Risultati da 1 a 10 di 10

Discussione: Massoneria

  1. #1
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    Predefinito Massoneria

    http://www.lamelagrana.net/index_low.html

    invito a visitare questo sito cattolico tradizionalista che svelerà la storia della massoneria

  2. #2
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    Predefinito Builderberg

    - Il Consiglio dei Trentatré:
    Vi si trovano i più importanti frammassoni del mondo politico, economico e religioso.
    - Il Comitato dei Trecento:
    Fu fondato dalla Nobiltà Nera nel 1729 per occuparsi dell'attività bancaria internazionale, dei problemi legati al commercio e per sostenere il traffico dell'oppio. E' controllato dalla Corona britannica. Comprende l'intero sistema bancario mondiale e i più importanti rappresentanti delle nazioni occidentali. Tutte le banche sono collegate ai Rothschild attraverso il Comitato dei Trecento.
    Il dott. Coleman pubblicò i nomi di 209 organizzazioni, 125 banche e 341 membri passati e presenti del comitato dei quali ve ne elencherò soltanto alcuni:
    Balfour Arthur, Brandt Willy, Bulwer-Lytton Edward, Bundy McGeorge, Bush George, Carrington Lord, Chamberlain Huston Stewart, Constanti, Casa di Orange, Delano Famiglia, Drake Sir Francis, Du Pont Famiglia, Forbes John M., Federico IX, re di Danimarca, George Lloyd, Grey Sir Edward, Haig Sir Douglas, Harriman Averill, Hohenzollern Casa di House, Inchcape Lord, Kissinger Henry, Lever Sir Harold, Lippmann Walter, Lockhart Bruce, Loudon Sir John, Mazzini Giuseppe, Mellon Andrew, Milner Lord Alfred, Mitterand Francois, Morgan J.P., Norman Montague,
    Oppenheimer Sir Henry, Palme Olof, Principessa Beatrix, Regina Elisabetta II, Regina Giuliana, Rainier Principe, Retinger Joseph, Rhodes Cecil,
    Rockefeller David, Rothmere Lord, Rothschild Edmond, Shultz George, Spellman il cardinale, Thyssen-Bornemisza il barone, Vanderbit, Famiglia
    von Finck, il barone, von Habsburg Otto, von Thurn und Taxis Max, Warbug S.G., Warren Earl, Young Owen

    - CFR: Council on Foreign Relations
    Fu costituito nel 1921 dal gruppo "Round Table" (Tavola Rotonda) ed è anche conosciuto come "l'establishment", "il governo invisibile" o "il ministero degli esteri dei Rockefeller". Oggi questa organizzazione semisegreta è una delle associazioni più influenti negli USA e tutti i suoi soci sono cittadini statunitensi senza eccezioni. Oggi il CFR esercita la propria autorità ferrea sulle nazioni del mondo occidentale, sia direttamente attraverso rapporti con organizzazioni similari, sia attraverso istituzioni come la Banca Mondiale di cui assume la presidenza. Dalla fondazione del CFR, tutti i presidenti americani eccetto Ronald Reagan ne erano stati membri prima della loro elezione. Il vice presidente di Reagan, George Bush ne era membro. Nel 1977 Bush era addirittura direttore del CFR. Il CFR è controllato dal gruppo Rockefeller e vuole attuare l'obiettivo di quest'ultimo, un unico governo mondiale.

    - Teschio e Tibie:
    E' la cerchia più segreta del CFR. I suoi membri lo chiamano semplicemente "l'ordine". Alcuni lo identificano per più di 150 anni come il Locale 322 di una società segreta tedesca. Altri lo chiamano la "fratellanza della morte". L'ordine segreto del Teschio e Tibie fu introdotto all'università di Yale nel 1833 da William Huntington Russel e Alfonso Taft. Russel l'aveva portato a Yale dal suo soggiorno studentesco in Germani nel 1832. Nel 1856 l'ordine fu incorporato nel Russel Trust. Tra l'altro l'ordine costituisce la cerchia ristretta, l'élite, del CFR.
    Dal 1833 Teschio e Tibie è stato dominato dai seguenti imperi di famiglia:
    Rockefeller (Standard Oil)
    Harriman (Ferrovie)
    Weyerhaeuser (Legname)
    Sloane (Commercio al dettaglio)
    Pillsbury (Mulini da grano)
    Davison (J.P.Morgan)
    Payne (Standard Oil)


    - Tavola Rotonda:
    Cecil Rhodes, membro del Comitato dei 300, fondò la "Tavola Rotonda" in Inghilterra il 5 febbraio 1891. Tra i cosi fondatori si furono Stead, Lord Esher, Lord Alfred Milner, Lord Rothschild e Lord Arthur Balfour. L'assetto del gruppo fu -come l'SS di Hitler- copiato dalla Società di Gesù, l'ordine gesuita.
    Il principale obiettivo di questo gruppo fu l'espansione dell'impero britannico nel mondo con l'inglese come lingua universale. In realtà, Rhodes si sforzò di costruire un governo mondiale per il bene dell'umanità, ma il gruppo fu poi infiltrato dagli agenti degli Illuminati.

    - Bilderberger:
    Questa organizzazione segreta fu costituita nel maggio 1954 all' Hotel de Bilderberger a Oosterbeek in Olanda dal Comitato dei Trecento. I Bilderberger sono un gruppo di circa 120 persone dell'alta finanza dell'Europa occidentale, degli USA e del Canada. I loro principali obiettivi sono un governo mondiale per l'anno 2000 e un esercito mondiale sotto l'egemonia dell'ONU. Il gruppo è anche chiamato il "governo mondiale invisibile".
    Un gruppo di consiglieri composto da un comitato di direzione (24 europei e 15 americani) decide chi sarà invitato alle riunioni. Però non tutti i partecipanti sono degli "iniziati". Possono solo rappresentare dei gruppi d'interesse o altre personalità.
    Alcuni dei più importanti rappresentanti internazionali sono o erano:
    Agnelli Giovanni
    Brezinski Zbigniew
    Bush George
    Carrington Lord
    Dulles Allen
    Clinton Bill
    Ford Henry II
    Gonzales Felipe
    Jankowitsch Peter
    Kennedy David
    Kissinger Henry
    Luns Joseph
    Lord Roll of Ipsden
    McNamara Robert
    Martens Wilfried
    Palme Olof
    Reuther Walter P.
    Rockefeller David
    Rockefeller John D.
    Rockefeller Nelson
    Rothschild Edmund de Tindemanns
    Warbug Eric D.
    Warbug Siegmund
    Worner Manfred

    - Commissione Trilaterale:
    Questa organizzazione segreta fu fondata nel giugno 1973 da David Rockefeller e Zbigniew Brezinski per il Comitato dei Trecento, e si mise al lavoro perché le organizzazioni esistenti come l'ONU non portavano avanti la costituzione di un governo mondiale unico in modo abbastanza celere. Ci voleva una spinta. Questa organizzazione elitaria mira a riunire i massimi dirigenti dei giganti industriali e commerciali, cioè delle nazioni trilaterali - gli USA, il Giappone e l'Europa occidentale - per imporre un "Nuovo Ordine Mondiale". L'organizzazione ha circa 200 membri che, al contrario dei Bilderberger, lo sono a vita.
    La Commissione Trilaterale controlla tramite i membri del CFR, l'intera economia degli USA con le lobby per la politica, i militari, il petrolio, l'energia e i media. I membri sono direttori d'azienda, banchieri, agenti immobiliari, economisti, esperti di scienze politiche, avvocati, editori, politici, dirigenti sindacali, presidenti di fondazioni e giornalisti.
    I più importanti:
    Brezinski Zbigniew
    Bush George
    Clinton Bill
    Kissinger Henry
    McNamare Robert
    Rockefeller David
    Rockefeller John D.
    Rothschild Edmund

    - Il Club di Roma:
    E' un gruppo di membri internazionali dell'establishment provenienti da circa 25 paesi (circa 50 persone). Fu fondato ed è finanziato dal clan di Rockefeller dal loro podere a Bellago, in Italia. Ancora una volta il principale obiettivo è un governo mondiale sotto il controllo dell'élite. Il Club di Roma aveva anche elaborato una religione mondiale e adottò l'opinione sbagliata di una crisi energetica e di una sovrappopolazione sulla Terra diffusa dai media. Secondo William Cooper, a quanto pare svilupparono anche il virus dell'AIDS e lo fecero diffondere allo scopo di iniziare il programma di una grande pulizia razziale per il governo mondiale.

