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Discussione: Serbia - Documenti

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    Predefinito Serbia - Documenti

    Krajina serba. Violazione dei diritti delle minoranze nazionali nella Repubblica di Albania
    Serbia :::: Milorad Buha, Rajko Lazaic :::: 14 ottobre, 2009 ::::
    REPUBBLICA DELLA KRAJINA SERBA – GOVERNO IN ESILIO

    11080 Zemun, Magistarski trg 3

    No. 1093/09, 13 ottobre 2009

    AI PRESIDENTI DI:

    Repubblica di Serbia – S.E. Boris Tadic
    Repubblica di Grecia – S.E. Karolos Papoulias
    Repubblica di Cipro – S.E. Demetris Christofias
    Repubblica di Macedonia – S.E. Djordje Ivanov
    Repubblica Serba di Bosnia – S.E. Rajko Kuzmanovic
    Repubblica di Montenegro – S.E. Filip Vujanovic

    OGGETTO: Violazione dei diritti delle minoranze nazionali nella Repubblica di Albania

    Eccellenze,

    tenendo a mente gli sforzi dell’Europa per superare i postumi della Guerra Fredda ed eliminare le conseguenze delle divisioni europee risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, noi vorremmo cogliere quest’opportunità per ricordarvi le questioni dei diritti delle minoranze nazionali che gravano i Balcani, più che ogni altra regione europea. Tali contrasti destabilizzano certamente le relazioni interstatuali ed ostacolano una possibile adesione all’UE dei paesi balcanici. La conseguenza negativa più evidente di siffatte questioni è l’universalmente nota questione della minoranza nazionale albanese nella Repubblica di Serbia che ha avuto i seguenti risultati:

    -è stata la causa dell’aggressione della NATO alla Serbia e Montenegro nel 1999;

    -le relazioni internazionali globali sono state gravate dall’obbligo dei Paesi membri dell’ONU di esprimersi riguardo il riconoscimento della dichiarazione incostituzionale ed illegale di uno Stato albanese in Kosovo e Metohija;

    -l’attività del Consiglio di Sicurezza dell’ONU è stata paralizzata poiché Russia e Cina sono pronte a porre il veto riguardo la proposta americana di secessione del Kosovo e Metohija dalla Repubblica di Serbia.

    Eccellenze,

    noi vorremmo ricordarvi che il problema delle minoranze nazionali nei Balcani non è stato affrontato in maniera equanime per ogni paese coinvolto e per ogni minoranza nazionale interessata. I Balcani ed altri paesi europei sono in una posizione giuridica disperata perché la Repubblica di Albania non è in alcun modo costretta a garantire i diritti individuali e nazionali ai Greci, Macedoni e Serbi che vivono entro i suoi confini – ai Serbi in Albania, in particolare, giacché sono suddivisi in Serbi Ortodossi, Serbi Cattolici e Serbi Musulmani. Il numero di questi cittadini non è stato mai reso noto in Albania, ma quel che è certo è che Greci, Macedoni e Serbi assieme costituiscono una percentuale della popolazione maggiore rispetto a quella degli Albanesi del Kosovo rispetto alla popolazione totale della Serbia. Se il metodo imposto in Kosovo e Metohija dagli Stati Uniti venisse applicato in Albania, tali minoranze potrebbero chiedere la secessione dei loro territori dalla Repubblica di Albania.

    Eccellenze,

    con nostra sorpresa, lo status delle minoranze nazionali nella Repubblica di Albania non è mai stato discusso da One, UE, OCSE, Movimento dei Non Allineati… Nessun Paese balcanico ha sollevato la questione, nonostante i rappresentanti di Greci, Macedoni e Serbi abbiano subito tremende pressioni in Albania fin dal 1945. Costoro hanno patito intimidazioni palesi per tutta l’epoca comunista:

    -rappresentanti di queste nazionalità vennero arrestati, ingiustamente processati, rimossi da importanti posizioni e spesso giustiziati;

    -a Greci, Macedoni e Serbi fu negato il diritto di parlare le proprie lingue;

    -non fu concesso loro di avere scuole, libri d’istruzione e giornali o programmi televisivi e radiofonici nelle loro lingue;

    -parecchi dovettero dare nomi albanesi ai propri figli e rinunciare alla propria nazionalità;

    -le storie di questi tre popoli vennero falsificate e cose che fecero i loro antenati vennero attribuite alla nazione albanese. Ad esempio, il nobile serbo medievale e ribelle contro l’occupazione turca, Djuradj Kastriotic – Skenderbeg venne spacciato per albanese.

