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    Predefinito Il poco di buono fatto da Mussolini

    Purché restino al potere sufficientemente a lungo, anche le dittature più sanguinarie riescono a produrre qualcosa di buono.
    Hitler fece costruire le autostrade tedesche, le prime in Europa.
    Lenin e Stalin alfabetizzarono quello che era un paese con l' 80% di analfabeti.
    E Mussolini cosa combinò di buono?
    Rese il perduto onore all' Italia, come sostengono i camerati del forum, per cui all' estero eravamo temuti e rispettati?
    Cazzate.
    Non si rende onore alla Patria esiliando o imprigionando gli oppositori od assalendo un paese pacifico e inerme come l' Etiopia. Quelle furono vigliaccate, non imprese onorifiche.

    Quanto di veramente buono fatto da Mussolini stranamente non ci viene mai ricordato né rinfacciato dai camerati all' aglio e peperoncino che vengono a trovarci sul forum. Segno che oltre ad ignorare molte cose sanno pochissimo anche del Ventennio fascista.
    Mussolini fu il primo in Italia ad attuare una sorta di stato assistenziale (welfare state) a favore dei lavoratori. Sua fu la giornata lavorativa di otto ore, suoi gli assegni familiari per i figli a carico, suoi i soggiorni estivi gratuiti per i figli degli operai (le famose colonie).
    Erano tutti punti del programma della sinistra, che, per ironia della sorte, furono attuati dall' avversario.
    Avversario che ad un certo punto della sua carriera di dittatore si ricordò d' esser stato socialista.
    Insomma, il poco di buono fatto da Mussolini lo dobbiamo all' ex socialista. Non al duce del fascismo.

    g.g.

  2. #2
    kshatrya
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    Predefinito

    Mussolini fece MOLTISSIMO di buono, forse più di qualsiasi altro statista italiano. E tutto il bene che fece lo dobbiamo al Mussolini fascista non a quello socialista ante-1919....



    onore al Duce!

  3. #3
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    Predefinito Il buono di Mussolini

    Oltre allo Stato Sociale di cui tuttoggi gli italiani usufruiscono ancora e con le stesse sigle INPS, INAM , INAIL etc.etc io ci metterei:


    L'IRI.ISTITUTO RICOSTRUZIONE INDUSTRIALE CON ANNESSA BNL BANCA NAZIONALE DEL LAVORO.

    Con l'IRI fu affrontato il risanamento della grande industria italiana nelle riconversione del primo dopoguerra ma con la stessa IRI si affronto' la grande depressione mondiale dal 1929.
    Non e' poco.Sottolimneo poi come la stesas IRI ebbe un grandissima parte nella ricostruzione del secondo dopoguerra.

    Codice Rocco ancora per tanta parte in uso oggi.


    IMPONENTE PROGRAMMA DI CASE POPOLARI.Risolse in partenza la crisi degli alloggi che oggi come oggi tormenta tanta parte degli italiani di modeste condizioni economiche.A Milano se ne possono vedere a kilometri quadrati !

    Innumerevoli lavori pubblici inerenti a Porti,strade, ferrovie,dighe,lavori fluviali, boniche , ponti. centrali elettriche,scuole,costruzioni rurali

    E TUTTO SENZA: TANGENTOPOLI !

    Aggiungo anche sani provvedimenti cone la legge 1941 detta della indifferenza della sorte dein suoli che avrebbe stroncato sul nascere la speculazione fiondiaria nonche la legge 1936 che avrebbe impedito cose tipo Parnalat, CFirio etc.

    Due leggi abrogate io tenute in non cale dai democratici quando presero il potere.La legge 1941 fu abolita ancora dal Governo Bonimi non appena arrivato a Roma nel 1944.Quale tempestivita'!

    Gli speculatori edili vaticani e comunisti avevano visto subito il da farsi mica scemi loro !

    Le Sue realizzazioni resteranno a memoria imperitura del ben operare sociale di Mussolini.Nessuno potra' mai cancellarle perche' sono ancora li a testimoniarlo.

    E ricordateVi: i fascisti non rubavano ! I processi per profitti di regime del 45-46 finirono in niente.Facessero oggi dei processi simili non so cosa ne uscirebbe a carico di tanti antifascisti e democratici !


    Un saluto

  4. #4
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    Predefinito Re: Il buono di Mussolini

    In origine postato da Ferruccio
    Oltre allo Stato Sociale di cui tuttoggi gli italiani usufruiscono ancora e con le stesse sigle INPS, INAM , INAIL etc.etc io ci metterei:


    L'IRI.ISTITUTO RICOSTRUZIONE INDUSTRIALE CON ANNESSA BNL BANCA NAZIONALE DEL LAVORO.

