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    Predefinito CONSERVATORISMO E REAZIONE - IL FORUM

    Conservatori– Il Forum



    Chi siamo

    Conservatori è un forum che ha l’intento di promuovere su Internet la conoscenza del pensiero e delle politiche conservatrici. E’ attivo sul sito web Politica in Rete, un portale incentrato sulla discussione politica, aperto a punti di vista molteplici, compresi naturalmente quelli conservatori.


    Un po’ di storia


    Conservatorismo: cos’è?

    Alla base del conservatorismo politico non c’è un’opera sistematica, una scuola filosofica o un partito. Questo perché – a differenza delle ideologie di sinistra che su questo fanno riferimento e perciò sono più facilmente riconoscibili e inquadrabili sul piano teorico e storico - essere conservatori ha significato essenzialmente voler rinnovare le leggi eterne, conseguendo politiche volte a differire la decadenza degli organismi sociali, attraverso un lento e progressivo mutamento o talvolta anche a prezzo di radicali trasformazioni. In ragione di ciò il conservatorismo ha finito con l’assumere forme molteplici, complementari e persino contraddittorie, a seconda degli uomini, dei Paesi e delle epoche in cui si è inverato, facendosi sempre vanto di questa unità nella diversità, del suo saper conciliare il particolare con l’universale, le esigenze delle piccole patrie con l’idea di Impero.

    Dato per morto, è risorto…

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, in Europa il conservatorismo è divenuto sinonimo di passatismo o di gretta amministrazione dello status quo. Al contrario, negli Stati Uniti, dove le condizioni politiche erano diverse e più congeniali alla destra, si è avuta una rifioritura dei principi conservatori radicati nell’opera di Edmund Burke. Per un conservatore la realtà e la natura rappresentano qualcosa di dato e di normativo che definisce i limiti dell’uomo ed è fonte di verità in un mondo in continua trasformazione; la storia è il deposito immortale di insegnamenti e regole moralmente vincolanti per la vita presente, punto di orientamento costante per l’individuo e per la società; la tradizione è il mezzo con cui proteggere la moralità sociale, opponendo ai ragionamenti astratti le modalità di comportamento ereditate dai nostri antenati; l’ordine è il primo dei bisogni umani, motivo per cui in una società sono necessarie strutture gerarchiche con ruoli e responsabilità differenziati; la libertà sottrae l’autonomia individuale alle continue insidie del potere statale, che non è certo fonte di virtù pubbliche. Questi principi, adattati alla realtà americana, hanno evidenziato le profonde istanze di libertà presenti nella tradizione anglosassone e sono riusciti a far guadagnare al conservatorismo liberale notevoli successi politici.

    Controrivoluzionari, liberali e nazionalisti

    In Europa un autentico pensiero conservatore si sviluppa in reazione ai moti rivoluzionari dell’Ottantanove, a difesa dell’Ancient Regime contro i furori giacobini. A questa Reazione cattolica e controrivoluzionaria, si è opposta, e successivamente sovrapposta una Destra liberale che ha combattuto le più audaci riforme democratiche, accompagnando le rivoluzioni nazionali al seguito delle monarchie. In terra inglese la reazione conservatrice ha trovato un punto d’arrivo nel sogno romantico della democrazia tory, paternalista e imperialista.
    In risposta alla Rivoluzione d’Ottobre conservatori e reazionari europei si sono divisi in merito al sorgente nazionalismo e laddove hanno finito con l’appoggiare i movimenti fascisti sono stati travolti con essi dagli esiti della guerra. Questo è il motivo per cui, dalla ricostruzione ad oggi, in alcune nazioni europee il conservatorismo non è più riuscito a risorgere in forma partitica, accontentandosi di emergere di tanto in tanto all’interno di raggruppamenti ad esso estranei quando non addirittura ostili (vedi i cristiano-democratici, i liberali oppure i nazionalisti). Attualmente i conservatori europei si battono per la difesa della morale cristiana, per una politica continentale non centralistica ma rispettosa delle autorità nazionali, guardano con apprensione all’espandersi dell’Islamismo e cercano di regolamentare le ondate immigratorie. Posizioni, queste ultime, che fino a ieri erano proprie soltanto della destra reazionaria e xenofoba, ma che gli effetti disgregatori ed antitradizionali della globalizzazione hanno inserito nelle agende dei partiti moderati. Questi, nelle ultime campagne elettorali, accanto ai tradizionali appelli alla libertà e al merito, hanno riportato d’attualità termini caduti in disuso quali Valori, protezione sociale, preferenza nazionale. Che sia questo il viatico in Europa, di un prossimo fusionismo conservatore?


