Un pugno nello stomaco, pietrificante, agghiacciante e chi più ne ha più ne metta.....Dopo aver visto il documentario di Micheal Moore incentrato principalmente sulle gesta del presidente cowboy George Dabliu Bush, indipendentemente dalle posizioni politiche che uno può avere, si esce dal cinema con una sola certezza, cioè che George Dabliu Bush sia un emerito id**ta!
Il ritratto che ne fa Moore è spietato e a volte ironico e spassoso, tanto da sbellicarsi dal ridere (per non piangere). Per il regista, il presidente cowboy è un classico figlio di papà, un'incapace alla guida delle società che il paparino gli apre e che lui fa fallire, un presidente eletto grazie ai parenti (il fratello governatore della Florida) e agli amici di papà, manipolando anche quei pochi voti di scarto con cui vince sul suo rivale democratico Gore. Un presidente che ha passato gran parte del primo anno del suo mandato elettorale in "vacanza", un viziato che sfrutta la posizione del padre (anch'egli presidente) per i suoi intrallazzi, o meglio per gli intrallazzi della famiglia Bush che in base ad una meticolosa ricostruzione parrebbe legata da rapporti d'affari con la famiglia Bin Laden e con i Sauditi, quest'ultimi possiederebbero il 7% dell'economia americana, per cui il clan dei Bush terrebbe più in conto gli interessi sauditi che quelli del popolo americano da cui sono stati eletti e che rappresentano.... E che dire della reazione del presidente alla notizia dell'attacco terroristico alle torri gemelle?? Vedere per credere....
Cè da augurarsi che la "verità" (se ne esiste una oggettiva) stia in mezzo, che magari il bravo regista di documentari Michael Mooore sia stato cosi bravo a "manipolare " le immagini e i discorsi del presidentone cowboy da renderlo cosi disgustoso, cinico e...stupido, ne è un esempio l'intervista che Dabliu rilascia ai giornalisti sul campo di golf, dopo aver parlato della lotta al terrorismo e dell'obiettivo di catturare Bin Laden, passa tranquillamente al suo gioco preferito (il golf) "ed ora guardate questo colpo!"....In definitiva quindi il film -documentario di Moore, anche se fosse vero solo il 20% di quello che ha descritto, vale la pena di vederlo, uscendo dal cinema esclamando "ma in che mondo di m***a viviamo!" ....![]()




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