    Con l'IRI fu affrontato il risanamento della grande industria italiana nelle riconversione del primo dopoguerra ma con la stessa IRI si affronto' la grande depressione mondiale dal 1929.
    Non e' poco.Sottolimneo poi come la stesas IRI ebbe un grandissima parte nella ricostruzione del secondo dopoguerra.

    Codice Rocco ancora per tanta parte in uso oggi.


    IMPONENTE PROGRAMMA DI CASE POPOLARI.Risolse in partenza la crisi degli alloggi che oggi come oggi tormenta tanta parte degli italiani di modeste condizioni economiche.A Milano se ne possono vedere a kilometri quadrati !

    Innumerevoli lavori pubblici inerenti a Porti,strade, ferrovie,dighe,lavori fluviali, boniche , ponti. centrali elettriche,scuole,costruzioni rurali

    E TUTTO SENZA: TANGENTOPOLI !

    Aggiungo anche sani provvedimenti cone la legge 1941 detta della indifferenza della sorte dein suoli che avrebbe stroncato sul nascere la speculazione fiondiaria nonche la legge 1936 che avrebbe impedito cose tipo Parnalat, CFirio etc.

    Due leggi abrogate io tenute in non cale dai democratici quando presero il potere.La legge 1941 fu abolita ancora dal Governo Bonimi non appena arrivato a Roma nel 1944.Quale tempestivita'!

    Gli speculatori edili vaticani e comunisti avevano visto subito il da farsi mica scemi loro !

    Le Sue realizzazioni resteranno a memoria imperitura del ben operare sociale di Mussolini.Nessuno potra' mai cancellarle perche' sono ancora li a testimoniarlo.

    E ricordateVi: i fascisti non rubavano ! I processi per profitti di regime del 45-46 finirono in niente.Facessero oggi dei processi simili non so cosa ne uscirebbe a carico di tanti antifascisti e democratici !


    Un saluto
    Indubbiamente gentile Ferruccio, indubbiamente.
    Ma l' ho specificato: purché restino al potere abbastanza a lungo anche le dittature combinano qualcosa di buono.
    Ma tutte le buone cose che mi hai elencato furono oscurate dalla mancanza di libertà (di opinione, di stampa, di associazione) e dalle guerre in cui il duce trascinò l' Italia (Etiopia, Spagna, Guerra mondiale).
    Forse, gli italiani di allora, avrebbero preferito qualche casa popolare, qualche diga in meno e qualche libertà in più.
    Una dittatura può essere illuminata quanto le pare ma agli uomini non sembrerà mai cosi desiderabile come una democrazia. Appunto perché quest' ultima, pur con tutti i suoi difetti, assicura la libertà. E nella classifica dei bisogni dell' uomo la libertà viene al primo posto, ancor prima del cibo.
    Tu cederesti la tua libertà in cambio di un governo efficentissimo?
    Credo proprio di no.
    Nessuno dei giovanotti del forum che si atteggiano a fascisti duri e puri sarebbe disposto allo scambio.
    Ed allora, se volete, continuate pure a rendere onore al duce, come i sedicenti comunisti del forum ( manco loro sanno granché del comunismo) rendono onore a Stalin, cosi, tanto per fare un po' di casino.
    Ma ricordatevi che se non ci fosse la democrazia non potreste manco fare quello.

    Gianni Guelfi

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Il buono di Mussolini

    In origine postato da gianni g.
    Indubbiamente gentile Ferruccio, indubbiamente.
    Ma l' ho specificato: purché restino al potere abbastanza a lungo anche le dittature combinano qualcosa di buono.
    Ma tutte le buone cose che mi hai elencato furono oscurate dalla mancanza di libertà (di opinione, di stampa, di associazione) e dalle guerre in cui il duce trascinò l' Italia (Etiopia, Spagna, Guerra mondiale).
    Forse, gli italiani di allora, avrebbero preferito qualche casa popolare, qualche diga in meno e qualche libertà in più.
    Una dittatura può essere illuminata quanto le pare ma agli uomini non sembrerà mai cosi desiderabile come una democrazia. Appunto perché quest' ultima, pur con tutti i suoi difetti, assicura la libertà. E nella classifica dei bisogni dell' uomo la libertà viene al primo posto, ancor prima del cibo.
    Tu cederesti la tua libertà in cambio di un governo efficentissimo?
    Credo proprio di no.
    Nessuno dei giovanotti del forum che si atteggiano a fascisti duri e puri sarebbe disposto allo scambio.
    Ed allora, se volete, continuate pure a rendere onore al duce, come i sedicenti comunisti del forum ( manco loro sanno granché del comunismo) rendono onore a Stalin, cosi, tanto per fare un po' di casino.
    Ma ricordatevi che se non ci fosse la democrazia non potreste manco fare quello.

