizzazione capitalistica». Però c' è dell' altro nel panorama delle sinistre. Certo non sorprende la linea dei socialisti dello Sdi, il cui leader Enrico Boselli dichiara: «Chavez non è un campione di democrazia liberale: in questi anni ha brillato per le spinte populiste e plebiscitarie. La sua vittoria non può far felice chi immagina un futuro di sviluppo per il Venezuela. Ma bisogna rispettare l' esito del voto». Mentre può sorprendere il punto di vista che alla fine emerge dai Verdi, con Alfonso Pecoraro Scanio: «Il dato positivo è che il voto venezuelano è stato soprattutto contro l' ingerenza di Bush. Però per me il presidente venezuelano è un populista. Niente a che vedere con Lula, che rappresenta il riscatto per il Brasile. Spero che il Venezuela sappia andare oltre Chavez». Daria Gorodisky

    http://www.corriere.it
    ecco la "democrazia" che vorrebbero in italia i comunisti alla bertinotti (e anche tanti Ds...)....


    dopotutto Fausto è un marxista d.o.c..



  4. #14
    Registered User
    Data Registrazione
    17 May 2004
    Località
    jesolo
    Messaggi
    690
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da Dario
    D'altra parte voi dite SI ai pregiudicati, ai mafiosi, ai guerrafondai e ai terroristi purchè siano anticomunisti.

    Come minimo siete sullo stesso piano....

    i rifondaioli sono tuoi alleati, dovresti ricordartelo sempre.
    senza di loro non potete vincere le elezioni, con loro avrete i vostri cazzi per governare.

  5. #15
    Socialcapitalista
    Data Registrazione
    01 Sep 2002
    Località
    -L'Italia non è un paese povero è un povero paese(C.de Gaulle)
    Messaggi
    89,492
     Likes dati
    7,261
     Like avuti
    6,458
    Mentioned
    341 Post(s)
    Tagged
    30 Thread(s)

    Predefinito Re: Scemo e più Scemo

    In Origine Postato da tigermen
    Guardate chavez di chi è ascaro

    foto senz'altro inquietante,

    un riformatore moderno non dovrebbe avere nulla a che fare con Castro.

    però come mai se i comunisti italiani(anche ex) appoggiano Castro sono poi tiepidi con Chavez?????

  6. #16
    Registered User
    Data Registrazione
    05 Sep 2002
    Messaggi
    251
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Bertinotti: sì a Chavez

    [QUOTE]In Origine Postato da tigermen
    [B]- Il comunismo non è finito ma dove VIVI in USA

    No, semmai sei tu a vivere negli States, visto che lì hanno sempre bisogno di un nemico assoluto per sentirsi esistere (il comunismo, il terrorismo...).
    Quelli che qui sopra mi conoscono sanno che non ho particolare affezione per il comunismo, come per tutti gli "ismi" in genere. Preferisco muovermi in territori pieni di differenze, ombre... Tuttavia trovo davvero idiota mettersi a fare gli anticomunisti dopo l'89, quando ormai i pochi leninisti e stalinisti sono relegati alla condizione di "esuli in patria", narcisisticamente ridotti a monologare i loro deliri e adorare immaginette pateticamente datate.
    Essere anticomunisti ne valeva la pena quando, dagli anni 60 ad oltre la metà degli anni 80, rischiavi l'ostracismo dal "gruppo" sindacale o politico se avessi osato pronunciare anche solo il minimo dubbio sull'efficacia del "centralismo democratico"; quando, in URSS e altri stati, rischiavi il carcere a vita e la pena di morte per dissidenza dal Gran Partito; quando,ad un concorso pubblico, eri guardato con simpatia se, nel momento di consegnare l'elaborato, ti cascava distrattamente di tasca la tessera del partito.
    Ora neppure i comunisti mettono in discussione i principi liberaldemocratici in Europa, nessuno pensa che la classe operaia prenderà il possesso dei mezzi di produzione. La Cina ècomunista solo a parole, piuttosto ha instaurato il totalcapitalismo: nessuna libertà associativa ma totale soddisfazione dell'individualismo consumista. Nessun liberale, tra l'altro, andrebbe a intaccare i buoni rapporti economici instaurati con i governanti cinesi per difendere il Tibet sottoposto a genocidio culturale.
    Cuba, è una roba a sé. Il problema non è tanto il comunismo, che è difficile da definire, ma la presenza di Castro. Una volta che avrà consegnato l'anima, l'isola si troverà nella condizione di ricadere in mano agli States o avviare una politica socialista e democratica (cosa impossibile, vista la supremazia della Grande Nazione).

    - per quanto riguarda quello che hai detto a proposito di chavez io sono perfettamente d'accordo, però un capo di stato soprattutto sudamericano non dovrebbe essere necessariamente antiUSA almeno fino a che rimarranno in quel continente aberrazioni come Cuba o finchè permarrà la schifosa guerra rivoluzionaria marxista colombiana.

