….questo federalismo. Qualcuno lo dica a Bossi

Il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini ha espresso preoccupazioni per il federalismo, cioè per la devoluzione di poteri dello Stato alle Regioni, e il tema ha subito trovato una larga eco nei media nostalgici dei governi dell’Ulivo.
Casini, che diffida di un possibile neocentralismo regionale, avrebbe qualche buona ragione se non aggiungesse che in questo processo non si possono mortificare i Comuni:

come se la affrettata devoluzione attuata dai governi di centrosinistra, prima con le leggi Bassanini, poi con il Testo unico degli enti locali approvato sulla stessa deriva e infine con la modifica della Costituzione, varata a ridosso delle politiche, non privilegiasse soprattutto gli enti locali, a cui sono state date ampie e indeterminate potestà di spesa, senza controlli.

Interpretando ciò che afferma Casini, sembrerebbe che adesso ci si debba preoccupare soprattutto della riforma costituzionale voluta dalla Lega, attualmente in discussione.
Ma problemi scottanti sorgono dalle devoluzioni del centrosinistra, solo in parte attuate, e che però possono riversarsi sulla finanza pubblica italiana come un fiume in piena. Però lo strumento per arginare questa alluvione c’è: è la legge del 5 giugno 2003 numero 131, voluta da Giulio Tremonti. Prevede la fissazione di una serie di princìpi di rango quasi costituzionale per porre un limite ai poteri devoluti alle Regioni e, tramite queste, agli Enti Locali.
La legge delega il governo a introdurre strumenti di controllo esterno e interno sulle spese in questione e a porre obblighi di contabilità con standard armonizzati europei per il loro monitoraggio.
Tremonti non ha certo varato quella legge di serietà fiscale all’insaputa del “ministro per la devoluzione”, che era Umberto Bossi.
E’ dunque evidente che mentre l’Ulivo ha inventato la licenza di spendere, con il pretesto del federalismo, quelli che ci credono davvero si sono preoccupati di evitare che esso si risolvesse in un crescendo di fiscalismo e di governo elefantiaco, secondo una ideologia che nel centrosinistra ha robuste radici.
Si tratta non di far proclami, ma di attuare il processo innescato dalla legge 131.
Compito che compete al governo, ma anche alle due Camere.

saluti