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Discussione: Niente dubbi???????

  1. #31
    Israele= Paese terrorista
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    Predefinito A proposito di dubbi che ne pensate dell'articolo?

    Le informative dei servizi segreti italiani dichiarano che la scelta di sequestrare le due volontarie italiane non è stata casuale, si dichiara che i testimoni sfuggiti al sequestro parlano di un commando che voleva proprio le due giovani donne e che non avendo le loro foto le cercava con agitazione e soprattutto come principali obiettivi dell'operazione. Per comprendere il motivo della scelta di due italiane legate all'organizzazione "Un Ponte per..." come obiettivo di un'azione di rapimento bisogna procedere a ritroso ed arrivare sino al 2003 quando la giovane Valeria Castellani arriva in Iraq.

    Questa intraprendente ragazza arriva a Bassora collaborando con i volontari dell'associazione "Un Ponte per..." e lavora ad un progetto particolarmente interessante ovvero permettere al dattero irakeno, in assoluto il migliore al mondo, di potersi nuovamente imporre sul mercato. La qualità del dattero di Bassora, il celebre Al Bakhri, è stato fortemente danneggiato dall'embargo poiché l'impossibilità di esportarlo ha costretto alla rovina la parte maggiore delle fattorie irakene che coltivavano i datteri. A valutare tale progetto sembrerebbe che la Castellani è una giovane piena di idee ed energia, proprio come i giornali cattolici (come Famiglia Cristiana) la considerano e descrivono.

    Nell'aprile 2004 però dopo l'uccisione di Quattrocchi notiamo che il nome di Valeria Castellani viene iscritto nel registro degli indagati dai pm della Procura di Genova, Francesca Nanni e Nicola Piacente all'interno delle indagini sul sequestro e la morte di Quattrocchi. Come mai una impegnata volontaria viene inscritta nel registro degli indagati? Cosa mai potrà centrare una donna votata al progetto del rilancio dell'agricoltura irakena senza alcun scopo di profitto personale, con la melmosa vicenda di Quattrocchi?

    A ben scavare nei dati e nelle carte giudiziarie viene fuori che Valeria Castellani risulta essere una rampante manager di Dts Itc. Security, l'azienda con sede nel Nevada (USA) che recluta gli addetti alla sicurezza privata in Iraq. Castellani ufficialmente risulta essere l'amministratrice dell'azienda Dts.

    Per comprendere come una giovane vicentina figlia della piccola borghesia possa arrivare ad essere amministratore di un'azienda americana capace di fatturare cifre altissime perché fornisce contratti per la protezione dei membri del Congresso americano in visita in Iraq, bisogna andare ad indagare sul suo compagno, Paolo Simeoni. Anche quest'ultimo, genovese di 32 anni, è entrato in Iraq attraverso le associazioni non governative.

    In quanto esperto di operazioni di sminamento e bonifica del territorio Simeoni ha collaborato con "Un Ponte per..." e soprattutto con Intersos organizzazione umanitaria nata con il finanziamento delle confederazioni sindacali. Paolo Simeoni è un ex incursore del Battaglione San Marco, poi nella Legione Straniera a Gibuti e in Somalia, successivamente andato in missioni in Africa, Kosovo Afghanistan ed alla fine in Iraq. Diviene nel 2002 un volontario umanitario delle ong, approfittando delle sue qualità di sminatore riesce ad essere ben voluto ed anzi richiesto da molte ong.

    Ma ben altro ha in mente che bonificare terreni minati. Conosce perfettamente le logiche dei paesi in guerra e sa bene che non esiste cosa più redittizia che fornire servizi militari alle truppe in difficoltà. La sicurezza privata è un business che tende progressivamente ad aumentare con l'impossibilità delle truppe militari regolari di monitorare le strutture che vengono ad edificarsi. Costruzione di aziende, il viaggio dei tir, spostamento di civili e politici, cantieri. La necessità di guardie private si è palesata dalle prime ore della guerra irakena. Ed un occhio esperto lo comprende nell'immediato.

    Paolo Simeoni infatti fonda in un primo momento la Naf Security amministrata dalla Castellani con sede in Iraq, ma per la particolare situazione di paese invaso la Naf non riesce a vicere neanche un appalto. Le gare sono vinte solo da aziende degli USA. La coppia Simeoni-Castellani non demorde, muta in brevissimo tempo tutto e riescono a fondare in America la Dts Security. L'azienda è la medesima, identico amministratore, stessi impiegati, cambia solo il nome e la sede che infatti sarà in Nevada negli USA. Ciò gli basta per vincere le gare d'appalto.

