In origine postato da Aryan
il fascismo non fu perfetto ma quasi, fu me-ra-vi-glio-so!!! Il più bel periodo della storia moderna d'Italia....
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In origine postato da Aryan
il fascismo non fu perfetto ma quasi, fu me-ra-vi-glio-so!!! Il più bel periodo della storia moderna d'Italia....
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Forse ti sei distrattoIn origine postato da gianni g.
Quanto di veramente buono fatto da Mussolini stranamente non ci viene mai ricordato né rinfacciato dai camerati all' aglio e peperoncino che vengono a trovarci sul forum. Segno che oltre ad ignorare molte cose sanno pochissimo anche del Ventennio fascista.
In origine postato da EXCALIBUR
Il principio è quello della PARTECIPAZIONE. Partecipazione dei lavoratori alla gestione e agli utili delle aziende (socializzazione), Partecipazione dei cittadini alla vita pubblica attraverso l’ingresso in parlamento dei rappresentanti di tutte le espressione della società civile e produttiva del paese (corporativismo) ed elezione diretta del presidente della repubblica quale garante della pace sociale.
Non abbiamo la pretesa di cambiare la natura umana ma più semplicemente di migliorarla con lo Stato Sociale in cui ogni individuo può esprimere la sua personalità attraverso il lavoro (sapendo che lo Stato non abbandona chi si trova in difficoltà) e in armonia con l’interesse supremo della Patria.
La libertà, che non va confusa con la democrazia che è semplicemente la forma organizzativa della società liberale e che noi contrastiamo in quanto architrave del capitalismo, è per noi un valore assoluto, se riferito al popolo. La libertà che rappresenta il bene supremo di una nazione non deve essere compromessa dagli egoismi individuali tipici delle società borghesi.
Infine siamo orgogliosi della nostra storia cultura e tradizioni che voglia salvaguardare, non a scapito ma nel reciproco rispetto delle altre culture, per questo siamo contro la globalizzazione (mondialismo) che mira a cancellare le identità nazionali per asservire il pianete alle multinazionali, come sta facendo l’America con le buone (consumismo) o con le cattive (vedi Iraq) o per omologarci e renderci tutti uguali e indistinti come vorrebbero i comunisti internazionalisti.
Questo in estrema sintesi.
Se vuoi possiamo approfondire il concetto di Stato Sociale.In origine postato da EXCALIBUR
Bisogna innanzitutto distinguere tra Stato Sociale, che ha una sua ossatura giuridico-istituzionale, e interventi a carattere sociale, che possono avvenire in qualunque sistema o regime.
Keynes non mette in discussione il capitalismo: lo vuole semplicemente sfruttare (teoria della vacca da mungere) per finanziare, attraverso l’alta tassazione dei profitti d’impresa, gli interventi sociali.
Anche Bismark, il cancelliere di ferro, viene erroneamente considerato il precursore dello Stato Sociale solo perché varò alcune riforme a favore dei lavoratori (allo scopo di contrastare il nascente socialismo, come del resto fece anche Leone XIII con l’enciclica Rerur Novarum del 1891, caposaldo della dottrina sociale della Chiesa).
Il primo a parlare di Stato Sociale in senso organico fu Filippo Corridoni, padre del sindacalismo rivoluzionario (divenuta, poi, una delle componenti del nascente Fascismo) quando in “Sindacalismo e Repubblica (1915) afferma quale sia il vero obiettivo della battaglia eroica del sindacalismo proletario: “Socializzazione dei mezzi di produzione e di scambio, che risolverà definitivamente la questione sociale.”
Il Fascismo regime (1922-43) gettò le basi dello Stato Sociale attraverso una produzione impressionante di leggi e istituti di garanzia e tutela sociale (che permise all’Italia, unitamente ad un vasto piano di opere pubbliche e di risanamento ambientale, di rimanere in piedi mentre tutte le economia occidentali a matrice capitalista crollavano a seguito della crisi di Wall Street del ’29 e la successiva depressione), ma è con la Repubblica Sociale Italiana, nei suoi 18 mesi di vita, che si attuò il primo esperimento al mondo di Stato Sociale che introdusse nella sua costituzione la socializzazione delle imprese (d.l. 375 del 12.02.1944) e l’abolizione del sistema capitalistico interno (Art. 8, punto b del Manifesto di Verona).
La teoria della moneta prescrivibile elaborata dal maggiore Douglas e da Silvano Gesell e sostenuta con vigore da Ezra Puond, il fustigatore del potere usurario delle banche e dell’alta finanza internazionale (non a caso Pound aderì alla Repubblica Sociale Italiana e per questo fu, a guerra finita, internato in manicomio dai vincitori alla maniera sovietica) è sicuramente interessante e ben si colloca in un contesto di Stato Sociale anche se, a mio avviso, è di difficile attuazione per motivi pratici.
