da www.iltempo.it
" Forza Italia coordinatori in rivolta
Solo Micciché pronto a dimettersi dall’incarico per incompatibilità. Berlusconi deciderà entro fine mese
di PAOLO ZAPPITELLI
TENACEMENTE aggrappati alla poltrona. Dal nord al sud dentro Forza Italia scoppia la rivolta dei coordinatori regionali, gli undici su venti da sacrificare sull’altare dell’incompatibilità tra incarichi di partito e responsabilità di governo. Un’insofferenza che si è trasformata, negli ultimi giorni, in una pressione fortissima anche su Berlusconi perché congeli — come del resto ha già fatto altre volte — la decisione. Appigliandosi, almeno lì dove tra otto mesi si andrà a votare per le regionali (Lazio, Puglia, Veneto, Campania tra le altre), a un ragionamento politico: cambiare il coordinatore a un passo dalla campagna elettorale rischia di trasformarsi in un autentico harakiri. Ma Berlusconi, e con lui la coppia Bondi-Cicchitto, stavolta pare deciso a non rimandare ancora e i cambi potrebbero arrivare già a fine mese. Il premier lo ha detto e ripetuto durante tutte le riunioni con i suoi collaboratori: all’interno di Forza Italia serve un rinnovamento dei quadri dirigenti, occorrono persone nuove e più motivate che facciano crescere il partito. Filosofia aziendale allo stato puro che alla maggior parte dei coordinatori regionali, alcuni in carica da dieci anni, non è proprio andata giù. Così uno dei primi a risentirsi e a chiedere un chiarimento a quattr’occhi con Berlusconi è stato il coordinatore del Lazio Antonio Tajani. Chi lo conosce racconta che ha un diavolo per capello e già in settimana potrebbe incontrare il premier. La richiesta? Va bene la regola dell’incompatibilità, però facciamo qualche eccezione. Iniziando dal Lazio, ovviamente. Tajani punta sul fatto di essere stato uno dei fondatori di Forza Italia, cosa che Berlusconi ha sempre riconosciuto, anche pubblicamente. In più è appoggiato da gran parte del partito e sostituirlo non sarà facile. Ma i nomi circolano già: Cosimo Ventucci, Francesco Giro, Paolo Ricciotti, Alfredo Pallone, Giampaolo Sodano. Deciso a resistere anche Antonio Martusciello, segretario regionale della Campania. A difenderlo sono scesi in campo 24 deputati campani su 28, appellandosi al principio che cambiare la squadra alla vigilia delle elezioni regionali non è proprio una mossa intelligente. In trincea anche Giorgio Carollo, responsabile di Forza Italia nel Veneto. «L’avvicendamento è necessario ma se uno è bravo non vedo che bisogno ci sia di sostituirlo — commenta Renzo Marangon, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale — Anche la proposta di un mandato triennale mi pare bizzarra. Chissà, forse dipende dal fatto che hanno deciso a notte fonda...». Anche in questo caso però il nome del sostituto c’è già, Elisabetta Alberti Casellati. Ma ci sono anche situazioni dove un ricambio potrebbe favorire il ritorno di un clima più sereno dentro Forza Italia. È il caso della Lombardia, dove il coordinatore Paolo Romani è in conflitto perenne con Roberto Formigoni. Possibile però che alla fine l’attuale coordinatore si arrenda al ricambio con la garanzia di poter nominare un successore di sua fiducia. Più ingarbugliata la situazione in Toscana, perché l’attuale coordinatore, Denis Verdini, è economicamente molto forte nella Regione. Ma anche all'interno del partito. Così ha chiaramente lasciato capire che lui a dimettersi non ci pensa proprio. L’unico che da tempo ha detto di essere pronto ad andarsene è Gianfranco Micciché, coordinatore della Sicilia. Al suo posto potrebbe andare Angelino Alfano, attuale segretario della conferenza dei coordinatori regionali di FI. Resta invece congelata, almeno per il momento, la nomina del nuovo portavoce. Anche se c’è chi, tra i dirigenti di Forza Italia, giura che alla fine Berlusconi sceglierà proprio Elisabetta Gardini: «È esattamente il tipo di donna che piace a lui...»
martedì 21 settembre 2004 "
Cordiali aluti




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