    - Le Nazioni Unite: ONU
    Gli orientamenti per la Lega delle Nazioni furono accettati e approvati al congresso dei frammassoni a Parigi il 29/30 giugno 1917. Fu l'inizio della Lega delle Nazioni costituita a Ginevra nel 1919. L'Organizzazione delle Nazioni Unite nacque nel 1945 a San Francisco su quei principi. E' un'istituzione modellata dagli Illuminati, la più grande loggia massonica del mondo, nella quale tutte le nazioni del mondo si uniranno. L'ironia è che, secondo il riassunto delle regole del machiavellismo, punto quattro, nella prefazione, la gente di tutte le nazioni presenti nelle Nazioni Unite chiede ora che questa istituzione risolva tutti i suoi problemi, e che intervenga per far cessare le guerre; benché gli uomini che idearono quell'istituzione siano gli stessi che fomentarono tutte le guerre degli ultimi due secoli.
    In pubblico l'ONU sembra essere un buon amico di tutti quanti che "si occuperà di tutti i problemi". Almeno 47 membri del CFR erano tra i delegati americani fondatori compreso David Rockefeller. L'emblema dell'ONU è chiaramente un simbolo massonico.
    I campi a trentatré gradi del globo dell'ONU rappresentano i trentatré gradi del Rito scozzese della massoneria. Le pannocchie di granturco con tredici chicchi ciascuna su entrambi i lati del globo simboleggiano i tredici gradi della gerarchia degli Illuminati e si riferiscono al numero tredici, che per gli ebrei è il numero che porta fortuna. Il numero tredici è il più importante numero nella frammassoneria e ha vari significati. Gesù ebbe dodici discepoli e lui stesso fu il tredicesimo. Nella Cabala, nella numerologia e con la tredicesima carta dei tarocchi, "la Morte", il tredici significa la trasformazione, l'alchimia, la rinascita, la fenice che risorge dalle ceneri, la consapevolezza dei segreti e perciò la capacità di materializzarsi e di smaterializzarsi, la capacità di creare dall'etere.

  3. #3
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    Predefinito Gli opachi poteri della Trilaterale

    I trent’anni di un’istituzione segreta
    Gli opachi poteri della Trilaterale
    Di Olivier Boiral da «Le Monde Diplomatique» novembre 2003

    Dirigenti delle multinazionali, governanti dei paesi ricchi e sostenitori del liberismo economico hanno rapidamente compreso che dovevano agire di concerto se volevano imporre la propria visione del mondo. Nel luglio 1973, in mondo allora bipolare, David Rockefeller lancia la Commissione trilaterale, che segnerà il punto di partenza della guerra ideologica moderna. Meno mediatizzata del forum di Davos, la Trilaterale è molto attiva, attraverso una rete di influenze dalle molteplici ramificazioni.
    Trent’anni fa, nel luglio 1973, su iniziativa di David Rockefeller, figura di spicco del capitalismo americano, nasceva la Commissione trilaterale. Cenacolo dell’élite politica ed economica internazionale, questo circolo chiusissimo e sempre attivo formato da alti dirigenti ha suscitato, soprattutto ai suoi inizi, molte controversie (1). All’epoca, la Commissione si prefiggeva di diventare un organo privato di concertazione e orientamento della politica internazionale dei paesi della triade (Stati uniti, Europa, Giappone). L’atto costitutivo spiega: «Basata sull’analisi delle più rilevanti questioni con cui si confrontano l’America e il Giappone, la Commissione si sforza di sviluppare proposte pratiche per un’azione congiunta. I membri della Commissione comprendono più di 200 insigni cittadini impegnati in settori diversi e provenienti dalle tre regioni». (2)

    La creazione di questa organizzazione opaca in cui a porte chiuse e al riparo da qualsiasi intromissione mediatica si ritrovano fianco a fianco dirigenti di multinazionali, banchieri, uomini politici, esperti di politica internazionale e universitari, coincideva all’epoca con un periodo di incertezza e turbolenza della politica mondiale. La direzione dell’economia internazionale sembrava sfuggire alle élite dei paesi ricchi, le forze di sinistra apparivano potenti, soprattutto in Europa, e la crescente interdipendenza delle questioni economiche chiamava le grandi potenze a una cooperazione più stretta. Rapidamente, la Commissione trilaterale si impone come uno dei principali strumenti di questa concertazione, attenta al tempo stesso a proteggere gli interessi delle multinazionali e a «chiarire» attraverso le proprie analisi le decisioni dei dirigenti politici. (3)

    Come i re filosofi della città platonica, che contemplavano il mondo delle idee per infondere la loro trascendente saggezza nella gestione degli affari terrestri, l’élite che si riunisce all’interno di questa istituzione molto poco democratica si adopera nel definire i criteri di un «buon governo» internazionale.
    Veicola un ideale platonico di ordine e controllo, assicurato da una classe privilegiata di tecnocrati che mette la propria competenza e la propria esperienza al di sopra delle profane rivendicazioni dei semplici cittadini: «La cittadella trilaterale è un luogo protetto dove la techné è legge – commenta Gilbert Larochelle. E dove sentinelle dalle torri di guardia vegliano e sorvegliano. Ricorrere alla competenza non è affatto un lusso, ma offre la possibilità di mettere la società di fronte a se stessa. Il maggio benessere deriva solo dai migliori che, nella loro ispirata superiorità, elaborano criteri per poi inviarli verso il basso». (4)
    All’interno di questa oligarchia della politica internazionale, le cui riunioni annuale si svolgono in varie città della triade, i temi vengono dibattuti in una discrezione che nessun media sembra più voler disturbare. Essi sono oggetto di rapporti annuali (The Trialogue) e di lavori tematici (Triangle Papers) realizzati da équipes di esperti americani, europei e giapponesi scelti molto accuratamente. Questi documenti pubblici, regolarmente pubblicati da circa trent’anni, mostrano l’attenzione che la trilaterale rivolge ai problemi globali che trascendono le sovranità nazionali, come la globalizzazione dei mercati, l’ambiente, la finanza internazionale, la liberalizzazione delle economie, la regionalizzazione degli scambi, i rapporti Est- Ovest (all’inizio), il debito dei paesi poveri.

    Contro «gli eccessi della democrazia»
    Gli interventi ruotano intorno ad alcune idee fondanti, ampiamente riprese dalla politica. La prima è la necessità di un «nuovo ordine internazionale». Il quadro sarebbe troppo angusto per trattare grandi questioni mondiali la cui «complessità» e «interdipendenza» vengono continuamente riaffermate. Un’analisi del genere giustifica e legittima le attività della Commissione che è sia un osservatorio privilegiato sia il capomastro di questa nuova architettura internazionale.
    In tal senso gli attentati dell’11 settembre hanno fornito una nuova occasione di ricordare, durante l’incontro di Washington nell’aprile del 2002, la necessità di un «ordine internazionale» e di una «risposta globale» a cui sono esortati a partecipare i più importanti dirigenti del pianeta sotto l’egidia statunitense. Alla già citata riunione annuale della trilaterale erano presenti Colin Powell (segretario americano) Donald Rumsfeld (segretario alla difesa) Richard Cheney (vicepresidente) e Alan Greenspan (presidente della Federal Reserve). (5)

    La seconda idea fondante, che trae origine dalla prima, è il ruolo tutelare della triade, in particolare degli Stati uniti, nella riforma del sistema internazionale. I paesi ricchi sono invitati ad esprimersi con una sola voce e a unire i propri sforzi in una missione destinata a promuovere la «stabilità» del pianeta grazie alla diffusione del modello economico dominante. Le democrazie liberali sono il «centro vitale» dell’economia, della finanza e della tecnologia. Un centro che gli altri paesi dovranno integrare accettando l’ordine che esso si è dato. L’unilateralismo americano sembra tuttavia aver messo a dura prova la coesione dei paesi della triade, i cui dissidenti si esprimono nei dibattiti della Commissione. Nel suo discorso del 6 aprile 2002, durante la già citata riunione, Colin Powell ha quindi difeso la posizione americana sui principali punti di disaccordo con il resto del mondo, ovvero rifiuto di firmare gli accordi di Kyoto, opposizione alla creazione di una Corte penale internazionale, analisi dell’«asse del male», intervento americano in Iraq, appoggio alla politica israeliana, e via dicendo.
    L’egemonia delle democrazie liberali rafforza la fede nelle virtù della globalizzazione e della liberalizzazione delle economie espressa dal pensiero della trilaterale. La globalizzazione finanziaria e lo sviluppo degli scambi internazionali sarebbero al servizio del progresso e del miglioramento delle condizioni di vita di un gran numero di persone. Ma esse presuppongono la rimessa in causa delle sovranità nazionali e la soppressione delle misure protezioniste.

    Questo credo neoliberista è dunque spesso centro dei dibattiti.
    Durante l’incontro annuale dell’aprile 2003 a Seul è stata trattata in particolare la questione dell’integrazione economica dei paesi del Sud-Est asiatico e della partecipazione della Cina alle dinamiche della globalizzazione. Le riunioni dei due anni precedenti avevano dato occasione al direttore generale dell’Organizzazione mondiale per il commercio (Wto) Mike Moore di professare devotamente le virtù del libero scambio. Moore, dopo aver ricoperto di improperi il movimento anti-globalizzazione, aveva dichiarato che era «imperativo tenere a mente ancora e sempre quelle prove schiaccianti che dimostrano che il commercio internazionale rafforza la crescita economica». (6)

    La tirata del direttore del Wto contro i gruppi che reclamano una globalizzazione diversa – chiamati «e-hippies» - sottolinea la terza caratteristica fondante della trilaterale: l’avversione per i movimenti popolari, che si era espressa nel celebre rapporto della Commissione sul governo delle democrazie redatto da Michel Crozier, Samuel Huntington e Joji Watanuki (7). Questo rapporto, del 1975, denunciava gli «eccessi della democrazia», espressi secondo gli autori dalle manifestazioni di contestazione dell’epoca. Manifestazioni che, un po’ come oggi, mettevano in causa la politica estera degli Stati uniti (ruolo della Cia nel golpe cileno, guerra del Vietnam) ed esigevano il riconoscimento di nuovi diritti sociali. Il rapporto provocò all’epoca molti commenti indignati che si scatenarono contro l’amministrazione democratica del presidente James Carter, essendo stato egli stesso un membro della trilaterale (come più tardi il presidente Clinton). (8)
    Dall’inizio degli anni ’80, l’attenzione della stampa per questo tipo di istituzioni sembra essersi rivolta più che altro su incontri meno chiusi e soprattutto più divulgabili tramiti i media, come il Forum di Davos. L’importanza delle questioni dibattute nell’ambito della trilaterale e il livello di coloro che in questi ultimi anni hanno partecipato alle sue riunioni sottolineano però la sua persistente influenza. (9)

