PREZZI: L’ACCORDO DI TORINO UN ESEMPIO DA SEGUIRE
Per la Cgil "non c’è nessuna novità, è un accordo solo verbale". E parla di bluff e di "un accordo in essere da un anno, che Siniscalco ha voluto prorogare".
In queste reazioni sta tutto l’imbarazzo della sinistra nel reagire al Patto di Torino, al quale hanno aderito tutte le categorie della produzione e della distribuzione, con l’obiettivo di una riduzione dei prezzi del 2% da ottobre a fine anno.
E con la possibilità di estenderla al 2005. L’accordo di Torino rappresenta un indubbio successo per il Governo Berlusconi.
Aver portato allo stesso tavolo i rappresentanti di Enti locali del centrosinistra e del centrodestra, rappresentanti di categorie che si riconoscono in sigle e associazioni le più disparate, sta portando lo scompiglio a sinistra.
Il tema dei prezzi è stato un cavallo di battaglia che le opposizioni hanno cavalcato con un certo successo, sull’onda di rincari che sono stati avvertiti dalla gran maggioranza degli italiani e che, indubitabilmente, hanno fatto la parte del leone nell’erodere consensi alla maggioranza.
L’iniziativa del Governo, che promette di impegnarsi in accordi fotocopia nelle maggiori città, rende di fatto spuntata questa arma. Soprattutto se, come è accaduto a Torino, il Governo è riuscito a conquistare anche l’adesione, dopo molti tentennamenti, della Confesercenti. E se riuscirà, come si ripromette, a coinvolgere anche l’industria della trasformazione alimentare.
E’ all’indomani di un accordo di tal fatta che L’Unità, senza tema del ridicolo, rilancia a tutta pagina il tema dei rincari, affermando che "si riaccende la guerra dei prezzi". Con una sottolineatura particolare alla benzina, come se le impennate del petrolio fossero, in qualche misura, gestibili dal Governo italiano. E con un attacco, naturalmente, all’Istat.
Così, grande spazio alle associazioni dei consumatori, che "rilanciano lo sciopero della spesa e dell’auto per la giornata di oggi". E si aspettano "il 70% di adesioni". Lo verificheremo oggi, quando il traffico sarà come quello di oggi e i supermercati affollati come sempre.
Intanto perfino la Confesercenti ricorda alle associazioni consumatori, alla Cgil e all’Unità che " boicottare gli acquisti vuol dire boicottare la ripresa economica. Non è certo continuando ad allontanare le famiglie italiane dai negozi che si aiuterà una ripresa della domanda interna".
Chiari segnali che il Governo ha imboccato la strada giusta. Non più parole, ma concretezza. Ora occorrerà vigilanza perché il patto di Torino dia i risultati attesi, smentendo le previsioni dei corvi della sinistra. E imboccare rapidamente la stessa strada nelle altre città.
dal Sito di Forza Italia




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