Radio Maryja (da non confondere con Radio Maria italiana) è un'emittente radiofonica cattolica polacca. Radio Maryja inaugurò le trasmissioni l'8 dicembre 1991, solennità dell'Immacolata Concezione. Il suo fondatore, il sacerdote redentorista p. Tadeusz Rydzyk, aveva raccolto i soldi per l'iniziativa con l'aiuto di un gruppo di fedeli. In pochi anni la piccola emittente, nata col finanziamento di pochi, si trasformò in un movimento con milioni di sottoscrittori e cominciò a sostenere candidati al parlamento. Oggi Radio Maryja - che ha sede a Torun, città sulle rive della Vistola 180 chilometri a nord-ovest di Varsavia - conta da 4 a 6 milioni di ascoltatori. È l'emittente più diffusa in Polonia e raggiunge Stati Uniti, Canada, Belgio e Germania. Trasmette in onde medie e via satellite. Dal 1998 pubblica il quotidiano Nasz Dziennik (Il Nostro Giornale) la cui tiratura supera le 250.000 copie. La catena editoriale si è rafforzata con l'aggiunta del canale televisivo Trwam ("Sono costante"). Il colosso mediatico include Rodzina Radio Maryja, "Famiglia di Radio Maryja", un'associazione con 6 milioni di aderenti. Nel patrimonio di padre Rydzyk ci sono anche tre fondazioni ed un istituto superiore di sociologia, informatica e giornalismo a Torun. L'emittente radiofonica è stata più volte criticata per alcune presunte trasmissioni xenofobe e antisemite e per la sua contrarietà all'entrata della Polonia nell'Unione Europea.
Il nuovo arcivescovo di Varsavia, mons. Kazimierz Nycz, alla domanda: "Come giudica il ruolo di Radio Maryja? È un ostacolo al dialogo?" ha risposto: "Non la ritengo un ostacolo, anche se suscita qualche perplessità per la sua concezione della Chiesa come un cenacolo chiuso e barricato. Ma questa radio ha avuto ed ha il grande merito di rivolgersi agli anziani, ai malati ed in generale alla fascia più debole e dimenticata della società polacca. La soluzione non è chiudere Radio Maryja ma migliorarla".
A sua voltail cardinale Stanislaw Dziwisz recentemente ha affermato: "Radio Maryja è una minaccia per l'unità della Chiesa in Polonia", chiedendo la sostituzione di padre Tadeusz Rydzyk da direttore della radio.
Si deve ricordare che nelle ultime elezioni politiche il vero confronto avvenne tra Piattaforma Civica (Po) e Diritto e Giustizia (Pis), cioè tra la destra liberale e quella conservatrice. I programmi dei due partiti presentavano molte analogie sul risanamento economico, sulla riduzione delle tasse e sull'aumento dell'occupazione. Ma Diritto e Giustizia puntò anche sulla difesa della famiglia, sulla lotta alla pratica dell'omosessualità e sull'epurazione degli uomini coinvolti col vecchio regime. Temi cari agli ascoltatori di Radio Maryja e così l'emittente cattolica appoggiò il partito Diritto e Giustizia (Pis) dei gemelli Kaczynski. Ma l'ex segretario di Giovanni Paolo II, l'arcivescovo di Cracovia card. Stanislaw Dziwisz, dopo l'esito del voto si schierò apertamente con Piattaforma Civica (Po) in opposizione al governo. Secondo Gazeta Wyborcza, Dziwisz incontrò una delegazione di 100 parlamentari di Piattaforma Civica (Po) nel palazzo arcivescovile di Cracovia nel gennaio 2006. "I partiti cristiani non dovrebbero essere lasciati, da parte della Chiesa, senza un aiuto. Non si tratta di un'interferenza della Chiesa sulla politica, ma della difesa dei valori" disse Dziwisz agli ospiti. "Grazie alle sue parole e ai suoi gesti non ci sentiamo più soli" gli rispose il leader del Po, Donald Tusk.
