PERCHÉ FABRIZIO QUATTROCCHI DEVE ESSERE RICORDATO COME UN EROE…
Caro Direttore,
che vergogna questi nemici dell’Italia! Sono gli stessi che sfilano con le bandiere di Cuba, con il faccione del Che e le insegne di combattimento di qualunque guerriglia nel mondo; ebbene proprio loro, rifondaroli, comunisti italiani, verdi, movimentisti vari, si oppongono ad alta voce ai funerali di Stato per Fabrizio Quattrocchi e meno che mai vorrebbero vedere sul suo petto martoriato dalla furia degli aguzzini una medaglia d’oro per il suo eroismo. Sono traditori due volte, quelli che si indignano e parlano di retorica a fini elettorali: tradiscono la memoria di un cittadino qualunque, in Iraq per lavoro e senza divisa, che trova la forza di morire gridando il suo orgoglio di essere italiano e tradiscono il proprio Paese, esaltato all’Estero per il coraggio, la fermezza e la fierezza dei suoi figli. Non ne possiamo più di questa retorica pseudo – pacifista, che trasforma in eroe qualunque guerrigliero sudamericano e non versa una lacrima per Fabrizio, esprime appena “cordoglio”, “dispiacere”, ma oddio, no, non può essere un eroe. Questi figli indegni della nostra Italia sono gli stessi che non sentono come loro connazionali i martiri di Nassirya, che avrebbero forse preferito che i nostri soldati si lasciassero sparare addosso durante la “battaglia dei Ponti” piuttosto che scalfire la sacralità della Costituzione che ripudia la Guerra. Ipocriti. E meschini. Non è morto per loro Fabrizio Quattrocchi, ma non è morto neppure per noi; non ci meritiamo la purezza di un gesto che quasi nessuno avrebbe avuto il coraggio di fare, preferendo invocare la mamma piuttosto che una Patria sulla quale nessuno più giura da anni. Allora, ci piacerebbe che il “Giornale” e tutte le persone che si sono commosse al solo pensiero di quell’uomo con la pistola gelida puntata alla nuca, si raccogliessero attorno alla proposta formulata da Azione Giovani, di dedicare a Fabrizio Quattrocchil a medaglia d’oro al valore civile, riservata a chi, anche senza giurare fedeltà allo Stato, rende onore in questo modo al proprio Paese. E speriamo che questo Governo trovi la forza per non ascoltare i traditori dell’Italia, si comporti, come sta facendo in queste ore con le vicende internazionali, da Governo di un grande Paese capace di decidere il proprio destino. Di freddi burocrati e genuflessi al fascino del guerrigliero della porta accanto non ne possiamo proprio più… Ciao Fabrizio, e grazie per averci fatti sentire un po’ più italiani…
Giorgia Meloni
(Presidente Nazionale Azione Giovani)




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