La Radio a Colori
La chiudono, ed e’ un peccato. Perche’ erano gli ultimi rimasti, insieme al Gabibbo e la Galbanelli ( a notte fonda) a fare le inchieste e a sollevare croste mefitiche sul marciume italico.
Oiviero Beha e’ un giornalista scomodo, che ha sempre pagato di persona le scelte etiche della sua professione. Ma le cose sono precipitate in un baratro di sopraffazione e indifferenza nel novembre 2003 quando venne sostituito alla direzione di RaiSport Paolo Francia con una quadriga direttoria capitanata da Fabrizio Maffei.

Sollevato dall'incarico, Paolo Francia, in una audizione della Commissione di Vigilanza sparo’ a zero su una serie di episodi di cattiva gestione dello sport, dei diritti sportivi e dell'organizzazione del lavoro, gettando pesantissimi sospetti su "qualcuno che dovrebbe vigilare e non vigila" riferendosi al vertice della testata.
Tali accuse vennero riportate con evidenza da alcuni giornali senza alcuna reazione da parte della Rai e Oliviero Beha, con coerenza, chiese di essere ricevuto da Cattaneo ( direttore generale Rai) dove in soldoni dice: “Ma come, si diffama la testata con tutta la dirigenza e la redazione sportiva, e nessuno dice niente?



Cattaneo rimane sul vago, ma promette a Beha di dargli notizie dopo Natale.
Beha avvisa del contenuto di questo colloquio nelle settimane successive parecchie persone, dentro e fuori l'azienda, anche a livelli di vertice. Da allora non verra' piu' ricevuto da Cattaneo, nonostante le decine di richieste di colloquio.

A questo punto, inesorabile comincia il “mobbing” nei confronti di Beha.


A Raisport prima il Direttore gli chiede di lasciare la responsabilita' di "line", poi, al suo rifiuto, lo diffida per iscritto dall'andare in video anche solo per un'opinione, quindi mette in discussione la possibilita' di Beha di continuare a seguire Radioacolori, su Radio Uno, famosa trasmissione al servizio dei cittadini, infine gli lascia solo una delega a meta' sui notiziari. Comincia un carteggio tra i due, alla fine del quale Beha e' costretto, nel marzo, a chiedere all'azienda e al Direttore Generale di essere tutelato nei confronti del Direttore di Raisport, dopo l'ennesima lettera offensiva ricevuta da quest'ultimo.

L'azienda non ha mai risposto a questa esigenza di tutela.
All'inizio di maggio, fatto che accade per la prima volta in azienda come ratifica l'Usigrai, a Beha viene comunicato che il suo incarico di vicedirettore e' decaduto, e viene degradato a caporedattore con conseguente revisione dello stipendio.
Nei giorni successivi scoppia lo scandalo delle pubblicita' occulte, de "La vita in diretta", Cocuzza, "Striscia la notizia" ecc. Il Direttore Generale della Rai ringrazia pubblicamente Antonio Ricci e "Striscia" per le loro denunce.

A sua volta Beha pubblicamente "ringrazia" Cattaneo per i suoi ringraziamenti, ma gli ricorda il colloquio avuto con il DG in dicembre.

Contemporaneamente Francia in un'altra audizione della Commissione di Vigilanza rincara la dose sulla malversazione allo sport.

Conclusione: il bersaglio diventa Beha.
Cattaneo non puo' smentire il colloquio, e si limita a far si' che "improvvisamente" e sine die venga sospesa "Radio a colori".
Quindi venga sottoposto a "processo" interno Beha, per le dichiarazioni rilasciate che riguardano proprio Cattaneo. Infine e' lo stesso Cattaneo che emette la sentenza: 4 giorni di sospensione per il reprobo, ma nessun chiarimento da parte dello stesso Direttore Generale, attorno alla cui figura ruota tutto il pasticcio.


Beh, devo riconoscere che questa segnalazione e’ un poco interessata. Infatti quando fui vittima di alcune scorrettezze nel campo editoriale, chiamai la redazione e imbastimmo un’inchiestina sul sottobosco di quegli pseudo-editorucoli che mangiano i soldi agli scrittori esordienti.
Non se ne fece niente, pero’ mi rimase l’impressione che in questo Far West del Diritto che e’ l’Italietta, ci fosse rimasto qualcuno (sebbene piccolo piccolo) a tutelare gli interessi dei piu’ deboli.
Adesso, finalmente (!), sono stati cancellati pure loro.
Evviva!
Ad Oliviero Beha e a tutta la redazione di La Radio a Colori, tutta la mia solidarieta’.