    Gianni Guelfi
    A dir la verita' il fascismo rimase al potere mediamente poco.Venti anni circa' 1922-1943.Tanti ne sono passati dal 1983 ad oggi per fare un esempio.

    E' indubbio che tra il 1925 ed ilo 1943 non ci fu liberta' di stampa di opinione e di associazione.D'altro canto permetterle significava
    dare armi ad un nemico feroce quale poteva essere il comunismo ma soprattutto la massoneria con tutto quello che essa rappresentava di ingerenze straniere.

    Agli italiani di allora delle liberta' di cui parli non interessava un gran che anzi praticamente nulla memori come erano di quanto male esse erano state usate dalla classe politica che,marcia,crollo' il 28 Ottobre del 22.

    Tieni sempre presente che il Fascismo era nato e si era affermato come soluzione provvisoria per rimediare alla situazione critica degli anni 1919-1922 ma se cio' non accadde fu dovuto ai nemici del fascismo che vivenao solo per vpoter tornare al potere e
    usare questo potere a loro9 usio e consumo.Sempre poi consifderare che il fascismo non poteva sopravvivere a Mussolini
    come regime ne' come ideologia ( che non aveva ) ma solo com valori ( e ne aveva tanti ).

    Certoche la liberta' e' un bene supremo ma a te sembra che oggi viviamo veramente in un clima di liberta' ?

    Chiaro che il fascism ebbe i suoi limiti e responsabilita' negative
    ma tieni sempre presente che il fascismo pago' ben piu' caro di
    di quelle che furono, le sue vere responsabilita' per la guerra mondiale che fu voluta proprio da quelle grandi democrazie
    regno della liberta' ma che agironom solo e niente altro che per motivi di dominio mondiale soprattutto economico.

    Comunque io sotto il fascismo ho vissuto anche se da ragazzo
    e tutto considerato sai cosa ti dico? Che la mia impressione e' di avere vissuto in un paese almeno decente fino al 25 Luglio del 43 ma dopo e' quella di avere vissuto in un letamaio.

    Qualche cosa penso di avere potuto esprimere su quel tempo e d in modo sereno ed obbiettivo nel 3d ERO UN BALILLA su destra radicale.

    Un saluto

  6. #6
    kshatrya
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    CARTA DEL LAVORO (1927)