    Le nostre finalità

    Uniti nella diversità

    Il forum Conservatori intende dibattere, studiare e diffondere il conservatorismo nell’accezione più ampia del termine. Verranno considerati conservatori personalità e movimenti che si sono definiti esplicitamente tali e altri che, pur avendo utilizzato per la loro politica una terminologia diversa, hanno svolto egualmente la funzione di freno alle ideologie rivoluzionarie.Come nella realtà, anche su Pol la molteplicità è il tratto peculiare del conservatorismo, presente in gruppi e personalità di diversa formazione culturale, accomunate dall’avversione ai programmi della sinistra, ma talvolta agli antipodi riguardo le considerazioni sull’eredità storica e le politiche correnti.

    Conservatori ha l’obiettivo di riunire tutti i conservatori che partecipano alla vita forumistica del portale al fine di accrescerne il tasso culturale, affinché possano difendere meglio e con maggiore consapevolezza le proprie ragioni da quelle delle forze politiche avversarie. Dinanzi alla varietà della domanda - monarchici e reazionari, tradizionalisti cattolici e pagani, conservatori classici e liberali, paleoconservatori e paleolibertari, democratici e autoritari, neopopulisti e anarco-capitalisti - si cercherà necessariamente la strada del confronto piuttosto che quella della condivisione, della coesione invece che della fusione, lasciando alla politica vera, e non a quella virtuale, l’arduo compito di trovare sintesi possibili e percorsi comuni per i nostri conservatori.

    Evitando le polemiche e le contrapposizioni tra le diverse aree culturali si guarderà alla politica conservatrice da prospettive diverse e talvolta contraddittorie. Con la speranza che questo impegno possa servire ad alimentare la conoscenza e la curiosità intellettuale in merito al conservatorismo di ieri, di oggi e di domani.



    I moderatori di Conservatori

    FalcoConservatore
    Florian
    Ultima modifica di Florian; 18-11-09 alle 00:16

  2. #2
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    Predefinito Rif: CONSERVATORISMO E REAZIONE - IL FORUM

    Conserva-types
    Una mappa della gens conservatrice


    Pensate che i conservatori, in fondo, siano tutti uguali? Sbagliato. E’ possibile infatti elencare un’ampia gamma di “modelli” per una politica conservatrice, nei quali ognuno di noi può facilmente riconoscersi.



    IL CONTRO-RIVOLUZIONARIO

    Rivoluzione e contro-rivoluzione. Il conservatorismo politico ha una data fatidica: 1789, ancora oggi spartiacque per coloro che in politica intendono innanzitutto conservare e rinnovare rispetto a quanti mirano invece a distruggere per ricominciare da zero. A destra l’esperienza e le consuetudini, a sinistra la fantasia e i progetti. A deridere questi ultimi per primo fu il pensatore e politico irlandese Edmund Burke, sulle cui riflessioni in merito alla Rivoluzione francese si organizzarono tutte le forze della controrivoluzione. Con la sensibile differenza che Burke era un anglicano whig, mentre i controrivoluzionari continentali erano cattolici e assolutisti.