  4. #4
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    Exclamation I Mondialisti all'attacco del trono di Sua Maestà

    I Mondialisti all'attacco del trono di Sua Maestà
    di Mauro Bottarelli - tratto da "La Padania" 17 giugno 2003

    La regina d'Inghilterra non può più essere a capo della Chiesa anglicana?
    La proposta choc avanzata dalla potente Fabian Society, società para-massonica laburista per riformare in senso multiculturale la monarchia

    Signore e signori, i grembiulini hanno deciso: la Regina Elisabetta non può più essere capo della Chiesa anglicana.
    Non importa che questa prerogativa sia propria dei monarchi britannici dal 1533, ovvero da quando Enrico VIII diede vita alla scisma con la Chiesa di Roma come reazione al diniego vaticano di sciogliere il suo matrimonio con Caterina D’Aragona: gli illuminati hanno deciso, con l’approvazione del vescovo di Woolwich, che nella moderna società multiculturale il ruolo religioso sia anacronistico e, soprattutto, che rischi di essere discriminante nei confronti dei sudditi di diverso credo da quello anglicano. A lanciare quella che si palesa come qualcosa di più serio e inquietante di una semplice proposta è stata la Fabian Society, l’influente e potentissima organizzazione della sinistra intellettuale britannica che è tra i fondatori storici del partito laburista.
    Gente non solo perbene, questa della Fabian Society, ma una vera e propria elite mondiale di banchieri, docenti universitari, economisti, con ramificazione e adepti anche in Italia.
    È noto, per esempio, quanto il professor Romano Prodi sia vicino, per formazione e rapporti, ad ambienti finanziari anglo-americani, in particolare alla London school of economics. Bene, questo prestigioso istituto di formazione finanziaria era nato, nell’alveo di un'altra organizzazione, la Fabian Society appunto, insieme alla Round Table. Alla stessa area di influenza può essere riportato anche un gruppo assai vicino a Prodi, quello del Mulino.
    L'associazione bolognese di cultura, infatti, nel 1965 era stata tra i fondatori, con il centro studi Nord-Sud e la Fondazione Olivetti, dell’Istituto affari internazionali, promosso da Altiero Spinelli come filiazione italiana del Royal Institute of International Affaires (RIIA).
    L'idea del RIIA era nata a Parigi nel 1919, durante la Conferenza della pace, quando il colonnello Edward House, plenipotenziario del presidente Woodrow Wilson, aveva riunito all’Hotel Majestic un gruppo di delegati anglofoni suoi confratelli della Round Table. Tra loro, oltre a Bernhard Berenson, gran protettore di quel Markevic ritenuto da molti l’occulto intermediario del caso Moro, c’era anche lord Esme Howard, il dominus rector di quel Palazzo Caetani attorno al quale ruotano tutti gli enigmi riguardo il rapimento e l’uccisione dello statista democristiano. Principale credo della Fabian Society è la sinarchia, cioè l’idea di un Governo mondiale. Di questo pensiero si trovò una sistematica esposizione in un documento segreto venuto alla luce nel 1935: si intitolava Pacte Synarchique ed enunciava i principi e la strategia per diffondere, in tappe successive, l’Ordine nuovo in tutto il mondo. La gradualità come elemento decisivo per il compimento di un progetto così ambizioso e globale era stata messa a punto proprio dalla Fabian Society, che prese il nome da Quinto Fabio Massimo il Temporeggiatore e puntò molto sulla formazione: la già citata London school of economics fu una sua creazione e divenne modello per molte università, tra le quali la statunitense Harvard.
    Una volta inquadrati i soggetti si capisce come la notizia, riportata ieri solo dal quotidiano La Stampa, assuma una valenza che trascende i limiti del mero studio politico-sociologico. Il dossier di imminente pubblicazione, intitolato “Il futuro della monarchia”, infatti, va a colpire una questione cardine: l’idea che non possano più avere diritto di cittadinanza, nel mondo del nuovo ordine mondiale, concetti come tradizione e identità.
    Lungi da noi il voler difendere prerogative teocratico-nobiliari o l’istituzione stessa della monarchia, britannica o meno, appare però chiaro che la Fabian Society abbia atteso il momento giusto per lanciare un sasso nello stagno già agitato dalle aperture liberali proprio del principe Carlo che nel 1994 aveva promesso che avrebbe cambiato il giuramento tradizionale pronunciato dal monarca al momento dell’incoronazione: “Difensore delle fedi, anziché difensore della fede”, cioè del cristianesimo. Di più, ai suoi fidi aiutanti l’erede al trono degli Windsor ha detto che vorrebbe essere incoronato nel corso di una cerimonia multi-religiosa, in contrasto con l’incoronazione inequivocabilmente anglicana scelta da sua madre cinquant’anni fa. Non stupisce, alla luce di tutto questo, il fatto che la regina punti per la sua diretta successione all’incoronazione del primogenito di Carlo, William, al trono di Inghilterra al posto del padre, tra l’altro compromesso a livello di protocollo dalla relazione con Camilla Parker Bowles. Un progetto come quello della Fabian Society significherebbe, nei fatti, spianare la strada al trono britannico ad appartenenti a qualsiasi fede o anche a non credenti: significa, in una parola, distruggere secoli di storia, l’intero impianto della società britannica fondato sull’establishment. Oltretutto in un momento in cui l’uomo in cui la Fabian Society aveva creduto per il riscatto del Labour, ovvero il premier Tony Blair, sta varando una politica restrittiva e di tolleranza zero verso l’immigrazione clandestina, arrivando a chiedere l’istituzione di centri di raccolta al di fuori dei confini dell’Ue e disincentivando l’arrivo di nuovi profughi con normative draconiane.
    “Disestablishment”, ecco la parola d’ordine dei fabiani: ovvero muoversi nell’ottica di un riallineamento delle percezioni sociali e dei valori da parte dell’opinione pubblica, una campagna alla base della quale è sottesa l’argomentazione di un livellamento al ribasso dei cardini della società mascherata invece da ampliamento egualitaristico della rappresentanza.
    In una parola, nel fatto specifico, far giungere al popolo britannico il messaggio che la religione non conta più, divenendo orpello, inclinazione, alla stregua delle scelte nel vestire o nel mangiare: il re o la regina di Inghilterra potranno essere musulmani, ebrei, sikh o induisti esattamente come potranno essere astemi o vegetariani o miopi. Un progetto chiaro che corre di pari passo con la limitazione, in attesa della totale eliminazione, delle sovranità nazionali in nome di un governo superiore, transnazionale e fondato su ideali che rompono con la tradizione: in primis quella religiosa, destinata a essere soppiantata da un sincretismo omologatore figlio legittimo della sinarchia fabiana e di questa relazione sul futuro della monarchia.
    Un futuro che ci riguarda, tutti, più di quanto sembri leggendo distrattamente la pagina di esteri di un quotidiano

  5. #5
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    Predefinito Società multietnica: Ecco il Superuomo!!

