dal quotidiano LIBERO di oggi
" Fini maledice la violenza islamica « È la peste e i pacifisti sono Pilato »
ROMA - [ tom. mon.] Il terrorismo è la « peste del ventunesimo secolo » , ma per batterlo non serve certo il pacifismo, « una caricatura della pace » contro la quale è tempo di iniziare una « mobilitazione » . L’invito è di Gianfranco Fini, presidente di Alleanza nazionale, ai giovani del suo partito, i ragazzi di Azione giovani. Come ogni anno, tocca al vicepremier chiudere la festa dell’organizzazione giovanile di An, anche questa volta ambientata all’Eur, ai piedi del “ Colosseo quadrato”. Accanto a Fini siedono i colleghi di governo Roberto Maroni ( Welfare); Giuliano Urbani ( Beni culturali); AntonioMarzano ( Attività produttive); Girolamo Sirchia ( Salute); Lucio Stanca ( Innovazione tecnologica). Letizia Moratti ( Istruzione) è sostituita dal sottosegretario Stefano Caldoro. Il mattatore, però, è il padrone di casa, che del Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del Msi antenato di Ag, è stato segretario nazionale alla fine degli anni Settanta. Fini lascia ai ragazzi i compiti per l’inverno: « Dovete diventare l’avanguardia di una grande battaglia per la pace e contro il pacifismo, perché l’alternativa al terrorismo è una politica autenticamente pacificatrice » . È solo grazie ad essa, scandisce il vicepremier, che è possibile portare la pace in Iraq. Pace che non la stanno conquistando certo « coloro che sventolano bandierine, ma chi cerca di dare al popolo iracheno dignità, libertà e democrazia » . Ovvero quei soldati che il popolo “ no war” vorrebbe r itirare. I pacifisti, attacca Fini, sono come « Ponzio Pilato, il primo pacifista della storia che si lavava le mani, che guardava dall’altra parte » . Di fronte alla sfida del terrorismo, al contrario, « è il momento dell’assunzione di responsabilità » . Ed è un « dovere morale della destra » battersi « per la libertà e la pace » . A sinistra, invece, è ancora alto il numero dei sostenitori dei “ se” e dei “ ma”: « Non ci può essere nessuna giustificazione per le azioni dei terroristi. C’è troppa ambiguità, non si può definire resistenza quella in Iraq » . Fortuna, dice il leader di An, che adesso anche qualcuno dell’opposizione si è accorto che « i terroristi non distinguono buoni o cattivi, vogliono solo annullare gli esseri umani. Per loro ci sono solo occidentali e cristiani » . Colpire nel mucchio, spiega Fini, serve ai fondamentalisti per soffiare sul fuoco, per alimentare lo « scontro tra civiltà » . E qui il vicepremier avverte i giovani: « Non bisogna cadere nella trappola. Non bisogna confondere l’Islam con il terrorismo. Chi vuole veramente lo scontro di civiltà non è l’Islam, ma l’integralismo islamico » . Dal terrorismo alle due italiane sequestrate in Iraq il passo è breve e Fini, rompendo per un attimo la consegna del silenzio imposta da Palazzo Chigi, promette: « Continueremo a fare tutto quello che stiamo facendo perché gli ostaggi tornino alle loro famiglie » . Nelle marce dei pacifisti non mancano mai i militanti dei centri sociali. E Fini non li dimentica: « Dovremmo diffidare certi teppisti, certi violenti in servizio permanente effettivo, dall’usare l’aggettivo “ sociale”, che ha ben altro significato rispetto a quello con cui essi definiscono i loro centri e le loro azioni » . Prima di salutare i suoi ragazzi, il presidente di An tocca l’altro punto che sta a cuore ai giovani della destra: la lotta all’immigrazione clandestina proveniente dalla Libia. « Pisanu ha ragione a dire che va tolto l’embargo a Tripoli, maallora bisogna anche che sia tolto dal calendario delle festività nazionali libiche il giorno della vendetta contro l’Italia » , ringhia Fini. Ricorrenza che non è patriottismo, « ma becero nazionalismo che fomenta lo scontro tra i popoli » . Proprio quello su cui prospera la propaganda del fondamentalismo islamico contro l’Occidente. "
Saluti liberali




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… ]. Certo se il buona GianFranchino avesse una conoscenza un poco meno approssimativa degli argomenti che utilizza, sicuramente a Ponzio Pilato avrebbe preferito… che so io… magari Neville Chamberlain… E’ piu’ che evidente infatti che qualsiasi approfondimento intorno al motivo per il quale il governatore romano della Palestina fu indotto a ‘lavarsene le mani’ e ‘girare lo sguardo altrove’ sarebbe certo imbarazzante… specie se collegato a quanto avviene quotidianamente in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza
Nobis ardua 