Altra cosa sono infine sono l’assistenzialismo, degenerazione dell’Idea di Stato Sociale, e il socialismo che presuppone la proprietà statale di tutti i mezzi di produzione e scambio.In origine postato da EXCALIBUR
Più che di Stato Sociale parlerei di assistenzialismo.
Lo Stato Sociale presuppone, fra l’altro, una rete di protezione per le classi deboli e per i lavoratori, che scatta automaticamente in caso di bisogno e per il periodo strettamente necessario.
Il sussidio di disoccupazione senza un limite temporale, per fare un esempio, non è Stato Sociale è un vitalizio, ossia assistenzialismo. Come pure l’utilizzo del prepensionamento per favorire le ristrutturazioni industriali (i cui i benefici vanno al capitalista mentre i costi se li assorbe lo Stato) che oltretutto genera lavoro nero e ingiustizia sociale nei confronti di chi deve aspettare 65 anni per andare a riposo, è un’altro esempio di assistenzialismo.
Lo stesso dicasi per la cassa integrazione che vede persone in età lavorativa percepire uno stipendio, per quanto ridotto, senza lavorate o peggio ancora lavorando in nero sottraendo oltretutto opportunità ai disoccupati (chiaramente non biasimo il lavoratore che, nei sistema capitalisti come il nostro, viene considerato un articolo di magazzino da usare quando serve ed eliminare quando il suo costo diventa eccessivo).
In buona sostanza nello Stato Sociale, come concepito in Italia degli anni trenta e realizzato nella breve esperienza della RSI, il lavoratore ha il dovere di lavorare per mantenere se stesso, la propria famiglia e contribuire al benessere dell’intera Nazione sapendo di poter contare su uno Stato che interviene in caso di necessità e che si preoccupa di garantirgli una pensione a compimento dell’età lavorativa.per il momento mi fermo qui....In origine postato da EXCALIBUR
Caro Gianmario, ti rispondo solo ora perché il tuo post mi era sfuggito.
Anch’io sono convinto che il fascismo sia finito e che non sia il caso di insistere con certi atteggiamenti “romantici” che spesso scadono nel folclore se non addirittura nel fanatismo, ma se Mussolini è morto non lo sono le sue idee e i suoi progetti.
Purtroppo nell’ambiente della destra radicale molto spesso si confondono i due livelli, quello storico e quello politico mentre dovrebbero, per motivi strategici, rimanere ben distinti, pur essendo correlati.
Dal punto di vista storico ho sempre difeso, e continuerò a farlo finché avrò voce in gola e forza di scrivere, il Fascismo e il nostro Duce, ma non per riproporlo come modello, bensì per ristabilire un minimo di verità storica e per quel senso di rispetto e ammirazione che nutro nei confronti dei nostri nonni che lottarono e morirono per l’Italia e che sono quotidianamente vilipesi e oltraggiati da questo regime infame.
Mentre dal punto di vista politico sono uno strenuo assertore dello Stato Sociale a base corporativa quale risposta moderna alle aberrazioni del capitalismo.
A volte mi capita di discutere con persone non schierate politicamente o simpatizzanti per il centro sinistra e di illustrare loro, senza citarli, i fondamenti della socializzazione e del corporativismo, suscitando un grande interesse e una successiva condivisione. Ma appena rivelo la fonte scattano immediatamente i riflessi condizionati e tutto scema, perché il mio discorso viene interpretato come strumentale per riabilitare il fascismo.
Mi è addirittura capitato una volta con un gruppo di rifondazione di sentirmi rispondere ”bravo compagno hai perfettamente ragione” e giù pacche sulle spalle…( in quel caso mi sono limitato alla sola illustrazione, senza andare oltre).
Sono convinto che l’esperienza della Repubblica Sociale dove, in nome della Nazione, è stata raggiunta la sintesi tra capitale e lavoro e tra questi e le molteplici istanze in continua evoluzione che nascono dal basso, non vada dispersa ma, una volta sfrondata da quegli elementi legati al periodo storico e alle contingenze, vada utilizzata come base su cui costruire un nuovo modello di società che possa realizzare una vera giustizia sociale.
In poche parole ripartire da Salò con un progetto nella mente e un ricordo nel cuore.
An, partito in cui ho militato come vice presidente locale fino a due mesi fa, non ha solo rinnegato la sua storia, ha disconosciuto tale progetto per ritornare agli” immortali principi del 1789” da cui è scaturito il parlamentarismo borghese, braccio istituzionale del capitalismo.
Con Fini in quel di Gerusalemme ho capito che Alleanza Nazionale è al Governo non per cambiare il sistema, ma per gestirlo (e per fare questo ha cambiato sesso)..


