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Discussione: Il giovane Hitler

  1. #61
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    In origine postato da cesaro
    Sì, scusami per l'appunto. Data la storia che hai alle spalle, sarebbe stato più corretto da parte mia starmene zitto. Chiedo scusa. Ciao.
    Non hai nessun motivo di scusarti Cesaro ! Precisione e' precisione ! Anche per uno storico dilettante come me.

  2. #62
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    BOUGIA NEN autentico, cioè come per l'Esercito Piemontese, io NON ARRETRO MAI !!
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    In origine postato da Wandervogel
    prima di dare giudizi definitivi sul Nazionalsocialismo occorrerebbe una informazione adeguata. Cosa non facile perchè studi veramente seri non ce ne sono molti.
    Voglio dire oggi, penso, pochissimi siano titolati a poter parlare con cognizione di causa su cosa abbia veramente rappresentato il Nazionalsocialismo. Occorre leggersi una miriade di testi ed essere in grado di cogliere fra le righe il significato di certi principi al di là della vulgata denigratoria (molta) o apologetica (poca).
    Certamente io non sono uno di questi.
    Tuttavia mi sento di farti una precisazione e cioè che l'antisemitismo non rappresentava una prerogativa esclusiva della NSDAP, nella Repubblica di Weimar dove partiti e movimenti spuntavano come funghi, diversi erano i movimenti che ne facevano un cavallo di battaglia. Il programma della NSDAP si caratterizzava per altri punti.
    Nel clima degli anni '20, poi, l'associazione ebraismo=comunismo era molto stretta, stante gli eventi della rivoluzione bolscevica e i personaggi del partito comunista tedesco.
    ma chi butta via TUTTO.....
    io semplicemente mi rifaccio ad un lato quello razziale che ci vide "obbligati" e dall'altro mi riferisco a quello prettamente economico che ci vedeva assolutamente contrapposti....
    LA SOCIALIZZAZIONE fu ottusamente ostacolata in primis dal Reich (che la vedeva come una "pericolosa" deriva ns. socialista..) e poi dai grassi imprenditori.....
    cioè se per caso avessimo vinto la guerra tra i due regimi si sarebbe arrivati PRESTO ad uno scontro diretto......, parliamoci chiaro Wandervogel il Duce mal "digeriva" i tedeschi ed i tedeschi partendo da Goebbels mal digerivano Noi..e non solo per il discorso del tradimento....
    l'idilio se MAI ci fù...durò pochissimo.....

  3. #63
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    In origine postato da ETTORE MUTI
    LA SOCIALIZZAZIONE fu ottusamente ostacolata in primis dal Reich (che la vedeva come una "pericolosa" deriva ns. socialista..) e poi dai grassi imprenditori.....
    permettimi, ma non sono daccordo.
    Se ci furono ostacoli da parte Germanica all'attuazione dei decreti sulla socializzazione, credo si possa riferire esclusivamente ai dubbi sulle ripercussioni in materia di produzione che stante il periodo di eccezionale gravità, si sarebbero potuti verificare in un periodo di transizione.
    In linea di principio la socializzazione riavvicinava (forse addirittura la scavalcava...) la legislazione italiana a quella tedesca in materia di diritto del lavoro.
    L'istituzione del D.A.F. con il sindacato unico di tutti i produttori, l'organizzazione delle fabbriche con il consiglio dei fiduciari e la creazione del principio dell'Onore del Lavoro, rendevano la Germania molto più avanti nella materia rispetto a quanto lo fosse stato il regime Fascista fino al '43.
    Insomma il principio del "bene pubblico che prevale su quello privato" era in Germania radicato e sviluppato da molto più tempo, la RSI superando finalmente le resistenze interne che avevano ingessato il regime, ebbe il grande merito di azzerare il divario accumulato, recuperando quelli che costituivano i principi ispiratori di p.zza S.Sepolcro.

  4. #64
    Cuore Nero
    Ospite

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    In origine postato da Wandervogel
    permettimi, ma non sono daccordo.
    Se ci furono ostacoli da parte Germanica all'attuazione dei decreti sulla socializzazione, credo si possa riferire esclusivamente ai dubbi sulle ripercussioni in materia di produzione che stante il periodo di eccezionale gravità, si sarebbero potuti verificare in un periodo di transizione.
    In linea di principio la socializzazione riavvicinava (forse addirittura la scavalcava...) la legislazione italiana a quella tedesca in materia di diritto del lavoro.
    L'istituzione del D.A.F. con il sindacato unico di tutti i produttori, l'organizzazione delle fabbriche con il consiglio dei fiduciari e la creazione del principio dell'Onore del Lavoro, rendevano la Germania molto più avanti nella materia rispetto a quanto lo fosse stato il regime Fascista fino al '43.
    Insomma il principio del "bene pubblico che prevale su quello privato" era in Germania radicato e sviluppato da molto più tempo, la RSI superando finalmente le resistenze interne che avevano ingessato il regime, ebbe il grande merito di azzerare il divario accumulato, recuperando quelli che costituivano i principi ispiratori di p.zza S.Sepolcro.
    su questo concordo pienamente con te....il Nazionalsocialismo incontrò meno resistenze rispetto a quelle con cui dovette compromettersi il fascismo...quindi pur con tutte le differenze che esistono tra fascismo e nazionalsocialismo....a livello pratico il movimento tedesco riusci a radicarsi in maniera più totale nella società rispetto al fascismo italiano che invece conviveva forzatamente con forze reazionarie come la monarchia e la massoneria....forze che poi furono la rovina del fascismo..
    quindi dal punto di vista economico ottenne più risultati in senso socialista il nazismo......ricordiamoci di come il progetto corporativista non fu mai applicato in tutto e per tutto per l'ostilità di certe forze...

    detto questo..restano le differenze che mi portano ad essere Fascista piuttosto che nazionalsocialista...ma ovviamente la mia stima e la mia ammirazione per quel movimento rivoluzionario che sorse in Germania resta .....nonostante i rapporti mai idilliaci tra italiani e tedeschi....continuo a preferire un fascismo vicino a Hitler...che un fascismo reazionario e conservatore al fianco di Churchill (cioè un fascismo annacquato)..

    saluti fascisti!

 

 
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