NAPOLI - Emiliana era la bimba dei fiori. La sua fotografia più bella, quella che ora il padre Francesco stringe al cuore e tenta di abbracciare come fosse di carne, è un ritratto in un campo di fiori. Emiliana corre tra mimose e gerbere rosse. "Era un fiore, il mio fiore più bello" sussurra il papà, floricoltore di Pompei, che chiede: "La verità". "Voglio sapere quello che è successo alla mia piccolina, perché ho paura, paura per la sorella e il fratello più grandi, i cuginetti, gli amici. Per tutti noi. Dobbiamo scoprire al più presto cosa è successo al mio fiore, perché il nostro incubo potrebbe essere solo all'inizio". E il dolore diventa paura, in una villetta a due piani nella frazione Tre Ponti di Pompei, dove Emiliana D. viveva con i genitori e due fratelli.
Il padre della bambina è annientato, pensa alla sua figlia più piccola che non c'è più, ma anche agli altri bambini di Pompei e di Scafati, dove Emiliana frequentava la prima media. "Non so cosa augurarmi. Non so cosa sperare. Aspetto l'autopsia e non so se ho più paura di sapere che mia figlia aveva qualche brutta malattia o che è stata questa maledetta influenza a portarmela via così velocemente. È successo tutto come un fulmine... proprio a noi". Parole tartagliate e spesso sconnesse, raccolte dal sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio.
Tutti in famiglia ripetono: "Emiliana era una bimba sana, le è venuta la febbre ed è morta in due giorni". Francesco D. piange, chiede, si dispera. E bagna con lacrime e la saliva dei baci la foto di Emiliana nel campo di fiori, scattata la passata estate.
La madre della piccola è un'anima sospesa. Sembra più lucida. Apre la porta ai parenti. Trattiene le lacrime e consola il marito e gli altri due figli. Emiliana aveva una sorellina più grande, di un paio d'anni, e un fratello che frequenta l'università. La mamma ha una parola gentile per tutti. Trova anche la forza di fermarsi davanti alla tv, mentre va in onda il telegiornale. Ritta. In piedi. Ascolta la prima notizia del giorno: "È morta a Napoli una bambina di undici anni... ". Sembra sentire solo la prima frase. Poi il suo sguardo scompare e lei si allontana da tutto e da tutti.
D'Alessio lascia la mano del padre di Emiliana e va da lei. "Cosa accade?", le chiede. La donna, si volta: "Emiliana sognava di fare la cantante e mi diceva sempre: "Mamma, mi vedrai in tv, ci scommetti?". L'ho vista oggi la mia piccina in televisione, ma... ". Non termina la frase. "Emiliana non potrà più cantare, né scrivere le sue piccole poesie", aggiunge.
A casa di Emiliana ci sono amici e parenti. Sono tutti qui, attorno ai genitori e ai fratelli. Nessuna psicosi, come invece è avvenuto a settembre per il primo deceduto a Napoli. Quando Gaetano D., 51 anni, è morto all'ospedale Cotugno, dopo essere risultato positivo al virus dell'influenza A, due mesi fa, i vicini di casa e i parenti isolarono la madre, per paura del contagio e si scatenò nell'intero palazzo e nel quartiere la fobia da virus, sfociata una settimana dopo, addirittura nello sciopero degli autisti degli autobus cittadini, che temevano il contagio.
"Nessuna psicosi a Pompei - precisa il primo cittadino - Io sono qui e tutto il paese è accanto alla famiglia. Sono in stretto contatto con il direttore dell'Asl di Pompei e per ora nessuno mi ha chiesto di chiudere le scuole o di prendere provvedimenti eccezionali. Aspettiamo gli esiti dell'autopsia, lunedì mattina, e poi agirò come mi consiglieranno le autorità sanitarie".
Il sindaco di Pompei ha comunque convocato un vertice in Comune. A suscitare profonda impressione è il decorso fulmineo della malattia. Ieri la città degli Scavi è rimasta incollata alla tv e a Internet per tentare di capire cosa ha ucciso la piccola Emiliana. "Avevo visto i manifestini funebri - racconta Rosa M., una vicina di casa - e mi si era stretto il cuore vista l'età della bimba. Ora ho paura. Io ho due nipoti della stessa età. Quest'influenza arriva davvero ovunque".
In allerta anche Scafati, paese limitrofo, ma in provincia di Salerno, dove la piccola Emiliana frequentava la prima media. Il sindaco Pasquale Aliberti ha convocato un tavolo operativo con il direttore sanitario dell'ospedale e con il responsabile dell'Unità operativa prevenzione collettiva per stabilire "insieme una linea di azione e di intervento, e in caso necessario drastici interventi di profilassi o di chiusura delle scuole".
La famiglia annientata dallo shock "Emiliana era un fiore, ora la verità" - cronaca - Repubblica.it




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