"La sua politica è vincere sempre - dice il patron -, non accetta compromessi per rendere i GP più vivaci" E Montezemolo: "La F.1 è come un circo equestre".
SHANGHAI (Cina), 23 settembre 2004 - La Ferrari si comporta da egoista e, se ci fosse stato ancora Ayrton Senna, Michael Schumacher avrebbe vinto molto meno. Parola di Bernie Ecclestone che, alla vigilia del GP di Cina, attacca la rossa per il dominio a senso unico che caratterizza la F.1.
"La politica della Ferrari è quella di vincere sempre - spiega Bernie in un'intervista al quotidiano inglese The Guardian -, non vogliono assumersi alcun rischio. Ma quello che non trovo giusto è l'egoismo nel non provare a trovare dei compromessi sulle nuove regole da introdurre per rendere la F.1 più competitiva". A partire dai giorni di prove. "L'attuale sistema di qualifiche - dice l'inglese - si è rivelato un disastro, e il Cavallino non ha fatto nulla per aiutarci a trovare una soluzione diversa. In questo modo si comportano in maniera estremamente egoista".
Ma il patron della F.1 fa le pulci anche al sette volte iridato. "Non voglio essere frainteso - precisa Bernie -, sono un grande tifoso di Schumi. Ma siamo sicuri che il tedesco avrebbe vinto tutti questi campionati se Senna non ci avesse lasciato? Io ho i miei dubbi. Ovviamente Ayrton non aveva tutti i benefici di cui gode Schumacher: Michael non ha mai avuto in squadra qualcuno in grado di contrastarlo, o messo nella posizione di poterlo fare. Inoltre, il tedesco è di sicuro nel miglior team del mondo".
A proposito di team, da Shanghai Ecclestone, presidente della Fom, che gestisce i diritti dei GP, ha lanciato l'allarme per il futuro di Minardi e Jordan. "Credo che alla fine per loro non sarà facile sopravvivere. Al momento non sembrano molto in salute...". L'annunciato addio al Mondiale da parte della Ford, in effetti, crea problemi per i motori. Ma sia Paul Stoddart (titolare del team di Faenza) sia Eddie Jordan replicano piccati. "Ecclestone non ha alcun diritto di parlare così - dice il primo -. Posso assicurare che la Minardi nel 2005 sarà sulla griglia di Melbourne. Anche se il motore ce lo dovessimo fare da soli". Sullo stesso tono l'irlandese. "Se posso garantire qualcosa? Non sono ancora pronto per discutere questo. Ma di sicuro io non me ne andrò senza dare battaglia".
Dal salone dell'auto di Parigi anche Luca di Montezemolo ha parlato di F.1: "Se manca una scimmia per lo spettacolo bisogna metterne altre - ha detto il presidente della Ferrari, sulla possibilità, dopo il ritiro della Jaguar, di schierare una vettura in più nel Mondiale -. La Formula 1 è come un circo equestre. Se manca una scimmia per lo spettacolo bisogna mettere quattro o cinque scimmie per fare lo spettacolo che manca con costi maggiori ed entrate uguali. E' nel contratto e lo sapevamo dall’inizio che se qualcuno si fosse ritirato avremmo dovuto mettere in pista altre vetture con costi maggiori ed entrate uguali".




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