    III. Psichiatri e Massoni. L'ala britannica

    Le unioni miste "del nero e del tipo caucasico danno luogo ad ogni sorta di organismi disarmonici. Mettendo un poco della mente dell'uomo bianco nel mulatto, non solo lo si rende più capace e ambizioso (non ci sono casi accertati di negri puri saliti a qualche eminenza), ma si accresce il suo scontento e si crea un'ovvia ingiustizia continuando a trattarlo come un africano purosangue. Il nero americano è turbolento a causa del sangue bianco americano che è in lui". Queste righe - che implicano approvazione per la segregazione razziale - suscitarono a loro tempo qualche scalpore, perché a scriverle era un famoso liberal dell'estabhshment britannico: il biologo Julian Huxley. Nipote del primo editore di Darwin, e fratello dello scrittore (e sperimentatore di droghe) Aldous Huxley, Julian scriveva di ritorno da un viaggio in Usa compiuto nel 1924 (Julian Huxley, America Revisited – The Negro Problem, sullo Spectator del 29 novembre 1924). Lí aveva avuto occasione di approvare le teorie razziali di Charles Davenport, allora presidente della International Federation of Eugenics Organizations: l'ente angloamericano (era stato fondato nel 1925 presso la Royal Society di Londra) che nel 1932 avrebbe eletto suo nuovo presidente il genetista del Terzo Reich, Ernst Ruedin. Julian Huxley non rinnegò mai le sue idee eugenetiche. Il 6 settembre 1930, sulla Weekend Rewiew, prese le parti del Comitato per la Legalizzazione della Sterilizzazione: "La causa della sterilizzazione di certe classi di persone anormali o difettose mi sembra invincibile". Nel 1929, secondo la Eugenics Society (Mental Deficiency Committec) di Londra, il numero di tali "difettosi", nella sola Inghilterra, era valutabile a 300 mila, tutti candidati alla castrazione. Inutile dire che Julian Huxley era membro rilevante della Eugenics Society, di cui fu presidente ancora nel 1962.
    ENTRA MONTAGU NORMAN
    Difficile dire se "nonostante" le sue idee, o piuttosto grazie ad esse, Julian Huxley sia stato elevato alla carica di direttore generale dell'Unesco, che ricoprí dal 1946 al 1948. Fatto sta che proprio nel 1948 l'Unesco e l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) diedero il loro patronato ad un eccezionale International Congress on Mental Health, che si tenne presso il Ministero della Sanità britannico. Il congresso diede vita alla Federazione Mondiale della Salute Mentale (World Federation for Mental Health); ma, come scrisse la coordinatrice della delegazione statunitense Nina Ridenour, "la World Federation for Mental Health è stata creata su raccomandazione dell'Oms e dell'Unesco, perché questi organi delle Nazioni Unite abbisognavano di un'organizzazione nongovernativa con cui cooperare"( "Poiché gode dello status consultivo presso le Nazioni Unite e diverse delle sue agenzie specializzate, la World Federation for mental Health è in grado di influire su alcune decisioni dell'Onu e su alcuni suoi programmi": Nina Ridenour, Mental Health in the U.S.A Fifty Years History, citata da Anton Chaitkin, British Psychiatry... EIR, 7 ottobre 1994, p.34). Assistiamo qui alle motivazioni che fanno nascere le entità a cui l'Onu riconosce lo status di "Organizzazioni non-Governative" (Ong): si tratta di gruppi di pressione o lobbies, in apparenza nati dal basso per promuovere rivendicazioni ed esigenze che si pretendono "popolari" e "di massa", ma che l'Onu, o gli oligarchi che le hanno create, sono ben lieti di accogliere. Ad esempio l'organizzazione ecologista Greenpeace, e il Population Council fondato dai Rockefeller, sono Ong; e in molti casi possono condurre le loro campagne a nome e sotto l'egida (e con i fondi) dell'Onu.
    Di fatto, la World Federation for Mental Health era emanazione diretta di un'associazione britannica dal nome simile, la National Association for Mental Health. E questa era stata fondata da un personaggio in cui non si sospetterebbero interessi per la psichiatria, se non forse perché era egli stesso uno psicolabile: Norman Montagu, governatore della Banca d'Inghilterra. Ciclotimico, occultista, teosofo e massone (Sui riti "muratori" di Montagu Norman, cfr. Geminello Alvi, Dell'estremo Occidente, M.Nardi, Firenze, 1993, p.161), Norman Montagu era stato protagonista delle svolte cruciali del secolo, dalla crisi del 1929 (aggravata dall'ostinazione di tener sopravvalutata la sterlina da parte della Banca Centrale britannica) fino ai conciliaboli dei supercapitalisti angloamericani con Hjalmar Schacht, governatore della Reichsbank e autore del "miracolo economico" nazista, grazie anche ai finanziamento della City e di Wall Street. Nel 1929 i responsabili della Federal Reserve, più i rappresentanti della Guaranty Trust, Royal Dutch Shell, J.D.Rockefelier e altri banchieri privati s'incontrarono con Schacht a New York, dove decisero investimenti e finanziamento nella Germania sfiancata dai debiti di guerra. Un altro incontro, nel 1931, vide la partecipazione di Montagu Norman. In seguito, anche dopo la salita al potere di Hitler, Schacht rivide Norman nella residenza londinese di quest'ultimo, Thorpe Lodge. Ma nel 1944, in piena guerra, Sir Norman si dimise dalla Banca d'Inghilterra; nello stesso anno fondò la Associazione Nazionale per la Salute Mentale. Come tesoriere, Montagu Norman scelse Otto Niemeyer, che era stato suo assistente alla Banca; come segretario generale Mary Appleby, sua nuora, che aveva lavorato nella sezione tedesca del Foreign Office; come presidenti scelse Richard A. Butler, che era stato vice di Lord Halifax, il ministro britannico degli Esteri nel governo di Neville Chamberlain, notorio per la sua aperta simpatia verso il Terzo Reich. E come chairman dell'Associazione, insediò il genero di lord Halifax, il conte di Feversham. Strana "Associazione per la Salute Mentale" davvero, quella a cui si dedicarono alcuni dei massimi esponenti della finanza e della politica estera britannica, tutti più o meno catalogabili come filo-nazisti. Ma qui, forse, si sfiora un lato fra i più occultati della recente storia inglese. Il Rito Scozzese Antico e Accettato (la Massoneria Azzurra o britannica) ha tradizionalmente come Gran Maestro - riconosciuto dagli adepti di tutto il mondo - un fratello della regina d'Inghilterra. Oggi, è il Duca di Kent. Nel 1934, quando il Rito Scozzese americano cominciò a finanziare le sue strane ricerche sulla schizofrenia, "Gran Maestro della Gran Loggia Madre dei Massoni del Mondo" era il duca di Connaught, fratello del principe Alberto, marito della regina Vittoria. Tedesco d'origine (della famiglia Coburgo), il duca di Connaught aveva ospitato nella sua casa un adolescente di nome Joachim Von Ribbentrop, con cui mantenne strettissimi rapporti anche quando Ribbentrop divenne ambasciatore nazista nel Regno Unito e poi ministro degli Esteri di Hitler. E attorno al duca di Connaught si radunò quel gruppo di aristocratici che nell'anteguerra propugnavano un'alleanza con il Terzo Reich, di cui furono esponenti di spicco il principe Edoardo (il futuro Edoardo VIII, zio della regina Elisabetta, costretto all'abdicazione per le sue tendenze nazisteggianti) e il famigerato lord Halifax.
    SPIE IN CAMICE BIANCO
    Nel 1948, la National Association for Mental Health di Montagu Norman indisse dunque a Londra il grande Congresso Internazionale sulla Salute Mentale. Sotto l'alto patronato della Duchessa di Kent, vedova del Gran Maestro del Rito Scozzese (carica che tenne dal 1939 al 1942) e madre del futuro Gran Maestro (dal 1967 ad oggi), il Congresso vide la partecipazione di personaggi famosi: Julian Huxley; l'antropologa americana Margaret Mead, che fu la relatrice d'apertura; Carl Gustav Jung. Vi intervenne Winfred Overholser, capo della delegazione americana e alto esponente del Rito Scozzese statunitense, direttore a Washington della clinica psichiatrica St. Elizabeth. Non mancarono lord Thomas J. Horder, medico di Edoardo VIII, presidente della Eugenics Society e della Anglo-Soviet Public Relations Association; il dottor Alfred E.Tredgold, membro del Committee for Sterilization presso il Ministero della Sanità; gli psichiatri Cyril Burt e Hugh Crichton-Miller, esperto di ricerche sul paranormale il primo, vicepresidente dell'Istituto "C.G.Jung" a Zurigo il secondo, entrambi fondatori dell'Istituto Tavistock di Londra. Ecco un nome interessante. Come ho avuto altrove l'occasione di scrivere, l'Istituto Tavistock, "formalmente clinica di ricerca psichiatrica è stato il laboratorio della guerra psicologica per l'armata britannica durante la seconda guerra mondiale" (Cfr. il mio In Bosnia come in Libano: guerre programmate dagli psichiatri su Studi Cattolici n.391, settembre 1993, p.545.). L'oggetto degli studi più accaniti del Tavistock in questi ultimi anni è la creazione di "salti di paradigma" (paradigm shifts), ossia del mezzo per indurre nelle società valori "nuovi", attraverso eventi traumatici collettivi (turbulent environments). Ad esempio, un ciclo di conferenze tenute al Tavistock nel 1989 aveva come tema il seguente: Il ruolo delle Organizzazioni non Governative nell'indebolire gli Stati Nazionali. Ebbene, fra i partecipanti al congresso sulla Salute Mentale che Montagu Norman volle a Londra nel 1948, spiccano personaggi le cui ricerche psichiatriche (o sul funzionamento della mente) si svolgono in gran parte nell'ambito di programmi militari, o politico-militari. A cominciare dall'uomo che nel1948 fu eletto presidente della World Federation for Mental Health: lo psichiatra - e generale di brigata britannico in servizio – John Rawlings Rees. Che è stato anche direttore dell'Istituto Tavistock. Ma anche il dottor Overholser, il massone a capo della delegazione statunitense, aveva un curriculum militare di tutto rispetto. Nel 1943 presiedeva, all'interno dell'Office for Strategic Services (OSS, che nel dopoguerra diventerà la Cia) un comitato per la ricerca di "sieri della verità", ossia di sostanze psicotrope in grado di annullare i freni inibitori, da usare negli interrogatori dei prigionieri: Overholser somministrò l'allucinogeno mescalina a vari soggetti-cavia; e nella sua clinica St. Elizabeth cominciò dagli anni'50 a provare la marijuana come mezzo per "sciogliere la lingua" a reclute della U.S. Army, probabilmente allo scopo di identificare soggetti sovversivi. Quanto a Margaret Mead - succeduta al generale Rees alla presidenza della World Federation of mental Health nel 1956 - ebbe una parte poco chiara nel colossale programma della CIA denominato MK Ultra.
    Nel 1943, la Rockefeller Foundation aveva creato in Canada (dunque in territorio britannico) una clinica, lo "Allen Memorial Institute", collegata alla McGill University di Montreal: a capo del servizio psichiatrico fu posto Donald E. Cameron, uno psichiatra scozzese che divenne notorio, e non in senso positivo, quando agghiaccianti particolari sugli esperimenti MK Ultra cominciarono a trapelare, provocando una rivolta dell'opinione pubblica americana: Cameron era specialista nell'indurre nei suoi pazienti (o vittime) il sonno per mezzo di droghe, per poi svegliare con l'elettroshock. Lo stesso Cameron provò il curaro nell'ambito delle ricerche che interessavano la Cia. Lo Army Chemical Center invece finanziò, sempre nel quadro del MK Ultra, le ricerche con l'LSD di Paul Hoch, uno psichiatra - e alto grado del Rito Scozzese - che aveva collaborato con l'eugenista tedesco filonazista Franz Kallmann negli studi sulla schizofrenia sponsorizzati dal Rito Scozzese americano (Franz J.Kallmann,The Genetics of Schizophrenia: a Study of Heredity and Reproduction in the Families of 1087 Schizophrenics, New York, 1938.Kallmann aveva cominciato le sue ricerche in Germania sotto l'eugenista del Terzo Reich Ernst Ruedin, ma nel 1935, identificato come "mezzo ebreo", aveva dovuto emigrare negli USA.Trpvò impiego al New Yprk Psychiatric Institute,il cui direttore, Nolan D.C.Lewis,era un adepto del rito scozzese). Anche Robert hanna felix, il "33°" fondatore (per conto del Rito Scozzese) del National Institute of mental Health, fu coinvolto nello scandalo MK Ultra per esperimenti di "lavaggio del cervello", insieme al suo allievo Harris Isbell, che per la Cia aveva condotto sperimentazioni illegali con droghe su tossicomani negli nel suo Addiction Research Center di Lexington (Kentucky).
    L'ESPERIMENTO MK ULTRA
    Infine, al principio degli anni'60, le rivelazioni di stampa sulle vittime del MK Ultra costrinsero ad interrompere il programma. Fu condotta un'inchiesta, che non portò a nulla. Non a caso: a capo dell'apposita Commissione senatoriale era stato messo Nelson Rockefeller. La Commissione Rockefeller chiuse i suoi lavori nel 1975. Ma già dal 1961 il "33°" Robert H. Felix aveva radunato i principali ricercatori del MK Ultra sotto l'ombrello di una nuova istituzione dal nome rispettabile: l'American College of NeuroPsycopharmacology.
    Nel 1967 - albeggiava già la contestazione permanente, il culto giovanile delle droghe, l'età dei "figli dei fiori" - il College tenne un congresso ("Effetti dei farmaci psicotropi sugli umani normali"), la cui relazione introduttiva spettò a due ex attori del MK Ultra: Wayne O.Evans, psichiatra militare, direttore dell'U. S. Army Stress Laboratory di Natik (Massachusetts), e Nathan Kline, un eugenista della Columbia University, studioso del voodoo haitiano. L'incipit della loro relazione rivela, con una chiarezza abbagliante, il vero motivo per cui le oligarchie finanziarie hanno per tanto tempo finanziato le ricerche psichiatriche: "L' attuale ventaglio di psicofarmaci sembrerà quasi banale quando lo paragoniamo al possibile numero di sostanze chimiche che saranno disponibili per il controllo di aspetti selettivi della vita umana nel Duemila. La cultura americana muove verso una "società sensata". L'accento vien posto sempre più sull'esperienza sensoriale e sempre meno su filosofie razionaliste o orientate al lavoro. Tale visione filosofica, unita ai mezzi per separare il comportamento sessuale dalla riproduzione, intensificherà senza dubbio la libertà sessuale.
    "Sembra ovvio che la gioventù di oggi non ha più paura delle droghe o del sesso. Ancora, i filosofi e gli opinionisti d'avanguardia propugnano l'esperienza sensoriale personale come la raison d'etre della prossima generazione. Stiamo andando verso un'era, in cui un lavoro significante sarà possibile solo per una minoranza: in quell'era, afrodisiaci chimici saranno accettati come un mezzo comune di occupare il tempo.
    "Se noi accettiamo la posizione che l'umore dell'uomo, le sue motivazioni ed emozioni, sono riflessi dello stato neurochimico del cervello, allora i farmaci possono fornire il mezzo semplice, rapido e pratico di produrre qualunque stato neurochimico desideriamo.
    "Più presto smetteremo di confondere le affermazioni scientifiche e quelle morali sull'uso delle droghe, e più presto potremo razionalmente considerare i tipi di stati neurochimici che vogliamo diventar capaci di fornire alla gente".

