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    Predefinito Alessandro I (Karadjordjevic)



    Purtroppo è passato quasi inosservato il 70 ^ anniversario della morte del Re Alessandro I di Yugoslavia.

    Esempio di monarca religioso e di altri tempi, aiutò la Chiesa Cristiana in Serbia a ricostruirsi dopo 500 anni di dura e a volte feroce dominazione Ottomana ed Absburgica; rinsaldò la tradizionale amicizia tra la nazione Russa e Serba, aiutò gli innumerevoli profughi che scappavano dall'Impero caduto nelle mani dei bolscevichi. Costruì con suoi fondi personali la "Casa di Russia" cioè una struttura composta da Asilo, scuole elementari e superiori, clinica medica e chiesa al fine di aiutare i profughi a mantenere la loro identità culturale.

    Venne assassinato in Francia a Marsiglia il 09/10/1934 da un terrorista legato alle organizzazioni terroristiche macedoni ed ustascia.

    Panichide di suffragio sono state celebrate nelle chiese serbe e russe.

    Eterna memoria - Eonìa su i mnìmi Axiomakàriste ke aìmniste adelfè imon.

  2. #2
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    Una grande figura.
    Ma non mi sembra che la dominazione asburgica si possa considerare feroce...
    Pro aris rege!

  3. #3
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    Beh ovviamente gli Absburgo non erano feroci a livello degli Ottomani, questo è ovvio, alla fine dei conti erano pur sempre cristiani anche loro...., ma questo non vuol dire che fossero dei teneri.

    Dal 1699 con la pace di Karlowitz l'Austria entrò in possesso di notevoli territori ex ottomani e subito iniziarono gli sforzi per indurre i cristiani (ortodossi) del luogo a passare all'unione con Roma.

    I Cristiani Ortodossi vennero divisi in provincie ecclesiastiche che ricevevano dallo stato un trattamento diverso l'una dall'altra.

    La situazione alla metà del1800 era all'incirca: Serbi sotto il Metropolita di Karlovci, Rumeni con il Metropolita di Sibiu e per finire le Chiese di Bucovina, Dalmazia, Bosnia ed Erzegovina comprendenti un mix di popoli balcanici.

    La situazione più infelice era quella dei Rumeni. Dal 1700 (in Transilvania) solo 4 confessioni cristiane erano riconosciute (Cattolico-Romana, Luterana, Calvinista ed Unitaria); le loro chiese non potevano essere di muratura (solo in legno); il clero era degradato al livello dei servi con le conseguenti corvee cui erano esentati gli altri ministri di culto, nessun ortodosso poteva aspirare a posti di lavoro governativi; l'unica via d'uscita per scappare da questa situazione di paria era data dal passaggio all'Unia. Basti pensare che il primo vescovo rumeno accettato negli stati absburgici fu Vasilie Moga nel 1810 !
    Ancora più grande di Vasilie fù il suo successore Andrey Shaguna la cui dedizione alla Chiesa fu così grande che molte comunità di greco-cattolici ritornarono alla Chiesa Madre nonostante gli svantaggi sociali che ciò comportava!

    Venendo ai Serbi essi furono da esempio e guida per gli altri popoli ortodossi di Balcania per la strenua resistenza che opposero ai tentativi di Uniatizzazione (infatti tra loro i greco-cattolici sono pressochè inesistenti) ed infine gli Absburgo avendo bisogno di soldati non osarono forzare più di tanto la mano.

    Per inciso i serbi opposero una strenua resistenza anche agli ottomani, basti pensare al Montenegro unico stato balcanico salvatosi dalla marea turco-mussulmana e rimasto pressochè indipendente sotto la guida dei Vladjka (vescovi/principi ereditari).

    Per concludere basta pensare che solo dalla metà del 1800 gli ortodossi poterono avere l'ingresso delle chiese sulla strada e non sul cortile interno ed avere i segni esteriori dei luoghi di culto tipo croci, campane e campanili !

    Certamente a Trieste gli ortodossi (greci e serbi) se la passavano meglio che nel resto dell'impero, ma essendo esigue comunità di mercanti tornavano utili e quindi un trattamento di favore lo potevano anche ricevere.