    Dello Stato corporativo e della sua organizzazione
    I) La Nazione italiana è un organismo avente fini, vita, mezzi di azione superiori a quelli degli individui divisi o raggruppati che la compongono. È un'unità morale, politica ed economica, che si realizza integralmente nello Stato fascista.
    II) Il lavoro, sotto tutte le sue forme organizzative ed esecutive, intellettuali, tecniche e manuali, è un dovere sociale. A questo titolo, e solo a questo titolo, è tutelato dallo Stato. Il complesso della produzione è unitario dal punto di vista nazionale; i suoi obiettivi sono unitari e si riassumono nel benessere dei singoli e nello sviluppo della potenza nazionale.
    III) L'organizzazione professionale o sindacale è libera, ma solo il Sindacato, legalmente riconosciuto e sottoposto al controllo dello Stato, ha il diritto di rappresentare legalmente tutta la categoria di datori di lavoro o di lavoratori, per cui è costituito: di tutelarne, di fronte allo Stato e alle altre associazioni professionali, gli interessi; di stipulare contratti collettivi di lavoro, obbligatorii per tutti gli appartenenti alla categoria, d'imporre loro contributi e di esercitare, rispetto a essi, funzioni delegate d'interesse pubblico.
    IV) Nel contratto collettivo di lavoro trova la sua espressione concreta la solidarietà fra i vari fattori della produzione, mediante la conciliazione degli opposti interessi dei datori di lavoro e dei lavoratori e la loro subordinazione agli interessi superiori della produzione.
    V) La Magistratura del lavoro è l'organo con cui lo Stato interviene a regolare le controversie del lavoro, sia che vertano sull'osservanza dei patti e delle norme esistenti, sia che vertano sulla determinazione di nuove condizioni di lavoro (1).
    VI) Le Associazioni professionali legalmente riconosciute assicurano l'uguaglianza giuridica fra i datori di lavoro e i lavoratori, mantengono la disciplina della produzione e del lavoro, e ne promuovono il perfezionamento. Le corporazioni costituiscono l'organizzazione unitaria delle forze della produzione, e ne rappresentano integralmente gl'interessi. In virtù di questa integrale rappresentanza, essendo gli interessi della produzione interessi nazionali, le corporazioni sono dalla legge riconosciute come organi di Stato. Quali rappresentanti degli interessi unitari della produzione, le corporazioni possono dettar norme obbligatorie sulla disciplina dei rapporti di lavoro e anche sul coordinamento della produzione, tutte le volte che ne abbiano avuto i necessari poteri dalle associazioni collegate.
    VII) Lo Stato corporativo considera l'iniziativa privata nel campo della produzione come lo strumento più efficace e più utile dell'interesse della Nazione. L'organizzazione privata della produzione essendo una funzione d'interesse nazionale, l'organizzatore dell'impresa è responsabile dell'indirizzo della produzione di fronte allo Stato. Dalla collaborazione delle forze produttive deriva fra esse reciprocità di diritti e di doveri. Il prestatore d'opera, tecnico, impiegato od operaio, è un collaboratore attivo dell'impresa economica, la direzione della quale spetta al datore di lavoro che ne ha la responsabilità.
    VIII) Le Associazioni professionali di datori di lavoro hanno obbligo di promuovere in tutti i modi l'aumento, il perfezionamento della produzione e la riduzione dei costi. Le rappresentanze di coloro che esercitano una libera professione o un'arte e le Associazioni di pubblici dipendenti concorrono alla tutela degl'interessi dell'arte, della scienza e delle lettere, al perfezionamento della produzione e al conseguimento dei fini morali dell'ordinamento corporativo.
    IX) L'intervento dello Stato nella produzione economica ha luogo soltanto quando manchi o sia insufficiente l'iniziativa privata, o quando siano in giuoco interessi politici dello Stato. Tale intervento può assumere la forma del controllo, dell'incoraggiamento e della gestione diretta.
    X) Nelle controversie collettive del lavoro l'azione giudiziaria non può essere intentata, se l'organo corporativo non ha prima esperito il tentativo di conciliazione. Nelle controversie individuali, concernenti l'interpretazione dell'applicazione dei contratti collettivi di lavoro, le Associazioni professionali hanno facoltà d'interporre i loro uffici per la conciliazione. La competenza per tali controversie è devoluta alla magistratura ordinaria, con l'aggiunta di assessori designati dalle Associazioni professionali interessate.