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    Predefinito La massoneria governa l'Europa

    La massoneria governa l'Europa
    di Mauro Bottarelli da "La Padania"

    Francia, il Gran Maestro alza il velo sui retroscena della potente lobby
    Di dubbi ne avevamo veramente pochi, ora anche quei residui scrupoli culturali che restavano sono stati spazzati via. La massoneria non solo esiste ed è attivissima, ma non fa nemmeno più mistero del potere di intervento di cui gode nell’ambito politico internazionale. A confermare tutto, alla faccia di chi vede nella lotta alla massoneria soltanto l’esercizio di stile un po’ paranoico di estremisti o amanti del complottismo, ci ha pensato Alain Bauer, grande maestro del Grande Oriente di Francia (GODF), in una lunga intervista pubblicata sul numero del 12 dicembre scorso del settimanale Le Nouvel Observateur. Il lungo botta e risposta, una sorta di manifesto per la massoneria in epoca di globalizzazione, non lasciava spazio agli interrogativi nemmeno nel titolo scelto: “Ecco chi siamo veramente”. E vediamolo, quindi, chi sono e cosa vogliono questi attivissimi grembiulini francesi. Dopo aver definito Chirac «un uomo piuttosto filo-massone, nonostante mantenga tutte le contraddizioni dell’individuo», Bauer getta la maschera e svela gli ultimi interventi di cui la massoneria si è resa protagonista in ambito politico internazionale. Alla domanda su come valutasse la nuova Europa e la nascita della Costituzione europea, Bauer risponde candidamente: «Se all’interno dei testi riguardanti l’Unione europea non si pone più la questione di introdurre il concetto di eredità cristiana questo non è un caso, poiché i massoni fanno quel che c’è da fare. La massoneria a per vocazione la tendenza ad intervenire su un certo numero di argomenti: ecco la nostra posizione, voi fate come volete ma questa è la nostra posizione! Anche in bioetica è così: noi siamo per la libertà assoluta per la ricerca scientifica, contro tutti i divieti morali». Ecco dunque l’ammissione della presenza, in sede di politica comunitaria, di un potente lobby massonica in grado di influenzare ad altissimo livello le decisioni degli organismi di vigilanza e di indirizzo. A Bruxelles comandano i grembiulini, a quanto sembra con buona pace di Prodi e di tutti gli eurocrati intenti a gonfiare il petto di fronte alla grandezza e all’autonomia del progetto europeo. Bauer prosegue mettendo in evidenza che «le riflessioni della loggia sono determinanti sulle decisioni politiche» e lanciando un altro segnale di chiarezza cristallina. «La massoneria è favorevole all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea anche per la massoneria considera da sempre la Turchia come Europa»: l’intervista è stata pubblicata il 12 dicembre, quindi prima del vertice di Copenhagen e dello slittamento al 2004 dell’avvio dei colloqui con Ankara, ma ugualmente appare inquietante come i poteri occulti avessero già deciso il loro piano d’azione. Prepariamoci, quindi, a qualche colpo di coda da qui al maggio 2004. Il lungo testo pubblicato dall’Observatour è un pozzo di conoscenza: si scopre, ad esempio, che «molte associazione che lottano contro la globalizzazione come Attac (gli amici d’Oltralpe di Casarini e soci) o la Confédération paysanne di José Bovè vedono al loro interno molti nostri fratelli»: giudicate voi, se ancora avevate dei dubbi, la bontà della spirito anti-mondialista del cosiddetto “movimento dei movimenti”. Di più: «Bernard Cassen (fondatore e leader di Attac) è regolarmente invitato dalle loggie del Grande Oriente, da noi è sempre il benvenuto. Molti nostri fratelli stanno con José Bové: certamente non per smontare i Mc Donald’s!». Servi dei poteri forti e dei massoni, altro che rivoluzionari: burattini di cui il potere si serve per creare paura nella gente - spingendola inconsciamente a ritenere la globalizzazione il male minore - e contemporaneamente agenti di legittimazione democratica del modello di sviluppo imposto da grembiulini e banchieri. L’esistenza dei no-global, il loro poter sfilare e parlare (oltre che distruggere e saccheggiare), dimostra infatti al circo mediatico come l’attuale assetto politico sia foriero di tutele democratiche e di rappresentanza per tutti. I grembiulini stanno costruendo sopra le nostre teste un continente a misura di massone: laicismo estremizzato volto a svuotare d’ogni senso morale la persona, distruzione di qualsiasi eredità religiosa, libertà di ricerca finalizzata alla creazione artificiale della vita umana, derubricazione di ogni sovranità popolare in nome di un mondo governato dagli “illuminati”. Il tutto con la complicità appassionata dei “no global”.

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    Predefinito L’uomo deriva davvero dalla scimmia?

    L’uomo deriva davvero dalla scimmia?
    di Francesco Sabato
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    Può una teoria scientifica divenuta ormai un assioma della civiltà essere soltanto una menzogna ingigantita?
    Questo è quello che sostiene ormai parte degli scienziati americani che insiste nel mettere in discussione la teoria di “una delle più grandi menti della storia”. A sostenere la loro tesi, la scoperta ad Atapuerca in Spagna, del fossile di un uomo dotato a tutti gli effetti delle caratteristiche dell’uomo sapiens sapiens (quello che in questo istante sta leggendo l’articolo), risalente a “soli” 780 mila anni fa, quindi predecessore del meno evoluto uomo di Neanderthal estinto solo da 25 mila anni. E’ curioso il fatto che, gli arditi sostenitori dell’evoluzionismo Darwiniano, abbiano inventato un categoria appositamente per lui chiamata Homo Antecessor (vedi foto in basso).


