VLADISLAV BUGERA

Membro del gruppo dei proletari-rivoluzionari collettivisti (Russia) - Per maggior informazioni http://collectivism.narod.ru/
Da una lettera di V. Bugera a un compagno.

…finisco di scrivere questa lettera dopo aver guardato i reportages sulla liberazione degli ostaggi a Beslan. Questa tragedia divide ancora di più i proletari russi su delle linee di faglia nazionaliste e religiose. La borghesia russa e cecena hanno messo le cose in tal modo, che i motivi delle vecchie ribellioni contro il giogo del Cremino, fossero poste sotto il pieno controllo delle borghesie arabe e cecene per mezzo delle organizzazioni vahabite (organizzazioni al tempo stesso politiche e religiose fasciste) in modo tale che il proletariato russo si contrapponesse loro, così nettamente come non era mai avvenuto sino ad ora. Qui non si è trattato più di prendere in ostaggio gli spettatori borghesi come al teatro “Nord-Est”, ma di prendere in ostaggio dei bimbi normali di una piccola città, i quali probabilmente in maggioranza sono semplici bambini proletari. Questo è già puro banditismo, del quale non è rimasto neppure un solo atomo di lotta di classe. Ciò che era iniziato alla fine del 1994, come un’insurrezione spontanea piccolo-borghese (che in qualche misura miscelava anche caratteri proletari), come movimento autoorganizzato che in gran parte organizzava lavoratori sfruttati, è degenerato fino ai livelli di Beslan. Ecco cosa avviene quando i lavoratori tentano di condurre una lotta a partire dalle parole d’ordine della “liberazione nazionale” o, ancor peggio, a partire da parole d’ordine religiose: finisco per degenerare al 100% in servi della borghesia e diventare nemici dei loro fratelli di classe, che appartengono ad un’altra etnia.
La conclusione è semplice, al diavolo il flirtaggio con le “idee di liberazione nazionale”, si metta nel museo la parola d’ordine “diritto delle nazioni all’autodeterminazione” (al suo posto deve esere portata avanti la parola d’ordine del diritto all’autodeterminazione della popolazione di un territorio, con un ruolo dirigente del proletariato di quella zona, e con egual coordinamento con proletari di altre zone. Ciò significa che il rovesciamento della borghesia da parte dei proletari di questa o di quella zona deve costituirsi in pieno accordo con i proletari vittoriose di alter zone, prima di tutto quelle confinanti.).
L’ideologia della “liberazione nazionale” in ultima istanza non aiuta solo la borghesia del paese oppresso , ma anche la borghesia del paese oppressore, dividendo i proletari come meglio gli conviene alle singole borghesie. Noi,come collettivisti, non è la prima volta che lo diciamo e le nostre parole sono ancora una volta confermate dai fatti.
Ne consegue forse che sbagliammo a sostenere i partigiani ceceni nel periodo 1994-96. No, non sbagliammo. Fino a quando il movimento di ribellione dei lavoratori sfruttati resta autoorganizzato, esso deve essere sostenuto, anche se la sua ideologia è borghese. Sostenerlo naturalmente limitatamente, condizionatamente, criticamente e così via. Solo quando un movimento con ideologia borghese cessa di essere spontaneo e decentralizzato, quando diventa diretto da un organizzazione, questa utilizza questa ideologia e diventa la cinghia di trasmissione tra borghesia e insorti, solo quando su questi movimenti si può metter definitivamente una croce sopra. La croce sopra, sul partigianato ceceno, c’è già dal 1996. Ecco perché non lo abbiamo sostenuto durante la seconda guerra cecena, come invece avevamo fatto nella prima.
E, naturalmente, la nostra rivendicazione del ritiro delle truppe russe dalla Cecenia, senza alcuna trattativa o condizione, non è solo giusta, ma estremamente attuale oggi. Oggi ha ricevuto ulteriore prova della sua giustezza: una tale tragedia non sarebbe avvenuta se i russi non fossero in Cecenia. Le truppe russe in Cecenia sono una minaccia per la gente semplice russa! Essi in nessun modo possono evitare che prendano dei bimbi in ostaggio (senza parlare del fatto che non si capisce come i terroristi abbiano potuto muoversi spensieratamente, cosa che ci pensare che alle spalle dei combattenti-vahabi ci siano i servizi segreti russi, ci sia il Cremlino) come è evidente dal fatto che queste azioni si siano ripetute sempre. Via le truppe russe dalla Cecenia!
03.09.04.