Pisano' disse dei varii Gasparri, La Russa, fu Tatarella . Fini etc.
Hanno pazientato quarantanni ora basta !
Appetito arretrato !
Era il 1988 e Pisano aveva capito dove andavano a battere !
Intendo " battere ".
Un saluto


a parte che prima di hitler le auto erano pochissimeIn origine postato da gianni g.
Hitler fece costruire le autostrade tedesche, le prime in Europa.
Lenin e Stalin alfabetizzarono quello che era un paese con l' 80% di analfabeti.
Mussolini fu il primo in Italia ad attuare una sorta di stato assistenziale (welfare state) a favore dei lavoratori. Sua fu la giornata lavorativa di otto ore, suoi gli assegni familiari per i figli a carico, suoi i soggiorni estivi gratuiti per i figli degli operai (le famose colonie).
Erano tutti punti del programma della sinistra, che, per ironia della sorte, furono attuati dall' avversario.
Avversario che ad un certo punto della sua carriera di dittatore si ricordò d' esser stato socialista.
Insomma, il poco di buono fatto da Mussolini lo dobbiamo all' ex socialista. Non al duce del fascismo.
che lenin non fece un cazzo mentre la lista delle realizzazioni di Stalin sarebbe troppo lunga
che mussolini non era UN socialista ma uno dei pochissimi veri leader di quel partito
le prime misure di welfare risalgono a Giolitti
la giornata di 8 ore a salari bassissimi non era che un rimedio contro la disoccupazione degli anni 30
gli assegni familiari servivano alla produzione di carne da cannone...
e mettiamoci pure la bonifica pontina,
carbonia
cinecittà
la lana di coniglio ecc...


Trovo queste considerazioni veramente sciocche o banali, anzi peggio, sono infantili. Seguendo questa logica si deve rivalutare Salin anche perchè sotto di lui l'Urss diventò una potenza militare ed industriale formidabile, Castro perchè Cuba ha un ottimo sistema sanitario, Hitler perchè realizzò la piena occupazione negli anni '30, ecc.
La verità è che un sistema dittatoriale le cose possono essere realizzate più velocemente perchè si può soprassedere a molti legacci burocratici tipici delle democrazie. Ad esempio, realizzare una discarica in Campania con una dittatura sarebbe semplicissimo. Chi non è d'accordo finisce dentro un carcere ed amen (quando non viene fatto fuori direttamente). In democrazia ciò non avviene perchè vi sono dozzine di enti od organizzazioni che possono opporsi, ricorrere in tribunale, avere accesso all'informazione libera, trovare una voce di dissenso, insomma. Fino a protestare pubblicamente senza il rischio di incorrere in reati d'opinione. E non si salva neanche il capitalismo estremo, perchè senza uno stato centralizzato che abbia un minimo di regole e controlli ognuno può tiranneggiare nel proprio piccolo (pensiamo alle condizioni degli operai nel primo capitalismo selvaggio inglese dell'ottocento, dove donne e bambini lavoravano 14 ore al giorno).
In fondo tutti noi (anche chi loda il Duce o Stalin) non cambierebbe una virgola della nostra democrazia con le dittature di questi signori. E' troppo forte l'abitudine a fare i bastian contrari che anche in una dittatura della loro ideologia avrebbero la voglia di dire: e però non mi piace questo e quest'altro... No, in una dittatura non si potrebbe fare.
La sfida delle democrazie sta proprio in questo: riuscire ad ottenere i risultati che avrebbe una dittatura tenendo anche conto di tutte le voci dissenzienti. E senza la necessità di sopprimerle.
Ma non solo. I regimi dittatoriali sono a forte rischio corruzione, molto più delle democrazie. Prendiamo il fascismo. Questo tipo di regime fu uno tra i più corrotti dell'intera storia italiana. Un dirigente fascista che voleva fare soldi facili poteva commissionare dei beni ad un industriale, ma poi poteva mettersi d'accordo sul prezzo, farsi fornire merce difettosa più economica ed intascare il surplus, senza il rischio di essere arrestato per corruzione (perchè mai un magistrato avrebbe indagato su un alto dirigente dell'unico partito al potere). Fu così che l'esercito italiano pagò a prezzi altissimi scarpe di cartone, che finirono per sfaldarsi alla prima nevicata nella steppa russa.
_______________________
Gli zeri, per valere qualcosa,
devono stare a destra.


