splendida voce e grandissima interprete...
E’ morta a 53 anni a Milano la cantante palermitana Giuni Russo, all’anagrafe Giusi Romeo. L’artista era malata da tempo di tumore.
La sua ultima apparizione è stata al Festival di Sanremo dove era stata chiamata da Pippo Baudo proprio per cercare di aiutarla a superare la durezza della terapia con cui ha cercato di opporsi alla malattia. Il mondo della musica conosceva da tempo le condizioni di Giuni Russo e ha mostrato, come purtroppo accade spesso, una solidarietà tardiva nei suoi confronti dopo che la cantante palermitana era rimasta a lungo lontana da quella scena musicale della quale era diventata una assoluta protagonista nel 1982 con "Un’estate al mare", il brano più famoso di tutta la sua carriera e con il quale, nonostante i tentativi fatti, continua ad essere identificata.
In realtà Giuni Russo non è mai andata troppo d’accordo con le regole del mercato e dell’industria: fin dai primi suoi tentativi professionali compiuti a Milano dove si era trasferita ancora giovanissima dopo aver lasciato Palermo dove era nata nel 1952. Aveva alle spalle seri studi musicali, una passione per la lirica, per il jazz e per quell’universo sospeso tra accademia ed etnia grazie al quale è entrata in contatto con l’artista che più di ogni altro l’ha aiutata e fatta crescere, Franco Battiato suo autentico mentore e produttore.
Il suo debutto risale al 1976 quando animava un duo insieme a Maria Antonietta Sisini: ’Love is woman’ è l’album inciso da loro, un curioso esperimento con atmosfere quasi jazzistiche che non ha avuto il successo sperato. Questa distanza tra ambizione e realtà è rimasta purtroppo una caratteristica dell’intera carriera di Giuni Russo, una delle interpreti più tecnicamente dotate e colte della canzone italiana, che è riuscita in fondo ad avere un solo grande successo nella carriera senza mai ottenere il pieno riconoscimento non solo del suo talento ma anche delle sue aspirazioni e ambizioni musicali, che non erano certo indirizzate ai successi da classifica.
Da La Gazzetta del Mezzogiorno
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