C'è gente (di cui tacerò il nome) in questo forum che parla un po' a vanvera.
Fino all'anno scorso probabilmente non aveva nemmeno mai sentito nominare la città di Najaf, eppure adesso sono impegnati a fare delle "disamine" (si fa per dire) di geo-politica e discutono come se fossero dei grandi conoscitori della realtà irakena e delle dinamiche interne al movimento sciita.

Giorni fa qualcuno sputava questa sentenza:

Sistani non conta più nulla, non si farà più vedere in Irak, Moqtada è l'unico leader.....

LE ULTIME PAROLE FAMOSE.....

Ora, nemmeno io sono un esperto, ci mancherebbe. Il discorso vale anche per me.
Vorrei invitare tutti ad una maggiore cautela, a ragionare senza paraocchi ideologici, cercando veramente di capire cosa succede, senza tifo da stadio.
LA POSTA IN GIOCO E' TROPPO ALTA, la questione è troppo seria per essere svilita da discussioni da bar o da processo di Biscardi.
Io non so cosa succederà, non ho le conoscenze per fare previsioni.
So che è interesse di tutti che l'Irak possa raggiungere una pacificazione ed uno sviluppo democratico, e sono convinto che l GUERRA AL TERRORISMO sia una priorità per tutti quelli a cui sta a cuore la LIBERTA'.
Non azzardo, però, disamine che vanno oltre le mie competenze.
Mi informo, ascolto tutti, anche quelli che non la pensano come me, ma soprattutto chi sta sul campo, giornalisti, volontari, ecc...
Prudenza gente, perchè si rischiano figuracce.


raq, Sadr ordina ai suoi nel Mausoleo di disarmare

Il capo sciita radicale al Sadr ha ordinato ai suoi uomini nella moschea di Ali a Najaf di abbandonare le armi e unirsi alle centinaia di pellegrini sciiti in attesa all'esterno del mausoleo. L'ordine è stato lanciato dagli altoparlanti della moschea. Non è chiaro se si tratta di una disarmo definitivo del luogo sacro.
Ieri sera un portavoce del leader sciita ayatollah Alì Sistani aveva annunciato che il leader estremista sciita Moqtada Sadr ha accettato tutti i punti del piano di pace dell'ayatollah. Sistani aveva poi invitato il governo provvisorio iracheno a consentire ai fedeli di marciare al mausoleo di Alì a Najaf.