    Eccellenze,

    ancor oggi Greci, Macedoni e Serbi non possono esercitare i loro diritti personali e nazionali nella Repubblica di Albania, il ché significa che i parametri europei sono violati. Le autorità albanesi hanno approvato l’apertura di scuole greche e macedoni, che è solo il primo passo nel riconoscimento dei diritti delle minoranze nazionali. Ma non c’è assolutamente segnale di intraprendere questo passo anche nei confronti della minoranza nazionale serba, la quale è rappresentata da Cristiani Ortodossi, Cattolici e Musulmani. Il Governo della Repubblica Serba di Bosnia vorrebbe perciò proporre che intensifichiate le vostre relazioni bilaterali con l’Albania, attraverso l’ONU ed altre organizzazioni internazionali, ed obblighiate la Repubblica di Albania ad applicare lo stesso principio nel caso dei Serbi di Albania. Sarebbe una cosa naturale che la Repubblica di Albania desse alle sue minoranze nazionali (Greci, Macedoni e Serbi) i diritti che vengono goduti dagli Albanesi risiedenti in Serbia, Macedonia e Grecia. Un tale passo da parte vostra rimuoverebbe automaticamente i conflitti esistenti fra Paesi e nazioni in Europa, e sarebbe un modello per risolvere le istanze delle minoranze nazionali e delle comunità religiose negli stati balcanici. Stabilizzerebbe di certo le relazioni interstatuali in Europa e rimuoverebbe le riserve che crescono in tutto il mondo nei confronti degli Stati Uniti. In maniera abbastanza sorprendente, gli USA tentano di fornire il territorio di uno Stato agli Albanesi del Kosovo, ma ciò non costituisce affatto un precedente per dare gli stessi diritti ai Serbi in Albania, vale a dire:

    -scuole e università nella lingua madre;

    -costituzione di partiti politici serbi;

    -pubblicare libri e giornali, aprire TV e stazioni radio in lingua serba;

    -usare simboli nazionali serbi, bandiere, stemmi, etc.

    Eccellenze,

    io spero che ci comprenderete e che le nostre proposte saranno accolte dalla comunità internazionale. Le nostre proposte parlano nello spirito di quei tanto spesso ricordati parametri europei che assicurano democrazia ed eguaglianza per tutti. Noi siamo convinti che le nostre richieste nei confronti della Repubblica di Albania ricorderanno agli statisti europei di come la Repubblica di Croazia abbia violato tutti i diritti della nazionalità serba che viveva in Croazia. Croazia, che era in precedenza fondata su due nazionalità costituenti (uno stato di Serbi e Croati), divenne uno stato monoetnico nel 1990, quando il suo Parlamento abolì i diritti della nazionalità serba costituente e la relegò a minoranza nazionale. Dopodiché, l’esercito croato invase la Repubblica della Krajina Serba (una zona protetta dall’ONU), espulse il popolo serbo e confiscò tutti i beni mobili ed immobili serbi.

    Eccellenze,

    considerando che le vostre autorità rifiutano di collaborare con i rappresentanti del popolo serbo in esilio dalla Repubblica della Krajina Serba, questa lettera può essere considerata una lettera aperta.

    Milorad Buha, Primo Ministro

    Rajko Lazaic, Presidente del Parlamento

    (Traduzione a cura di Lorenzo Salimbeni)

    Krajina serba. Violazione dei diritti delle minoranze nazionali nella Repubblica di Albania | eurasia-rivista.org

  2. #2
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    Predefinito Rif: Serbia - Documenti

    Appello del Governo in esilio della Repubblica serba di Krajina
    :::: Governo Repubblica serba di Krajina :::: 21 ottobre, 2009 ::::
    IL GOVERNO IN ESILIO DELLA REPUBBLICA DELLA KRAJINA SERBA

    Numero: 2001/09 – 16. 10. 2009.