    Vengono così chiamati dall'Italia gli amici di Simeoni, tra cui Fabrizio Quattrocchi. Sfortuna però volle che gli USA decisero di non inviare più politici in Iraq, troppo pericoloso e così il motivo primo della Dts Security sembrò svanire. La versatilità imprenditoriale però non ha limite e così tutti gli impiegati piuttosto che tornare indietro iniziarono ad essere "piazzati" dall'azienda a difesa del personale delle multinazionali americane ed in altre operazioni di tutela di cittadini e di aziende americane.

    Così la Dts Security in breve tempo diviene una sorta di azienda capace di fornire difese a tutti coloro, imprese ed uomini stranieri, che essendo esposti ne avevano bisogno. Diviene in molti territori dell'Iraq un esercito parallelo a tutela del flusso di capitali che giunge in iraq sottoforma di macchinari, politici, o trivelle. La nostra coppia Castellani-Simeoni quindi si è recata in Iraq attraverso le ong ma giunta una volta sul luogo dopo pochissimo tempo ha portato avanti il suo progetto di edificare un azienda di scorta e servizio armato.

    Insomma Paolo Simeone e Valeria Castellani hanno utilizzato le associazioni non governative per inserirsi su un territorio con la massima agilità e copertura, poi lentamente hanno mutato la loro prassi hanno abbandonato il loro lavoro di volontariato iniziando ad impegnarsi sul piano imprenditoriale. Del resto quale migliore copertura che quella del volontariato quando si è in luoghi di guerra?

    Ogni sospetto sulla possibilità di fornire mercenari svanisce dinanzi al passepartout dell'impegno civile e sociale. Valeria Castellani a Vicenza era nota per una sua spiccata simpatia per la estrema destra ma dopo la sua partecipazione alla missione di Intersos in Afghanistan e dopo aver collaborato con "Un Ponte per..." in Iraq, beh ha indossato una robusta panoplia di purezza.

    A questo punto si comprende facilmente che le due Simona sono state rapite per una logica interna ai servizi di sicurezza privati. Del resto i primi a dare notizia di come era avvenuto il rapimento sono stati proprio Simeone e Castellani. Insomma erroneamente con grande probabilità viene attaccata "Un Ponte per..." e vengono sequestrate Simona Pari e Simona Torretta al fine di attaccare l'agenzia di protezione che ha avuto persone in qualche modo provenienti dall'associazione.

    Ora bisogna comprendere se le organizzazioni non governative, se le associazioni di volontariato che utilizzano i contatti con queste persone sapevano chi erano questi personaggi oppure hanno subito un operazione d'infiltrazione. E' facile del resto poter entrare in un'operazione di volontariato. Volontà e serietà oltre che competenza sono gli elementi di scelta nessun'altra selezione è presente. Oltre che sommarie indagini sui propri volontari le ong non hanno spesso la forza di conoscere a fondo i personaggi che decidono di partire per i propri progetti spesso, tra l'altro, deficitari di individui.

    O seguendo invece una tesi opposta si potrebbe ipotizzare che le ong preferiscono avere dei rapporti come dire, strategici con questi personaggi capaci di avere le mani dappertutto e contatti in ognidove. L'unico ambito su cui bisogna (e spero di non dover dire bisognava) è proprio quello delle agenzie che garantisco servizio privato e "soldati a pagamento".

    Hanno mentito politici, media, giornalisti distratti o zittiti da direttori scrupolosi maestrini delle verità d'ufficio. Invece di inventare mediazioni, mediatori, e colpi di scena televisivi bisogna riflettere sul ruolo fondamentale di queste aziende di protezione che nella strategia dello scacchiere irakeno vengono considerate dalla guerriglia vere e proprie spine nel fianco perchè tappano i buchi aperti delle truppe d'invasione.

    I gruppi guerriglieri, i nuclei terroristi hanno ovviamente tutto l'interesse di porre in crisi le organizzazioni private che garantiscono protezione a personaggi ed aziende che l'esercito USA non riuscirebbe a proteggere in misura adeguata. Le due ragazze volontarie ora sono nelle mani di individui che per motivi radicalmente diversi dal loro ruolo in Iraq le usano come strumento di pressione vero il governo italiano che finge ovviamente di non sapere in qual senso il rapimento è stato messo in pratica.

