Il centrodestra ritorna in testa (da giornale.it)
L’Ulivo studia il voto degli italiani e scopre che il centrodestra è sempre maggioranza nel Paese. Sono dunque errate le tesi di Prodi, Rutelli & C. secondo cui il governo non avrebbe pià una maggioranza nell’opinione pubblica.
Il centrosinistra, per contro, aumenta, ma non ottiente una maggioranza di consensi tali da portarlo al governo. inoltre perde vistosamente al Sud.
È questo il quadro che emerge da uno studio interno realizzato dall’Ulivo e curato da Francesco Paolo Forti. Si tratta di una analisi molto accurata che mette a confronto i risultati elettorali delle Europee del 1999 e quelle del 2004 provincia per provincia. Non è un sondaggio, dunque, ma un elaborato su dati reali che è la base di partenza, in queste ore, per coloro che al vertice del centrosinistra si stanno occupando delle prossime Regionali.
Tutta l’opposizione unita, quindi con Rifondazione comunista, sale dal 42,8% del ’99 al 46,2% del giugno scorso con un incremento del 3,4%. Un aumento che comunque, su base proporzionale, non basterebbe a superare il centrodestra (che nel complesso sfiora il 50%).
Per quanto riguarda la Casa delle Libertà passa dal 44,8% del ’99 al 43,4% del 2004 “ma questo debole calo - si legge nello studio - è composto da un forte calo in 44 province, in particolare nel Nord Ovest e in Sardegna, unito a una crescita in 59 province, soprattutto alcune del Nord Est, del Centro Sud e della Sicilia”.
Ma se la Cdl ha subito una lieve flessione, le preferenze comunque sono rimaste a destra. “La polverizzazione del voto, tipica del sistema proporzionale senza sbarramento usato dalle elezioni europee, ha prodotto nel 2004 varie liste di centrodestra per una media nazionale pari al 6,36%, più che raddoppiata rispetto al 3% del ’99” dice lo studio. “È per questo che considerando la somma totale di Cdl + altre liste di centrodestra, tutto il centrodestra che nel ’99 era al 47,8% passa ora al 49,8% (+2%)”.
Insomma se la Cdl perde qualcosa, non ne beneficiano i partiti della sinistra, ma le liste di destra, cioè Alessandra Mussolini & C.
Sui singoli partiti, nello studio degli uomini di Prodi si evidenzia come il calo di Forza Italia è esteso ma non è omogeneo. In 15 province supera il 7%, in 44 supera il calo medio nazionale; è più forte nel Nord Ovest, Sud e Isole. In Piemonte la discesa degli azzurri coincide perfettamente con la crescita dell’Udc, a Follini manca ancora il basso Tirreno e zone del Veneto. An cresce soprattutto al Sud, in parte del Nord (Friuli), ma non pesca nell’elettorato di Forza Italia.
16 Set 2004


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