http://www.lemonde.fr/web/article/0,...-378184,0.html
Lunedì sera, Canal plus della televisione francese, ha mandato in onda un documentario basato su di un video amatoriale realizzato da un soldato russo nel marzo del 2000, quando l'armata russa stava riprendendo ai ribelli un villaggio: Komsomolskoie. Il soldato Volodia ha ripreso l'avanzata dei suoi commilitoni in quel villaggio, così come in altri villaggi, gli abitanti del villaggio presi prigionieri venivano legati davanti ai tank ed usati come scudi umani, successivamente si vedono due capi della guerriglia uscire dalle loro "buche" ed arrendersi, consegnando le armi, nonostante ciò sono stati immediatamente fucilati. Il presidente Putin però aveva promesso l'amnistia a tutti i combattenti che si fossero arresi consegnando le armi. Quel 10 marzo tutti coloro che si arrendevano venivano uccisi. Nei giorni seguenti la riconquista del villaggio, il soldato Volodia, filma l'enorme catasta di cadaveri ammassati ed i familiari fare la fila davanti a dei soldati russi che facevano pagare dei soldi per poterli riconoscere e chi ne aveva abbastanza poteva portarsi via anche i corpi. Molti cadaveri erano privi di orecchie, un trofeo per i soldati russi da portarsi a casa. Mylène Sauloy, la giornalista che è riuscita ad ottenere una copia del video girato dal soldato Volodia è andata a ricercare dei sopravissuti di Komsomolskoïe. Uno di loro, di nome Beslam (sic), ora rifugiatosi in Belgio, ha raccantotato che la sua famiglia ha pagato 2000 dollari per poterlo riavere vivo. I soldati russi commerciavano, si fa per dire, sia in morti che in vivi.
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