    Certo non era una bellezza,ma il suo organismo era identico al nostro.
    Riproduzione in cera nel museo di Atapuerca in Spagna.

    E’ nota inoltre, la presenza, nell’ organismo degli esseri viventi, di enzimi cosiddetti “riparatori” che impediscono mutamenti nella struttura del DNA. Quando questi ultimi non riescono ad effettuare il loro lavoro danno vita a organismi che hanno, sempre e comunque, minori attitudini alla vita. L’evoluzionismo dunque, sostenendo che nell’acido desossiribonucleico avvengano continue mutazioni accidentali, altro non fa se non attaccare l’operato di questa “povera classe lavoratrice senza sindacato”.
    Molte specie viventi infine non avrebbero mai potuto sopravvivere a delle evoluzioni, come nel caso del Picchio, la cui lingua ruota attorno al cranio per poi tornare nel becco. Un’ evoluzione di questa per gradi, non avrebbe mai potuto permettere al suo bisnonno di ingoiare il cibo.
    Non sarebbe saggio giungere a conclusioni affrettate, dando con leggerezza un giudizio sulla veridicità o meno dell’evoluzionismo è tuttavia facile comprendere perché la teoria in questione abbia riscosso così tanto successo: basta porre l’attenzione sul contesto storico in cui essa è nata. Guarda caso, essa prende piede proprio durante gli anni che accompagnano i moti rivoluzionari del ’48, che abbatterono la monarchia orléanista e instaurarono un governo repubblicano. In questo periodo, ai grandi manovratori delle masse, che avevano solo da guadagnare dalla caduta del regime monarchico, poteva dimostrarsi utilissimo attaccare la Chiesa minando le sue basi con teorie in grado di mettere in discussione la stessa “parola del Signore”. Ricordiamo che l’investitura del sovrano avveniva per mano del Pontefice, massimo rappresentante di Dio sulla terra.
    Esistono comunque documenti, “attualmente” considerati un falso storico, che accennano al successo artificiale delle teorie di Darwin ed al loro impatto devastante sulla società.
    Una cosa è certa l’informazione veniva, viene e verrà sempre manipolata, che ci si trovi in un regime totalitario o democratico, sta ad ogni individuo andare oltre la bellezza dei colori di un televisore o alla maestosità delle parole dei giornali, mobilitandosi per la ricerca della verità.

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    Predefinito 11 settembre? Colpo di Stato!!!!!!!

    Intervista al giornalista Maurizio Blondet
    Marcello Pamio - www.disinformazione.it

    Maurizio Blondet: giornalista de l'Avvenire, autore di numerosi libri, tra cui: "I nuovi barbari. Gli Skinheads parlano", "Cronache dell'anticristo (1666-1999)", "L'uccellosauro ed altri animali. La catastrofe del darwinismo", "11 settembre: colpo di stato in USA" e "Chi comanda in America", editi da Effedieffe.

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    D: Dopo aver letto i suoi due ultimi libri-denuncia: "11 settembre: colpo di stato in USA" e "Chi comanda in America", mi sono chiesto se la loro pubblicazione fosse stata causa di pressioni e/o intimidazioni. E' così?
    Glielo chiedo perché, dopo aver messo in Rete alcuni articoli sulle tematiche anche da lei trattate, siamo stati bersaglio di e-mail molto minacciose!

    R: Lasciamo perdere questo argomento!!! Ci sono molti modi di emarginare un giornalista senza attaccarlo direttamente, ma passandogli "sopra".

    ---------

    D: Parlare di "causa palestinese", è sempre molto difficile; al varco infatti ci sono potenti organizzazioni che, tra premiazioni a base di Menorah e banchetti in onore di personaggi politici compiacenti, sono pronte a denunciare chiunque per antisemitismo. Ma il gioco, forse in questo caso, vale la candela, anche perché il focolaio mediorientale interessa l'intero mondo.
    Attraverso gli occhi di un cristiano, quale potrebbe essere la "ricetta", se ne esiste una ovviamente, per risolvere una volta per tutte il problema Palestina e Israele? Avrebbe qualche utilità rinchiudere in isolamento e nella stessa cella, Sharon e Arafat? Scherzi a parte, non è che queste due "figure" antitetiche, rappresentano invece le pedine fondamentali di un oscuro e mortale gioco il cui fine ultimo è la "non-pace"?

    R: Ci sono qui due questioni da considerare. La prima: Israele si considera oggi un'entità "religiosa" e biblica; il fondamentalismo ebraico è ormai maggioritario, e non è meno pericoloso del fondamentalismo islamico. In questa visione "biblica", la Palestina è terra "sacra" in ogni suo centimetro quadrato; è stata data da YHVH agli ebrei, e non può essere ceduta nemmeno in parte. Quanto ai palestinesi, la "lezione" politica della Bibbia impone di sterminarli, come gli antichi Amaleciti. E' vietato integrarli, ancor meno associarli (come facevano i Romani. Gli ebrei sono, in questo senso, "il contrario" di Roma).
    Ma la seconda questione, più fondamentale, è: Israele desidera davvero la pace? Che cosa sarebbe Israele con la pace? E' uno stato artificiale, composto da gente che ha spesso due o tre cittadinanze. Una volta cessato il pericolo, gli israeliani in "vacanza religiosa" tornerebbero in gran parte ai loro paesi di nascita. Calerebbe il flusso delle donazioni della Diaspora, che invece crescono più cresce il pericolo per Israele; calerebbero gli aiuti USA, miliardi di dollari annui che "fanno la differenza" sul livello di vita israeliano e palestinese. Voglio dire: ridotti ai loro mezzi, su quella terra, gli israeliani dovrebbero vivere al livello dei Palestinesi o poco più. Ne hanno davvero voglia?
    C'è dunque un motivo profondo per cui gli israeliani hanno scelto Sharon: lui mette Israele in pericolo per salvarla continuamente. E' un fenomeno freudiano. Del resto, la psicanalisi l'hanno inventata loro.
    Ancora più nel profondo, c'è l'idea che se Israele si mette in pericolo, provoca YHWH ad accorrere nel suo aiuto. Molti oggi sono convinti che i tempi messianici sono qui, e quindi non c'è bisogno di cedere territori o fare compromessi, dato che la vittoria politica sarà del popolo eletto, Messia di se stesso. In questo messianismo c'è molto di americano (protestante): i due messianismi, che aspirano entrambi ad accelerare la fine della storia, si influenzano a vicenda.

    ---------

    D: «Tutte le associazioni massoniche devono alla Cabala ebraica i propri simboli e i propri segreti». Non sono parole mie, ma del «Sovrano Pontefice della Frammassoneria», Albert Pike. Se «l’anti-papa» - riconosciuto e accettato da tutte le Logge mondiali - avesse ragione, si può affermare che dietro le «libere muratorie», occidentali tutte, si nasconde una oscura e unica mano: quella del misticismo ebraico? E se sì, quali potrebbe essere la conseguenza di un simile "monopolio"?

    R: Il discorso sulla Massoneria è troppo complesso per affrontarlo qui. Una cosa va capita bene: l'organizzazione consiste di cerchie sempre più "interne", in cui vengono cooptati, per selezione, i membri delle cerchie esteriori. Un massone di Loggia o un rotariano può restare per sempre nella cerchia esterna, senza mai essere chiamato e neppure sospettare che il suo vicino di loggia è stato elevato a una cerchia più alta e chiusa. La selezione ovviamente viene presentata come iniziazione a "più alte verità". Ovviamente la Cabala è la struttura centrale di questa gnosi (come del resto di ogni gnosi), che sul piano politico giustifica mentalità oligarchiche: gli "illuminati" hanno diritto di comandare sui "carnali". Il tutto su sfondo immoralista: Ordo ab Chao.

    ---------

    D: Negli ultimi anni, assistiamo impotenti ed esterrefatti, al discredito mediatico del cristianesimo in ogni sua forma: preti e alti prelati accusati e poi arrestati per pedofilia, eminenze grigie corrotte, scandali all’interno del vaticano, ecc.
    Tutto questo è il segnale della perdita deleteria di ogni valore cristiano, oltreché umano, da parte della chiesa, o invece è la manifestazione della volontà, più volte enunciata e scritta dai «venerabili maestri», di porre fine a tutte le più importanti religioni?

    R: E' comprovato che in Usa la campagna sui preti pedofili è stata innescata da avvocati ebrei, a caccia di ex-bambini "violentati" cui "svegliano la memoria", e che convincono con la prospettiva di indennizzi miliardari. D'altra parte la Chiesa americana è da sempre assai "debole" sul piano spirituale. Non ha mai avuto martiri. E' attivista, e fa' coincidere il bene con le buone azioni caritative.

    ---------

    D: In «Chi comanda in America» lei espone in maniera esemplare e senza lasciare spazio a dubbi, quali sono i gruppi elitari che effettivamente controllano le politiche internazionali dell’amministrazione più militarizzata del mondo. Una cosa però mi sfugge di queste politiche, indiscutibilmente guerrafondaie e imperialiste, e cioè, esse mirano esclusivamente al controllo economico-energetico globale, oppure vi è qualche altro sottile intendimento? Tipo il messianismo biblico?