    Del contratto collettivo di lavoro e delle garanzie del lavoro
    XI) Le Associazioni professionali hanno l'obbligo di regolare, mediante contratti collettivi, i rapporti di lavoro tra le categorie di datori di lavoro e di lavoratori, che rappresentano. Il contratto collettivo di lavoro si stipula fra le Associazioni di primo grado, sotto la guida e il controllo delle organizzazioni centrali, salva la facoltà di sostituzione da parte dell'Associazione di grado superiore, nei casi previsti dalla legge e dagli statuti.
    XII) L'azione del Sindacato, l'opera conciliativa degli organi corporativi, e la sentenza della Magistratura del lavoro garantiscono la corrispondenza del salario alle esigenze normali di vita, alle possibilità della produzione e al rendimento del lavoro. La determinazione del salario è sottratta a qualsiasi norma generale e affidata all'accordo delle parti nei contratti collettivi.
    XIII) I dati rilevati dalle pubbliche amministrazioni, dall'Istituto centrale di statistica e dalle Associazioni professionali legalmente riconosciute, circa le condizioni della produzione e del lavoro e la situazione del mercato monetario, e le variazioni del tenore di vita dei prestatori d'opera, coordinati ed elaborati dal Ministero delle Corporazioni, daranno il criterio per contemperare gli interessi delle varie categorie e delle classi fra di loro e di queste con l'interesse superiore della produzione.
    XIV) La retribuzione deve essere corrisposta nella forma più consentanea alle esigenze del lavoratore e dell'impresa. Quando la retribuzione sia stabilita a cottimo, e la liquidazione dei cottimi sia fatta a periodi superiori alla quindicina, sono dovuti adeguati acconti quindicinali o settimanali. Il lavoro notturno, non compreso in regolari turni periodici, viene retribuito con una percentuale in più, rispetto al lavoro di turno. Quando il lavoro sia retribuito a cottimo, le tariffe di cottimo debbono essere determinate in modo che all'operaio laborioso, di normale capacità lavorativa, sia consentito di conseguire un guadagno minimo oltre la paga base.
    XV) Il prestatore di lavoro ha diritto al riposo settimanale in coincidenza con le domeniche. I contratti collettivi applicheranno il principio tenendo conto delle norme di legge esistenti, delle esigenze tecniche delle imprese, e nei limiti di tali esigenze procureranno altresì che siano rispettate le festività civili e religiose secondo le tradizioni locali.
    XVI) Dopo un anno di ininterrotto servizio il prestatore d'opera, nelle imprese a lavoro continuo, ha diritto a un periodo annuo di riposo feriale retribuito.
    XVII) Nelle imprese a lavoro continuo, il lavoratore ha diritto, in caso di cessazione dei rapporti di lavoro per licenziamento senza sua colpa, a un'indennità proporzionata agli anni di servizio. Tale indennità è dovuta anche in caso di morte del lavoratore.
    XVIII) Nelle imprese a lavoro continuo, il trapasso dell'azienda non risolve il contratto di lavoro, e il personale a essa addetto conserva i suoi diritti nei confronti del nuovo titolare. Egualmente la malattia del lavoratore, che non ecceda una determinata durata, non risolve il contratto di lavoro. Il richiamo alle armi o in servizio della M.V.S.N. non è causa di licenziamento.
    XIX) Le infrazioni alla disciplina e gli atti che perturbino il normale andamento dell'azienda, commessi dai prenditori di lavoro, sono puniti, secondo la gravità della mancanza, con la multa, con la sospensione dal lavoro e, per i casi più gravi, col licenziamento immediato senza indennità. Saranno specificati i casi in cui l'imprenditore può infliggere la multa o la sospensione o il licenziamento immediato senza indennità.
    XX) Il prestatore d'opera di nuova assunzione è soggetto a un periodo di prova, durante il quale è reciproco il diritto alla risoluzione del contratto, col solo pagamento della retribuzione per il tempo in cui il lavoro è stato effettivamente prestato.
    XXI) Il contratto collettivo di lavoro estende i suoi benefici e la sua disciplina anche ai lavoratori a domicilio. Speciali norme saranno dettate dallo Stato per assicurare la polizia e l'igiene del lavoro a domicilio.

    Degli uffici di collocamento (2)
    XXII) Lo Stato accerta e controlla il fenomeno dell'occupazione e della disoccupazione dei lavoratori, indice complessivo delle condizioni della produzione e del lavoro.
    XXIII) Gli uffici di collocamento sono costituiti a base paritetica sotto il controllo degli organi corporativi dello Stato (3). I datori di lavoro hanno l'obbligo di assumere i prestatori d'opera pel tramite di detti uffici. A essi è data facoltà di scelta nell'àmbito degli iscritti negli elenchi con preferenza a coloro che appartengono al Partito e ai Sindacati fascisti, secondo l'anzianità di iscrizione.
    XXIV) Le associazioni professionali di lavoratori hanno l'obbligo di esercitare un'azione selettiva fra i lavoratori, diretta a elevarne sempre di più la capacità tecnica e il valore morale.
    XXV) Gli organi corporativi sorvegliano perché siano osservate le leggi sulla prevenzione degli infortuni e sulla polizia del lavoro da parte dei singoli soggetti alle associazioni collegate.