    Anaghnosti

  4. #4
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  5. #5
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    La descrizione del ritorno dei romeni della Transilvania alla comunione ecclesiastica con Roma( fine Seicento) non mi sembra molto seria.Non si dice che ritornarono liberamente e che fine alla persecuzione comunista i romeni della regione erano pìu cattolici che ortodossi.Non si parla dei conflitti fra l'ortdodossia serba e i vescovi romeni di Sibiu, della situazione difficile dei romeni ortodossi del Banat nell'Ottocento( sotto gerarchia serba), non si parla del ruolo fondamentale del cattolicesimo romeno nella rinascita nazionale.Una descizione molto parziale, parte della propaganda anticattolica portata avanti da secoli da gruppi fondamentalisti dell'ortodossia romena.

  6. #6
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    L'argomento aveva per oggetto il pio re Alessandro Karadjordjevic e la sua opera tesa a ricostruire la Chiesa dopo duri anni di oppressione.

    Ho anche accennato al diverso metro di comportamento addottato dagli Absburgo nei confronti degli ortodossi viventi entro i loro stati, era la vecchia e sempre efficace politica del "divide et impera" (si scrive così...?) adottata da tutti gli imperi del globo; ritenevo ciò evidente dal contesto.

    Ma per quanto fossero tesi i rapporti tra Romeni e Serbi non furono quelle le motivazioni che portarono molti romeni di Transilvania ad aderire "obtorto collo" all' Unia, così come non lo furono le politiche elleniste dei principi fanarioti imposti dalla Porta.

    La dura realtà era data dal fatto che i Valacchi di Transilvania ancorchè autoctoni erano relegati fin dal medioevo al rango di servi della gleba dalle etnie dominanti ungheresi e sassoni (più i secui affini ai magiari) appartenenti alla confessione Romano-Cattolica (e riformata per molti sassoni).

    L'unica via di uscita ad una situazione così infima socialmente era data dalla conversione al Cattolicesimo o di rito latino o in quella forma ibrida definita greco-cattolica soprattutto dopo l' unione di Brest (Litovsk). E' eufemistico definire tutto questo delle libere conversioni!

    Attualmente in Romania i Greco-Cattolici sono stimati in circa l' 1% della popolazione e mancando le motivazioni dei secoli passati sembrano soggetti al destino di tutte le comunità cattoliche di rito orientale, cioè la latinizzazione totale ed il conseguente fondersi con il rito maggioritario della loro Chiesa.
    (va da sè che non considero la comunità Maronita come Uniata; anzi è una comunità molto forte e spirituale).

    Anaghnosti

  7. #7
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    Predefinito

    Vogliamo ricordare il re Alessandro I con la nostra preghiera anche perchè sappiamo bene che la nostra patria fu ben coinvolta nell'organizzazione del suo assassinio. Devo confessare (e metto a mia somma ingiuria che avrei dovuto ricordarlo facendo il professore anche di storia!) l'anniversario dell'assassinio.
    Credo che le nostre comunità dovrebbero tutte organizzarsi per celebrare un officio funebre in sua memoria.
    Memoria eterna!
    +Vescovo Silvano di Luni

  8. #8
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    Predefinito

    Sul numero dei fedeli greco-cattolici della Romania si potrebbe vedere l'Annuario Pontificio.In quanto lo so io sono circa 750 000 fedeli( registrati delle parrocchie)e 190 000 per lo stato.

    I rapporti fra romeni e serbi portarono tanti romeni ortodossi del Banat a diventare greco-cattolici agli inizi dell'Ottocento.

    Alla fine del Seicento in Transilvania la maggioranza degli ungheresi erano protestanti e non cattolici.

    In quanto sui reali di Serbia: www.royalfamily.org

    Una parte dei reali serbi sono oggi cattolici( i discendenti di SAR Principessa Maria-Pia di Savoia).

  9. #9
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    Predefinito Romeni della Legge di S.Paolo

    Siamo partiti dal buon re Alessandro per finire sulle vicende della Transilvania e sui travagli dei suoi abitanti che amavano definirsi "Romeni della Legge di S.Paolo" a chi li interrogava sulla loro Fede.

    Non molti sanno, inoltre, che ci mancò poco che oltre ai Greco-Cattolici si aggiungessero anche i Greco-Calvinisti a rimproverarci "innumerevoli errori " e ad avocare a se stessi la paternità sulla nazione Romena!