    L'associazione "Un Ponte per..." che da anni cerca di organizzare in Iraq progetti che hanno l'esclusivo imperativo di concedere dignità e possibilità di vita ad una civiltà devastata da decenni di embargo prima ed ora da un'assurda guerra. "Un Ponte per..." ha iniziato a lavorare in Iraq molto prima che sulle sue città devastate si accendessero i riflettori delle tv di mezzo mondo. Un lavoro certosino, continuo, diuturno.

    Era prioritario che il Ministro degli Esteri cercasse di smentire il frainteso dei gruppi terroristi ovvero di idenfiticare le due ragazze in relazione all'azienda di servizi di sicurezza. Era fondamentale che si facesse riferimento alla totale estranietà di queste ragazze al mondo "italiano" delle scorte e dei mercenari. Ma in questa vicenda sembra che più che a cuore del ritorno delle due donne ci sia la volontà non di far emergere la cancrena dei rapporti economici di imprenditori italiani che riescono ad entrare nel succulento mercato iracheno attraverso la mediazione militare dei servizi di scorta che ovviamente sapranno far pendere la bilancia dalla parte degli industriali italiani quando ve ne sarà bisogno.

    Godere di un esercito parallelo, non controllato dai media, che non conosce divise e morti dichiarate è forse in questa guerra l'elemento più delicatamente fondamentale ancor più perchè invisibile all'occhio ed all'orecchio dell'Occidente. Queste due donne pagano sulla propria pelle le scelte imprenditoriali di alcuni italiani che ben hanno saputo dove affondare i canini della finanza ed ora spolpano l'osso dell'Iraq facendo finire tra le ferine ganasce due donne innocenti che in Iraq non erano per guadagnare stipendi lussuosi come militari ed imprenditori ma per portare avanti reali progetti di crescita sociale.

    Indagare e riflettere sulle aziende italiane che in Iraq speculano ed investono, capire che la gestione dei mercenari, in breve, è nelle mani di organizzazioni private italiane, questo è l'ambito unico su cui bisogna ragionare.

    Mentre Rai e Mediaset continuano a mandare in onda i volti dolci e sorridenti delle due giovani ragazze non viene pronunciata su questa vicenda che una bugia perenne.

    Roberto Saviano
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
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  2. #32
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    In Origine Postato da silvioleo
    è singolare vedere come i rapitori divengano rispettosi ed il governo costrittore...
    Chiunque a qesto mondo e' da ritenersi piu' rispettabile dle governo ITALIANO, eccezion fatta per quello americano e inglese.
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  3. #33
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    Predefinito Egregio FLenzi, ...

    In Origine Postato da FLenzi
    Chiunque a qesto mondo e' da ritenersi piu' rispettabile dle governo ITALIANO, eccezion fatta per quello americano e inglese.
    ... nella sua eccezione, ci metta tranquillamente anche quello australiano e quello polacco....

  4. #34
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    Predefinito Re: Egregio FLenzi, ...

    In Origine Postato da Jackal
    ... nella sua eccezione, ci metta tranquillamente anche quello australiano e quello polacco....
    Grazie jackal di avermelo ricordato, ma li le metteri al 4 e al 5 posto, al terzo ci lascerei il GOVERNO ITLIANO.
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  5. #35
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    In Origine Postato da FLenzi
    Lei ha liberato le due Simone?
    Guardi che le due Simone sono due persone e come tali non mi auspicherei mai che vangano uccise, non sono un BANANAS che gode ogni volta che una bomba anericane cade a terra e uccide decine di persone e piange l'ostaggio sgozzato.
    E poi mi dovrebbe dire per qule motivo volevo che le due simone fossero uccise????????

    io non godo quando una bomba uccide civili, e ho detto io solo xche tu in un post prima hai genrealizzato sul CDX ( bananas..) dicendo se ci eravamo pentiti di averele liberate.