    Della previdenza, dell'assistenza, dell'educazione e dell'istruzione
    XXVI) La previdenza è un'alta manifestazione del principio di collaborazione. Il datore di lavoro e il prestatore d'opera devono concorrere proporzionalmente agli oneri di essa. Lo Stato, mediante gli organi corporativi e le associazioni professionali, procurerà di coordinare e di unificare, quanto è più possibile, il sistema e gli istituti della previdenza.
    XXVII) Lo Stato fascista si propone:
    1) il perfezionamento dell'assicurazione infortuni;
    2) il miglioramento e l'estensione dell'assicurazione maternità;
    3) l'assicurazione delle malattie professionali e della tubercolosi, come avviamento all'assicurazione generale contro tutte le malattie (4);
    4) il perfezionamento dell'assicurazione contro la disoccupazione involontaria;
    5) l'adozione di forme speciali assicurative dotalizie per i giovani lavoratori.
    XXVIII) È còmpito delle associazioni di lavoratori la tutela dei loro rappresentati nelle pratiche amministrative e giudiziarie, relative all'assicurazione infortuni e alle assicurazioni sociali.Nei contratti collettivi di lavoro sarà stabilita, quando sia tecnicamente possibile, la costituzione di casse mutue per malattia col contributo dei datori di lavoro e dei prestatori d'opera, da amministrarsi da rappresentanti degli uni e degli altri, sotto la vigilanza degli organi corporativi.
    XXIX) L'assistenza ai propri rappresentati, soci e non soci, è un diritto e un dovere delle associazioni professionali. Queste debbono esercitare direttamente le loro funzioni di assistenza, né possono delegarle ad altri enti o istituti, se non per obiettivi d'indole generale, eccedenti gli interessi delle singole categorie.
    XXX) L'educazione e l'istruzione, specie l'istruzione professionale, dei loro rappresentati, soci e non soci, è uno dei principali doveri delle associazioni professionali. Esse devono affiancare l'azione delle Opere nazionali relative al dopolavoro e alle altre iniziative di educazione.

    _______________

    (1) Non sono però esclusi in un primo tempo i mezzi pacifici per regolare le controversie, a mezzo dei Comitati intersindacali e anche delle Corporazioni (vedi articolo X).
    (2) Sono regolati dal R.D. 29 marzo 1928, n. 1003, sulla disciplina nazionale della domanda e dell'offerta di lavoro.
    (3) Hanno perciò la loro sede presso i Sindacati e sono diretti da rappresentanti scelti in numero eguale fra i datori di lavoro e i lavoratori. Il controllo sugli uffici di collocamento è esercitato da quelle Sezioni dei Consigli provinciali dell'economia, dette Sezioni del lavoro e della previdenza sociale.
    (4) Provveduto con la legge 20 maggio 1928, n. 1132, e il regolamento 7 giugno 1928, n. 1343, sull'assicurazione contro la tubercolosi.

  7. #7
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    Lightbulb L'ATTUALITA' DEL PENSIERO MUSSOLINIANO....!

    In origine postato da gianni g.
    .........................................
    Quanto di veramente buono fatto da Mussolini stranamente non ci viene mai ricordato né rinfacciato dai camerati all' aglio e peperoncino che vengono a trovarci sul forum. Segno che oltre ad ignorare molte cose sanno pochissimo anche del Ventennio fascista.
    Mussolini fu il primo in Italia ad attuare una sorta di stato assistenziale (welfare state) a favore dei lavoratori. Sua fu la giornata lavorativa di otto ore, suoi gli assegni familiari per i figli a carico, suoi i soggiorni estivi gratuiti per i figli degli operai (le famose colonie).
    Erano tutti punti del programma della sinistra, che, per ironia della sorte, furono attuati dall' avversario.
    Avversario che ad un certo punto della sua carriera di dittatore si ricordò d' esser stato socialista.
    Insomma, il poco di buono fatto da Mussolini lo dobbiamo all' ex socialista. Non al duce del fascismo.

    g.g.

    Caro Gianni.......Non hai letto con sufficiente attenzione ciò che TUTTI noi scriviamo su DESTRA RADICALE............... Quello che dici è per TUTTI NOI ciò che rimane di attuale e riproponibile del Fascismo storico.............. SOCIALISMO E FASCISMO SONO infatti INDISSOLUBILMENTE UNITI perchè quest'ultimo rappresenta il superamento (come TERZA VIA) del Capitalismo e del Comunismo............... La differenza tra noi e i traditori ANALI ....... E' PROPRIO QUESTA .........!!!
    ............ E se voi foste meno "trinarciuti" Vi rendereste quindi conto della valenza AUTENTICAMENTE RIVOLUZIONARIA E POPOLARE della ....... S O C I A L I Z Z A Z I O N E .............!!!

  8. #8
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    Predefinito Re: Re: Re: Il buono di Mussolini

    In origine postato da Ferruccio
    A dir la verita' il fascismo rimase al potere mediamente poco.Venti anni circa' 1922-1943.Tanti ne sono passati dal 1983 ad oggi per fare un esempio.

    E' indubbio che tra il 1925 ed ilo 1943 non ci fu liberta' di stampa di opinione e di associazione.D'altro canto permetterle significava
    dare armi ad un nemico feroce quale poteva essere il comunismo ma soprattutto la massoneria con tutto quello che essa rappresentava di ingerenze straniere.