In questa intervista che riporto, concessa al settimanale TEMPI, il Presidente della Conferenza episcopale mons. Józef Michalik riconosce limiti ed errori di Radio Maryja, ma avverte saggiamente che "non si può buttare il bambino insieme all'acqua sporca". E aggiunge: "Il discorso della correttezza dovrebbe riguardare non solo Radio Maryja, ma anche altri media cattolici e i media in generale. Mi chiedo perché nessuno pretenda la chiusura di Tygodnik Powszechny (giornale cattolico di sinistra, diretto da padre Adam Boniecki un vecchio amico di Giovanni Paolo II) o il cambio della sua direzione, quando scrive che la maggioranza dei sacerdoti vuole l'abolizione del celibato" … Si deve ricordare che con l'acquisto avvenuto il 30 aprile scorso del 49% delle azioni del settimanale cattolico di Cracovia Tygodnik Powszechny da parte del gruppo Iti Holdings, é nato un canale televisivo con l'appoggio del cardinale Stanislaw Dziwisz. Iti Holdings è già presente sul mercato polacco con il canale televisivo Tvn, con il portale web Onet.pl e con la catena di moderne sale cinematografiche Multikino. L'operazione editoriale ha richiesto un investimento di 20 milioni di zloty, oltre di 5 milioni di euro. A dirigere il nuovo canale televisivo religioso è stato indicato padre Kazimierz Sowa. Questo nuovo canale televisivo avrebbe il compito di incrinare lo strapotere mediatico di Radio Maryja.
A buon intenditor poche parole.
In Polonia la Chiesa cattolica vive una fase di "crisi di assestamento" al suo interno, cosa del resto più che comprensibile dopo il periodo comunista, in cui fu guidata dal grande Primate card. Stefan Wyszynski, dopo i fatti degli anni '80 con Solidarnosc nel pontificato di Giovanni Paolo II ed ora nella nuova fase senza il Papa polacco.
Regina del Santo Rosario e Madre della Chiesa, prega per noi.
Giuseppe Biffi
RADIO MARYJA polacca
e i vescovi
Imprudenze e una grande opera di evangelizzazione. Il presidente della Conferenza episcopale in un'intervista rilasciata a Tempi critica Radio Maryja, ma avverte: non si può buttare il bambino insieme all'acqua sporca
«Radio Maryja è un'istituzione seria fondata dalla provincia polacca dei padri Redentoristi, che svolge la sua missione per conto di tale congregazione e in contatto con tutta la Chiesa». Misura le parole monsignor Józef Michalik, presidente della Conferenza episcopale polacca e prima di sottolineare le imprudenze commesse dall'emittente cattolica non può non valorizzarne il ruolo chiave nell'evangelizzazione della Polonia. «È una Radio - continua - che "stimola" tanti laici e sacerdoti, insegna ed invita alla preghiera, promuove le attività caritative, presenta problemi sociali, insegnando ad affrontarli con spirito critico. Ogni tanto prende posizione, mostrando apertamente le sue preferenze politiche e questo può suscitare critiche nei confronti dell'emittente. Oggi qualsiasi attività sociale può presentare legami con la politica. E la promozione dei princìpi etici è un dovere di ogni uomo onesto, tanto più di un cattolico impegnato in politica. Diciamolo chiaramente: quali media non hanno preferenze politiche? Se una radio cattolica invita a parlare i membri di un partito che difende la vita e non vuole dar voce ai partigiani dell'aborto, non può essere accusata di faziosità. Questa non è faziosità, ma è rispetto del carattere "cattolico" dell'emittente».
Tanti vescovi e sacerdoti sottolineano un grande ruolo di evangelizzazione di Radio Maryja non solo in Polonia ma anche all'estero, dove vivono emigrati polacchi. Concorda con questa opinione?
Indubbiamente Radio Maryja svolge un grande ruolo di evangelizzazione in Polonia e all'estero.
Perché allora i media, non soltanto in Polonia ma anche all'estero, parlano di continuo in termini problematici di Radio Maryja?