    R: Ricordi che per il protestantesimo "biblico" (e per l'ebraismo) il successo economico e politico è segno di dilezione divina. Soldi e "fede", in questa mentalità, sono una cosa sola, e si legittimano l'uno con l'altro. Il primo Rockefeller era un pio divoratore della Torah. Oggi in Usa sono tre le forze egemoni: il complesso militare-industriale, il potere petrolifero, la lobby ebraica. Una volta che questi tre poteri sono coalizzati - come avviene adesso per la prima volta - non c'è altro potere che possa contrastarne l'azione. Nella società americana, non esiste altro.

    ---------

    D: Oggi a livello mondiale è in atto lo scontro tra il «Bene» e il «Male». Il «Bene», per modo di dire, è rappresentato dall’Amministrazione statunitense e da tutti quei governi-burattini, Italia compresa, che ne condividono gli ideali; il «Male», per esclusione, è formato da tutti gli altri governi, «incoscienti» e «irresponsabili». Lei da cristiano afferma che la Vittoria non sarà di chi si sente invincibile (oggi). Le chiedo, allora, come secondo lei sarà questo scontro finale e soprattutto quali i passaggi prossimo venturi che dovremo assistere e affrontare.
    La prego, ci tiri su il morale!

    R: L'enorme destabilizzazione e disordine che gli Usa hanno messo in moto dopo l'11 settembre è l'inizio della fine per il capitalismo "americano" - cioè finanziario, globale e ultraliberista. Quando tutto sarà finito (a prezzo di enormi devastazioni) vedremo la fine del capitalismo ideologico, come abbiamo visto la fine del comunismo: per le sue contraddizioni interne, perché la sua "teoria", se applicata rigorosamente, rende impossibile la vita umana. Il capitalismo "americano" è un'ideologia, come il leninismo. Favorisce la massima retribuzione per chi investe capitale, e la minima retribuzione per il lavoro. Per questo le produzioni si spostano in Cina, ad esempio: il lavoro là costa poco e lascia più profitti al capitale. Risultato: il capitale "super-efficiente" produce quantità crescenti di merci, che però non possono essere comprate perché il potere d'acquisto dei salariati diminuisce. Il capitale non fa più profitti. Il capitalismo giunge così al suo limite teorico, la sua aporia fondamentale. Si autodistrugge dopo averci distrutto.


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    Thumbs down Uno Stato Mondiale:

    Nuove logge massoniche
    di Mauro Bottarelli tratto da La Padania 18 settembre 2002

    Le inquietanti analogie tra la realtà odierna e i programmi di antiche confraternite
    di Mauro Bottarelli

    La questione è di quelle inquietanti, il soggetto che la pone è di quelli da non sottovalutare. Si tratta del Li.si.po, il Libero sindacato di polizia, che in un comunicato stampa ha denunciato senza troppi giri di parole l’esistenza di «una regia dietro i continui sbarchi di clandestini nel nostro Paese». La ragione? «Vogliono minare le fondamenta della nostra società colpendo cultura e tradizioni». Capite che avanzata da chi quotidianamente si trova a lottare ad armi impari con l’immigrazione clandestina, l’ affermazione assume una gravità decisamente superiore al mero esercizio di denuncia. Chi è il regista? Chi è il burattinaio? Non lo sappiamo.
    QUELLE STRANE COINCIDENZE
    Abbiamo molti indizi, alcune certezze ma nessuna prova contro alcuno. Di certo un mandante c’è, con tanto di nome: il mondialismo, ovvero l’ideologia che punta alla creazione di un unico governo mondiale eliminando il concetto di sovranità nazionale e di specificità. Esistono molte entità che si richiamano a questa ideologia politico-finanziaria, nessuna delle quali riteniamo burattinaia di alcunché. Esistono però delle assonanze che
    inquietano tra alcuni “programmi” e i fatti che accadono nel mondo: sicuramente si tratta di semplici combinazioni, ma è interessante capirne di più partendo da un fatto di cronaca che ci ha molto colpito nonostante il silenzio mediatico che l’ha accompagnato. Stando a quanto riportato qualche settimana fa dal settimanale L’Espresso in un articolo a firma Primo Di Nicola, il mondo della massoneria italiana sarebbe in subbuglio. Motivo? L’ ultima iniziativa del professor Giuliano Di Bernardo, l’ex gran maestro del Grande Oriente d’Italia che nel ’93 uscì dall’organizzazione per fondare la nuova Gran Loggia regolare d’Italia. Di Bernardo, con la benedizione dei vertici internazionali della libera muratoria - a cominciare da quelli inglesi e americani - ha deciso di abbandonare definitivamente cazzuola e compasso per dar vita a una nuova organizzazione sovranazionale: l’Accademia internazionale degli Illuminati, costituita l’11 luglio scorso a Roma nello studio del notaio Giovanni Pocaterra, sede centrale in piazza di Spagna.
    «COMPRENDERE I MUTAMENTI»
    I suoi obiettivi? Molto ambiziosi. «Bisogna andare oltre la massoneria - spiega Di Bernardo - perché non è più in grado di comprendere i profondi e rapidi cambiamenti del mondo». Il motivo? Soprattutto la sua incapacità di
    cogliere il nuovo che avanza e alcune sue anacronistiche regole interne.
    «Per raccogliere le sfide della modernità - aggiunge Di Bernardo - ci vuole una nuova struttura capace non solo di comprendere le ragioni dei mutamenti sociali in atto, ma anche di orientarli». L’Accademia, stando almeno agli
    annunci, sarà una organizzazione autonoma dalla massoneria, trasparente, aperta a tutti gli “eletti”, persone di particolari qualità, di ogni concezione politica e religiosa. E, per la prima volta, sarà aperta al gentil sesso. Qualcuno insinua però che sarà solo la lobby delle lobby. Ma Di Bernardo respinge l’insinuazione illustrando gli ideali che ispirano la sua Accademia: sarà composta di 12 sezioni che copriranno tutti i principali rami del sapere (filosofia, scienza, medicina, economia, politica e comunicazione, tra l’altro), ciascuna con un proprio responsabile. Quanto alla sua diffusione, l’Accademia conta già filiazioni negli Stati Uniti d'America, Brasile, Ucraina, Russia, Cina, Francia, Inghilterra e Svizzera.
    NOMI CHE TORNANO DAL PASSATO
    Non c’è che dire, sentivamo veramente la mancanza di una lobby delle lobby, di nuovi super-grembiulini pronti ad assaltare tutti i campi del sapere con le loro illuminanti ricette. Ma ironia a parte, c’è qualcosa di inquietante
    in quanto annunciato da l’Espresso. Non tutti, infatti, sanno chi sono gli Illuminati, almeno nell’accezione storica e massonico classica del termine: vediamo di capirlo per sommi capi. Nella seconda metà del 1700, l’ex prete
    gesuita Adam Weisshaupt creò a Francoforte un gruppo segreto dal nome “Illuminati di Baviera”. Weisshaupt elaborò - all’incirca verso il 1770 - “Il Nuovo Testamento di Satana”, un piano che dovrà portare un gruppo
    ristretto di persone (gli Illuminati, appunto) ad avere il controllo del mondo intero. Per questo bisognava arrivare alla soppressione dei “governi nazionali” e alla concentrazione del potere in governi e organi sovranazionali, ovviamente gestiti dagli Illuminati. Ecco alcuni esempi operativi sulle cose da fare: «(...) Creare la divisione delle masse in campi opposti attraverso la politica, l’economia, gli aspetti sociali, la religione, l’etnia (...) Se necessario armarli e provocare incidenti in modo che si combattano e si indeboliscano. Corrompere (con denaro e sesso) e
    quindi rendere ricattabili i politici o chi ha una posizione di potere all’ interno di uno Stato. Scegliere il futuro capo di Stato tra quelli che sono servili e sottomessi incondizionatamente. Avere il controllo delle scuole
    (licei ed Università) per fare in modo che i giovani talenti di buona famiglia siano indirizzati a una cultura internazionale e diventino inconsciamente agenti del complotto. Assicurare che le decisioni più importanti in uno Stato siano coerenti nel lungo termine all’obiettivo di un “nuovo ordine mondiale”. Controllare la stampa, per poter manipolare le masse attraverso l’informazione. Abituare le masse a vivere sulle apparenze e a soddisfare solo il loro piacere, perché in una società depravata gli uomini perdono la fede in Dio». Capito, creare scontri tra le diverse etnie: ovvio che per fare questo non serve scatenare guerre tra Stati. Basta aprire le porte all’immigrazione selvaggia generando non una ma mille guerre quotidiane.
    UN UNICO STATO SENZA PIU’ STATI
    Secondo Weisshaupt, mettendo in pratica le sue raccomandazioni si doveva arrivare a creare un tale stato di degrado, di confusione e quindi di spossatezza, che le masse avrebbero dovuto reagire cercando un protettore o
    un benefattore al quale sottomettersi liberamente. Da qui il bisogno di costituire degli organi sovranazionali pronti a sfruttare questo stato di cose, fingendosi i salvatori della patria, per istituire un unico governo mondiale. Nel 1871 il piano di Weisshaupt venne ulteriormente completato da un suo seguace americano, Albert Pike, che elaborò un documento per l’istituzione di un “nuovo ordine mondiale” attraverso tre guerre mondiali. Il suo pensiero era che questo programma di guerre avrebbe generato nelle masse un tale bisogno di pace, che sarebbe diventato naturale arrivare alla costituzione di un unico governo mondiale. La prima guerra mondiale doveva portare gli Illuminati, che già avevano il controllo di alcuni Stati Europei e stavano conquistando attraverso le loro trame gli Stati Uniti d’America, ad avere anche la guida della Russia. Quest’ultima avrebbe poi dovuto interpretare un ruolo che doveva portare alla divisione del mondo in due blocchi attraverso la Rivoluzione d’Ottobre del 1917 e l’instaurazione del comunismo. La seconda guerra mondiale sarebbe dovuta partire dalla Germania, portando la Russia a estendere la sua zona di influenza e rendendo possibile la costituzione dello Stato di Israele in Palestina. La terza guerra mondiale sarà basata sulle divergenze di opinioni che gli Illuminati avranno
    creato tra i sionisti e gli arabi, programmando l’estensione del conflitto a livello mondiale in uno scontro di civiltà. Il Gruppo Bilderberg rappresenta uno dei più potenti gruppi di lavoro degli Illuminati nel mondo.
    I PROGRAMMI DEL BILDERBERG
    Il gruppo nasce informalmente nel 1952, ma prende questo nome solo nel 1954 quando il 29 maggio viene indetto il primo incontro presso l’Hotel Bilderberg di Oosterbeek in Olanda. Tra i promotori del Gruppo bisogna menzionare almeno due personaggi: Sua Maestà il Principe Bernardo de Lippe di Olanda e Joseph Retinger un “faccendiere” polacco. Retinger viene descritto come l’istigatore del gruppo, la sua visione era costruire un’ Europa unita per arrivare a un “mondo unito in pace”, dove potenti organizzazioni sovranazionali avrebbero garantito con l’applicazione delle loro ideologie, più stabilità dei singoli governi nazionali. In realtà, il vero obiettivo era quello di formare un’altra organizzazione di facciata che potesse attivamente contribuire ai disegni degli Illuminati: la costituzione di un “nuovo ordine mondiale” e di un governo mondiale entro il 2012.
    QUELLE GUERRE COSI’ TRANQUILLE
    William Cooper, un anziano sottufficiale dei servizi segreti della Marina statunitense, incluse nel suo libro “Behold a pale horse” (Light Technology, 1991) del materiale top secret nel quale è illustrato il pensiero e la strategia adottati dal comitato politico del Gruppo Bilderberg. Questo documento programmatico ha un titolo quanto mai significativo “Armi Silenziose per delle guerre tranquille”. Il documento riporta la data del maggio 1979, ma fu ritrovato solo nel 1986. Il documento spiega la filosofia, le origini operative, i principi raffinati, le linee guida e gli
    strumenti di questa dottrina dalle “armi silenziose”. Ecco le principali aree in cui si articola questo programma:
    1) Perché serve un sistema economico per controllare le masse.
    2) Come controllare l’economia mondiale attraverso l’istituzione di un modello economico che sia manipolabile e
    prevedibile.
    3) Come addormentare le masse che subiscono l’attacco.
    L’IMMIGRAZIONE E’ IL GRIMALDELLO
    Linee guida perfettamente incarnate in alcune deliberazioni segrete del gruppo riguardo i problemi finanziari internazionali, la libertà di emigrazione e immigrazione, la libera circolazione dei prodotti senza dogane, l’unione economica internazionale, la costituzione di una forza internazionale con la soppressione degli eserciti nazionali, la creazione di un parlamento internazionale, la limitazione della sovranità degli Stati delegati all’Onu o a tutti gli altri governi sovranazionali.
    “La libertà di emigrazione e immigrazione”, ovvero l’apertura indiscriminata delle frontiere al fine di snaturare completamente un popolo e renderlo qualcosa di “altro”, un insieme di persone senza più alcuna coesione
    culturale e storica pronte quindi a perdere anche il concetto stesso di città, regione, nazione e patria. Uomini del mondo, apolidi votati al sincretismo religioso e totalmente passivi e indifferenti ai mutamenti che li circondano. Ora, visto che un gruppo di Illuminati è sorto anche in Italia minacciando di occuparsi di tutti i campi del sapere, ci piacerebbe chiedere ai diretti interessati quanto hanno a che fare con gli Illuminati della tradizione massonica e chi sono i loro referenti politici in Italia e all’estero? Lungi da noi lanciare accuse o stabilire correlazioni dirette tra ideologie e fatti, ma occorre chiarezza.

