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" Questo massacro è costato ottomila euro»


La «contabilità cecena» della strage a Beslan

di MAURIZIO PICCIRILLI

«L’OPERAZIONE nord-west ci è costata 8000 euro. Dagli stranieri ho avuto solo 10.000 dollari e 5.500 euro. Praticamente faccio la guerra solo con i soldi del bilancio della Federazione russa. Armi, automobili, esplosivi sono tutti nostri trofei. Le uniche spese sono per l'alimentazione e i vestiti. Per arrivare a Mosca quei soldi non bastavano». Sette pagine per rivendicare la strage degli innocenti della scuola di Beslan. Shamil Abu Idris, meglio noto come Shamil Basaiev, l’Amir, capo, della Brigata Shahid della guerriglia cecena ha inviato all’agenzia on-line Kavkaz un lungo messaggio per rivendicare tutti gli attentati di questi ultimi giorni. Basaiev è il leader radicale della guerriglia cecena. Soprranimato anche l’invincibile per le sue imprese contro i russi. La più clamorosa fu il sequestro di oltre mille persone in un ospedale in Russia. L’attacco riuscì e Basaiev tornò in Cecenia con tutti gli onori. L'operazione di Beslan Basaiev l’ha provocatoriamente battezzata «Nord-west», rifacendosi al massacro del teatro Dubrovovka di Mosca dell'ottobre 2002. «All'operazione «Nord-West» - prosegue il comunicato - partecipavano 33 mujaheddin, fra cui due donne. Ne avevo preparate quattro, ma due sono state spedite a Mosca il 24 agosto per salire sui due aerei che poi abbiamo fatto esplodere». La strage di Beslan, viene spiegato nel comunicato, così come l'esplosione dei due Tupolev e quella davanti alla stazione Rizhskaia della metropolitana di Mosca «sono state operate della mia brigata speciale di kamikaze, Riyadus Salihiin». Gli attentati ai due aerei, ha precisato, «sono stati affidati al dipartimento operazioni speciali della brigata», la strage del metrò «al dipartimento regionale shaikhidico (kamikaze) di Mosca» e la tragedia di Beslan «è opera del secondo battaglione della brigata, guidato dal colonnello Ostrkhoiev». Un nome sconsociuto questo all’intelligence russa. L’Amir ceceno entra anche nel dettaglio dell’operazione: «Il commando di Beslan comprendeva 12 ceceni, due cecene, nove ingusci, tre russi, due arabi, un osseto, un tartaro, un kaardino e un guran (un popolo siberiano, ndr) totalmente russificato». Quanto a Nur Pasha Kulaiev, il sopravvissuto nelle mani della polizia russa, Basaiev sostiene: «lo conoscevo poco. Conoscevo meglio il fratello Kan Pasha . Li ho inclusi nel gruppo all'ultimo momento per fare numero». Il comandante ha distribuito ganate e caricatori per i mitra e gli ha detto che dovevano fare la guardia. Basaiev parla anche dei negoziati che avrebbe voluto fare con i russi: «le nostre richieste erano di fermare immediatamente la guerra in Cecenia, poi iniziare il ritiro delle truppe». Appena i russi avessero iniziato il ritiro dalle montagne, i bambini fino a dieci anni sarrebbero stati liberati. Gli altri li avremmo rilasciati a ritiro completato. Tutti questi punti erano stati ben chiariti, per iscritto, all'ex presidente inguscio Ruslan Aushev che aveva fatto da mediatore nel secondo giorno della presa di ostaggi. «Una delle cassette che abbiamo consegnato ai russi, e che loro hanno detto era vuota - spiega Basaiev - conteneva in realtà gli appelli degli ostaggi a Putin». Quindi, secondo il capo della guerriglia cecena, il responsabile della strage dei bambini di Beslan è il presidente russo Vladimir Putin: «Putin ha deciso di fare il blitz per soddisfare le sue ambizioni imperialiste e mantenere la poltrona». La rivendicazione prosegue con una lunga serie di smentite sulla versione russa del blitz del 3 settembre: «I miei mujaeddin non hanno sparato sui bambini, non hanno avuto alcuna lite, hanno solo seguito i miei ordini, che erano: se parte il blitz dei russi, o avviene una esplosione nella palestra, andare tutti avanti ad attaccare, non restare nell'edificio, non tentare di difenderlo. Cercare di morire in modo dignitoso, facendo il massimo di danni al nemico e diventando così l'esempio per quelli che verranno dopo». Basaiev chairisce che ««Non conosco Osama Bin Laden e non ho preso soldi da lui». Nega ogni legame con il teroorismo internazionale: «I ceceni fanno la guerra esclusivamente contro la Russia per la loro libertà e indipendenza».


sabato 18 settembre 2004
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Saluti liberali