    Il problema è un altro. Se tu non vivessi in Occidente, straviziato, sapresti che in Sud America
    "è impossibile non essere antiamericani", poiché la colonizzazione economica degli States, in quei luoghi ha sempre favorito, in nome dell'arbitrio delle multinazionali, i peggiori governi, satrapi di una crudeltà inimmaginabile, latifondisti che affamano la popolazione. Certo, può essere una scelta sbagliata la via comunista, ma d'altra parte dovresti sapere che, contrariamente a quanto pensava il vecchio Marx, il comunismo sembra attaccare non nelle società agiate (come la nostra, ecco perché dico che faresti meglio a prendertela con nemici veri), ma in quelle dove (per dirla con Bakunin) la gente non ha nulla da perdere.

    Ciao.

  7. #17
    smrt fašismu
    Data Registrazione
    23 Mar 2004
    Località
    Socijalisticka Federativna Republika Jugoslavija
    Messaggi
    2,947
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Bertinotti: sì a Chavez

    Perché Chávez ha vinto?

    Tariq Alì

    L´affluenza alle urne in Venezuela è stata enorme. La nuova Costituzione del paese concede ai cittadini il diritto di revocare il mandato del presidente prima del termine del suo mandato. Nessun´altra democrazia occidentale concede questo diritto, scritto o non scritto. Gli oligarchi venezuelani e i loro partiti, che si erano opposti a questa Costituzione in un referendum (dopo aver fallito nel tentativo di deporre il presidente Hugo Chávez per mezzo di un colpo di stato che ha contato sull´appoggio di Washington, e con una serrata petrolifera capeggiata da una corrotta burocrazia sindacale), l´hanno poi utilizzata per cercare di disfarsi dell´uomo che ha realizzato la democrazia nel loro paese. Hanno fallito.

    Per quanto stentorei fossero i loro gridi di angoscia (e quelli dei media che li appoggiano dentro e fuori il paese), in realtà la nazione intera sapeva quel che accadeva: Chávez ha sconfitto i suoi oppositori in modo democratico per la quarta volta di seguito. La democrazia in Venezuela, sotto la bandiera dei rivoluzionari bolivariani, si è aperta il passo nel corrotto sistema bipartitico favorito dall´oligarchia e dai suoi amici in Occidente. E questo risultato lo ha ottenuto nonostante la totale ostilità dei media privati: i due quotidiani, così come i canali televisivi di Gustavo Cisneros e la Cnn, non hanno fatto alcuno sforzo per nascondere il loro duro appoggio all´opposizione. Alcuni corrispondenti stranieri a Caracas si sono convinti che Chávez è un "caudillo" oppressore e tentano disperatamente di tradurre le loro fantasie in realtà. Non hanno addotto alcuna prova su prigionieri politici, non diciamo di detenzioni in stile Guantanmòo o del licenziamento di direttori di televisioni o di giornali (come è accaduto senza troppo scandalo nella Gran Bretagna di Tony Blair).

    Qualche settimana fa ho avuto una lunga conversazione con Chávez a Caracas. Ne ho chiaramente ricavato che quel che il presidente cerca è niente meno che la creazione di una democrazia sociale radicale, che cerca di dare potere agli strati più bassi della società. In questi tempi di deregulation, privatizzazioni e del modello anglosassone in cui è l´economia a comandare sulla politica, gli obiettivi di Chávez vengono giudicati rivoluzionari, benché le sue proposte non siano diverse da quelle del governo di Attlee nella Gran Bretagna del dopoguerra. Parte della ricchezza petrolifera viene adoperata per dare educazione e salute ai poveri. Poco meno di un milione di bambini dei quartieri più poveri e delle città più isolate ricevono oggi educazione gratuita: si insegna a leggere e scrivere a 1,2 milioni di analfabeti; l´educazione secondaria è disponibile per 250 mila ragazzi il cui status sociale li escludeva da questo privilegio durante il vecchio regime; tre nuove università sono entrate in funzione nel 2003 e si prevede di completarne altre sei entro il 2006.

    Per quel che riguarda la salute, i 10 mila medici cubani che sono stati inviati ad aiutare il paese latino-americano hanno trasformato la situazione dei distretti poveri, dove sono stati aperti 11 mila ambulatori grazie alla triplicazione della spesa. Si aggiunga l'appoggio finanziario alle piccole imprese, le nuove abitazioni che vengono costruite per i poveri, e una legge di riforma agraria che è stata portata avanti e approvata nonostante la resistenza tanto legale quanto violenta dei latifondisti. Fino alla fine dell´anno scorso erano stati distribuiti 262 mila 467 ettari a 116 mila 899 famiglie.

