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Discussione: Revisionismo.

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    Predefinito Revisionismo.

    Da NoReporter .org:

    I mezzi di comunicazione di massa, in genere, ci travolgono con
    enormi quantità di notizie, a volte interessanti, a volte meno. La
    cosa principale, nella diffusione delle notizie, tuttavia, è che
    queste siano politicamente corrette, cioè che rientrino nel rispetto
    del pensiero unico imposto dai poteri forti e dalle lobby politico-
    finanziarie internazionali tramite i vari governi in carica nei
    singoli paesi, con la collaborazione di una elite di intellettuali
    che hanno accesso al grande pubblico tramite il veicolo della
    pubblicità, dello spettacolo, della cultura, del cinema, del
    giornalismo e dell'insegnamento scolastico.
    Passano così sotto silenzio notizie come la catastrofica situazione
    in Sud Africa solo perchè gli attuali dirigenti sono neri e non
    bianchi, la stessa cosa vale per la Namibia. Non si parla delle
    situazioni che coinvolgono il Madagascar o il Myanmar (ex Birmania),
    dove i liberatori a stelle strisce ne stanno facendo di cotte e di
    crude, per non parlare del vergognoso caso Priebke, il più anziano
    detenuto europeo al quale è stato persine vietato di rivedere la
    moglie gravemente malata, deceduta purtroppo da poche settimane.
    Spesso si usa e si abusa del termine diritti umani dei quali si
    occupano, ipocritamente e quasi sempre inutilmente, personaggi di
    spicco dello sport, dello spettacolo e della politica, al solo scopo
    di farsi pubblicità.
    Questi diritti, tuttavia, riguardano solo una parte dell'umanità.
    Nel lontano, democratico e civilissimo Canada, ad esempio, pare che
    questi diritti umani non valgano per tutti.
    A parte qualche quotidiano canadese, nessun quotidiano europeo,
    Italia compresa, ha dato la notizia che un signore di nome Ernst
    Zuendel, 65 anni, di origine tedesca, emigrato in Canada negli anni
    50, dal Febbraio 2003 è in galera in una cella di isolamento presso
    il Metro West Detention Center di Rexdale, nei pressi di Toronto.
    Questo signore non ha diritto ad avere una sedia, una biro, block-
    notes o libri da leggere. Quello che riesce a scrivere lo fa su
    pezzi di carta (anche igienica) e con spezzoni di matita raccimolati
    all'interno del carcere. Scrive sul coperchio del WC genuflesso con
    un cuscino sotto le ginocchia. Le luce della cella è accesa 24 ore
    al giorno. Ha diritto quotidianemente ad un'ora d'aria e la sua
    salute è precaria.
    E' accusato dal CSIS (il servizio segreto canadese) di essere un
    pericolo per la sicurezza del Canada.
    Qualcuno si chiederà che diavolo possa aver combinato un tipo
    simile: serial killer? terrorista? narcotrafficante? spia?
    No, niente di tutto questo. Il suo capo d'accusa ufficiale è quello
    di non essersi presentato ad un appuntamento fissatogli dall'Ufficio
    Immigrazione degli Stati Uniti, dove risiedeva da alcuni anni
    assieme alla moglie Ingrid Rimland, nata in Ucraina da famiglia
    tedesca ma diventata, molti anni dopo, cittadina americana.
    Tale appuntamento, in verità, fu rinviato telefonicamente dalle
    autorità stesse e quindi, ovviamente, Zuendel non si presentò.
    Ciò nonostante, il 5 Febbraio 2003 le autorità federali americane si
    presentano alla sua casa di Pigeon Forge nel Tennessee, lo
    ammanettano e lo sbattono in carcere, fintanto che non viene
    estradato in Canada dove ancora oggi è detenuto arbitrariamente ed
    illegalmente, accusato di essere un pericolo per la nazione ma senza
    spiegarne il motivo.
    Chiunque si chiederà perchè mai una persona, inizialmente accusata
    di non essersi presentata all'Immigrazione USA per il rinnovo del
    visto, debba essere estradato in Canada e rinchiuso in un carcere di
    massima sicurezza.
    Ci si chiederà altresì, come mai per un presunto reato di questo
    genere il Sig. Zuendel venga trattato alla stregua di un terrorista.
    La risposta è semplice, ma solo per chi conosce Zuendel e gli ideali
    per i quali si è battuto.
    Ernst Zuendel è in carcere perchè è uno dei migliori ricercatori e
    scrittori nel campo del Revisionismo dell'Olocausto.