    Da allora ad oggi il contro-rivoluzionario ha sempre inteso difendere la Tradizione cattolica dagli attacchi rivoluzionari di qualunque colore politico. Egli, per quanto fedele alla monarchia e all’aristocrazia, è legato infatti innanzitutto al Magistero della Chiesa, depositaria dell’unica Verità. Per questo motivo il controrivoluzionario non si sente a suo agio con le etichette politiche e col tempo ha finito con l’accettare più per abitudine che per reale convinzione di essere additato a “conservatore” e “di destra”. In realtà, più che conservatore, il controrivoluzionario è di regola un radicale, sempre accorto a non mischiarsi con quelle che considera come le “false destre”, venute storicamente a patti con la Rivoluzione e talvolta diventate persino strumenti di essa.

    Nazione di riferimento: Francia, Spagna
    Intellettuali: Joseph De Maistre, Juan Donoso Cortes
    Politici: Juan Vasquez de Mella
    Collocazione: estrema destra


    IL CONSERVATORE TRADIZIONALISTA

    A differenza del controrivoluzionario puro, il conservatore tradizionalista è colui il quale, pur provenendo generalmente dallo stesso ambiente e avendo avuto la stessa formazione culturale, è più incline alle ragioni del compromesso e alle necessità della politica. Per questo, pur essendo idealmente anch’egli un radicale nella difesa della Tradizione, nella pratica si mostra più conservatore. Questo atteggiamento relativamente moderato genera un conflitto interno al mondo tradizionalista/controrivoluzionario, con accuse incrociate di prestare il fianco alle forze rivoluzionarie. Per i controrivoluzionari “puri” i conservatori sarebbero nient’altro che una sorta di cavallo di troia per il liberalismo, il radicalismo e il socialismo. I conservatori tradizionalisti imputano invece ai loro “gemelli” di favorire, in nome dell’intransigenza ideologica, l’avanzata della Rivoluzione che a loro dire può essere frenata solo spostando “a destra” il mondo liberale/moderato.

    Nazione di riferimento: Austria
    Intellettuali: Plinio Correa de Oliveira, Thomas Molnar, Augusto del Noce
    Politici: Klemens von Metternich
    Collocazione: destra


    IL REAZIONARIO

    Reazionario è chi rifiuta la modernità sognando di riportare alla luce i fasti di un passato generalmente remoto. Esistono due tipi di reazionari, molto diversi fra loro. Il primo, il reazionario tipico, è colui che del passato vorrebbe conservare non solo gli ideali, ma anche le forme. Cosa evidentemente impossibile, per cui l’approccio di questo reazionario è oggi, il più delle volte, snobisticamente impolitico. Si guarda la decadenza contemporanea con altezzoso disgusto senza preoccuparsi più di frenarla attraverso l’azione politica, ormai interamente degenerata.

    Nazione di riferimento: Francia, Germania
    Intellettuali: Thomas Mann, Julius Evola, Nicolas Gomez Davila
    Politici: Charles Maurras
    Collocazione: estrema destra


    IL RIVOLUZIONARIO CONSERVATORE

    Alcuni reazionari non accettano però questo atteggiamento passivo e intendono combattere la Rivoluzione con i mezzi della Rivoluzione stessa. E’ il paradosso della Rivoluzione conservatrice, ovvero la negazione della negazione, che nella storia ha dato vita a vari tipi di “socialismo nazionale”. Il nemico principale in questo caso non è più la sinistra, ma il liberalismo, considerato il vero artefice del processo rivoluzionario. Per il rivoluzionario conservatore la “conservazione” è rivolta ad un futuro in cui la post-modernità si andrebbe a sposare felicemente con elementi di arcaismo, e si persegue ogni genere di “sintesi” politica in grado di rompere la “falsa” contrapposizione destra/sinistra, tutta interna all’odiata modernità, liberale ed illuminista.

    Nazione di riferimento: Germania, Francia
    Intellettuali: Georges Sorel, Oswald Spengler, Ernst Juenger
    Politici: Gregor Strasser
    Collocazione: estrema destra/estrema sinistra


    IL NAZIONAL-CONSERVATORE

    Diversamente da questi conservatori, tutti in qualche modo fuoriusciti dall’Ancient Regime, il nazional-conservatore vede la luce con la modernità, il liberalismo e le guerre per l’indipendenza nazionale. In Europa il conservatorismo liberal-nazionale si fonda sulla Rivoluzione francese e sul suo fondamento laico. Un tempo espressione tipica della destra, dopo la seconda guerra mondiale i nazional-conservatori si sono maggiormente spostati verso il centro, condividendo in alcuni casi con i moderati l’esaltazione per uno Stato forte e attivo.

