Gli agenti della Squadra Mobile tenevano d’occhio da tempo i banditi che operavano tra Brescia, Bergamo e Milano
Colpi in trasferta, presa gang di calabresi
Sorpresi nel «covo» di Monticelli Brusati mentre spartivano il bottino di una rapina a Calcio
Qui sopra, nell’ordine: Domenico Gallo, Cosmo Damiano Inzitari, Pasquale Oppedisano, Michele Ganino e Francesco Oppedisano
Gianluca Gallinari
Una banda di calabresi che operava «in trasferta», un sodalizio criminale specializzato in rapine ai danni di istituti di credito. Tutte piazzate tra Brescia, Bergamo e Milano, secondo la ricostruzione degli investigatori della Squadra Mobile, ora al lavoro per tracciare la mappa dei colpi della gang sgominata l’altroieri, a Monticelli Brusati, dove i cinque arrestati avevano un «covo». E proprio lì sono stati sorpresi a spartirsi il bottino del colpo appena messo a segno a Calcio (Bg), alla Bcc di Calcio e Covo. Ma il loro arresto è frutto di un lungo lavoro investigativo, nato, come ha spiegato ieri il capo della Mobile, Francesco Messina, da un’attività di intelligence svolta in stretta collaborazione con i colleghi del Commissariato di Gioia Tauro (Rc).Tutti i componenti della banda, difatti, provengono dalle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia. E dalla Calabria i rapinatori risalivano periodicamente la Penisola in treno, fino a Rovato - lo provano i biglietti ferroviari - per piazzare colpi in Lombardia. La Polizia era da tempo sulle loro tracce. Ne studiava le mosse, gli spostamenti, individuando un po’ alla volta i loro «covi»: punti di appoggio concentrati per lo più nell’area del Sebino. A destare maggior sorpresa è stata la facilità con cui i banditi si spostavano sul territorio, con familiarità insolita per chi non è del luogo. Poi, nei giorni scorsi l’attività di intelligence ha convinto gli uomini della Mobile che qualcosa stava per accadere. I banditi erano di nuovo al Nord, con un’«attività programmata». Bisognava però capire dove sarebbero entrati in azione. Un territorio troppo vasto quello delle tre province in cui bazzicavano i rapinatori per coprirlo tutto: gli investigatori hanno perciò attivato un meccanismo che consentisse di essere avvertiti subito in caso di eventi sospetti. Un meccanismo che scatta come una trappola alle 10.26 di venerdì, quando tre banditi agiscono a Calcio. Stesso modus operandi: passamontagna e taglierino, pochi secondi per portar via circa 30mila euro. Tutto combacia, anche i tempi: due i banditi in azione, fuggono in bici, senza lasciare a testimoni la possibilità di annotare targhe. Pedalando, i due raggiungono il «palo» e da lì si dileguano su più auto. Dove vanno? A Monticelli Brusati, al covo sito al primo piano di una palazzina dove li attendono due complici. Ma dove sono in agguato anche gli uomini della Mobile. È passata solo un’ora e mezza dal colpo di Calcio quando i poliziotti fanno irruzione: i cinque stanno spartendo il bottino. Tentano la fuga dal balcone, seguono attimi concitati, ma tutto è inutile, la morsa si è stretta. Tanto che uno dei banditi cede alla pressione e conduce i poliziotti sul luogo in cui ha abbandonato passamontagna e taglierino. Sono recuperate infine le bici, oltre, al bottino, nascosto tra i panni sporchi e il balcone. In manette finiscono per rapina Cosmo Damiano Inzitari, 27 anni di Acquaro (Vv), residente a Monticelli, Domenico Gallo, 24enne di Taurianova, ma domiciliato a Rosarno (Rc) e Pasquale Oppedisano, coetaneo di Monsoreto (Rc). A Canton Mombello vengono rinchiusi pure, per favoreggiamento, Michele Ganino, 44enne di Dasà (Vv) e Francesco Oppedisano, 22enne di Cinquefrondi (Rc) domiciliato a Calcio (Bg) e fratello di Pasquale. Denunciata a piede libero per lo stesso reato pure Brunina Rita Inzitari, sorella 37enne di Cosmo Damiano. Sul conto dei calabresi - tutti noti alle forze dell’ordine, tranne gli ultimi due - sono in corso ora gli accertamenti, necessari a stabilire la paternità di altri colpi: per questo gli inquirenti sperano che nei volti dei cinque, le vittime di altre rapine riconoscano i «loro» banditi.
Peccato che il sito del Giornale di Brescia non metta le foto dei rapinatori come ha fatto sull'edizione in carta: era uno "spettacolo" vederli in ghigna!




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