«Alitalia, pronti a intervenire» Intesa con i piloti al rush finale
Forse già domani l’annuncio dell’accordo su esuberi e orario
ROMA - L’annuncio arriva dalla Fiera di Varese, inaugurata ieri da Roberto Maroni. «Sto seguendo la vicenda Alitalia molto da vicino, con serenità ma preoccupazione. Siamo pronti a intervenire», ha detto il ministro del Welfare. E non si era mai sbilanciato tanto in precedenza. La sensazione è che la discesa in campo del governo possa anche risultare decisiva per un accordo che tutti ritengono indispensabile ma che è ancora lontano. Soprattutto per il personale di terra. Se il segretario generale della Uil Luigi Angeletti avverte che «non c’è alternativa a un accordo», sottolineando che l’obiettivo del sindacato è «salvare l’azienda non per i prossimi due anni ma per i prossimi venti», Savino Pezzotta sottolinea che «si sta portando avanti una vertenza molto difficile e delicata» nella quale i rappresentanti dei lavoratori stanno «dando prova di grande responsabilità». Il leader della Cisl afferma poi che «il governo deve dire la sua e non può essere spettatore di una vicenda di questo genere».
Mentre si aspetta di conoscere l’eventuale mossa dell’esecutivo, sembra intanto più vicina almeno la possibilità di un accordo fra i piloti e la compagnia. L’intesa di massima ci sarebbe già e domani potrebbe essere ratificata. Il presidente dell’Anpac Mario Berti ieri ha annunciato all’Agenzia Italia che proprio domani sera verrà presentata la proposta del principale sindacato dei piloti sui limiti d’impiego. Confidando che questo passo «sia la base per arrivare a un accordo». Prima della ripresa serale della trattativa con la compagnia, si svolgerà a Fiumicino l’assemblea generale unitaria della categoria, alla quale parteciperà anche l’Unione piloti, che nei giorni scorsi aveva invece preso le distanze dalle altre sigle.
La giornata di domani potrebbe essere quasi decisiva anche per le trattative con gli assistenti di volo (che ieri hanno fatto qualche piccolo passo avanti) e soprattutto con il personale di terra. Il tempo stringe. Il governo ha fatto sapere che in mancanza di un accordo entro il 15 settembre la compagnia potrebbe anche chiudere, anche se il viceministro delle Infrastrutture Mario Tassone ha detto che l’esecutivo considera quella data «ordinatoria e non perentoria».
S. Riz.
Corriere della Sera




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