    Nazione di riferimento: Germania, Francia
    Intellettuali: Heinrich von Treitscke
    Politici: Otto von Bismarck, Charles De Gaulle
    Collocazione: destra/centrodestra


    IL CONSERVATORE CLASSICO O LIBERALE

    Il conservatorismo classico nasce in Inghilterra in risposta al radicalismo filofrancese grazie al pensiero old whig di Burke e si fissa successivamente nell’azione del partito tory. Intriso di elementi liberali, agli inizi del Novecento il conservatorismo britannico ha accentuato il suo amore per le libertà aprendo le proprie fila ai resti del vecchio partito whig. Dopo la Seconda Guerra Mondiale è rifiorito negli Stati Uniti dove ha costituito la base teorica del nuovo conservatorismo americano. I conservatori classici di tipo anglosassone rappresentano il modello più vicino al conservatorismo libertario e tradizionalista, coi quali condividono il debito verso Edmund Burke.

    Nazione di riferimento: Inghilterra
    Intellettuali: Edmund Burke, Thomas S. Eliot, Russell Kirk
    Politici: Lord Salisbury
    Collocazione: centrodestra


    IL CONSERVATORE SOCIALE

    Il conservatore sociale (o red tory), è una variante “sociale” del conservatore classico, da quando il tory di estrazione radicale, Benjamin Disraeli, rimase colpito dalla profonda differenza di classe nell’Inghilterra vittoriana e propose, contro il suo stesso partito, di rendere due nazioni una (conservatorismo “one nation”). Da allora questo conservatorismo paternalista, con i suoi elementi di liberalismo e di radicalismo, ha finito col rappresentare la “sinistra” del torysmo ed ha avuto i suoi massimi esponenti in Winston Churchill e Harold MacMillan. Il conservatorismo sociale, diffusosi nel Novecento nei paesi scandinavi, non è ostile al welfare state ed è piuttosto aperto a politiche sociali di stampo liberale.

    Nazione di riferimento: Inghilterra, paesi scandinavi
    Intellettuali: Benjamin Disraeli
    Politici: William Churchill, Harold MacMillan
    Collocazione: centrodestra/centro


    IL CONSERVATORE LIBERTARIO

    Detto anche “fusionismo”, il conservatorismo libertario rappresenta l’incontro del libertarismo con il conservatorismo classico. Proprio degli Stati Uniti, ove è assente una solida tradizione reazionaria, il conservatore libertario si è giovato del cedimento del liberalismo contemporaneo all’avanzare del socialismo per rinnovare il conservatorismo classico e fornire un’alternativa politica al riformismo di sinistra. Con Reagan e Thatcher è giunto al potere ponendosi fra le più interessanti e vitali forme di conservatorismo contemporaneo.

    Nazione di riferimento: Stati Uniti
    Intellettuali: William F. Buckley, Frank S. Meyer
    Politici: Barry Goldwater, Ronald Reagan, Margaret Thatcher
    Collocazione: centrodestra


    IL FEDERALISTA

    Il federalista è un conservatore che ha a cuore le tradizioni e le autonomie locali. Antiautoritario e antimperialista, fondamentalmente populista, il federalista sottolinea il valore primario della religione e delle culture autoctone, ragion per cui abbraccia politiche regionalistiche e talvolta persino secessioniste.