    Agli italiani di allora delle liberta' di cui parli non interessava un gran che anzi praticamente nulla memori come erano di quanto male esse erano state usate dalla classe politica che,marcia,crollo' il 28 Ottobre del 22.

    Tieni sempre presente che il Fascismo era nato e si era affermato come soluzione provvisoria per rimediare alla situazione critica degli anni 1919-1922 ma se cio' non accadde fu dovuto ai nemici del fascismo che vivenao solo per vpoter tornare al potere e
    usare questo potere a loro9 usio e consumo.Sempre poi consifderare che il fascismo non poteva sopravvivere a Mussolini
    come regime ne' come ideologia ( che non aveva ) ma solo com valori ( e ne aveva tanti ).

    Certoche la liberta' e' un bene supremo ma a te sembra che oggi viviamo veramente in un clima di liberta' ?

    Chiaro che il fascism ebbe i suoi limiti e responsabilita' negative
    ma tieni sempre presente che il fascismo pago' ben piu' caro di
    di quelle che furono, le sue vere responsabilita' per la guerra mondiale che fu voluta proprio da quelle grandi democrazie
    regno della liberta' ma che agironom solo e niente altro che per motivi di dominio mondiale soprattutto economico.

    Comunque io sotto il fascismo ho vissuto anche se da ragazzo
    e tutto considerato sai cosa ti dico? Che la mia impressione e' di avere vissuto in un paese almeno decente fino al 25 Luglio del 43 ma dopo e' quella di avere vissuto in un letamaio.

    Qualche cosa penso di avere potuto esprimere su quel tempo e d in modo sereno ed obbiettivo nel 3d ERO UN BALILLA su destra radicale.

    Un saluto
    In un anno imprecisato di metà dell' 800, un anziana contessa parigina raccontava alle nipotine gli anni meravigliosi della sua gioventù.
    "Ma, grandmaman," saltò su una giovinetta "quelli erano gli anni della rivoluzione! Il sangue scorreva a fiumi! Come potete sostenere che furono tempi meravigliosi?"
    "E' vero, c' era la rivoluzione" ribatté l' anziana aristocratica "ma io avevo vent' anni".

    Ecco, non vorrei che, al contrario della vecchia contessa, tu accreditassi la felicità di cui godesti nella tua infanzia ad un supposto buongoverno fascista, esimio Ferruccio.
    L' infanzia è sempre un periodo magico, sotto qualsiasi governo. Dittatoriale o meno.

    Che agli italiani la libertà non interessasse, scusami, è una panzana. Cossicome è una panzana che comunisti e massoni erano in agguato. Il partito comunista aveva poche migliaia di affiliati. Diciamo che quella fu una bella scusa addotta da Mussolini per assumere i pieni poteri ed abolire le libere elezioni. Si inventa un nemico esterno, inesistente, e con la scusa di proteggere la popolazione si instaura una dittatura.
    Bush sta percorrendo la stessa strada: s' inventa un giorno si e l' altro pure degli attachi terroristici, ed intanto limita le libertà degli americani.
    I nemici del fascismo pronti a tornare al potere erano appunto quei partiti democratici che erano stati estromessi dal parlamento.

    Anche la tua affermazione che la guerra fu voluta dalle potenze democratiche, perdonami ancora, è campata in aria.
    Fu l' espansionismo di Hitler a scatenare la guerra. La sua voglia di riprendersi i territori perduti con il trattato di Versailles.
    E Mussolini, titubante fino all' ultimo perché sapeva che il Paese non era pronto al conflitto, quando vide la Francia in ginocchio, temendo la guerra terminasse e si firmassero trattati di pace senza di lui, senza un qualche guadagno territoriale da parte dell' Italia, dichiarò gli occorressero un migliaio di morti per sedersi al tavolo della pace.
    Cosi attaccò la Francia, che, ripeto, era già in ginocchio, lungo la costa mediterranea. Praticamente pugnalandola alle spalle.
    Eh si, infinito fu l' onore che il fascismo rese alla Patria...

    saluti anche a te

    Gianni Guelfi

  9. #9
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    il fascismo non fu perfetto ma quasi, fu me-ra-vi-glio-so!!! Il più bel periodo della storia moderna d'Italia....


  10. #10
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Il buono di Mussolini

    In origine postato da gianni g.
    In un anno imprecisato di metà dell' 800, un anziana contessa parigina raccontava alle nipotine gli anni meravigliosi della sua gioventù.
    "Ma, grandmaman," saltò su una giovinetta "quelli erano gli anni della rivoluzione! Il sangue scorreva a fiumi! Come potete sostenere che furono tempi meravigliosi?"
    "E' vero, c' era la rivoluzione" ribatté l' anziana aristocratica "ma io avevo vent' anni".