    Il governo della Repubblica Serba di Krajina in esilio è onorato di dare il benvenuto ai rappresentanti diplomatici e consolari della Repubblica di Serbia e di ricordare loro le 35 note – con i fatti, e le menzogne che sono state diffuse nei paesi dell’Europa occidentale e negli Stati Uniti, riguardo i Serbi e i territori serbi. Queste menzogne vengono riprese da altri paesi, comprese le istituzioni delle Nazioni Unite.

    Il governo della Repubblica Serba di Krajina ricorda ai rappresentanti diplomatici e consolari della Repubblica di Serbia, che l’Occidente ha trattato con disonore i serbi e ha deciso di costringere la Croazia di presentare la sua posizione presso la corte internazionale dell’Aia, per quanto riguarda il riconoscimento della separazione del Kosovo dalla Serbia, tutto questo al fine di legittimare l’auto-proclamato Stato della minoranza nazionale albanese. Quest’azione dell’Unione europea e dei paesi della NATO rappresenta il terrorismo occidentale contro il resto del mondo, perché sia un obbligo, per il giudice più alto all’interno delle Nazioni Unite, riconoscere uno stato di una minoranza nazionale, affinché ciò che possa scatenare una reazione a catena negli altri paesi delle Nazioni Unite, poiché tutti costoro hanno una minoranza nazionale nei loro territori. L’Occidente sta facendo questo con il sostegno della Repubblica di Croazia, che ha condotto il genocidio e la pulizia etnica contro i serbi nella Repubblica Serba di Krajina nel 1991-1995.

    Fino al 1990, la Croazia era lo stato bi-nazionale dei croati e dei serbi che vivevano in Croazia. Il governo di Zagabria ha convertito i serbi [elemento nazionale dello Stato di Croazia] in una minoranza nazionale e territoriale, ha eliminato i diritti culturali e storici dei serbi. L’Occidente non ha voluto convalidare i diritti serbi che sono stati riconosciuti dall’Ungheria, nel 1471, dall’Austria nel 1630, dalla Jugoslavia nel 1918 e che, nel 1943 e nel 1945, furono nuovamente confermati dalla Jugoslavia comunista.

    Il governo della Repubblica Serba di Krajina ripete che la Croazia è uno stato binazionale, proprio come il Belgio. Il governo della Repubblica Serba di Krajina è convinto che l’Occidente non avrebbe permesso che un elemento nazionale costitutivo dello Stato del Belgio convertisse l’altro in una minoranza nazionale.

    L’Occidente deve spiegare perché ha sostenuto questa decisione incivile, quando i diritti dei cittadini serbi sono stati violati, e quando i serbi della Krajina sono stati espulsi dal loro territorio – nella percentuale dell’80%? Il governo della Repubblica Serba di Krajina chiama la Repubblica di Serbia a rispondere alle azioni croate fatte in nome dei separatisti albanesi, a non abrogare l’accusa contro la Croazia, presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e di rompere le sue relazioni diplomatiche con la Croazia .

    In caso contrario, i serbi di Krajina riterrano la Serbia un alleato della Croazia.

    Il governo della Repubblica Serba di Krajina sta pregando la Repubblica di Serbia di incaricare le sue istituzioni, presso le Nazioni Unite, a restituire allo stato nazionale serbo i suoi diritti violati e di far cessare l’occupazione croata della Repubblica Serba di Krajina [area protetta dalle Nazioni Unite].

    Il governo della Repubblica Serba di Krajina sta approfittando di questa occasione per mostrare il massimo rispetto verso le rappresentanze diplomatiche e consolari della Repubblica di Serbia.

    I rappresentanti diplomatici consolari

    Belgrado

    Traduzione di Alessandro Lattanzio
    Aurora
    Bollettino Aurora
    Aurora - Index
    Aurora - Index
    Eurasia

  3. #3
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    Predefinito Rif: Serbia - Documenti

    Repubblica Serba di Krajina. Lettera aperta al Presidente della Federazione Russa, S.E. Dmitrij Medvedev
    Krajina :::: Repubblica serba di Krajina. Governo in Esilio :::: 26 ottobre, 2009 ::::
    Repubblica Serba di Krajina – GOVERNO IN ESILIO

    Lettera aperta al Presidente della Federazione Russa, S.E. Dmitrij Medvedev

    Vostra Eccellenza,

    Lei è il presidente di uno dei paesi più potenti del mondo, un paese sulle cui azioni internazionali si baserà il futuro della civiltà. Sulla base di questo fatto, il destino della nazione serba e dei territori serbi si trova, in una certa misura, nelle vostre mani.

