Tanti discorsi e manfrine per dire:
- Io sono il Capo
- Io sono la Chiesa
- Io rappresento Cristo. Ma rappresento anche Dio Padre.
- Io sono la fonte dei sacramenti.
- Io sono la legittimazione del vostro operato.
- Il clero mi è subbordinato e non sussiste se non da me.
- La chiesa propriamente detta è il clero e non i fedeli che devono ascoltare...
- La missione è difficile ma la Grazia di Dio che voi ricevete per mio tramite (pontefice da ponte) vi salverà.
- Il mio sacerdozio è Sommo e il crlero vi partecipa secondo il loro ordine. (Il Sommo sacerdozio propriamente detto è di Cristo non dei Vescovi...)
- Dio si esprime e si manifesta solo (e dico solo) attraverso di me che sono il suo ponte (o pontefice).
E dopo tutto queste affermazioni con tanto di citazioni patristiche ad uso e consumo, con termini formali si dice:
- Io non voglio essere un imperatore, anzi prometto che non farò niente senza l'accordo del clero.
Film già visto. voglio ricordare qui la riugnone che si fece al Monastero con tutti i fedeli per decidere il passaggio del monastero ai Vecchio Calendaristi. Siccome tutti erano contrari l'allora padre Silvano disse: "non farò niente contro il vostro volere".
Poi, dopo il passaggio del Monastero e la protesta dei fedeli disse: " Voi non siete più miei figli, andatevene, il vostro posto sarà preso da altri." (Come dalla sua "paternità" dipendesse la salvezza)
Il bello di ciò è che l'allora Silvano si considerava veramente padre e padrone. E questo era tanto la sua convinzione che praticò anche "l'aborto" scacciando quelli che lui chiamava impropriamente "Miei figli".
Vedremo se sarà recidivo di abortismo anche come Sommo Pontefice della Cattedra di Luni.
Non si dica che io sono cattivo e attacco l'alto prelato per invidia personale o altro. Io non provo invidia ma stupore. Non si può sapere quanto mi è dispiaciuto e ho sofferto per questi tristi eventi. Ma io partlo di fatti avvenuti, e anche questa lettera del Vescovo di Luni è un fatto da considerare.
Per uno come me che conosce V. Silvano da 12 anni ogni cosa è soccessiva alla precedente.
Certo ogni cosa si può rimediare ma sempre con fatti concreti.
Fatti non parole...
Dopo questa lettera sono veramente convinto che una nuova stella (nel senso di protagonista) è nata nella trista ortodossia fatta da italiani. Non ci bastavani i tristi esempi di un tempo, i tristi casi dei quali ancore se ne vedono le conseguenze.
No! Bisogna nuovamente darci di naso.
Invito tutti a riflettere serenamente sul contenuto della lettera e le modalità di azione che negli anni hanno caratterizzato l'opera silvanea.




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