    Argomento scottante, per il quale nel 1985 e 1988 egli fu processato
    ma vinse entrambi le cause dopo aver zittito e smontato una ad una
    le tesi dell'accusa.
    La potente lobby ebraica canadese non gliela perdonò e gli giurò
    vendetta.
    Durante la sua residenza in Canada Zuendel fu oggetto di diversi
    attentati alla sua vita, fra i quali l'incendio di un'abitazione,
    per non parlare di varie minacce telefoniche o con lettere anonime.
    Fu così che decidette di trasferirsi con la moglie negli Stati Uniti.
    Negli USA, grazie al primo emendamento della costituzione, qualsiasi
    tipo di revisionismo storico non è punibile, ma la stessa cosa non
    vale per il Canada e poichè Zuendel si trovava in territorio
    statunitense, serviva un pretesto per estradarlo nel paese del quale
    lui è cittadino, e ciò avvenne.
    Sorge ora una domanda spontanea e logica: come si può andare in
    prigione per aver semplicemente espresso un parere non conforme alla
    storeografia ufficiale scritta dai vincitori?
    Si può essere o non essere d'accordo con Zuendel, lo si può
    considerare uno svitato o una persona di cattivo gusto, ma trattarlo
    come un delinquente per aver scritto o divulgato una versione
    storica non conforme è oltremodo assurdo, anzi, l'esagerazione del
    provvedimento suscita l'interesse sull'argomento con rischio di
    avvalorare proprio la tesi revisionista.
    Effettivamente si possono trovare libri ed argomenti sul
    revisionismo storico un pò dappertutto, sul fascismo, sulla guerra
    partigiana, sulla guerra del Vietnam, sulla Guerra del Golfo,
    sull'11 Settembre, sul Vaticano e sull'Opus Dei, ma non
    sull'Olocausto.
    La letteratura disponibile sull'argomento è relegata a pochi siti
    Internet e a pochissime case editrici con canali distributivi molto
    discreti.
    Si può scrivere di tutto, si può mettere in dubbio tutto, anche
    l'esistenza di Napoleone o Giulio Cesare, e tutt'al più si rischia
    di passare per matti, ma guai a toccare il Grande Dogma del XX°
    Secolo. Perchè?
    Per rispondere a questo quesito, bisogna avvicinarsi all'argomento
    dalla parte dei revisionisti, sapere chi sono, come vivono queste
    persone, cosa hanno scoperto e scritto, che cosa li motiva a
    perserverare su un tema dove nessuna casa editrice investirebbe un
    centesimo di Euro, che nessuno sponsorizzerebbe, dove in vari paesi
    si rischia processo e galera, oltre al sequestro dei beni, al blocco
    dei conti bancari e al licenziamento da qualsiasi posto di lavoro
    statale.
    La cosa più scandalosa e aberrante è l'enorme silenzio steso attorno
    al caso Zuendel da parte dei media, i quali sicuramente hanno
    priorità più grandi e urgenti, ma si tratta pur sempre di un essere
    umano innocente in prigione per reati di opinione in uno dei paesi
    ritenuti tra i più democratici e liberi del mondo ma che, in questo
    caso, vuole assomigliare alla Cina o a Cuba.
    Zuendel non ha santi che lo proteggono. Per lui niente scioperi
    della fame o della sete da parte di esponenti radical-chic.
    Per lui niente intellettuali della gauche ben pensante e raffinata
    come per Battisti in Francia. Per lui solo alcuni cortei di protesta
    a Toronto e davanti al carcere da parte di semplici cittadini di
    ogni sesso, età e professione, coloro che rappresentano la parte più
    sana del paese.
    Per lui l'infaticabile impegno della moglie che si sta battendo, a
    tutti i livelli, per il rilascio del marito assieme a Paul Fromm,
    presidente di un'associazione canadese per la libertà di espressione
    e opinione.
    Zuendel rischia un'ulteriore estradizione verso la Germania, paese
    del quale ha conservato la cittadinanza e dove rischia una vera e
    propria pena detentiva in base alla legge Deckert del 1990 che
    punisce tutti coloro che pubblicamente neghino e minimizzino
    l'Olocausto alla faccia della libertà di stampa, di opinione, di
    espressione e alla faccia della democrazia stessa, quella imposta
    dai vincitori ed alla quale è vietato ribellarsi.



    Ecco cosa succede quando le lobby ebraiche prendono il controllo degli stati e li influenzano in modo decisivo...

  2. #2
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