Il fascismo un periodo meraviglioso? Il meglio della storia d'Italia?In origine postato da Aryan
chetteridi zecca?![]()
Ti sei laureato all'università delle isole Tuvalu?


Ricordo che nel 46 si inizio' a fare dei processi per i cosidetti PROFITTI DI REGIME con gerarchi fascisti.Finì tutto in niente e smisero di farli in sostanza perche' i gererchi non avevano rubato.In origine postato da marcejap
Trovo queste considerazioni veramente sciocche o banali, anzi peggio, sono infantili. Seguendo questa logica si deve rivalutare Salin anche perchè sotto di lui l'Urss diventò una potenza militare ed industriale formidabile, Castro perchè Cuba ha un ottimo sistema sanitario, Hitler perchè realizzò la piena occupazione negli anni '30, ecc.
La verità è che un sistema dittatoriale le cose possono essere realizzate più velocemente perchè si può soprassedere a molti legacci burocratici tipici delle democrazie. Ad esempio, realizzare una discarica in Campania con una dittatura sarebbe semplicissimo. Chi non è d'accordo finisce dentro un carcere ed amen (quando non viene fatto fuori direttamente). In democrazia ciò non avviene perchè vi sono dozzine di enti od organizzazioni che possono opporsi, ricorrere in tribunale, avere accesso all'informazione libera, trovare una voce di dissenso, insomma. Fino a protestare pubblicamente senza il rischio di incorrere in reati d'opinione. E non si salva neanche il capitalismo estremo, perchè senza uno stato centralizzato che abbia un minimo di regole e controlli ognuno può tiranneggiare nel proprio piccolo (pensiamo alle condizioni degli operai nel primo capitalismo selvaggio inglese dell'ottocento, dove donne e bambini lavoravano 14 ore al giorno).
In fondo tutti noi (anche chi loda il Duce o Stalin) non cambierebbe una virgola della nostra democrazia con le dittature di questi signori. E' troppo forte l'abitudine a fare i bastian contrari che anche in una dittatura della loro ideologia avrebbero la voglia di dire: e però non mi piace questo e quest'altro... No, in una dittatura non si potrebbe fare.
La sfida delle democrazie sta proprio in questo: riuscire ad ottenere i risultati che avrebbe una dittatura tenendo anche conto di tutte le voci dissenzienti. E senza la necessità di sopprimerle.
Ma non solo. I regimi dittatoriali sono a forte rischio corruzione, molto più delle democrazie. Prendiamo il fascismo. Questo tipo di regime fu uno tra i più corrotti dell'intera storia italiana. Un dirigente fascista che voleva fare soldi facili poteva commissionare dei beni ad un industriale, ma poi poteva mettersi d'accordo sul prezzo, farsi fornire merce difettosa più economica ed intascare il surplus, senza il rischio di essere arrestato per corruzione (perchè mai un magistrato avrebbe indagato su un alto dirigente dell'unico partito al potere). Fu così che l'esercito italiano pagò a prezzi altissimi scarpe di cartone, che finirono per sfaldarsi alla prima nevicata nella steppa russa.
Detti processi erano financio controproducenti per i democratici che sui apprestavano a mettrere in piedi.....tangentopoli.


oh, forse i giudici allora?In origine postato da Ferruccio
Ricordo che nel 46 si inizio' a fare dei processi per i cosidetti PROFITTI DI REGIME con gerarchi fascisti.Finì tutto in niente e smisero di farli in sostanza perche' i gererchi non avevano rubato.
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vaglielo a dire a Marcello Petacci và....


Marcello Petacci non era un gerarca fascista era solo uno che abusava in proprio delle relazione di sua sorella,posto che sia vero perche' un processo non fu mai fatto.Finì a Dongo e moriIn origine postato da Pasquin0
oh, forse i giudici allora? :rolleyes:
vaglielo a dire a Marcello Petacci và....
nel lago.
Resta comunque il fatto che la classe dirigente fascista era sostanzialmente onesta poi per carita' la mano sul fuoco non ce la metto per tutti di sicuro.
In ogni caso nell'Italia fascista nulla di paragonabile all'Italia corrotta e tangentista del dopoguerra.
Un saluto


La nefandezza principale di Mussolini e' stata quella di perdere una guerra cui altri lo avevano costretto ed in primis gli inglesi
i veri responsabili della seconda guerra mondiale come lo erano stati della prima.
VAE VICTIS !"
Tanto e' vero e' che non appena avutolo tra le mani lo accopparono cosi' non parlava piu'.Sapeva troppe cose a loro danno !
Quella del 39-45 fu la tredicesim guerra di coalizione messa in piedi dagli inglesi per inpedire un " blocco " europeo.