Mi riferisco a due quotidiani.
Partiti piu' o meno alla pari (anzi il secondo era gia' in strada
da qualche annetto) non molto tempo fa, ora si trovano in situazioni piuttosto diverse.
Il primo, sto parlando di Libero, ha raggiunto una tiratura di
150000 copie e si e' fatto da poco una sede nuova.
Il secondo invece non si sa quante copie venda- non l'hanno
mai scritto- anche se alcune voci parlano di 3000 copie al giorno.
Tra l'altro, di quest' ultimo non si parla di una sede nuova ma-
secondo alcuni giornali nazionali- di cassa integrazione a settembre.
Siamo chiaramente di fronte ad un successo e ad un insuccesso.
Ambedue i fogli sono in essenza filogovernativi, solo che il primo lo e' in modo esplicito, ha mantenuto uno spirito laico e si e' caratterizzato come giornale di denuncia e d'inchiesta(=la ragione del suo successo).
Il secondo invece s'e' calato in un ruolo ambiguo: filogovernativo nei fatti( ma non a parole ) e d'altro canto consolatorio nei
confronti dei lettori, ovvero far accettare le scelte politiche fatte
in cambio di ... fede nel futuro.
Gia', la fede.
Non a caso l'elemento cattolico s'e' fatto preponderante in redazione... .
I risultati acquisiti dal secondo quotidiano sono sotto gli occhi
di tutti: calo dei lettori, calo di credibilita', cassa integrazione all'orizzonte.




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