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    Predefinito George Soros: quello che speculò sulla lira nel 1992

    George Soros: quello che speculò sulla lira nel 1992


    Il finanziere di origine ungherese ha deciso di cancellare gli
    investimenti in titoli petroliferi dal portafoglio del suo Soros
    Fund Management. La riduzione delle partecipazioni in altri titoli
    azionari ha determinato un taglio del 24% nell'ammontare complessivo destinato all'investimento in titoli di rischio

    Imitando i giochi di prestigio eseguiti dai più famosi illusionisti,
    George Soros ha fatto scomparire dal suo portafoglio di investimento i titoli delle azioni petrolifere. Il multimilionario e filantropo di origine magiara si è così disfatto delle azioni del settore energy che fino a poco tempo fa occupavano una fetta di rilievo del suo Soros Fund Management.
    La decisa inversione di rotta è stata confermata nel contenuto dell'ultima relazione trimestrale che la società di Soros
    ha inviato lo scorso 30 giugno alla Securities and
    Exchange Commission, il regolatore dei mercati finanziari
    statunitensi. I dati quantitativi del precedente report datato 31
    marzo 2004, evidenziavano la presenza in portafoglio di titoli
    facenti capo a sei delle maggiori oil companies del pianeta. Stando
    alle quotazioni registrate alla fine del mese di marzo, quest'ultimo
    investimento corrispondeva ad un ammontare di circa 371,8 milioni di dollari o 300 milioni di euro. Le società incluse nel portafoglio del fondo gestito direttamente da Soros rispondevano ai nomi di British Petroleum, Chevron Texaco, Conoco Philips, Occidental Petroleum Corporation, Marathon Corporation e Unocal Corporation.

    Dall'analisi del report si evince che il magnate magiaro ha optato
    per la vendita delle sue partecipazioni durante il secondo trimestre del 2004. In questo periodo, il prezzo del greggio ha vissuto la sua prima grande impennata, toccando una quotazione massima di 39,08 dollari Usa il primo giorno del mese di giugno.
    E' importante notare come possa essere facilmente rilevata una
    differenza del 35% tra il valore minimo di 28,83 dollari toccato nel
    febbraio dell'anno in corso, e il punto massimo del secondo
    trimestre raggiunto proprio il primo giugno. Durante lo stesso
    periodo, la forte scalata fatta segnare dal prezzo del greggio è
    stata seguita da un apprezzamento medio del 10% delle quotazioni delle cosiddette oil company.
    E' noto che le performance di un buon numero di azioni petrolifere sono direttamente legate alle evoluzioni dei prezzi del greggio. Questa correlazione diretta vale in particolar modo per le compagnie che si occupano dell'estrazione e produzione dell'oro nero. L'effetto positivo sui prezzi dei titoli del settore energy ha fornito una notevole spinta ai prodotti del risparmio gestito che si occupano specificamente di investimenti in tale comparto.
    Analizzando le performance Ytd dei fondi specializzati nel settore energy, è possibile evidenziare ritorni medi del + 10,4%.

    Il portafoglio titoli del Soros Fund Management è stato interessato
    anche da altre variazioni strategiche nel periodo compreso tra il
    primo e il secondo trimestre del 2004. In particolare, il finanziare
    ungherese si è disfatto delle sue partecipazioni in 30 corporate
    per un controvalore stimato in circa 610 milioni di dollari Usa. Secondo il contenuto di una nota del 17 maggio, Soros avrebbe venduto a piene mani titoli di corporate del calibro di Time Warner o Amazon.com.
    Parallelamente, Il magnate ungherese ha portato a termine
    l'acquisto di una partecipazione in Microsoft per un valore
    stimato in 5,6 milioni di Usd. L'acquisto strategico di maggior
    magnitudine sembra essere però quello della Barrier Therapeutics,
    corporate che si occupa di sviluppare trattamenti per la cura della
    pelle. Limitatamente a quest'ultima società, la cifra
    complessivamente investita ammonterebbe a 38,6 milioni di Usd.
    Nonostant e i profondi cambiamenti apportati in corso d'opera, la
    maggiore partecipazione del portafoglio di Soros risponde al nome di JetBlue Airways. Quest'ultima corporate assorbe infatti il 26% dell'intero patrimonio investito dal Soros Fund.

    Il complesso delle variazioni apportate ha determinato una riduzione del 24% dell'ammontare complessivamente investito in titoli di rischio. Dopo aver venduto parte o tutto di titoli facenti capo a circa 30 compagnie ad un prezzo superiore a quello di acquisto, Soros ha portato a 1.330 milioni l'ammontare investito in azioni. Il numero complessivo di corporate presenti nel suo portafoglio è così sceso da 108 a 96.
    Anche se il finanziere non ha offerto indicazioni sull'utilizzo del denaro ricavato dalla vendita delle sue partecipazioni, sono molti gli analisti che scommettono sul probabile incremento della fetta di portafoglio destinata ad obbligazioni denominate in valute diverse dal biglietto verde.
    Ricordiamo che George Soros è famoso per aver guadagnato milioni di dollari nel 1992 grazie ad una manovra speculativa contro la sterlina. Il successo di quell'operazione lo ha fatto diventare un punto di riferimento per gli investitori internazionali.

 

 

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