    E indubbio, ma molto poco bello da ammettere, che una certa parte della sx estrema politicamente vi avrebbe guadagnato dalla morte di quele 2 poverette, 2 cadaveri, e che cadaveri!!!!, da sbattere in faccia al governo ritenuto da loro incapace e guerrafondaio, il fatto che abbia ERRONEAMENTE creduto che tu facia parte di quella corrente, ammetto che non ne fai parte, non cambia di una virgola l'analisi

    Molti dei tuooi dubbi sul rapimento sono condivisibili, ma penso che con la dietrologia non ne verremo mai a capo, tu insinui fra le righe, mi par di capire, che il sequestro sia stato organizzato x apparire grazie alla liberazione come uno spot progoverno, bhe con la stessa logica e considerando che: a botta calda(quindi si presume spontaneamente) le 2 hanno ringraziato perfino i loro carcerieri, MA NON il governo che le ha liberate; una fra le loro prime dichiarazioni e stata il chiedre IL RITRO DEI SOLDATI... bhe con la stessa tua logica si puyo affermare che il rapimento e stato organizzato x risultare alla fine UN ENORME SPOT PROPACIFISMO.......

    penso che cmq a capo NON ne verremo mai

  6. #36
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    Predefinito

    In Origine Postato da mikky
    io non godo quando una bomba uccide civili, e ho detto io solo xche tu in un post prima hai genrealizzato sul CDX ( bananas..) dicendo se ci eravamo pentiti di averele liberate.

    E indubbio, ma molto poco bello da ammettere, che una certa parte della sx estrema politicamente vi avrebbe guadagnato dalla morte di quele 2 poverette, 2 cadaveri, e che cadaveri!!!!, da sbattere in faccia al governo ritenuto da loro incapace e guerrafondaio, il fatto che abbia ERRONEAMENTE creduto che tu facia parte di quella corrente, ammetto che non ne fai parte, non cambia di una virgola l'analisi

    Molti dei tuooi dubbi sul rapimento sono condivisibili, ma penso che con la dietrologia non ne verremo mai a capo, tu insinui fra le righe, mi par di capire, che il sequestro sia stato organizzato x apparire grazie alla liberazione come uno spot progoverno, bhe con la stessa logica e considerando che: a botta calda(quindi si presume spontaneamente) le 2 hanno ringraziato perfino i loro carcerieri, MA NON il governo che le ha liberate; una fra le loro prime dichiarazioni e stata il chiedre IL RITRO DEI SOLDATI... bhe con la stessa tua logica si puyo affermare che il rapimento e stato organizzato x risultare alla fine UN ENORME SPOT PROPACIFISMO.......

    penso che cmq a capo NON ne verremo mai
    Lei dice che l'uccisione delle due simone avrebbe fatto comodo all asinistra? A mio pare hanno fatto avrebbero fatto comodo alla destra, perche' non pochi bananas hanno detto: Visto che non e' sresistenza ma sono terroristi perche rapiscono anche chi non ha voluto la guerra: Frasi di cuoi gli esponenti filousa si sono riempiti l abocca fino a ieri, poi l aliberazione e la sceneggiata e subito dopo l'indignazione perche le 2 simone non hanno detto cio' che il governo voleva sentirsi dire.

    Per il resto le ricordo un po' di fatti:

    Rapimento non rivendicato da nessuno
    Esponenti della resistenza o terroristi hanno sempre negato di averle rapite.
    Rapimento fatto con tanto di nomi e quindi non poteva essere un errore.
    I nomi delle 2 simone iscritti nelle liste della CIA.

    Mi sembra che sia piu' possibile che dietro ci siano gli USA che i pacifisti, molto piu' probabile.
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  7. #37
    Brutto tornare in Italia ora!!
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    Predefinito Re: A proposito di dubbi che ne pensate dell'articolo?

    In Origine Postato da FLenzi
    Le informative dei servizi segreti italiani dichiarano che la scelta di sequestrare le due volontarie italiane non è stata casuale, si dichiara che i testimoni sfuggiti al sequestro parlano di un commando che voleva proprio le due giovani donne e che non avendo le loro foto le cercava con agitazione e soprattutto come principali obiettivi dell'operazione. Per comprendere il motivo della scelta di due italiane legate all'organizzazione "Un Ponte per..." come obiettivo di un'azione di rapimento bisogna procedere a ritroso ed arrivare sino al 2003 quando la giovane Valeria Castellani arriva in Iraq.

    Questa intraprendente ragazza arriva a Bassora collaborando con i volontari dell'associazione "Un Ponte per..." e lavora ad un progetto particolarmente interessante ovvero permettere al dattero irakeno, in assoluto il migliore al mondo, di potersi nuovamente imporre sul mercato. La qualità del dattero di Bassora, il celebre Al Bakhri, è stato fortemente danneggiato dall'embargo poiché l'impossibilità di esportarlo ha costretto alla rovina la parte maggiore delle fattorie irakene che coltivavano i datteri. A valutare tale progetto sembrerebbe che la Castellani è una giovane piena di idee ed energia, proprio come i giornali cattolici (come Famiglia Cristiana) la considerano e descrivono.

    Nell'aprile 2004 però dopo l'uccisione di Quattrocchi notiamo che il nome di Valeria Castellani viene iscritto nel registro degli indagati dai pm della Procura di Genova, Francesca Nanni e Nicola Piacente all'interno delle indagini sul sequestro e la morte di Quattrocchi. Come mai una impegnata volontaria viene inscritta nel registro degli indagati? Cosa mai potrà centrare una donna votata al progetto del rilancio dell'agricoltura irakena senza alcun scopo di profitto personale, con la melmosa vicenda di Quattrocchi?

    A ben scavare nei dati e nelle carte giudiziarie viene fuori che Valeria Castellani risulta essere una rampante manager di Dts Itc. Security, l'azienda con sede nel Nevada (USA) che recluta gli addetti alla sicurezza privata in Iraq. Castellani ufficialmente risulta essere l'amministratrice dell'azienda Dts.

    Per comprendere come una giovane vicentina figlia della piccola borghesia possa arrivare ad essere amministratore di un'azienda americana capace di fatturare cifre altissime perché fornisce contratti per la protezione dei membri del Congresso americano in visita in Iraq, bisogna andare ad indagare sul suo compagno, Paolo Simeoni. Anche quest'ultimo, genovese di 32 anni, è entrato in Iraq attraverso le associazioni non governative.

    In quanto esperto di operazioni di sminamento e bonifica del territorio Simeoni ha collaborato con "Un Ponte per..." e soprattutto con Intersos organizzazione umanitaria nata con il finanziamento delle confederazioni sindacali. Paolo Simeoni è un ex incursore del Battaglione San Marco, poi nella Legione Straniera a Gibuti e in Somalia, successivamente andato in missioni in Africa, Kosovo Afghanistan ed alla fine in Iraq. Diviene nel 2002 un volontario umanitario delle ong, approfittando delle sue qualità di sminatore riesce ad essere ben voluto ed anzi richiesto da molte ong.

    Ma ben altro ha in mente che bonificare terreni minati. Conosce perfettamente le logiche dei paesi in guerra e sa bene che non esiste cosa più redittizia che fornire servizi militari alle truppe in difficoltà. La sicurezza privata è un business che tende progressivamente ad aumentare con l'impossibilità delle truppe militari regolari di monitorare le strutture che vengono ad edificarsi. Costruzione di aziende, il viaggio dei tir, spostamento di civili e politici, cantieri. La necessità di guardie private si è palesata dalle prime ore della guerra irakena. Ed un occhio esperto lo comprende nell'immediato.

    Paolo Simeoni infatti fonda in un primo momento la Naf Security amministrata dalla Castellani con sede in Iraq, ma per la particolare situazione di paese invaso la Naf non riesce a vicere neanche un appalto. Le gare sono vinte solo da aziende degli USA. La coppia Simeoni-Castellani non demorde, muta in brevissimo tempo tutto e riescono a fondare in America la Dts Security. L'azienda è la medesima, identico amministratore, stessi impiegati, cambia solo il nome e la sede che infatti sarà in Nevada negli USA. Ciò gli basta per vincere le gare d'appalto.

    Vengono così chiamati dall'Italia gli amici di Simeoni, tra cui Fabrizio Quattrocchi. Sfortuna però volle che gli USA decisero di non inviare più politici in Iraq, troppo pericoloso e così il motivo primo della Dts Security sembrò svanire. La versatilità imprenditoriale però non ha limite e così tutti gli impiegati piuttosto che tornare indietro iniziarono ad essere "piazzati" dall'azienda a difesa del personale delle multinazionali americane ed in altre operazioni di tutela di cittadini e di aziende americane.

    Così la Dts Security in breve tempo diviene una sorta di azienda capace di fornire difese a tutti coloro, imprese ed uomini stranieri, che essendo esposti ne avevano bisogno. Diviene in molti territori dell'Iraq un esercito parallelo a tutela del flusso di capitali che giunge in iraq sottoforma di macchinari, politici, o trivelle. La nostra coppia Castellani-Simeoni quindi si è recata in Iraq attraverso le ong ma giunta una volta sul luogo dopo pochissimo tempo ha portato avanti il suo progetto di edificare un azienda di scorta e servizio armato.

    Insomma Paolo Simeone e Valeria Castellani hanno utilizzato le associazioni non governative per inserirsi su un territorio con la massima agilità e copertura, poi lentamente hanno mutato la loro prassi hanno abbandonato il loro lavoro di volontariato iniziando ad impegnarsi sul piano imprenditoriale. Del resto quale migliore copertura che quella del volontariato quando si è in luoghi di guerra?

    Ogni sospetto sulla possibilità di fornire mercenari svanisce dinanzi al passepartout dell'impegno civile e sociale. Valeria Castellani a Vicenza era nota per una sua spiccata simpatia per la estrema destra ma dopo la sua partecipazione alla missione di Intersos in Afghanistan e dopo aver collaborato con "Un Ponte per..." in Iraq, beh ha indossato una robusta panoplia di purezza.

    A questo punto si comprende facilmente che le due Simona sono state rapite per una logica interna ai servizi di sicurezza privati. Del resto i primi a dare notizia di come era avvenuto il rapimento sono stati proprio Simeone e Castellani. Insomma erroneamente con grande probabilità viene attaccata "Un Ponte per..." e vengono sequestrate Simona Pari e Simona Torretta al fine di attaccare l'agenzia di protezione che ha avuto persone in qualche modo provenienti dall'associazione.

    Ora bisogna comprendere se le organizzazioni non governative, se le associazioni di volontariato che utilizzano i contatti con queste persone sapevano chi erano questi personaggi oppure hanno subito un operazione d'infiltrazione. E' facile del resto poter entrare in un'operazione di volontariato. Volontà e serietà oltre che competenza sono gli elementi di scelta nessun'altra selezione è presente. Oltre che sommarie indagini sui propri volontari le ong non hanno spesso la forza di conoscere a fondo i personaggi che decidono di partire per i propri progetti spesso, tra l'altro, deficitari di individui.

    O seguendo invece una tesi opposta si potrebbe ipotizzare che le ong preferiscono avere dei rapporti come dire, strategici con questi personaggi capaci di avere le mani dappertutto e contatti in ognidove. L'unico ambito su cui bisogna (e spero di non dover dire bisognava) è proprio quello delle agenzie che garantisco servizio privato e "soldati a pagamento".

    Hanno mentito politici, media, giornalisti distratti o zittiti da direttori scrupolosi maestrini delle verità d'ufficio. Invece di inventare mediazioni, mediatori, e colpi di scena televisivi bisogna riflettere sul ruolo fondamentale di queste aziende di protezione che nella strategia dello scacchiere irakeno vengono considerate dalla guerriglia vere e proprie spine nel fianco perchè tappano i buchi aperti delle truppe d'invasione.

    I gruppi guerriglieri, i nuclei terroristi hanno ovviamente tutto l'interesse di porre in crisi le organizzazioni private che garantiscono protezione a personaggi ed aziende che l'esercito USA non riuscirebbe a proteggere in misura adeguata. Le due ragazze volontarie ora sono nelle mani di individui che per motivi radicalmente diversi dal loro ruolo in Iraq le usano come strumento di pressione vero il governo italiano che finge ovviamente di non sapere in qual senso il rapimento è stato messo in pratica.

    L'associazione "Un Ponte per..." che da anni cerca di organizzare in Iraq progetti che hanno l'esclusivo imperativo di concedere dignità e possibilità di vita ad una civiltà devastata da decenni di embargo prima ed ora da un'assurda guerra. "Un Ponte per..." ha iniziato a lavorare in Iraq molto prima che sulle sue città devastate si accendessero i riflettori delle tv di mezzo mondo. Un lavoro certosino, continuo, diuturno.

    Era prioritario che il Ministro degli Esteri cercasse di smentire il frainteso dei gruppi terroristi ovvero di idenfiticare le due ragazze in relazione all'azienda di servizi di sicurezza. Era fondamentale che si facesse riferimento alla totale estranietà di queste ragazze al mondo "italiano" delle scorte e dei mercenari. Ma in questa vicenda sembra che più che a cuore del ritorno delle due donne ci sia la volontà non di far emergere la cancrena dei rapporti economici di imprenditori italiani che riescono ad entrare nel succulento mercato iracheno attraverso la mediazione militare dei servizi di scorta che ovviamente sapranno far pendere la bilancia dalla parte degli industriali italiani quando ve ne sarà bisogno.

    Godere di un esercito parallelo, non controllato dai media, che non conosce divise e morti dichiarate è forse in questa guerra l'elemento più delicatamente fondamentale ancor più perchè invisibile all'occhio ed all'orecchio dell'Occidente. Queste due donne pagano sulla propria pelle le scelte imprenditoriali di alcuni italiani che ben hanno saputo dove affondare i canini della finanza ed ora spolpano l'osso dell'Iraq facendo finire tra le ferine ganasce due donne innocenti che in Iraq non erano per guadagnare stipendi lussuosi come militari ed imprenditori ma per portare avanti reali progetti di crescita sociale.

    Indagare e riflettere sulle aziende italiane che in Iraq speculano ed investono, capire che la gestione dei mercenari, in breve, è nelle mani di organizzazioni private italiane, questo è l'ambito unico su cui bisogna ragionare.

    Mentre Rai e Mediaset continuano a mandare in onda i volti dolci e sorridenti delle due giovani ragazze non viene pronunciata su questa vicenda che una bugia perenne.

    Roberto Saviano
    E' un articolo molto inquietante, posso sapere dove lo hai preso?
    Mi paicerebbe approfondire.
    Contro le guerre, sempre !!!!!!!!!!!!!

  8. #38
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    Predefinito Re: Re: A proposito di dubbi che ne pensate dell'articolo?

    In Origine Postato da MarcoF
    E' un articolo molto inquietante, posso sapere dove lo hai preso?
    Mi piacerebbe approfondire.
    Roberto Saviano è un intraprendente giornalista (credo lo sia) 25enne che ogni tanto pubblica delle collaborazioni. Questo pezzo, scritto il 23 Settembre, è apparso varie volte in rete, e come tutte le cose inquietanti ha generato non pochi dubbi. Comunque FLenzi non ha pubblicato la parte iniziale dell'articolo, che mi sembra molto interessante (oltre a rispondere alla tua curiosità). Eccola:


    [Questa mia inchiesta non è stata accettata da nessun giornale con cui collaboro né da altra testata giornalistica italiana. L’unico giornale che ha ricostruito lo scenario del rapimento Pari-Torretta attraverso informative e documentazioni ufficiali raccolte da Rita Pennarola è stato il mensile La Voce della Campania (www.lavocedellacampania.it) che ormai da anni combatte assieme al suo direttore Andrea Cinquegrani la sua solitaria battaglia contro il potere della camorra e l’idiozia del giornalismo italiano, sopravvivendo con dignità nonostante le querele milionarie e le minacce continue.]


    Nessuno ha avuto decenza di dedicare del tempo allo studio, alla ricerca degli elementi sino ad ora raccolti dai Servizi Segreti e dai magistrati. Nessuno. Presi dal vortice cadenzato come un metronomo delle Ansa, dalle notizie battute dagli uffici stampa militari, nessuno ha voluto ricercare con calma e taglio scientifico cosa poteva esserci dietro il rapimento in Iraq delle due volontarie italiane di Un Ponte per…

    Nessuno ha voluto indagare o forse nessuno ha preferito farlo visto che ciò che in ultima somma ne vien fuori è una situazione di incredibile connivenza di poteri che fanno del sequestro di Simona Pari e Simona Torretta un nodo gordiano insolvibile. Il sequestro delle due Simona che ieri un messaggio lanciato nel web vuole addirittura assassinate, è strettamente legato al sequestro dei quattro “impiegati” italiani sequestrati in Iraq: Fabrizio Quattrocchi, Salvatore Stefio, Maurizio Agliana e Umberto Cupertino. Questo sequestro invero rientra in una logica di conflitto le cui parti in causa nessuna inchiesta ha voluto svelare ed i cui motivi sono talmente chiari da avere il ben fondato dubbio che ci sia una generale e pervicace volontà di non lasciarli emergere compiendo una vera e propria scelta di censura. Cercherò di almanaccare i diversi elementi e congetturare con gli strumenti della ragione e della ricostruzione il reale motivo del sequestro. Iniziamo.

    Le informative dei Servizi Segreti italiani dichiarano ....


    Credo che se ti vai a leggere qualcosa de La Voce della Campania ne troverai altri di "pezzi" dubbiosi....


  9. #39
    Brutto tornare in Italia ora!!
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    Predefinito Re: Re: Re: A proposito di dubbi che ne pensate dell'articolo?

    In Origine Postato da Dario
    Roberto Saviano è un intraprendente giornalista (credo lo sia) 25enne che ogni tanto pubblica delle collaborazioni. Questo pezzo, scritto il 23 Settembre, è apparso varie volte in rete, e come tutte le cose inquietanti ha generato non pochi dubbi. Comunque FLenzi non ha pubblicato la parte iniziale dell'articolo, che mi sembra molto interessante (oltre a rispondere alla tua curiosità). Eccola:


    [Questa mia inchiesta non è stata accettata da nessun giornale con cui collaboro né da altra testata giornalistica italiana. L’unico giornale che ha ricostruito lo scenario del rapimento Pari-Torretta attraverso informative e documentazioni ufficiali raccolte da Rita Pennarola è stato il mensile La Voce della Campania (www.lavocedellacampania.it) che ormai da anni combatte assieme al suo direttore Andrea Cinquegrani la sua solitaria battaglia contro il potere della camorra e l’idiozia del giornalismo italiano, sopravvivendo con dignità nonostante le querele milionarie e le minacce continue.]


    Nessuno ha avuto decenza di dedicare del tempo allo studio, alla ricerca degli elementi sino ad ora raccolti dai Servizi Segreti e dai magistrati. Nessuno. Presi dal vortice cadenzato come un metronomo delle Ansa, dalle notizie battute dagli uffici stampa militari, nessuno ha voluto ricercare con calma e taglio scientifico cosa poteva esserci dietro il rapimento in Iraq delle due volontarie italiane di Un Ponte per…

    Nessuno ha voluto indagare o forse nessuno ha preferito farlo visto che ciò che in ultima somma ne vien fuori è una situazione di incredibile connivenza di poteri che fanno del sequestro di Simona Pari e Simona Torretta un nodo gordiano insolvibile. Il sequestro delle due Simona che ieri un messaggio lanciato nel web vuole addirittura assassinate, è strettamente legato al sequestro dei quattro “impiegati” italiani sequestrati in Iraq: Fabrizio Quattrocchi, Salvatore Stefio, Maurizio Agliana e Umberto Cupertino. Questo sequestro invero rientra in una logica di conflitto le cui parti in causa nessuna inchiesta ha voluto svelare ed i cui motivi sono talmente chiari da avere il ben fondato dubbio che ci sia una generale e pervicace volontà di non lasciarli emergere compiendo una vera e propria scelta di censura. Cercherò di almanaccare i diversi elementi e congetturare con gli strumenti della ragione e della ricostruzione il reale motivo del sequestro. Iniziamo.

    Le informative dei Servizi Segreti italiani dichiarano ....


    Credo che se ti vai a leggere qualcosa de La Voce della Campania ne troverai altri di "pezzi" dubbiosi....

    Ti ringrazio della notizia, sarebbe molto interessante cercare di capire perche' nessun mass media ha dato questa notizia, perche' indipendentemente dall'appartenenza politica tutta questa omerta' intorno al questo caso.
    Contro le guerre, sempre !!!!!!!!!!!!!

  10. #40
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    Predefinito Re: Re: Re: A proposito di dubbi che ne pensate dell'articolo?

    In Origine Postato da Dario
    Roberto Saviano è un intraprendente giornalista (credo lo sia) 25enne che ogni tanto pubblica delle collaborazioni. Questo pezzo, scritto il 23 Settembre, è apparso varie volte in rete, e come tutte le cose inquietanti ha generato non pochi dubbi. Comunque FLenzi non ha pubblicato la parte iniziale dell'articolo, che mi sembra molto interessante (oltre a rispondere alla tua curiosità). Eccola:


    Mi scuso ma l'omissione non e' stata voluta, io ho ricevuto quell'articolo per email e tal el'ho riportato, se gentilemnte mi dai il sito intero, mi interesserebbe approfondire di piu' grazie.
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
    I MELONOMI, i sudditi della meloni
    Israele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF

 

 
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