Sono almeno 700mila gli americani che nel corso del 2003 hanno attraversato la soglia che condanna alla povertà, contribunedo così a portare al 13 per cento la percetunale della popolazione statunitense che dispone di meno risorse di tutte le altre classi di reddito.
Lo afferma il Center for Economic and Policy Research, un think tank indipendente che ha esaminato i dati forniti dal Census Bureau Usa.
Il quadro della miseria americana è così oggi il seguente: 36,4
milioni di americani vivono sl di sotto della soglia di povertà, tracciata dalla linea di reddito che ammonta a 9.573 dollari l'anno per un individuo e si alza a 18.660 dollari per una famiglia di quattro persone con due figli.
Il rapporto annuale dell'Ufficio statistiche americano verrà diffuso il 26 agosto prossimo, ma il Center, analizzando gli andamenti mensili preliminari, afferma che il magro andamento del mercato del lavoro, confermatosi nel 2003, condanna in modo definitivo i salari e i redditi delle famiglie più sfavorite, ma non solo.
Il degrado della classe media Usa è ormai una realtà accertata. Comunque i redditi da lavoro dipendente rappresentano i tre quarti del reddito totale delle famiglie.
L'erosione del mercato del lavoro «sicuro» porta con sé la crescita di un altro devastante fenomeno: l'annullamento dell'assistenza sanitaria in costante diminuzione dal 2001, nonostante le misure per incrementare la copertura del sistema Medicaid. La spirale in discesa su tutti i fronti della sicurezza sociale è così delineata.
La prima vittima della situazione è l'infanzia: il numero dei bambini che nel 2003 vivevano in povertà è cresciuto in percentuali ancor più consistenti, dal 18,6 al 18,8 per cento.