    Nazione di riferimento: Germania, Italia
    Intellettuali: Gianfranco Miglio
    Politici: Franz-Josef Strauss, Umberto Bossi
    Collocazione: estremo centro/estrema destra


    IL NEOPOPULISTA

    Il neopopulista è un conservatore piuttosto sui generis, in quanto mescola elementi di tradizionalismo, di bonapartismo e di liberalismo. Come il federalista, il neopopulista disprezza le èlites culturali, economiche e politiche, esaltando il popolo come unica fonte di sovranità. Nato a sinistra con il repubblicanesimo, il populismo si è nel tempo spostato verso destra e l’estrema destra. Punti fermi della politica neopopulista sono il rifiuto dell’immigrazione e del mondialismo.

    Nazione di riferimento: Francia, Austria, Olanda
    Intellettuali: Guillaume Faye
    Politici: P. Poujade, Joerg Haider, Pym Fortuyn
    Collocazione: estrema destra


    IL PALEOCONSERVATORE

    Proprio degli Stati Uniti il paleoconservatorismo è una forma aggressiva di conservatorismo, diretta filiazione degli antifederalisti e della Old Right prebellica. I paleocon sono isolazionisti, libertari, tradizionalisti e decisamente ostili ad ogni forma di immigrazione.

    Nazione di riferimento: Stati Uniti
    Intellettuali: Thomas Jefferson, Paul Gottfried, Thomas Fleming
    Politici: Pat Buchanan
    Collocazione: destra/estrema destra


    IL TEOCONSERVATORE

    Il teoconservatore o conservatore religioso rappresenta una figura di militante politico tipica della realtà americana e ancora pressocchè sconosciuta in Europa. La battaglia teoconservatrice è volta a rendere gli Stati Uniti un paese cristiano e si focalizza su alcune specifiche issue, prima di tutte quella relativa all’aborto. I teoconservatori - al loro interno divisi tra l'ala dura dei fondamentalisti protestanti e quella più moderata degli evangelicals e dei cattolici conservatori - differiscono dai tradizionalisti in quanto rappresentano un movimento in gran parte democratico e populista che ha finito con l’abbracciare una forma “compassionevole” di capitalismo dopo una lunga diffidenza verso le politiche di mercato.

    Nazione di riferimento: Stati Uniti
    Intellettuali: Richard J. Neuhaus, Billy Graham, George Weigel
    Politici: George W. Bush
    Collocazione: destra/centrodestra


    IL NEOCONSERVATORE

    Il neoconservatorismo rappresenta un particolare aspetto del conservatorismo americano contemporaneo. I neocon, per via della loro origine liberal amano collegarsi al torysmo radicale di Churchill, dal quale tuttavia si differenziano per la critica al relativismo culturale (di marca liberale e non tradizionalista) e la vicinanza politica con la destra fondamentalista protestante. Altro aspetto caratterizzante è la politica estera fortemente aggressiva in chiave democratica che alcuni intellettuali hanno avvicinato a Theodore Roosevelt e all’imperialismo whig di William Gladstone.

    Nazione di riferimento: Stati Uniti
    Intellettuali: Irving Kristol, Norman Podhoretz
    Politici: Dick Cheney
    Collocazione: destra/centrodestra


    IL LIBERTARIO DI DESTRA

    Tipico della realtà americana, da non confondersi con il libertario di sinistra, il right-libertarian è un “conservatore” in quanto intende conservare la tradizione liberale classica e libertaria del proprio paese. Strenui nemici dello Stato, i libertari di destra possono essere atei (Rand) oppure filocristiani (Rothbard), culturalmente liberal o tradizionalisti, miniarchici o anarchici. Generalmente i libertari sono soliti convergere in alleanze politiche con i conservatori, dalla “Old Right” prebellica al recente “paleolism”. In Europa il right-libertarian è parte integrante della cosiddetta "destra liberale".

    Nazione di riferimento: Stati Uniti
    Intellettuali: Alfred J. Nock, Ayn Rand, Murray N. Rothbard
    Politici: Ron Paul
    Collocazione: destra/estrema destra


    IL LIBERALE CONSERVATORE

    Da non confondere con il conservatore libertario e nemmeno con il right-libertarian, anche se con quest’ultimo le similitudini non mancano, il liberale conservatore rappresenta “solo” l’ala destra del liberalismo, che può condividere con il conservatorismo il retaggio culturale tradizionale e l’insofferenza per il libertinismo filosofico.