    La Croazia occupò la Repubblica Serba di Krajina [un territorio protetto delle Nazioni Unite] nel 1995 e compì la pulizia etnica dei serbi di questo territorio, che erano l’88% di tutti gli abitanti.

    La proprietà delle famiglie serbe sono state distrutte, abbandonate o consegnate a famiglie croate. La proprietà privata è un diritto sacro e un principio fondante della democrazia moderna. D’altra parte, la Croazia non ha rispetto di questi diritti, che appartengono anche ai serbi, anche se l’Unione europea insiste sul fatto che le nazioni europee devono assolutamente garantire tali standard democratici. Stiamo ricordando che la Repubblica Serba di Krajina è stata posta sotto la protezione delle Nazioni Unite, in base alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza n. 743 (1992), che ha riconosciuto il diritti nazionali dei serbi e garantito che sul territorio della Krajina, le leggi croate non prevalgono. Questa decisione delle Nazioni Unite si è basata sulla costituzionalità storica dei serbi di Krajina. Questo costituzionalità è stata confermata dal re ungherese Matteo Corvino. Ha riconosciuto l’amministrazione, l’auto-governo, le forze armate e l’organizzazione giuridica dei serbi, nel 1473. I serbi hanno goduto di questo status politico anche con l’Austria, dal 1639, quando l’imperatore Ferdinando II ha ratificato la Costituzione serba [Vlaski] – lo “Status Valahorum“. Da allora i serbi possedevano propri tribunali, in Austria, nella cui amministrazione i giudici austriaci non erano coinvolti.

    La costituzionalità della Repubblica Serba di Krajina è stata confermata dopo la prima guerra mondiale, quando lo Stato dei Serbi, Croati e Sloveni fu creato – nel 1918. Poi la Croazia è stata creata come stato binazionale dei Croati e dei Serbi, identico al Belgio, che è uno Stato binazionale di valloni e fiamminghi. Quando la disgregazione della Jugoslavia era in fase di preparazione, il parlamento croato ha eliminato la costituzionalità dei serbi e dichiarato la Repubblica di Croazia lo stato del solo popolo croato, i serbi sono stati convertiti in una minoranza nazionale.

    Una certa parte dei rappresentanti del parlamento del Consiglio europeo, ha suggerito alla Croazia, il 26 02 2006, di restituire la costituzionalità ai serbi e che la Croazia dovesse diventare nuovamente uno stato bi-nazionale, come lo era fino al 1990.

    La costituzionalità serba della Krajina è riconosciuta anche dall’Alta Corte della California, che ha riconosciuto il governo della Repubblica Serba di Krajina come co-accusatore contro la banca del Vaticano e l’Ordine cattolico Francescano della Croazia, per quanto riguarda la privazione di serbi, ebrei e zingari delle loro proprietà, durante la Seconda Guerra Mondiale. Siamo convinti che capirete la sofferenza della nazione serba, e che inoltre Lei, a causa degli interessi nazionali russi, proteggerà la nazione serba e i territori serbi.

    Noi crediamo che la Federazione Russa possa raggiungere con successo questo scopo, aprendo un dibattito al Consiglio di Sicurezza, all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite o di fronte al tribunale internazionale dell’Aia, per quanto riguarda i crimini croati e il genocidio dei serbi di Krajina. La Russia può anche proteggere la nazione e i territori serbi, utilizzando le relazioni con i membri dell’UE, OSCE e attraverso la cooperazione bilaterale con la Germania, Regno Unito, Francia e altri importanti paesi europei.

    Distinti saluti,

    Milorad Buha

    presidente del Governo della Repubblica Serba di Krajina

    Traduzione di Alessandro Lattanzio
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