BASE NUCLEARE DI S. STEFANO
A TUTTI LA PAROLA TRANNE CHE AL POPOLO SARDO
Mentre, G. Andreotti, E. Realacci, C. Taormina, l’arcivescovo G. Mani, A. Di Pietro, il cementificatore L. Donà dalle Rose e persino il francese Richard Heuzè possono dire la loro sulla presenza del nucleare americano in Sardegna lo stesso diritto è negato al popolo che da migliaia di anni vi vive in un giusto equilibrio con l’ambiente, per diritto etnico e non di conquista.
Tutti intervengono da italiani e tutti cercano di sviare il problema e ridurlo ad una questione di ingiustificato antiamericanismo. Anche l’arcivescovo Mani cerca di ridurre la presenza della base ad una questione parrocchiale e ad una cristiana ed idilliaca convivenza tra cristiani di diversa credenza. Di Pietro, Italia dei Valori, usa gli “abbiamo”e “vogliamo” come Andreotti, Realacci, Taormina e tutti gli altri coniugandoli come italiani, senza neanche mettersi il dubbio se la sovranità e le decisioni su quel territorio spettino ad altri e non a loro.
E’ necessario gridare più forte, questi signori fanno finta di non capire, loro stanno nei confronti della Sardegna nello stesso rapporto con il quale stanno gli americani, sono espressioni politiche ed economiche dell’ultimo colonizzatore del nostro popolo e del nostro territorio.
Di Pietro pensi ad europeizzare le basi di casa sua perché sulla base di S. Stefano vogliamo decidere noi, democraticamente mediante un referendum consultivo, ingiustamente negato. La componente indipendentista del Comitadu “Firma sa Bomba” non si farà confondere dal polverone del pro o contro l’americanismo, ci batteremo perché i sardi abbiano il diritto di dire no a quella base e possano riaffermare il loro esclusivo diritto a decidere sul proprio territorio.
A questo punto il fatto più grave ed antidemocratico è che il popolo sardo non ha il diritto di opinione e a negarlo non sono gli americani ma la sentenza della Corte Costituzionale dello stato italiano.
Su questi temi fondamentali, confidiamo di trovare sinergie con il nuovo presidente della Regione Sardegna per portare la questione a livelli di giudizio che vanno oltre la Corte Costituzionale Italiana e oltre gli “abbiamo” coloniali dei politici italiani.
.
NUORO 29/08/04 IL COORDINATORE NAZIONALE
Bustianu Cumpostu




Rispondi Citando
