Il buon oSKAr, leader degli Statuto, mi (ci) ha mandato questa mail che vi giro su questo forum.
Comunicato Stampa
STATUTO: MAI PIU' A TORINO!
DOPO 21 ANNI DI ATTIVITÀ
GLI STATUTO NON SUONERANNO PIÙ A TORINO.
La sofferta (ma inevitabile) decisione, è stata presa
per denunciare e metter fine all' "embargo" messo in
atto dal "cartello della musica a Torino" nei
confronti del complesso, e al trattamento
discriminante che in alcuni casi è sfociato in censura
subita da parte degli organi d'informazione cittadini,
che nel corso degli anni hanno cercato di danneggiarne
l'immagine!
Tutto ciò, nonostante il successo e il consenso
riscosso dal Pubblico torinese, che negli ultimi mesi
il gruppo ha potuto incontrare in occasione di due
importanti concerti, tenuti per solidarietà ai
Cassintegrati e Licenziati della FIAT, voluti e
organizzati dai Lavoratori stessi.
In futuro gli STATUTO continueranno a suonare in ogni
parte del mondo (come hanno sempre fatto, da Piazza
Statuto di Torino a Plaza de La Revoluciòn a l'Habana
di Cuba) ma fuori dalle mura della LORO città.
I componenti del complesso colgono l'occasione per
ringraziare le numerose persone che hanno manifestato
solidarietà e stima nei loro confronti.
Gli STATUTO saluteranno il Pubblico torinese con
l'ULTIMO CONCERTO che si terrà sabato 16 OTTOBRE 2004
alle ore 21,30
presso il Teatro Juvarra di via Juvarra (Torino)
Per ulteriori informazioni in merito: www.statuto.nu
E' ovviamente logico dare qualche dato concreto a
sostegno di questa denuncia.
INIZI : Gli Statuto nascono ed esistono come
espressione musicale dei Mods di Piazza Statuto.
Questo ha fatto si che negli anni la loro storia
andasse di pari passo con la realtà mod cittadina, per
le idee e per le connotazioni estetiche, lontana dai
luoghi di frequentazione comune del giro musicale
torinese.
Già dai primissimi tempi della formazione del gruppo
alcuni benpensanti e giornalisti faziosi, ci
etichettarono e diffamarono affibbiandoci "etichette"
politiche a noi estranee, rese addirittura ridicole
dalla nostra storia, costellata da concerti in realtà
sociali molto precise (concerti in solidarietà di
lavoratori o in appoggio a vari centri sociali in ogni
parte d'Italia e il concerto in Plaza della Revoluciòn
all'Habana di Cuba, invitati dalle Autorità locali,
nel dicembre 1997).
Siamo sempre andati diritti e coerenti per la nostra
strada senza dover mai chiedere favori o appoggio a
nessuno nella nostra città e ovviamente non abbiamo
portato acqua al mulino di nessuno.
GIORNALI : Nel corso degli anni riteniamo di non avere
avuto lo stesso spazio sulle pagine cittadine che si è
dedicato invece ai 'soliti noti'. Se esistesse una par
condicio , saremmo di gran lunga a credito di
visibilità rispetto a molti altri. Eppure, negli
ultimi 20 anni, siamo stati gli unici artisti
torinesi, insieme agli Eiffel65, a entrare nella
classifica dei 10 singoli più venduti in Italia.
Leggiamo spesso di 'miracoli', 'capolavori' , vediamo
copertine o foto a mezza pagina, mentre di noi
leggiamo poco, e quel poco molto spesso nascosto in
mezzo alle altre notizie, oppure non leggiamo proprio
niente. Esistono episodi che riguardano il nostro
rapporto con i giornali torinesi veramente
sconcertanti, tanti, tutti documentabili da scritti o
testimoni, troppi da poter essere scritti in queste
righe, ma disponibili nella nostra "rassegna ( o "NON"
rassegna-stampa..)e nelle nostre menti e pronti a
essere raccontati a chiunque ce li richiedesse.
LETTERE ANONIME : Tra il 2002 e il 2003 qualcuno molto
abile e acuto si è preso la briga di escogitare un
modo per crearci seri problemi e imbarazzo. Sono state
mandate lettere anonime firmate Rabbia Mod scritte in
modo da far pensare che noi fossimo gli ispiratori di
tali missive. Un nostro 'sedicente fan' mandava (con
il timbro postale di Torino) lettere piene di insulti
( e spesso anche con 'allegati vari' ) a vari
operatori del settore musicale , tra i quali però
anche persone amiche o situazioni a noi assolutamente
favorevoli, a cui non era assolutamente credibile che
noi rivolgessimo il nostro benchè minimo insulto;
oppure ad altre situazioni con le quali non avevamo
mai avuto niente a che fare. Ovviamente questo ci ha
messo nella posizione di doverci giustificare con un
sacco di persone con le quali i rapporti non erano già
ottimali,ha allungato la lista delle "persone ostili"
e ci ha obbligati a frenare la nostra legittima
volontà di denunciare i soprusi subiti, come stiamo
facendo invece in questo comunicato.
MINACCE : Ovviamente non si contano gli insulti e le
minacce via telematica, è normale che ne riceva
chiunque si esponga in pubblico. Strano però che dopo
il polverone sollevato dai nostri sostenitori per
l'esclusione dal festival Traffic siano cominciate per
un lungo periodo una serie di telefonate anonime
(anche ai numeri di casa) con minacce pesanti ed
insulti vari.
SENZA VOCE, SENZA UMANITA':
Qualche mese dopo la morte di suo padre, come reazione
emotiva per il dolore, il cantante degli Statuto
(Oskar), perdeva completamente l'uso della voce, sia
nel parlare che nel cantare.
Fonti sicure (in questo caso, ovviamente, non
dimostrabili) raccontano di sarcasmo, sberleffi e
quant'altro alle spalle di Oskar, da parte di
"artisti" torinesi e di alcuni giornalisti loro intimi
amici. Tra le perle delle leggende metropolitane
inventate sul problema , segnaliamo un simpatico "
tumore in gola" o un gradevole soggiorno in un
manicomio francese.
Nessuno degli operatori del settore (tranne Cosimo
Ammendolia che è inoltre l'unico che ha dato modo agli
Statuto di esibirsi in festival estivi torinesi) si è
mai interessato al dramma umano vissuto da Oskar e
dopo due anni, quando con tenacia, recuperava
completamente la voce, nessuno ha mai dato spazio
mediatico alla vicenda, seppur drammatica, risolta
positivamente e possibile esempio propositivo per
situazioni analoghe, più frequenti di quanto si possa
pensare.
L'indifferenza, i sorrisini e il cinismo regalati
dall' ambiente musicale torinese (giornalisti e
operatori compresi) a Oskar in questa vicenda, sono la
dimostrazione più efficace della loro ostilità, anche
umana, nei confronti degli Statuto.




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