Il 24 marzo 1999 per il duro governo diretto della regione con la presenza massiccia di polizia ed esercito per il controllo della provincia del Kosovo, autonoma fin dal 1974, abitata per circa il 90% da un’etnia albanese ma considerata dai Serbi una sorta di santuario intangibile e irrinunciabile, culla del sentimento nazionale e nazionalistico del Paese, scoppiò la "guerra del Kosovo".
Le forze della NATO, specialmente gli USA hanno utilizzato anche in questa guerra molta tecnologia. I mezzi utilizzati furono molteplici. Per distruggere carri armati e per offrire un supporto diretto alle truppe di terra vennero quindi utilizzati gli a-10 e gli elicotteri "apache", entrambi dotati, fra l'altro, di proiettili all'uranio impoverito.
La NATO ha dichiarato di aver sparato circa 31.000 proiettili all'uranio impoverito per un totale di circa 10 tonnellate di DU sparse in Kosovo, anche se le fonti non ufficiali parlano di un numero più elevato. Per fortuna, rispetto alla guerra del golfo, i bombardamenti sono stati effettuati per la maggior parte prima dell'arrivo delle truppe, che quindi hanno rischiato e tuttora rischiano "di meno". Oggi ai contingenti militari precedono gruppi speciali che si occupano di "bonificare" la zona, controllando preliminarmente la presenza di radioattività. Sembra però che comunque un certo rischio di contaminazione possa esistere legato al pulviscolo disperso nell'aria e all'ambiente (acqua e terra) contaminati.
Tra i soldati, anche italiani, che hanno partecipato alla guerra, sono stati riscontrati alcuni casi sospetti di leucemia. Esistono statistiche che ricordano che il numero di malati di leucemia tra i militari in Kosovo dovrebbe essere ricondotto al normale numero di casi di leucemie tra giovani in un anno, tuttavia il governo e la NATO non hanno ancora fornito una risposta ufficiale e soddisfacente.
Fino a quando non si avranno dati precisi, è inutile creare allarmismi non necessari.
A mio avviso è comunque necessario non dimenticare che la maggior parte dei militari italiani ha abbandonato il territorio del Kosovo, mentre i bambini del luogo ancora continuano a giocare vicino le carcasse dei carri armati e portano a casa "souvenir" di guerra, come i proiettili all'uranio impoverito.
http://www.uranioimpoverito.it/kosovo.htm




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