    Nazione di riferimento: Austria, Stati Uniti,
    Intellettuali: Friedrich von Hayek, Isaiah Berlin
    Politici: William Gladstone
    Collocazione: centrodestra


    IL MODERATO

    Moderato è colui che intende solitamente “conservare” lo status quo. Contrario ai processi violenti e ai radicalismi di varia sorte, guarda piuttosto al centro come al luogo della mediazione e del compromesso. Il suo riferimento più prossimo sono i conservatori sociali, i liberali e persino i socialisti, con i quali condivide la preoccupazione per una certa uguaglianza sociale. Diversamente da questi, che sono laici, il moderato è però intimamente legato alla dottrina sociale della Chiesa.

    Nazione di riferimento: Italia, Germania
    Intellettuali: Papa Pio XI, Luigi Sturzo, Ludwig Erhardt
    Politici: Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer
    Collocazione: centro


    Questo è il “bestiario” conservatore. E tu, che conservatore sei?



    (a cura di Florian)
    Ultima modifica di Florian; 02-11-09 alle 10:16

  3. #3
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    Predefinito Rif: CONSERVATORISMO E REAZIONE - IL FORUM

    Conservatorismo, populismo, reazione, destra
    Una "Sacra Alleanza" contro la sinistra



    Citazione Originariamente Scritto da Sollus
    Quando dico che in Italia la destra non può che essere "reazione" intendo semplicemente dire che, difettando nel nostro Paese istituzioni solide e credibili (e non intendo dilungarmi sulle cause di ciò), il conservatorismo di casa nostra deve necessariamente basarsi su una "reazione" alle rivoluzioni, culturali e politiche, che numerose elites amano imporci.

    Non si tratta di essere papisti o assolutisti e vagheggiare un passato che non può ritornare.
    Si tratta semplicemente di raccogliere il testimone della destra, che a differenza della sinistra non nasce, ma si afferma per difendere l'ordine per la cui sovversione nasce invece la sinistra, che in Italia è stata ed è ancora molto forte.

    La “nuova fase” del nostro forum è iniziata a partire da questo felice spunto fornitoci da Sollus in merito al rapporto, qui in Italia, tra conservatorismo e reazione. Nel suo additare come obiettivo di questa reazione conservatrice le “rivoluzioni, culturali e politiche, che numerose elites amano imporci”, Sollus di fatto aggiungeva al binomio conservatorismo/reazione, anche un terzo elemento, quello del populismo.

    In questo, il pensiero di Sollus si ricongiungeva a quello di un altro nostro forumista, carlomartello, che su posizioni populiste aveva tracciato un ponte tra il conservatorismo e la reazione:

    Citazione Originariamente Scritto da Carlomartello
    …i conservatori non possono abiurare il Cristianesimo. La sola strada che vediamo è il maurrassismo.
    Su Politica Online conservatori, reazionari e populisti hanno marciato fino a ieri divisi perché hanno sempre anteposto le proprie battaglie “identitarie” ad una visione comune. Mancava ancora un quarto e superiore elemento coagulante. Questo elemento, già presente nell’intervento di Sollus, è, a parer nostro, la destra.

    Conservatorismo, reazione, populismo, destra. Concetti che, messi correttamente in ordine, danno seguito alla seguente equazione:

    Destra : Reazione = Conservatorismo : Populismo.

    Che significa? Che se la destra storicamente è apparsa come una reazione (alla sinistra), il conservatorismo moderno si scopre populista nel momento in cui i centri del potere politico e intellettuale sono di fatto diventati patrimonio di élites progressiste.

    Questa realtà, che osserviamo tutti i giorni, era già propria dell’Ottocento, quando in Francia la borghesia liberale illuminata, saldamente al potere, aveva favorito la “strana” alleanza monarchica di controrivoluzionari e nazionalisti (Action Francaise). Quell’alleanza non fu immune da rischi e da pericolose deviazioni, ma diede di fatto vita ad una “reazione” antiprogressista che, nel bene e nel male, riuscì ad opporre un consistente argine al socialcomunismo.

