Igor Iezzi
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CAPRIATA D’ORBA - Commozione e passione, ma anche determinazione, entusiasmo ed energia. Le parole di Umberto Bossi, rimbombate alla festa di Capriata d’Orba, in provincia di Alessandria, sono riuscite a toccare il cuore della gente accorsa ad ascoltarlo. Certo, il collegamento telefonico non è perfetto e non si colgono tutte le parole, ma il senso del discorso di Bossi è chiaro.
«Andare avanti, non mollare, il nostro obiettivo è il Federalismo e dobbiamo restare guardinghi, perché Roma è sempre lì» ha incitato il Segretario federale della Lega Nord. E tra la gente, il suo popolo, è scattata l’ovazione. Un coro “Bossi, Bossi” e “Padania Libera”, si alza e copre le parole del leader del Carroccio. Centinaia di persone si stringono sotto il palco, davanti alle casse che amplificano le parole e la voce ogni giorno più chiara. Bossi dà la carica al suo popolo, e i piemontesi rispondono con applausi. Domani sera Bossi replica da Oppeano, nel veronese.
«I nostri figli - ha esordito Bossi dal Piemonte - hanno bisogno che ci sia il cambiamento, anche i lavoratori del Nord continuano a mandare i propri soldi a Roma». Il nemico è nel mirino, la soluzione è vicina, quel «federalismo che è il nostro obiettivo. Ecco perchè abbiamo messo Calderoli al ministero, per continuare la nostra battaglia. Andiamo avanti, con Berlusconi. La Lega non morirà mai». Scoppia un rumore assordante, il popolo della Lega ha recepito il messaggio, applaude, tanto che le parole di Roberto Cota, segretario nazionale della Lega Nord Piemont, e della senatrice Rossana Boldi, quasi non si sentono. Quel «forza!» finale detto da Bossi è sommerso dai cori, ma quelli che lo sentono si commuovono, piangono.
Perché sentire Bossi è sempre il massimo. Da settimane il Segretario della Lega tiene le fila, ma nei militanti la sua forza e la sua determinazione toccano direttamente il cuore, ancora prima della Ragione. «Per me sentire il Bossi - ci ha detto Angelo, pensionato e commosso - è una sensazione che non riesco a descrivere. Spero che quello che ci ha detto Bossi si realizzi e che ognuno torni padrone a casa propria». Anche Angelo, come tanti altri, è vibrato alle prime parole del Capo, quel «tanti saluti da parte mia al grande Popolo del Nord» con cui Bossi ha scaldato da subito Capriata, i «fratelli padani». Tanti i pensionati presenti, ma tantissimi anche i giovani e i giovanissimi, alcuni abbracciati mentre il loro segretario parlava. Cesare, trentenne, ha percorso 100 Km per sentire la sua voce. «Solo lui riesce a darci tutta questa energia, questa carica, questo entusiasmo -ci ha detto -, il suo messaggio è stato chiarissimo: possiamo farcela, ma dobbiamo continuare a lottare». E lotteranno, c’è da scommetterci, questi militanti passati indenni tra bufere e tempeste politiche, ma sempre rimasti in piedi. «Bossi ha una forza indescrivibile - spiega Lidia - l’ho sentito tante volte e sono infinitamente commossa. È un grande». «Se non ci fosse Bossi sarebbe la morte per il popolo padano - le fa eco Laura, 47 anni e gli occhi lucidi -. Ci bastano solo poche delle sue parole per entusiasmarci. È una persona che dà una carica pazzesca, è un traino incredibile per tutti noi». «E’ un uomo meraviglioso - ripete Rosangela - ma dove le trova tutte quelle risorse? La sua voce migliora ogni giorno e questo mi dà una tale gioia...». Si blocca, la commozione è tanta. La gente vorrebbe rivedere Bossi in mezzo a loro. Il segretario del Carroccio conosce il suo popolo e raccoglie la richiesta. «Prima di Natale appuntamento a Novara» aveva infatti annunciato l’Umberto nel suo intervento.
Roma è lontana da Capriata, i tradimenti di alcuni alleati, le promesse non mantenute, l’odio della sinistra nei confronti della libertà della Padania rimangono fuori dalla festa. Ha parlato Bossi e questo, per i militanti, è più che sufficiente. Sanno che quelle parole, a Roma, rimbombano nei palazzi. «Il capo ha bisogno di sentire il nostro sostegno, ecco perchè siamo qui» spiega Angelo, ex imprenditore.
Le bandiere sventolano, le lacrime si asciugano, Bossi traccia la via. E il suo popolo risponde.


[Data pubblicazione: 26/08/2004]