    Constatato il fallimento (contrariamente a quanto accaduto con i cattolici) dei predicatori e ministri vari nel convertire i romeni dall'Ortodossia al Calvinismo, le autorità ungheresi del voivodato cercarono di conquistare la Chiesa attraverso la gerarchia (ben prima di Brest-Litovsk!!!).

    Nel 1566 la Transilvania ebbe il suo primo "vescovo" calvinista di rito bizantino.....tale Giorgio di Singiorz prontamente appoggiato dal voivoda Giovanni Sigismondo Zapolya, i mezzi sono i soliti che poi vedremo in Ucraina, esteriore formalità liturgica, allontanamento del vescovo ortodosso refrattario (Sava di Geoagiu), rifiuto ai laici ribelli dell'ufficio funebre nell'ora della morte e così via....
    Come si vede i gesuiti forse non si ispirarono tanto a Ferrara-Firenze per l'Unione Ucraina (ovviamente plebiscitaria) quanto ai Calvinisti ungheresi della Dieta di Sibiu del 1566!

    Comunque venne anche l'ora per Giovanni Sigismondo ed il nuovo voivoda (poi re di Polonia) Stefano Bathory, cattolico, rispettava sinceramente l'ortodossia e questa fu la fine per i Greco-Calvinisti.

    Per inciso Stefano Bathory è importante anche per noi ortodossi d'Italia perchè nel 1586, poco prima di morire, scriveva al Papa di Roma per tutelare dalle intromissioni dei vescovi cattolici gli ultimi ortodossi del Sud Italia (formalmente uniati) .

    Morto il Bathory sorse un altro Sigismondo questa volta cattolico e di Polonia e sull'Ucraina scese la notte delle violenze, così come tristemente scrissero i nobili di Lituania nel 1599 da "Atti della Confederazione Lituana" :
    "..l'oppression et la violence redoublent et se multiplient, de par de la haine du clergé romain.Notre securité est compromise sur tous les points du royaume. La plupart de nos églises, de nos cathédrales, et de nos monastères sont frappeés d'interdit, spoliés et dèvastés......La fermeté dans la foi est pour les membres de notre clergé une source de vexations et de souffrances......
    (da "Lumiere du Thabor" - 2éme trimestre 1988 - n.18)

    Oppure sempre i deputati di Lituania alla Dieta di Varsavia del 1622:
    "..voilà vingt-huit ans que notre peuple russe vient en ce lieu faire exposer à chaque Diète les violences et les outrages portés a son indipendence, supplier avec larmes qu'on lui assure quelque repos. Dans la Russie Blanche, l'eveque apostat de Polotzk, qui se donne le nom de Josaphat, maintient depuis cinq ans les scellés sur les églises d'Orcha et de Mohileff........"
    (da "Lumiere du Thabor" - 2éme trimestre 1988 - n.18)

    In Transilvania tutto questo arrivò circa 100 anni dopo grazie agli austriaci !

    Penso che di fronte a tutte queste sofferenze ci sia poco da dire e da pretendere.........

    Tutto questo appartiene al passato, quindi ora sopportiamoci a vicenda (il max. che si può sperare attualmente) senza fantasticare impossibili restaurazioni.

    Anaghnosti

    P.s.: gli ungheresi erano effettivamente in maggioranza calvinisti, così come i sassoni erano luterani. Però alla fine del 1600 la "reconquista" cattolica stava dando i suoi frutti, così da far sembrare un "intermezzo" storico il periodo Riformato.

  10. #10
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    Predefinito

    Il tentativo calvinista c'è stato e non è cessato nemmeno davanti al ritorno dei romeni alla comunione ecclesiatica con Roma( comunione essistata fino agli inizi del secondo millenio e pioi riconfermata per un breve periodo a Firenze).Quando la maggioranza dei romeni del principato divvenero cattolici i calvinisti hanno tentato di appogiare il clero ortodosso filocalvinista del nord ( caso "Tirca").

    Oggi gli ungheresi sono rimasti in maggioranza calvinisti mentre i romeni sono in billico fra ritornare al cattolicesimo o essere ortodossi o protestanti.

 

 
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