    Ancor oggi, magari in forma diversa, un populismo saldamente ancorato alla Tradizione cattolica, può rivelarsi l’opzione politica necessaria per difendere le ragioni della destra conservatrice e controrivoluzionaria.

    Non si è riflettuto mai abbastanza, a destra, dei pericoli insiti nel nazionalismo. I nazionalismi hanno rappresentato un’arma potente contro la modernità e l’azione politica progressista, se non fosse che i conflitti maggiori sono avvenuti ancor più spesso tra loro e ad approfittarne è stato sempre l’internazionalismo delle sinistre. Anche il protezionismo, in quest’ottica, si è rivelato spesso un problema nella misura in cui ha favorito uno scontro fra nazionalismi.

    Noi, al contrario, per la nostra “reazione conservatrice” avremmo bisogno di un’internazionalismo di destra, che esalti le peculiarità locali grazie ad un’idea più alta della stessa nazione, ovvero quella dell’Imperium cristiano. Non è infatti la “volontà di potenza” di un singolo popolo, ma l’ordine della Cristianità medievale che deve essere il mito unificante di tutte le destre, così come il Rinascimento pagano è ancor oggi l’humus di tutte le sinistre.

    Allo stesso modo, però, la destra deve considerare che la storia non si è mai fermata, per cui essa non si può fissare in un particolare punto della storia - sia esso il 1789, il 1945 o il 1989 – e pretendere che l’avversario, che per di più ha il pallino in mano, stia al suo gioco. Pur mantenendo inalterato il nostro orizzonte, dobbiamo tutti sforzarci di non eludere la situazione presente e la realtà delle forze politiche in campo. I nostri eroi, siano essi Metternich, Bismarck o Mussolini, sono tutti morti, e non saranno certo i loro fantasmi a togliere il sonno ai nostri avversari.

    In questo periodo storico la sinistra, disorientata e sprovvista di una concreta visione politica, ha comunque la forza per opporsi a qualunque destra che le si porga dinanzi: da George W. Bush, a Berlusconi, a Sarkozy, a Putin. Tuttavia, per quanto sia forte in essa la difesa dei diritti umani, l’ossessione dell’uguaglianza è ancora più forte e ciò la porta ad avere come nemico principale gli Stati Uniti, la cui politica è sovente identificata con l’avanguardia “imperialista” della destra repubblicana. L’odio che la sinistra nutre per lo Stato americano è speculare all’ingenuo amore che prova per la sua cultura popolare, e si estrinseca in due ragioni strettamente collegate:

    - l’America è la nazione più potente del mondo;

    - l’America è il bastione della civiltà occidentale.

    Per la sinistra la potenza americana impoverisce di fatto le restanti regioni del mondo, mentre l’Occidente, con la sua pretesa di “superiorità”, è colpevole di imperialismo culturale. Per questi motivi, la sinistra egualitaria colpendo l’America intende sbarazzarsi di ciò che nel mondo primeggia: il libero mercato, la razza bianca, il modello patriarcale, il cattolicesimo, e quel “canone occidentale” che ha come punte massime Dante e Shakespeare.

    Contro tutto ciò la sinistra promuove il socialismo, il multiculturalismo, il femminismo, il sincretismo religioso oppure l’Islam, e le culture primitive. Verrebbe da dire, ironizzando, civiltà o barbarie, se non fosse che i barbari, purtroppo per noi civili, stanno vincendo.

    Sul fronte destro, infatti, si è da tempo creato un solco tra i difensori dell’Occidente a guida USA e gli alfieri della sovranità europea e/o eurasiatica, proposta in chiave antiprogressista e al contempo occidentale. Questa divisione geopolitica si riverbera in altri contrasti minori, come quello economico tra liberalismo e protezionismo, tra rigore e sviluppo, etc.