Non c'è un problema di Radio Maryja come tale. È vero che ci sono casi legati all'imprudente coinvolgimento politico o ad opinioni espresse in certi programmi; un'emittente cattolica dovrebbe evitare questo tipo di casi. Quando qualche programma mandato in onda oltrepassa il limite della correttezza, bisogna analizzarlo senza isterismi e provvedere perché in futuro si evitino tali errori. Però il discorso della correttezza dovrebbe riguardare non solo Radio Maryja, ma anche altri media cattolici e i media in generale. Mi chiedo perché nessuno pretenda la chiusura di Tygodnik Powszechny (giornale cattolico di sinistra - ndr) o il cambio della sua direzione quando scrive che la maggioranza dei sacerdoti vuole l'abolizione del celibato.
Anche in Polonia i media cattolici sono apprezzati in base alla "correttezza politica"?
Penso che la bagarre mediatica intorno a Radio Maryja possa essere legata alle prossime elezioni in Polonia. Certi ambienti si sentono minacciati dall'impegno elettorale di Radio Maryja e per questo vogliono farla tacere. Insomma si tratterebbe di eliminare una radio e la gente che la pensano diversamente. C'è anche un altro fattore: la concorrenza sul mercato dei media. In Polonia una grande emittente televisiva sta per lanciare un nuovo canale religioso, allora magari si tenta di colpire la concorrenza.
E se non andiamo errati si tratta di Tvn, una televisione che non è certamente tenera nei confronti del mondo cattolico.
Appunto. Allora se discutiamo della presenza dei sacerdoti in Radio Maryja, bisognerebbe discutere anche della loro presenza negli altri media, i media commerciali. I sacerdoti presenti nei media, volenti o nolenti, affrontano anche gli argomenti sociali e politici. Dovrebbero farlo rispettando i princìpi evangelici e l'insegnamento sociale della Chiesa. Su di loro pesa una grande responsabilità perché i media amplificano enormemente le loro parole.
Da varie parti si è chiesto di cambiare la direzione di Radio Maryja e della televisione "Trwam". Secondo lei bisogna sostituire padre Rydzyk, direttore, e i suoi collaboratori?
La carica del direttore di Radio Maryja non dipende dai vescovi ma dal provinciale e dal superiore generale dei Redentoristi. Perciò le decisioni di questo tipo dipendono da loro e non dai vescovi. Per quanto riguarda padre Rydzyk è un uomo che, malgrado tutte le sue debolezze ed errori commessi, ha tantissimi meriti. Nella situazione attuale, quando la stragrande maggioranza dei media si sente in diritto di criticare ed attaccare la religione e la Chiesa, sarebbe morale chiudere questa emittente? Si può disperdere un efficiente gruppo dei giornalisti cattolici? Sarebbe un torto fatto alla società polacca, ai Redentoristi e alla Chiesa se si imponesse dall'alto qualche tipo di soluzione amministrativa al presunto problema di Radio Maryja.
Anche recentemente padre Rydzyk è finito sul banco degli accusati per presunte dichiarazioni antisemite e contro la coppia presidenziale.
Le accuse di questo genere bisogna prenderle seriamente: non bisogna offendere nessuno. Nella Chiesa non c'è posto per l'antisemitismo. Ma tutte le accuse vanno verificate. La procura ha prosciolto padre Rydzykd e ha dichiarato che non c'è luogo a procedere. Non si sa nemmeno se le registrazioni che lo accuserebbero siano autentiche o false. Se allora la procura non vede il problema perché l'episcopato dovrebbe sollevarlo?
I media hanno parlato anche di una lettera che l'episcopato polacco dovrebbe indirizzare al superiore generale dei Redentoristi. Lei cosa ne pensa?
L'episcopato voleva preparare una lettera confidenziale al superiore generale dei Redentoristi. Ma siccome tutta la faccenda è diventata di dominio pubblico non si farà niente, almeno fino alla prossima riunione plenaria dell'episcopato in ottobre, che affronterà di nuovo l'argomento. Per di più, bisognerà sentire anche monsignor Glódz, responsabile del Gruppo della cura pastorale di Radio Maryja, che ha preparato già dei suggerimenti. Per di più, questo gruppo sta studiando la bozza dello statuto della cosiddetta "Famiglia di Radio Maryja", una grande struttura ecclesiale, e questo allarga molto il campo del nostro interesse.
Tempi num.39 del 27/09/2007 0.00.00
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