    Ecco, non vorrei che, al contrario della vecchia contessa, tu accreditassi la felicità di cui godesti nella tua infanzia ad un supposto buongoverno fascista, esimio Ferruccio.
    L' infanzia è sempre un periodo magico, sotto qualsiasi governo. Dittatoriale o meno.

    Che agli italiani la libertà non interessasse, scusami, è una panzana. Cossicome è una panzana che comunisti e massoni erano in agguato. Il partito comunista aveva poche migliaia di affiliati. Diciamo che quella fu una bella scusa addotta da Mussolini per assumere i pieni poteri ed abolire le libere elezioni. Si inventa un nemico esterno, inesistente, e con la scusa di proteggere la popolazione si instaura una dittatura.
    Bush sta percorrendo la stessa strada: s' inventa un giorno si e l' altro pure degli attachi terroristici, ed intanto limita le libertà degli americani.
    I nemici del fascismo pronti a tornare al potere erano appunto quei partiti democratici che erano stati estromessi dal parlamento.

    Anche la tua affermazione che la guerra fu voluta dalle potenze democratiche, perdonami ancora, è campata in aria.
    Fu l' espansionismo di Hitler a scatenare la guerra. La sua voglia di riprendersi i territori perduti con il trattato di Versailles.
    E Mussolini, titubante fino all' ultimo perché sapeva che il Paese non era pronto al conflitto, quando vide la Francia in ginocchio, temendo la guerra terminasse e si firmassero trattati di pace senza di lui, senza un qualche guadagno territoriale da parte dell' Italia, dichiarò gli occorressero un migliaio di morti per sedersi al tavolo della pace.
    Cosi attaccò la Francia, che, ripeto, era già in ginocchio, lungo la costa mediterranea. Praticamente pugnalandola alle spalle.
    Eh si, infinito fu l' onore che il fascismo rese alla Patria...

    saluti anche a te

    Gianni Guelfi
    Confermo che agli italiani di allora la liberta' ricordava troppo da vicino il caos degli anni 19-22 e non la rimpiangevano piu' di tanto.
    Non dico che fosse il meglio ma quello era cio' che accadeva,La lcasse politica del 22 tutti sapevano essere caduta perche' era marcia.
    I comuinisti aveva messo in piedi una organizzazione internazionale per prendere il potere dovunque possibile tu vienia dire che non esisteva un pericolo comunista ? La massoneria da sempre aveva tramato per poter indirzzare tutta la politica italiana e tu dici che la massoneria quasi non esisteva ?

    Alla massoneria obbedivano tanto per fare un esempio i fratelli Rosselli che avevano letteralmente dichiarato guerra allo Stato italiano.

    La seconda guerra mondiale fu il secondo tempo dopo la prima e
    fu causata dagli angloamericani per ragioni di dominio economico mondiale.Una specie di seconda guerra punica.Preparta fin dai tempi di Versailles preparando roba come il Cirrodoio di FDanzica o l'inlcusione di 3 milioni di tedeschi in Cekolovsacchia.

    Mussolini DOVETTE entrare in guerra nel Giugno del 40 perche' non aveva piu' vie di uscita o una guerra " concordata " contro
    i franco inglesi o la guerra contro la Germania che avermmo dovuto affrontare da soli senza aiuti da nessuno.

    Caso mai l'errore di Mussolini fu quello di non entrare in guerra subito il 1 Settembre del 39.L'entrata in guerra del 40 fu anche il risultato di continue probocazion inglesi che ci volevano in guerra per spargere la guerra per ogni dove ed indebolire cosi' la Germania cui noi nuocemmo piu' da alleati di quanto le avremmo nuociuto da nemici.Tutto previsto fin da Caporetto.

    La storia della pugnalata alle spalle alla Francia e' una invenzione di Roosvelt.Alla Francia inoltre faceva comodo un attacco italiano per poter non perdere la faccia con la richiesta di armistizio ai tedeschi.Fu richiesta allo stesso Mussolini da Ministro degli estreri francese Daladier con una lettere oggi al 90% in mano alla Chiesa.

    Comunque io di quei tempi ho un ricordo moltom preciso ,.Penso di averli descritti bene in ERO UN BALILLA.Non e' come la storiella
    della nobildonna che hai citato.

    Un saluto

 

 
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