    Il contrasto tra le due visioni ha toccato il suo punto massimo in occasione della guerra in Iraq, che, nonostante lo sventolìo di bandiere arcobaleno, si è caratterizzato paradossalmente più come conflitto tra due diversi modelli di destra (Bush vs Chirac, neocons vs paleocons, idealisti vs realisti), che tra la destra e la sinistra. Quest’ultima si è ridotta politicamente allo zapaterismo, ovvero al matrimonio gay, e in altre occasioni una destra unita avrebbe potuto avvantaggiarsi di questa superiorità politica per tradurla magari in una superiorità intellettuale. Così invece non è avvenuto e la destra politica e la destra culturale si ritrovano ancora divise e incapaci di trovare una sintesi comune.

    La destra culturale dovrebbe sforzarsi di superare il suo antiamericanismo ottocentesco, riconoscendo che la storia dell'Occidente è profondamente cambiata nel corso dell'ultimo secolo. Mentre infatti la caduta del nazifascismo spostava l'asse della politica europea decisamente a sinistra, in maniera del tutto particolare si è sviluppato oltreatlantico un modello di destra populista che ancor oggi rappresenta il riferimento primo non solo di tutti i partiti e i movimenti conservatori europei, ma anche di quelli nazionalpopulisti. Avere in odio Bush o la Palin per il solo fatto che non sono particolarmente istruiti, o peggio perchè l'America è nata come una repubblica ed è stata il modello delle rivoluzioni liberali e massoniche continentali, è anacronistico. Non si tiene infatti conto dei profondi mutamenti che hanno interessato quel paese e quelle genti (come l'Europa stessa, dimentica ormai dei suoi nobili trascorsi), una parte dei quali è oggi in prima linea nella difesa vigorosa del nostro patrimonio culturale e religioso.

    Al tempo stesso la destra politica americaneggiante dovrebbe prestar maggior attenzione alle ragioni poste all'attenzione dalla destra culturale. Quando infatti quest'ultima si allontana dalla prima, ecco che rischia di sbandare a sinistra (De Benoist); mentre l'altra, ogni qualvolta ritiene di poter far da sola, rifugiandosi nel pragmatismo più gretto, è destinata a scivolare inevitabilmente verso il centro (Sarkozy).

    Posto che il compito titanico di riavvicinare le due destre non spetta certo a questo forum, possiamo però nel nostro piccolo cercare di individuare quello che potrebbe essere un ponte tra teoria e azione politica, oltre ad un un comune denominatore per tutte le destre internazionali, quattro punti per una reazione conservatrice:

    1) preservare l’eredità cristiana dell’Occidente dal laicismo, dal sincretismo religioso, e dall'Islam;

    2) mantenere la distinzione tradizionale dei sessi, in opposizione all’orgoglio omosessuale e al femminismo;

    3) salvaguardare la razza bianca dal meticciato;

    4) difendere il diritto alla proprietà contro tutti gli espropri statalisti e proletari.

    Queste sono, a ben vedere, le battaglie su cui si misurano oggi la destra e la sinistra internazionali. Non è in corso una battaglia geopolitica tra America e Europa, né tra Occidente e Oriente, o tra nord e sud del mondo; sono queste scaramucce dovute all’egoismo di pochi che non muteranno il destino del mondo. Il vero conflitto è di matrice culturale, e questo attraversa trasversalmente i popoli e i continenti, tant’è che può ben definirsi una guerra tra chi ha a cuore l’ordine e chi il disordine; tra chi è orientato verso il divino e chi verso il demoniaco.

    La destra ha il dovere di riscoprire l’unità antiprogressista al di là di ogni terrena sovranità. L’obiettivo primario deve essere quello di creare un contro-establishment conservatore che possa promuovere una reazione politica attraverso il populismo. C’è bisogno di una Internazionale delle destre raccolte insieme da un sacro vincolo comune: il ripristino della Cristianità in Occidente.


    Florian
    Ultima modifica di Florian; 02-11-09 alle 10:00

 

 

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