    Le ragioni della popolarità di Chávez sono ovvie. Nessun regime precedente aveva nemmeno notato la situazione degli emarginati. E nessuno può evitare di notare che non si tratta solo di una divisione tra poveri e ricchi, ma anche nel colore della pelle. I chavisti tendono ad essere di pelle scura, riflesso della loro origine schiava o indigena. L´opposizione ha la pelle bianca e alcuni dei suoi più detestabili partigiani chiamano "mono negro", scimmia negra, Chávez. Perfino all´ambasciata statunitense a Caracas è stato montato uno spettacolo di marionette nel quale il presidente era rappresentato come una scimmia. Lo scherzetto non ha giovato a Colin Pawell e l´ambasciatore è stato costretto a presentare le sue scuse.
    Risulta straordinario l´argomento presentato in un editoriale ostile di The Economist, secondo il quale tutto questo è stato realizzato per prendere voti. Piuttosto accade il contrario: i bolivariani volevano il potere per avviare riforme autentiche. E´ ridicolo suggerire che il Venezuela sia sull´orlo di una tragedia totalitaria. I bolivariani hanno mostrato una prudenza incredibile.

    Quando ho chiesto a Chávez di spiegare la sua filosofia, ha risposto. "Non credo nei postulati dogmatici della rivoluzione marxista. Non credo che viviamo in un periodo di rivoluzioni proletarie: la realtà ce lo dice giorno dopo giorno. Però se mi dicono che a causa di questa realtà non si può far nulla per i poveri, allora rispondo: `A questo punto, ci separiamo´. Non accetterò mai che non si possa avere redistribuzione della ricchezza, nella società. Credo sia meglio morire nella battaglia che tenere alta, molto alta e molto pura, una bandiera rivoluzionaria e non far nulla... Cercare di fare la nostra rivoluzione, andare al combattimento, avanzare un poco, anche di un millimetro, nella direzione giusta, invece di sognare utopie". Per questo Chávez ha vinto.

  8. #18
    email non funzionante
    Data Registrazione
    24 Nov 2003
    Messaggi
    4,894
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Caro holyfire

    condivido alcune cose che hai detto, ma non tutte. Se il comunismo è davvero finito allora è giunta anche l'ora di farla finita con l'antiamericanismo, primo perchè considero il Venezuale come tutta l'america Latina appartenente alla civiltà occidentale (con tutte le sue contraddizioni certo) secondo perchè non capisco quale sia il vantaggio di una tale posizione, e al riguardo di questa mia affermazione prova a riflettere cosa è Cuba oggi rispetto a quando v'era Batista: cia forse guadagnato qualcosa castro a schierarsi su posizioni rivoluzionarie marxiste e antiamericane, e il suo popolo? riflettete Comunisti.
    Ora per quanto riguarda l'america latina i problemi che ha sono noti a tutti, e non sono solo i latifondisti, basti pensare al problema della droga, per questo credo che lo schierarsi su posizioni antiamericane possa aggravare solo le condizioni di vita di quei popoli, tenuto conto che chi a seguito politiche filoamericane poi non ha rimpianto questa scelta vedi esempio messico. Non ci possono essere vie Marxiste e antiamericane per quel continente credetemi, le sofferenze di queiopopoli verranno solo ad aggravarsi!

    Saluti e...
    Death to Marxism

  9. #19
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    22 Jul 2002
    Messaggi
    17,110
     Likes dati
    18
     Like avuti
    1,849
    Mentioned
    24 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Nel senso che il venezuela deve appartenere (come proprietà) agli americani. Deve essere una loro proprietà; il venezuale di proprietà dei venezuelani questo qui lo vede come "comunismo".
    La famosa artista idolo delle folle :" si figuri che uno ha addirittura scritto che avrei dovuto investire i MIEI soldi comprando un bar! Io!!!! La barista!!!!"

  10. #20
    email non funzionante
    Data Registrazione
    24 Nov 2003
    Messaggi
    4,894
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da shambler
    Nel senso che il venezuela deve appartenere (come proprietà) agli americani. Deve essere una loro proprietà; il venezuale di proprietà dei venezuelani questo qui lo vede come "comunismo".
    non ho detto che deve appartenere agli americani leggiti i miei post ho solo detto che sono sbagliate le scelte antiamericane, ma voi vedete yankee dappertutto

 

 
Pagina 2 di 8 PrimaPrima 123 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 306
    Ultimo Messaggio: 17-01-15, 03:14
  2. Chavez e ETA
    Di patrik.riondato nel forum Padania!
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 07-12-06, 16:45
  3. Chavez E Bertinotti
    Di Muntzer (POL) nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 14-05-06, 23:17
  4. Bertinotti & Chavez, i Cristiani nel sociale
    Di tigermen nel forum Cattolici
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 13-05-06, 12:02
  5. Chavez.....
    Di Airbus nel forum Politica Estera
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 19-03-06, 19:16

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito