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Citazione:
In origine postato da green
Tu che sei ligure saprai che il Tigullio ha poche affinita' con l'area post industriale genovese, e che il senso di identita' di un Rapallino o Chiavarese non e'assolutamente assimilabile con quella di uno che vive a Borgoratti.
Difatti io uso come nickname Zena e sono del Tigullio :D
Comunque hai ragione: noi ci sentiamo genovesi (dialetto, stile architettonico, vita universitaria, socio-sportiva, ludica e anche lavorativa per molti), ma ci teniamo ad evidenziare la nostra specificità rivierasca.
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Citazione:
In origine postato da green
Bravo Zena, non dobbiamo fare cadere nel dimenticatoio questa area di dibattito.
Che ognuno dica la sua in merito.
In realta'mi sembra di capire che esista gia'un forum dedicato e gestito da Parmigiano, ma il titolo stesso, citando Miglio forse, mette i piu', come me d'altrocanto, in una certa forma di soggezione, avendo poca conoscenza e dimestichezza del Migliopensiero.
Comunque e'suo il concetto di macroregioni e dovremmo tendere a questo.
Ma nell'ambito della stessa andrebbero sviluppate le entita' locali da te citate o altre.
Tu che sei ligure saprai che il Tigullio ha poche affinita' con l'area post industriale genovese, e che il senso di identita' di un Rapallino o Chiavarese non e'assolutamente assimilabile con quella di uno che vive a Borgoratti.
Cosi come un Carnico ha ben poco da spartire con un Triestino.
Il concetto di Padania inoltre e'visto daggli allogeni come qualcosa di non reale.
Ed in aprte hanno ragione seppure sulla base di motivazioni diverse dalle loro.
Da sud a nord della Padania cosi'come da Est ad Ovest e'esisito fino all'immediato dopoguerra un insieme di razze e costumi diversissimi.
Bisogna lavorare su queste identita' e senso di appartenenza.
Diciamolo nessuno, se non per un senso di appartenenza politica o simpatia si sente padano, ma nell'intimo si sente milanese come veneziano o padovano.
Prima di fare una macroregione padana, che non dimentichiamo conterebbe 30 MILIONI DI ABITANTI, forse sarebbe il caso di battersi per PROVINCE veramente autonome.
Catalogna , Paesi Baschi , Irlanda, Scozia, non superano i 5-7 milioni di abitanti, ed e'questa la giusta taglia per uno stato-nazione.
Io credo che a Nord ci si senta del Nord e si abbia piena consapevolezza di essere etno-culturalmente diversi dal resto della penisola.
Il problema è che questo Nord rimane un concetto che nasce più per contrapposizione che per affermazione identitaria. Le cause sono ovvie: manca una lingua unica, manca una vera storia comune (anzi: la storia del Nord è storia di localismi esasperati), mancano usi e costumi uniformi. Un limite? Dal punto di vista politico si, ma queste sono le nostre caratteristiche e non a caso si è sempre parlato di confederazione padana e mai di nazione. La Padania è così sempre rimasta un'idea, un nome capace di indicare il coronamento di una libertà riacquisita che però non riesce ad andare oltre il movimento Lega Nord. Con questo bisogna fare i conti: la voglia di autonomia e radicamento locale vi sarà sempre. Bisogna capire come ritornare al cuore dell'elettorato, ossia individuare una nuova strategia. Va bene l'identità civica, va bene l'identità "montana", va bene l'identità comprensoriale o regionale. L'importante è che si ricominci a ringhiare contro Roma.
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concordo, ma c'è una questione...
il partito di protesta serve a qualcosa?
o è meglio riempirlo di un'ideologia chiara... creando una forza che propenda a governare il Nord.
Poi il federalismo deve avvenire con le regioni del nord in mano alla Lega, che contrattano la propria autonomia o con la Lega al governo di Roma.
2 alternative:
1 si governa a Roma e si scende a compromessi
2 si sta all'opposizione e si protesta senza determinare nessun cambiamento.
la situazione è ingarbugliata.
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Nato nel parmense, univeritario a genova, lavorante a Milano, posso a pieno titolo dire la mia sulla natura dei popoli padani od almeno su alcuni di loro.
Con eccezione del Piemonte, e non me ne vogliano, che non mi attira forse perche' patria dei savoia e delle nostre disgrazie, conosco ed amo ogni angolo della Padania.
E devo quindi dire che il concetto di Padania e' stato un tentativo di coagulare anime diverse, insomma uno slogan, riuscito fino ad un certo momento , nell'ottica della battaglia politica.
Ma solo uno slogan!
Ora sarebbe il tempo di virare a 180’‘ .
Non lo dico io che conto un c**** ma lo dice la gente, la base!
Scenario tra i tanti:
Si perdono le elezioni del 2006!
Non si ha piu' nessun interesse a stare nella CDL, e nelle regioni del Nord, comunque a guida centro destra si puo' ragionevolemente alzare il prezzo cheidendo l'autonomia delle Province.
La Consulta o qualche organo dello stato bocciera' la richiesta ed allora si porta la battaglia alla grande a Bruxelles e si lotta li'!
Ricordiamo che Bosman, un oscuro giocatore di pallone ,ha provocato un terremoto in quel mondo e nel mercato del lavoro in Europa, con una sua denuncia ed una conseguente applicazione dell'omonima legge!
Slegati e liberati dalle pastoie governative che hanno partorito la riforma sciagurata delle pensioni di Maroni, la castigata devolution, i vari condoni pro-berlusconi, un'unione confederata di movimenti autonomisti padani uniti dal simbolo lega, potrebbero agire con caratteristiche di guerriglia, piuttosto che battaglie campali mal condotte come adesso.
Qualche agguato fallirebbe, qualcuno avrebbe successo.
Ed agguato dopo agguato, trappole su trappole forse potremmo appendere alla fine la pelle dell'orso itagliota, ognuno a suo modo, nelle proprie diverse case, di fronte ai propri diversi ma comunque sempre buoni piatti fumanti.
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la lega nord ha perso credibilità, serve un'ideologia forte per rianimarla...
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Citazione:
In origine postato da peronimarco
la lega nord ha perso credibilità, serve un'ideologia forte per rianimarla...
La lega nord e'nata sulla base di un'idea!
L'idea e'rimasta, e' la lega che e'cambiata.
Non e' facile fare politica, soprattutto in itaglia!
Movimenti nazionali se non hanno i soldi del berlusca od il seguiito opinionista della sinistra non fanno molta strada.
E'per questo che bisogna ragionare in piccolo, sul particolare!
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Il pensiero fondamentale della Lega Nord deve rimanere sempre uno: PADRONI IN CASA PROPRIA; SOVRANI SULLA PROPRIA TERRA! Da qui possono essere tratte tutte le conseguenze necessarie, in ogni campo della vita sociale e politica.
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Vediamo di stoppare un attimo gli slogan.
Cerchiamop di analizzare in modo un tantini pragmatico cosa avviene gia' ora nella sciagurata penisola.
Esiste l'ormai gia'citato esempio dello stato siciliano che tutto puo'addiritura , facendo politica estera ( sic!0, di opporsi agli stanziamenti verso la Lombardia in accordo alla legge dello stato 2000/56.
Un po' piu' vicino a noi esistono poi le due province autonome di Trento e Bolzano.
Non mi sembra che se la spassino poi tanto male.
Quando ero a Cavalese sapevo dai fiemmazzi che i residenti ricevevano, e penso tuttora, contributi per la prima casa, abbattimento delle tasse sull'elettricita' e altro.
Mi chiedo se esista anche un organo definito Regione Trentina, francamente mi sfugge, ma e' anche la dimostrazione che in presenza di due forti province autonome la Regione conta poco....anche perche' le due anime delle province stesse sono molto dissimili tra loro, forse le piu' diverse in Padania.
Compitino:
@ E'possibile estendere a tutte le province padane 'autonomia?
@ E'previsto qualcosa di simile dall'attuale riforma federale?
@Nel caso , quasi certo, che nessuna delle due condizioni sia prevista, quali strumenti possiedeno le tribu' padane che assommano a circa 3-5 milioni di nativi ( uso dei termini con riferimento all'epopea americana, perche' siamo ormai prossimi al analogo compimento) per battersi affinche', se non tutti , almeno alcuni territori possano scegliere le forme di governo a loro piu'vicine...ed utili per la sopravvivenza?
La lega nord puo' essere il giusto tramite per traghettare le genti verso una possibile salvezza o occorre anche la DEVOLUTION dalla lega?
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Notizia di oggi La Caritas. organo da eliminare con qualsiasi mezzo, oltre a farneticare sulla necessita'di altri immigrati ha previsto per il 2014, la presenza di regolari in circa 5 milioni, chiaramente tutti al nord.
ECCO PERCHE LA RIFORMA FEDERALE IN CORSO E' FUORI TEMPO MASSIMO.
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LA PROPRIA TERRA
Vorrei una spiegazione del concetto propria terra.
Quali sono i criteri che stabiliscono questa entità.
Per definire propria terra bisognerà stabilirne i confini, come?????.
In un contesto territoriale omogeneo come è possibile enunciare il concetto di propria terra.
Nel mondo globalizzato, con tutti i pregi e difetti, dove si tende ad abbattere le barriere al fine di allargare il mercato e le conoscenze, come si concilia il principio della propria terra.
Il concetto "propria terra", non è forse al ritorno delle barriere. Abito in Toscana e faccio parte di un'associazione di studi storici, ebbene nella ricerca si è trovato un deliberato del 1851, in cui il Comune, sentita la cancelleria centrale degli Uffizi, avrebbe consentito a studenti provenienti dall'estero di fequentare le scuole superiori del comune. Ebbene questi studenti provenivano da città e paesi distanti pochi chilometri o per dirla ad un tiro di schioppo.
E' questo che si vorrebbe?????????
Attendo spiegazioni
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Infatti bisogna analizzare sempre le parole ed il loro significato. Quando si dice "secessione" bisognerebbe avere ben chiaro il concetto di secessione da chi, con chi e sopratutto come/quando!
Per quanto riguardo il significato di "propria terra" nell'ambito di una grande Padania ( grande inteso geograficamente), dobbiamo ammettere che essa non puo' intendersi come macroarea di appartenenza di ciascun Padano.
Un Valtellinese si sente probabilmente piu'simile ad un Ticinese o Grigione, che ad un Triestino.
Pero' non si puo' neanche miniaturizzare troppo il senso di appartenenza ad un territorio.
Non puo'un Bussetano sentirsi non appartenente all'area Parmense, e le rivalita' che pur esistono, tra Fidenza,Parma e Busseto sono da ascrivere a campanilismi, ma non a vere divisioni etniche e sociali.
Allora bisognerebbe costituire quella che si intende per giusta "taglia" di un territorio di appartenenza ( ritengo che sia la provincia) e ad essa adattare ogni forma del vivere civile, sociale e quindi politico.
Un interessante esercizio tra forumisti sarebbe quello di identificare nell'ambito delle Grande Padania, territori omogenei sui quali basarsi per ogni tipo di azione/ rivendicazione.
Io dal mio potrei dire che vedrei bene come area omogena l'unione di Parma Piacenza con la Lunigiana fino a Massa e Spezia.
Con i Reggiani "testa quedra" invece metterei un bel muro e li lascerei in mano ai modenesi....
Su popoli dite la vostra su quello che vi "attizza" di piu' nel creare i "confini "della vostra terra.